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Cucina di Sicilia
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Cucina di Sicilia: Cultura e tradizioni siciliane
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Modi di dire e proverbi
di www.cucinadisicilia.it
Quannu i nuvuli vannu a mari pigghiati a truscia e vattinni a lavari
Quando le nuvole vanno a mare piglia il fagotto e vai a lavare
Il proverbio evoca una scena del passato che nel terzo millennio è difficile anche solo immaginare: le donne che prima di andare a lavare la biancheria al ruscello o al lavatoio pubblico più vicino guardano il cielo per osservare la direzione delle nuvole.
Se si allontanano verso il mare è segno che non pioverà e al faticoso lavaggio seguirà una perfetta asciugatura al sole; se al contrario... continua a leggere su:
http://www.cucinadisicilia.it/modi-di-dire-proverbi-siciliani/quannu-i-nuvuli-vannu-a-mari/
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Le ricette di
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A pasta cu furnu
Che dire, è la regina della tavola, non esiste palermitano che alle parole pasta cu furnu non abbia un sussulto misto ad emozione ed aspettativa! Basta avere un bel piatto fumante di anelletti supercondito ca u sulu ciavuru rievoca tavulati, occasioni speciali e ricordi di famiglia!
La pasta al forno, perché no, prestandosi al trasporto è perfetta anche da gustare in una scampagnata o al mare sotto l’ombrellone, un palermitano a mare lo si riconosce immancabilmente dalla tigghia ri pasta cu u furnu e u muluni ca arrifrisca ammuoddu all’acqua! (Dalla teglia di pasta al forno e dall’anguria in acqua sul bagnasciuga a raffreddare).
Esistono svariate versioni di pasta al forno palermitana ma tutte hanno in comune il tipo di pasta, rigorosamente anelletti, il ragù e i pizzuddicchi ri milinciani fritti (melenzane fritte a tocchetti). Io vi cuntu comu a fazzu iu (vi racconto la mia versione).
Ingredienti: 500 g di anelletti, 300 g di tritato di bovino, 100 g di tritato di suino, 1 carota, un gambo di sedano, 1,5 lt di passata di pomodoro... continua a leggere su: http://www.cucinadisicilia.it/ricette-sicil…/pasta-cu-furnu/
Ricetta di Lidia Rappa
Foto: Lidia Rappa
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Suggestioni di Sicilia
di www.cucinadisicilia.it
La Sicilia: un presepio
“Non ti ricordi che gente contenta c’era nelle belle città che abbiamo girate per la novena dell’altro Natale?”
(Elio Vittorini, Le città del mondo, 1969)
La Sicilia è naturalmente vocata ad essere immaginata come un presepio. Molti paesi della Sicilia anche topograficamente corrispondono ad una rappresentazione naturale del presepe. Chi si addentra nelle zone più interne o anche nella costa non può fare a meno di formarsi l’idea che la Sicilia è tutto un presepe. Ci sono paesi e città della Sicilia qualsiasi sia la posizione geografica, digradanti verso il mare, o arroccati sullo sperone più inaccessibile, come Cefalù, Ibla, Montalbano Elicona, Gangi o Erice che sembrano come dei piccoli presepi.
Continua a leggere su: http://www.cucinadisicilia.it/sugge…/la-sicilia-un-presepio
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Le ricette di
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A capunata di milinciani
Ricordo che mia nonna, quando sapeva di avere ospiti a pranzo nna staciuni (in estate), soprattutto se si trattava di figli e nipoti, cominciava la mattina presto a friggere le melanzane, ca a caponata un putia mancari. Noi tutti ci sedevamo a tavola contemplando quella libidinosa meraviglia che, rigorosamente accompagnata da un bellu filuni ri pani, era capace di mettere a tacere intere tavolate.
Il segreto della sua bontà è il suo sughetto agrodolce ca cu u panuzzu abbagnatu è a fini ru munnu! R’arrascari u piattu! La caponata infatti si può gustare così com’è, meravigliosa, profumata, gustosa, ma se sei siciliano devi fare la scarpetta per una perfetta estasi! Esistono svariate versioni di caponata, io vi racconto quella che amo, quella della mia nonna Lidia.
Per preparare a capunata vi serviranno: 10 melanzane nere, una confezione di capperi... continua a leggere su: http://ow.ly/W92Pp
Ricetta di Lidia Rappa
Foto: Lidia Rappa
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Modi di dire e proverbi
di www.cucinadisicilia.it
Vinirisinni a trasiri a trasiri ca minutidda
Riuscire ad ottenere molto cominciando da poco
La traduzione in italiano rende bene il senso della frase, ma è quella letterale che ne dà un’immagine vivida e inequivocabile: la ripetizione di “a trasiri ” (a entrare) rende l’dea di chi si insinua a poco a poco di soppiatto; “ca minutidda” (con qualcosa di minuscolo) svela la furbizia dell’inganno.
Pertanto, se vi capita di imbattervi in qualcuno che “ sinni veni a trasiri a trasiri ca minutidda” per ottenere... continua a leggere su: http://ow.ly/W8Zhx
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Suggestioni di Sicilia
di www.cucinadisicilia.it
La Sicilia non è un'isola
“Io non so che voglia sia questa, ogni volta che torno in Sicilia, di volerla girare e girare, di percorrere ogni lato, ogni capo della costa, inoltrarmi all’interno, sostare in città e paesi, in villaggi e luoghi sperduti, rivedere vecchie persone, conoscerne nuove. Una voglia, una smania che non mi lascia star fermo in un posto. Non so. Ma sospetto sia questo una sorta d’addio, un volerla vedere e toccare prima che uno dei due sparisca.”
(Vincenzo Consolo, Le pietre di Pantalica, 1988)
La Sicilia non è un’isola ma un continente. Così sembra presentarsi ai nostri occhi. Diversità orografica, diversità nel dialetto, diversità nel sentire. Se c’è una cosa che accomuna i siciliani è il loro sentire tragico e se c’è un centro non esattamente geometrico questo è l’Etna, che è la vera stella polare dell’isola.
Percorrendola in lungo e in largo, questa grande regione non riesce a non darti un sentimento di appartenenza. Forse perchè ingloba tutta una bellezza paesaggistica ancora intatta e primigenia e... continua a leggere su: http://ow.ly/W8Z33
Testo di Antonella Coco
Foto: Antonella Coco
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Pasta cu i tinniruma
Difficile trovare un siciliano che non abbia sfidato le alte temperature estive pur di mangiare questa bollentissima ma squisita minestra! A tutti noi è capitato di vedercela servire a pranzo in agosto, con 40 gradi, e di sentirci dire “manciati i tinniruma ca arrifrischi“. Io non credo che sia davvero così, ma è troppo buona per resistere!
I tinniruma sono le foglie della zucchina lunga, tipica del periodo estivo, tenere e felpate al tatto, che si vedono in estate penzolare dalle pergole nelle case di campagna. La zucchina lunga, che da sola avrebbe un sapore poco deciso (Falla comu vo’, sempri è cucuzza), accompagnata dalle sue stesse pampinieddi, foglioline, si accende di sapore e di colore!
Vi spiego come prepararla:
Ingredienti: un mazzetto di tenerumi, 1/2 zucchina lunga, 5 pomodori maturi... continua a leggere su: http://ow.ly/W8YT0
Ricetta di Lidia Rappa
Foto: Lidia Rappa
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Milincianieddi ammuttunati
Melanzane piccole ripiene

I milincianieddi ammuttunati sono un tipico piatto estivo; si sa ca u palimmitanu si lamenta ru cavuru ma si nun friii un cantaranu ri ruobba nun è surisfattu! (il palermitano si lamenta del caldo ma non è soddisfatto se non frigge un’infinità di roba). Queste melanzanine piccole sono deliziose, profumate di mentuccia e annegate nel sughetto e sarebbe un sacrilegio non mangiarle accompagnate rigorosamente da un beddu filuni ri pani, r’arrascari puru u piattu! (Accompagnate da un bel filone di pane e con minuziosa “scarpetta” per ripulire il piatto)

Eccovi la ricetta:
Ingredienti: 6 melanzanine, 4 spicchi d’aglio, 200 g di caciocavallo stagionato, mentuccia, sale, pepe, salsa di pomodoro fresco, olio di semi di girasole.

Preparazione: lavate le melanzanine... continua a leggere su:
http://www.cucinadisicilia.it/ricette-siciliane/milincianieddi-ammuttunati/
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Babbaluci ru fistinu
Lumache alla palermitana

“Babbaluci ri sucari e fimmini ri vasari un ponnu mai saziari” (lumachine da succhiare e donne da baciare sono cose che non saziano mai). U fistinu è la festa in onore della nostra Santuzza Rosalia, che liberò la città dalla peste; noi la celebriamo ogni anno il 14 luglio con una festa che porta la Santa sul vascello in giro per la città illuminata e culmina con un poderoso iocu ri fuocu, fuochi d’artificio.

Non c’è modo migliore di godersi lo spettacolo se non accompagnati da un beddu piattinu di babbaluci ri sucari. Potete acquistarle alla bancarella del babbaluciaru o prepararle da voi a casa, ma state certi che non ne sarete mai sazi.

Per prepararle vi occorre :
1kg di lumache, le trovate in questo periodo dal fruttivendolo, olio d’oliva, 4-5 spicchi d’aglio rosso, sale, pepe e un bel mazzetto di pitrusinu (prezzemolo) tritato.

La preparazione è semplice... continua a leggere su: http://www.cucinadisicilia.it/ricette-siciliane/babbaluci-ru-fistinu/
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Pane panelle e crocchè o cazzilli

Un gustosissimo viaggio nel cuore di Palermo, u pani chi panielli non potrà che incantarvi. Non esiste palermitano o turista che, inebriato dal ciavuru, riesca a resistere alla sua tentazione. U panillaru con il suo lapino fumante è una vera e propria sirena, qualsiasi occasione si presta all’assaggio del morbido panino con la giggiulena (semi di sesamo) farcito di questa meraviglia: le panelle, frittelle sottili e croccanti di farina di ceci, condite a richiesta con sale pepe e limiuni.

Si può mangiare liscio o cu i cazzilli, gustosissime crocchette di patate, dalla forma intuibile dal nome. Basta un morso e si futtutu, un tu scuordi cchiú. Potete prepararle anche a casa, basta un po di pacienzia e olio di gomito, vi do la mia ricetta, semplice ma di sicuro effetto.

Per farcire 10 panini:
500 g farina di ceci, 1,5 l d’acqua, una presa di sale... continua a leggere su: http://www.cucinadisicilia.it/ricette-siciliane/pane-panelle-e-crocche-o-cazzilli/
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