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Come verificare la vostra futura pensione

La consulenza di Simone Cogno

Le famose buste arancioni dell’Inps, quelle contenenti la simulazione sull’importo della propria futura pensione, non arriveranno mai. Non ci sono i soldi per la spedizione. Boeri – presidente dell’INPS – spiega: “Ne manderemo solo una piccola parte, perché non ci è stata data l’autorizzazione dai ministeri per superare il vincolo di spesa, e dunque la spesa per spedizioni è contingentata”. È però consigliabile effettuare almeno la verifica dei dati contenuti nel proprio “estratto conto contributivo” accedendo alla propria cartella personale tramite il portale INPS (www.INPS.it) e seguendo il percorso suggerito. Per prima cosa il sistema indirizzerà l’utente alla procedura per ottenere Il codice identificativo personale (il cosiddetto P.I.N.), diventato indispensabile per qualsiasi curiosità o pratica da effettuare sulla propria posizione contributiva, in quanto l’Inps stessa non accetta più istanze in formato cartaceo. Una volta ottenuto tale codice di accesso sarà possibile esaminare e, eventualmente stampare, l’estratto conto della propria attività lavorativa e verificarne la correttezza in termini di contributi versati. È consigliabile fare analizzare il documento da un consulente esperto, da un patronato o dall’Inps stesso, per avere le corrette proiezioni in prospettiva pensionistica. Non sempre infatti le aziende hanno provveduto correttamente al versamento dei contributi per i propri dipendenti o, ancora, non sempre sono state effettuate le dovute iscrizioni alle gestioni previdenziali. Qualche volta, addirittura, si scopre la mancanza di contribuzione a causa di errori della propria posizione anagrafica. Tutte, o quasi, le inesattezze sono sanabili a condizione che il lavoratore conservi diligentemente la documentazione dei rapporti di lavoro – soprattutto di quelli cessati – nonché la documentazione di altro tipo avente una valenza contributiva come, ad esempio, il fascicolo del servizio militare effettuato, necessario per l’accredito ai fini contributivi di tale periodo. Naturalmente questi consigli non pretendono di fornire la soluzione per ottenere una pensione, ma, almeno, se messi in pratica, eviteranno future seccature, perdite di tempo e recriminazioni varie.
di Simone Cogno
Consulente del Lavoro
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Riscattare gli anni di laurea conviene?

Simone Cogno ci aiuta a capire quali sono i costi da sostenere per riscattare gli anni di laurea

ll riscatto di laurea consiste nella possibilità di convertire gli anni degli studi universitari in anni utili per l’anzianità contributiva che, sommati a quelli di lavoro, potrebbero permettere di andare in pensione prima rispetto alla data di pensionamento per vecchiaia.
Per poter presentare la domanda di riscatto è necessario aver effettivamente conseguito il diploma universitario. La copertura contributiva, infatti, non è accordata se l’interessato, pur avendo seguito gli studi universitari, non abbia poi conseguito il titolo.
Il riscatto, inoltre, si riferisce agli anni accademici (o anche solo a una parte di essi) previsti dal piano di studi di ciascun corso di laurea, con esclusione degli eventuali anni “fuori corso”.
Non è possibile ottenere il riscatto se durante gli studi universitari è stata svolta un’attività lavorativa con versamenti di contribuzione all’INPS.
Il riscatto del ciclo universitario può essere esercitato anche dai soggetti che, dopo il conseguimento della laurea non abbiano ancora iniziato a lavorare. In questo caso, l’INPS, a domanda dell’interessato, trasferirà la contribuzione riscattata presso la gestione previdenziale corrispondente in base alla futura attività lavorativa.
L’importo necessario per l’operazione si deduce con un sistema di calcolo in percentuale (33%) sui redditi dell’anno precedente rispetto alla domanda.
In assenza di un reddito di riferimento, l’onere di riscatto è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo degli iscritti alla gestione commercianti (15.548 Euro nel 2016), moltiplicato per l’aliquota contributiva dei lavoratori dipendenti (attualmente pari al 33%). Per semplicità facciamo l’esempio di un giovane laureato in attesa di occupazione che chiede quest’anno di riscattare la laurea breve (tre anni). Per calcolare qual è il costo dell’operazione è sufficiente applicare l’aliquota del 33% a 15.548 Euro e moltiplicare il risultato per i tre anni di università (o nella misura inferiore che si intende riscattare). La somma versata è fiscalmente deducibile dal reddito dell’interessato ai fini Irpef. Nel caso in cui non vi sia un reddito personale, l’onere è detraibile dall’imposta dei soggetti di cui, egli stesso, risulti fiscalmente a carico (in questo caso nella misura del 19%).
Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione, oppure può essere rateizzato in 10 anni senza interessi (120 rate massimo).
La domanda di riscatto non è soggetta ad alcun termine e può quindi essere avanzata in qualsiasi momento. Tuttavia conviene valutare attentamente questo aspetto: generalmente prima lo si fa e meno costa poiché è presumibile – oltre che auspicabile – che i redditi del giovane universitario vadano crescendo negli anni a venire, determinando di conseguenza un incremento dell’onere economico calcolato in percentuale sui redditi medesimi. Negli anni trascorsi, pur con il susseguirsi di diverse riforme previdenziali, coloro i quali hanno optato per questa soluzione ne hanno ricavato un congruo beneficio determinato dall’anticipazione del diritto a percepire il trattamento pensionistico. Con l’avvento della riforma “Fornero” non è venuta meno, se non in parte, la prospettiva di un accesso anticipato alla pensione e, in ogni caso, aver accumulato un maggior numero di anni di contribuzione dà sicuramente luogo ad un assegno pensionistico più alto.
di Simone Cogno
Consulente del Lavoro
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(attualmente pari al 33%).
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Cercasi apprendista con esperienza

Non è raro trovare questa frase, dal senso palesemente contraddittorio, nelle rubriche di offerte di lavoro. Se non altro, offre lo spunto per alcune riflessioni sulla condizione del lavoro giovanile.

I recenti dati pubblicati dall’ISTAT, riferiti al mese di novembre dello scorso anno nel nostro paese, presentano delle percentuali di disoccupazione di livello sempre molto alto, pari al 38,1% nella classe dei 15-24enni (seppur con una diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al mese precedente) e del 17,1% nella classe dei 25-34enni (con un aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente).
La domanda che ci si pone però è: un giovane, per trovare lavoro, deve accettare qualsiasi contratto gli venga offerto?
A questo quesito risponde il Prof. Ichino in un’intervista pubblicata nella rivista “Tempi” di dicembre 2013: “cercare il lavoro che meglio risponde alle proprie aspirazioni, se sono aspirazioni realistiche e ragionevoli, è quello che i giovani devono fare. Ma essi non devono commettere l’errore di restare disoccupati in attesa di trovarlo, quel lavoro ideale. Ai miei laureati, che venivano a dirmi che non trovavano subito un lavoro corrispondente a quello che avevano studiato, suggerivo di andare per tre mesi a Londra e di farsi assumere per qualsiasi lavoro da un’agenzia di lavoro temporaneo: receptionist, commesso di negozio, magazziniere, merchandiser, o qualsiasi altro. Nel peggiore dei casi tornavano in Italia avendo perfezionato il loro inglese e avendo un primo mattoncino nel loro curriculum, molto significativo perché mostrava la loro intraprendenza, curiosità, mobilità, adattabilità.”
Pare che molte persone abbiano colto la bontà di questo parere se prendiamo in esame i recenti dati sul numero dei nostri connazionali che hanno deciso di fare le valigie e trasferire la propria residenza all’estero. Tale numero è cresciuto di oltre il 34%, arrivando a toccare il numero record di 45.000 persone nel 2014. Con una crescita di 11.000 giovani espatriati in appena 24 mesi.
Un’ulteriore conferma si può cogliere se suddividiamo il flusso migratorio per paese di destinazione che, secondo una recente ricerca della Camera di Commercio di Monza e Brianza, è rivolto verso il Regno Unito, la Germania, la Svizzera, gli Stati Uniti e la Spagna.
In particolare, 8.552 giovani di età compresa tra i 18 e i 39 anni hanno preso la via della Gran Bretagna.
Un augurio affinché i giovani abbiano sempre la possibilità e la libertà di poter cogliere le opportunità che si presenteranno, per assecondare le proprie aspirazioni più intime o riscoprire, magari in età più avanzata, vocazioni dimenticate. In un mercato del lavoro non più sotto casa e in cui le aziende richiedono sempre di più la conoscenza fluente della lingua Inglese.
di Simone Cogno
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Colf e badanti: perché conviene regolarizzarli

Regolari assunzioni per i lavoratori domestici

I lavoratori domestici sono coloro che prestano un’attività lavorativa nell’ambito familiare per le necessità del datore di lavoro come, ad esempio: colf, baby-sitter, badanti, autisti, camerieri, cuochi, ecc. Tutte queste figure, rientrano nella definizione di “lavoratore domestico” e si distinguono per le mansioni che svolgono. In linea generale il lavoratore domestico gode degli stessi diritti e delle stesse tutele di qualsiasi lavoratore subordinato, seppur con modalità e procedure amministrative semplificate. Vi sono svariate ragioni per le quali è vivamente consigliabile regolarizzare le persone che svolgono attività lavorativa nelle nostre case. La prima – senza dubbio la più importante – è che solo con una regolare assunzione si attiva la copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro, diversamente, il datore di lavoro corre il serio rischio di essere chiamato a risarcire con i propri beni tutti i danni che dovessero derivare al lavoratore a seguito di un infortunio (teniamo conto che la maggior parte degli incidenti avvengono nell’ambito domestico per l’uso di scale, apparecchi elettrici, ecc.). Un altro importante aspetto è la copertura previdenziale del prestatore d’opera in questione, che avviene mediante versamenti trimestrali costituiti da una quota a carico del datore e di una quota a carico del dipendente, ma la cui effettuazione ricade sotto la responsabilità del datore di lavoro medesimo. Possiamo aggiungere altri aspetti non meno importanti; appare chiaro che la possibilità di agire disciplinarmente nei confronti del lavoratore per danni provocati agli arredi della casa e, caso mai, anche per furti e appropriazioni indebite è maggiormente esercitabile solo qualora il rapporto di lavoro sia regolarmente costituito. Non ultimo, vi è il rischio di incorrere un apparato sanzionatorio di tipo amministrativo, esercitato dalle Direzioni Territoriali del Lavoro, che può essere attivato in qualsiasi momento – anche postumo rispetto alla cessazione del rapporto – su istanza del lavoratore che dovesse ritenere lesi in qualche modo i suoi diritti. A questo punto, riepiloghiamo brevemente i principali adempimenti da seguire per poter gestire con tranquillità il ruolo di datore di lavoro domestico: Dopo aver acquisito i documenti necessari (fotocopia del documento di identità in corso di validità, fotocopia del codice fiscale e del permesso o carta di soggiorno se trattasi di lavoratore extracomunitario), si concordano le condizioni per stipulare in forma scritta il contratto di lavoro domestico, laddove andranno indicati:
– la data di inizio del rapporto di lavoro;
– l’eventuale data di cessazione se il contratto è a termine;
– l’eventuale durata del periodo di prova;
– la categoria di inquadramento e l’anzianità di servizio del lavoratore nella categoria;
– la retribuzione pattuita;
– la convivenza o meno con il datore di lavoro;
– le eventuali condizioni del vitto e dell’alloggio;
– gli orari della prestazione di lavoro;
– l’eventuale giorno del riposo settimanale solenne e la mezza giornata di riposo settimanale aggiuntiva (in caso di lavoro dipendente con impegno costante);
– il periodo concordato per il godimento delle ferie annuali;
– la previsione di eventuali temporanei spostamenti per leggiatura o altri motivi familiari.
Per l’assunzione di colf, badanti, baby-sitter, collaboratori familiari in genere, il datore di lavoro è tenuto a dare comunicazione dell’assunzione all’INPS per via telematica, entro le ore 24 del giorno precedente (anche se festivo) a quello di instaurazione del rapporto di lavoro. La comunicazione all’ INPS garantisce anche l’iscrizione automatica al Centro per l’Impiego e all’INAIL. La comunicazione all’ INPS è obbligatoria:
– qualunque sia la durata del lavoro;
– anche se il lavoro è saltuario o discontinuo;
– anche se il lavoratore è già assunto presso un altro datore di lavoro;
– anche se il lavoratore è già assunto per un’altra attività;
– anche se il lavoratore è di nazionalità straniera;
– anche se il lavoratore è titolare di pensione.
In caso di proroga, trasformazione dell’orario di lavoro e cessazione (per licenziamento) del rapporto di lavoro, il datore di lavoro deve inviare, sempre per via telematica, la comunicazione di variazione all’INPS entro 5 giorni. Se il lavoratore è extracomunitario, ed è in regime di convivenza, deve essere data comunicazione anche all’autorità di pubblica sicurezza competente per territorio (Questure, Commissariati, Stazioni dei Carabinieri), entro 48 ore dalla data di assunzione, tramite raccomandata A/R. A seguito dell’avvenuta assunzione, l’INPS comunicherà al datore di lavoro le modalità per il versamento della contribuzione alle previste scadenze trimestrali. Mensilmente, il datore di lavoro dovrà redigere apposita nota delle competenze maturate ed erogare la retribuzione che non dovrà essere inferiore a quella prevista per le varie tipologie di prestazione dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della categoria (è consigliabile un regolare cedolino paga). Voucher. I “buoni lavoro” (o “voucher”) rappresentano un sistema di pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale accessorio, intendendo, per queste ultime, le attività lavorative di natura meramente occasionale che non generano da parte del prestatore un reddito netto superiore a € 7.000 netti nel corso di un anno solare (9.333 euro lordi). Il compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato. È, inoltre, cumulabile con i trattamenti pensionistici, secondo la normativa vigente ed è riconosciuto ai fini pensionistici. Tuttavia, se il lavoro accessorio è svolto per conto di un imprenditore commerciale (che abbia comunque una partita iva) o un libero professionista, il guadagno massimo si riduce a € 2.020,00 netti (2.693 euro lordi), fermo restando il limite complessivo di € 7.000 netti annui per percipiente. Per l’imprenditore o il professionista rimane la possibilità di utilizzare un numero illimitato di percipienti. Se il datore di lavoro impiega e retribuisce attraverso il lavoro accessorio, un lavoratore per una somma superiore ai limiti previsti, scatta la trasformazione del rapleggiatura o altri motivi familiari. Per l’assunzione di colf, badanti, baby-sitter, collaboratori familiari in genere, il datore di lavoro è tenuto a dare comunicazione dell’assunzione all’INPS per via telematica, entro le ore 24 del giorno precedente (anche se festivo) a quello di instaurazione del rapporto di lavoro. La comunicazione all’ INPS garantisce anche l’iscrizione automatica al Centro per l’Impiego e all’INAIL. La comunicazione all’ INPS è obbligatoria: – qualunque sia la durata del lavoro; – anche se il lavoro è saltuario o discontinuo; – anche se il lavoratore è già assunto presso un altro datore di lavoro; – anche se il lavoratore è già assunto per un’altra attività; – anche se il lavoratore è di nazionalità straniera; – anche se il lavoratore è titolare di pensione. In caso di proroga, trasformazione dell’orario di lavoro e cessazione (per licenziamento) del rapporto di lavoro, il datore di lavoro deve inviare, sempre per via telematica, la comunicazione di variazione all’INPS entro 5 giorni. Se il lavoratore è extracomunitario, ed è in regime di convivenza, deve essere data comunicazione anche all’autorità di pubblica sicurezza competente per territorio (Questure, Commissariati, Stazioni dei Carabinieri), entro 48 ore dalla data di assunzione, tramite raccomandata A/R. A seguito dell’avvenuta assunzione, l’INPS comunicherà al datore di lavoro le modalità per il versamento della contribuzione alle previste scadenze trimestrali. Mensilmente, il datore di lavoro dovrà redigere apposita nota delle competenze maturate ed erogare la retribuzione che non dovrà essere inferiore a quella prevista per le varie tipologie di prestazione dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della categoria (è consigliabile un regolare cedolino paga). I porto tra le parti in un rapporto di natura subordinata a tempo indeterminato, con applicazione delle relative sanzioni civili e amministrative. Se il committente privato impiega e retribuisce, attraverso il lavoro accessorio, un lavoratore per una somma superiore ai limiti previsti, scatta d’ufficio l’iscrizione alla gestione separata INPS per il percipiente. Quindi voucher per pensionati, lavoratori stranieri, ragazze, ragazzi che si prestano negli eventi cittadini, imbianchini saltuari, camerieri per periodi di festa, lavori di manutenzione, etc.. Ricordiamo, inoltre, che le attività di lavoro accessorio, da sole, non consentono né il rilascio né il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Da Luglio 2015 è entrata in vigore la nuova procedura telematica per la gestione dei voucher e, in qualità di Consulenti del Lavoro, oltre ai consueti servizi di busta paga, forniamo anche l’intera gestione dei buoni lavoro.
 
di Simone Cogno
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Julio Velasco - parte 2
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Julio Velasco - parte 1

Narrazione sulla miglior collaborazione tra datore di lavoro e lavoratori con il paragone del gioco di squadra sportivo e continua ricerca del miglioramento personale, grazie anche alla motivazione fisica e mentale.
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Speciale Kart Factory - TGLeonardo RAI 3 il 4/11/2010

Implementazione della catena di montaggio e alienazione degli operai addetti.
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TPS TOYOTA - Produzione Snella

La nuova logistica che adotta il flusso continuo e la fabbricazione per lo stretto necessario. La lean tek promuove il lavoro di tipo standardizzato e quindi il risparmio di spazio e prodotti personalizzati e dinamici.
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                            L’ALCHIMIA FILOSOFICA DI ULISSE

                                    Aforismi sulla trasformazione

Ulisse non rappresenta solo uno dei miti più profondi e potenti dell’Occidente, ma anche il percorso che ogni uomo e ogni donna possono intraprendere per raggiungere la propria realizzazione.
In altri termini, Ulisse incarna il processo alchemico di ciascuno di noi, la filo-sofia, la ricerca appassionata e necessaria della Sapienza, della Conoscenza. Della Donna interiore, del Femminile, dell’Anima.
Si potrebbe dire della Felicità, se questo termine non fosse stato violentato e rimandasse solo più allo stato di euforia narcisistica dell’uomo contemporaneo interessato e indirizzato, anche nella più grave indigenza, all’ideale della comodità.
                                      ********************
Ho riletto il primo canto dell’Odissea tutto di un fiato. Mi ha impressionato l’ampiezza del panorama. La dimensione allargata della visione greca che vedeva la storia degli uomini intrecciata con quella degli dei. Un orizzonte che va oltre il singolo, ma che al tempo stesso conferisce spessore ad ogni singolo, che è legato, intrecciato con il cielo, con le potenze del Destino. Cielo e terra. Maschile e femminile.
La nostra epoca è incredibilmente appiattita su di una visione superficiale, ad una dimensione.
Talmente sottile che quasi scompare. Il nulla. Il nichilismo contemporaneo.
Ulisse ci parla da un mondo che non esiste più. Ma che la nostra anima anela.
                                      ********************
Quando si parla del mito di Ulisse si parla del viaggio rischioso, difficile, avventuroso che ogni individuo conduce per tornare a casa. Per tornare in Sé. Che non significa chiudersi nelle proprie quattro idee sul mondo, sprangando bene la finestra per evitare i ladri.
Ma vuol dire andare incontro ai ladri.
E magari scoprire che non erano così malvagi, e che rubavano per un motivo; un motivo che noi conosciamo bene.
                                     ********************
Ulisse è il viaggio dell’esistenza, la trasformazione a cui non possiamo sottrarci.
Perché anche se ci fermiamo e proviamo a non seguire più il flusso della vita, il flusso ci trasporta lo stesso e diventiamo dei cinquantenni ridicoli, che si vestono da giovani e frequentano ragazzi dell’età dei figli. O trentenni che si sentono adulti e indipendenti ma vivono a casa dei genitori e la sera aspettano che la madre gli dia la buonanotte e il bacino sulla fronte.
                                     ********************
Essere Ulisse vuol dire trasformarsi, ossia non avere paura di assumere nuove forme, nuovi volti, nuovi atteggiamenti.
Vuol dire accettare, aprirsi, cambiare nel momento giusto. In una parola: ascoltare.
D’altro canto trasformarsi non significa cambiare sempre e a tutti i costi e comunque. Quello è trasformismo, ed è una forma di rifiuto della trasformazione, perché la trasformazione avviene solo quando è necessaria. Chi vuole trasformare anche la trasformazione ha paura della trasformazione.
Noi viviamo nel trasformismo e siamo quanto più lontani si possa pensare dalla trasformazione.
                                     ********************
I “professori di filosofia” non sopporteranno che si parli di una filosofia di Ulisse.
Eppure anche loro ogni mattina sentono che il proprio stomaco li chiama a fare colazione, e l’intestino ad andare in bagno.
E’ strano che proprio una persona che si definisce filosofo, ossia ascoltatore della Sapienza e del “Conosci te stesso”, non ascolti e non voglia conoscere il proprio intestino ma solo le pagine ingiallite di un libro morto che giace nella polvere.
Eppure dal proprio intestino dipendono più cose che da tutti i libri del mondo. Ulisse lo sapeva bene.
                                     ********************
Il primo grande alchimista è stato Omero.
Le avventure di Ulisse sono le peripezie che ogni anima affronta per tornare a casa.
Il segreto è saper trovare la giusta armonia, mescolare nel modo appropriato e conoscere gli ingredienti. Chi non ha mai sentito se stesso si chiederà in che modo fare, o si scoraggerà subito perché non esiste una scienza uguale per tutti che prescrive tutte le mosse da fare oggettivamente.
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Chi vuole solo la comodità del proprio divano non conoscerà mai Ulisse.
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Ulisse ci viene incontro con la propria nave, legato all’albero maestro. Sta a noi illuderlo con un finto canto da Sirene o raccontargli la vera storia della nostra anima, ed essere sinceri con lui.
Essere sinceri con noi stessi. Accettarci.
Il mondo cambierebbe all’istante se ognuno fosse in grado di accettarsi.
Ma chi sa (nel senso di sentire profondamente, di gustare) ancora il senso della parola “accettarsi”?
                                     ********************
Anche quando la vita sembra immobile e abitudinaria, se guardiamo bene, o meglio, ascoltiamo con attenzione, tutto si muove, tutto sta cambiando. E ogni nostro atteggiamento e disposizione interiore è fondamentale.
Forse bisogna sviluppare e imparare a costruirsi il più possibile delle cosiddette orecchie interiori per ascoltare e dialogare con il processo alchemico della propria anima e del Destino.
                                     ********************
L’esistenza, quando è vissuta, è una corsa senza fiato, una maratona in cui le soste sono fugaci sguardi all’indietro della durata di un attimo. L’odissea quotidiana, ogni giorno imprevedibile, ogni giorno dura e sorprendente, tragica e felice. L’odissea senza retorica e senza fronzoli, bassa e diretta, che mi tocca. Che mi spinge a correre. Quest’esistenza ha senso solo nel riverbero intermittente del viottolo immerso nel bosco in cui cammino.
                                     ********************
L’alchimia è questo passo ora deciso ora stanco, questo sguardo ora attento ora triste, queste mani ora sicure ora immobili. Questo cuore. Che pulsa.
                                                                                           Andrea Serra
                                                                                                (filosofo)
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