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Tobia Ravà Cantico delle farfalle
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Pericolo di crollo, incontro Anna Maria Corradini e Jean Turco

Giovedì 21 giugno 2018 alle ore 20.45 Pericolo di crollo,
chiacchierata con Anna Maria Corradini, consulente filosofico, e Jean Turco, fotografo.
L’incontro sarà preceduto dalla performance della ballerina Flor Tinoco Sequeiros sotto il maestoso Carpino nel parco di PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, Mirano. La danza avverrà al suono di un hang drum curato da Maria Gabriella Citro.
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”Da’ at. I numeri della creazione”, mostra di TOBIA RAVA’ fino al 28 gennaio 2018 presso la galleria “Luigi Sturzo” - Viale don Sturzo – Mestre-(VE), organizzata dall'Associazione Culturale “ La Fornace”.
E' veramente coinvolgente e affascinante la mostra personale del maestro Tobia Ravà, dal titolo ”Da’ at. I numeri della creazione” allestita presso la galleria “Luigi Sturzo” - Mestre.
Per Ravà l'arte è una modalità per esprimere il proprio percorso filosofico, nel quale la creatività è avvertita come mezzo per sondare il sapere. E questo suo viatico, come si può osservare palesemente nelle sue opere, è generato da un amalgama formato, da un lato, dall'analisi della mistica ebraica e, dall'altro, dalla cognizione del sapere occidentale. Questa sua sensibile dicotomia, composta dalla matrice religiosa e culturale ebraica unitamente agli esiti della conoscenza di derivazione greca, che, in realtà, nelle sue opere si coglie in modo più velato perché più nascosta, acquisisce forza dalla fusione tra il suo vissuto biografico e l'ispirazione che egli trae dallo studio dei grandi uomini del passato che lo affascinano. Così facendo l'opera d'arte a prescindere che sia realistica, paesaggistica, simbolica o astratta, nonché bidimensionale o tridimensionale, diviene quindi un punto d'incontro tra il soggetto ideale di Ravà e l'osservatore. Essa, nel suo insieme, assume una valenza semiologica tale da produrre una condizione psicologica intrisa di un'inesorabile voglia di insondabile e di emozioni, atta a favorire in chi la guarda un percorso iniziatico che induce al sapere autocosciente.
Siro Perin

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1/19/18
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MOCA Modern Contemporary Art PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea Domenica 17 dicembre alle ore 16.00 appuntamento a Mirano al PaRDeS e nello studio di Tobia Ravà per un incontro dal titolo 'I numeri nell'arte' nell'ambito della mostra "Matematiche zoomorfe", a cura di Maria Luisa Trevisan. Oltre all'artista, l'Arch. Eugenio Mario dell'Università di Padova e il Dott. Leonidas Paterakis di Fablab ci racconteranno come dai numeri e con i numeri si possa creare arte. L'evento, organizzato da Moca grazie ad Enrico Gobbin e Maria Grazia Palombi, è gratuito ed aperto a tutti. Sarà anche una buona occasione per scambiarci gli auguri di Buone Feste. Domenica 17 dicembre h. 16.00 al PaRDeS Laboratorio di Ricerca d'Arte Contemporanea Via Miranese 42 Mirano (VE) Si prega di confermare la vs. gradita presenza a Laura Gallon cell. 346 573 6853. La mostra sarà poi visitabile su appuntamento al 041-5728366
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Infiniti interiori - Opere recenti di Tobia Ravà

In occasione della apertura della 57a Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia,
Elisabetta Donaggio e Alfredo Pugnalin della Galleria d'Arte L'Occhio di Venezia hanno il piacere di invitarvi alla inaugurazione della mostra: "INFINITI INTERIORI - opere recenti di Tobia Ravà"
A cura di Maria Luisa Trevisan
Domenica 7 maggio 2017 alle ore 11.30
L'esposizione sarà visitabile fino al 7 giugno 2017

In un momento in cui l'umanesimo è messo in pericolo da guerre, conflitti religiosi ed interetnici, che sembrano non aver più fine, Tobia Ravà ci parla di valori, principi etici e morali, di un mondo inclusivo e di un uomo riqualificato, di una dimensione spirituale in cui l’arte costruisce ed eleva l’essere umano. Il suo atelier è un a sorta di laboratorio d’idee aperto alla collaborazione artistica e intellettuale di soggetti che operano nella sfera culturale e artistica. In un'epoca del post - internet, egli ristabilisce un nuovo legame con la scrittura, utilizzandone una tra le più antiche, quella ebraica, in cui la corrispondenza, compresenza e compenetrazione di lettera e numero (ghematrià), porta ad un arricchimento di idee, originali sviluppi e nuove riflessioni. Egli ha inventato un suo universo originale in cui compiere un viaggio dall'interiorità all'infinito, dove trovano posto sogni e utopie, e mostra con immagini gioiose, energetiche e vitali le possibili strade da seguire, le relazioni con l’altro, con le diverse culture, auspicando una sempre più proficua collaborazione con artisti che provengono da mondi differenti e un rapporto più corretto, giusto, rispettoso nei confronti dell’ambiente, del mondo animale, della natura e del cosmo, nella convinzione che l’arte può far compiere un passo in avanti all’umanità intera.

Umberto Eco ha suscitato in Tobia Ravà la curiosità di approfondire il pensiero del cabalista di Safed, Isaac Luria, ed ora la Kabbalah luriana è un cardine della sua ricerca. Il suo lavoro assume perciò un valore etico, anche se non intende dare delle risposte assolute, ma pensa che le sue opere possano suscitare, in chi ne viene a contatto, delle nuove domande, e in questo senso possa servire a far riflettere su determinati concetti. I suoi boschetti generano sempre nuovi percorsi ed evidenziano un rapporto panteistico con la natura nei termini in cui Spinoza può aver forse tratto proprio dalla Kabbalah l’equivalenza tra Dio e Natura. C’è un recupero dei valori legati alla bellezza e al rispetto dell’ambiente, ma anche della storia e del passato e di tutto ciò che l’uomo ha prodotto come risultato di conoscenze e saperi.

La logica letterale e matematica, che sottende le sue opere, è intesa come codice genetico e raccoglie elementi sia filosofici sia linguistici che vanno a costituire una sorta di magma pittorico fatto di lettere e numeri, che si cristallizzano sulla superficie “grandangolata” di immagini architettoniche e naturalistiche con vedute di canali e boschi, congegni meccanici e orologi.
Se gli artisti rinascimentali cercavano la bellezza ideale nelle geometrie attraverso i rapporti numerici per raggiungere equilibrio ed armonia, misura e ordine, Tobia Ravà sviluppa un percorso simbolico a rebus costruito su piani di lettura diversi attraverso la ghematrià (“gimatreya”), criterio di permutazione delle lettere in numeri in uso fin dall’antichità nell’alfabeto ebraico, secondo cui ad ogni lettera corrisponde un numero, così ogni successione alfabetica può considerarsi una somma aritmetica. L’artista ricrea i luoghi del reale servendosi di un linguaggio codificato riferito ai numeri relativi alla traslitterazione ghematrica delle 22 lettere che compongono l’alfabeto ebraico, che hanno appunto un significato etico, spirituale e numerologico, metafora di una disgregazione attraverso le scintille di un Big Bang ancestrale.

Attuando un confronto tra parole che hanno lo stesso valore numerico scopre che esistono delle corrispondenze invisibili tra le cose, questo si lega al pensiero sincronico della tradizione ebraica, secondo il quale quello che è successo in passato, attraverso la memoria, viene rivissuto dal singolo nel presente. Da qui l’importanza della storia e l’alto valore della memoria per l’avvenire. Questo intreccio affascinante tra presente, passato e futuro, tra natura e cultura, viene non solo intuito e riconosciuto dall’artista, ma anche visualizzato attraverso seducenti immagini fatte di forme, colori, lettere e numeri, che costituiscono quella foresta di simboli che si cela dietro il reale.


Maria Luisa Trevisan

Galleria d' Arte L' Occhio
Orario: Tutti i giorni dalle 11.00 alle 18.00. Martedì e domenica su appuntamento
Dorsoduro 181 – Venezia. Tel. e Fax 0039 041 5226550 / 0039 348 6045541; www.gallerialocchio.net
gallerialocchio@tin.it

PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea
via Miranese 42, 30035 Mirano (VE) tel./fax 041/5728366 cell. 349 1240891; artepardes@gmail.com
www.artepardes.org; (anche su Facebook, Google plus e Twitter)



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Oggi: giovedì 6 aprile a Ca' Foscari (S. Sebastiano aula 24)
dalle 16.30 entrata libera
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“Segnali dall’ Altrove”, Emilio Tadini e Tobia Ravà
Opere grafiche e multipli

A cura di Maria Luisa Trevisan

Prorogata fino al 2 marzo, presso l’Art Factory di Tobia Ravà in Fondamenta de l’ Arzere, Dorsoduro 2324 a Venezia.

La mostra rappresenta il ritorno a Venezia di Emilio Tadini che iniziò la sua carriera espositiva proprio da questa città nel 1961 con la personale alla storica Galleria del Cavallino, fondata nel 1942 da Carlo Cardazzo, vera avanguardia culturale del tempo.
Qui il suo primo collezionista fu Tancredi (di cui è in corso una mostra alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia). Tadini tornò nel 1978 e 1982 poi invitato a partecipare alla Biennale di Venezia e ancora nel 1983 con lo Studio Marconi al Salone Internazionale dei Mercanti d’Arte Contemporanea a Palazzo Grassi. Sarebbe stato contento di esporre con Tobia Ravà, poiché presentano un humus culturale simile, la stima per Umberto Eco e Valerio Adami, che per Tadini sono stati degli storici amici, per Ravà punti di riferimento nel suo percorso culturale allievo infatti di Umberto Eco al corso di semiotica all’ Università di Bologna.
Per il più giovane Tobia Ravà, Emilio Tadini ha costituito un punto di riferimento negli anni ’80, ossia ai tempi della sua formazione in cui si sentiva molto vicino al suo lavoro e anche all’opera del fraterno amico Valerio Adami. Con loro Tobia Ravà ha in comune un grande amore per la grafica, e la sua partenza è proprio in questo ambito alla Scuola di Grafica di Venezia con Licata, Sene, Pagnacco, Vecchiet e di Urbino con Bruscaglia e Ceci.
A Venezia sono esposte prevalentemente opere serigrafiche di Tadini sul tema della natura morta, della fiaba e del racconto con omaggi alla pittura e ai colori , attraverso la raffigurazione di tubetti e pennelli, mentre di Tobia Ravà vi saranno, oltre alle serigrafie, anche incisioni e altre tecniche grafiche a tema naturalistico, soggetti veneziani e cabalistici, architetture, nature morte e in particolare i boschi in mostra anche con un intento etico, poiché purtroppo in questi giorni li vediamo incendiati da irresponsabili e criminali.
Emilio Tadini e Tobia Ravà condividono un’arte che racconta e una pittura cromatica che trasmette gioia e positività, i loro colori attraggono, l’ambientazione affascina, rapisce e risucchia lo sguardo. Entrambi danno colore all’immaginazione e amano sviluppare un discorso sull’ “Altrove”: per Tadini è quello del “c’era una volta” della fiaba, poiché prima di essere pittore è scrittore: “è una dimensione appassionante, progettata, disegnata, costruita … vicino alla scrittura”. Anche Tobia Ravà ama l’ “Altrove”, la sua opera è straniante e narrativa, scrive e descrive contemporaneamente. Le immagini sono composte da numeri e lettere ebraiche, attraverso la ghematrià, vanno a formare parole e quindi un racconto da decriptare. Per entrambi l’universo delle immagini non è quindi separato da quello della parola. Creano opere potenti con frasi ed idee, dove “la cosa mentale permane indissolubile dalle forme e dai colori”.
In entrambi è implicita la dimensione del tempo. In Tadini influisce la tecnica brechtiana dello straniamento, come rilevano Umberto Eco e Arturo Carlo Quintavalle, dove le scene sono filtrate e distaccate con inserti di collage, citazioni e riferimenti ad altri artisti ed altre opere. Egli è contemporaneamente astratto e figurativo, è musicale e "un vero maestro del colore": dipinge pittura e letteratura in una sinfonia di colori che trasmette gioia. Con Tobia Ravà possiamo parlare di concettualismo estetico: la sua arte è concettuale in quanto tutto si tiene, ha un senso ed è alla continua ricerca di una produzione di significati, ma è anche volutamente estetica, nel senso che vuole sollecitare, attrarre e gratificare i sensi attraverso immagini suggestive, colori ricercati e materiali nuovi e diversi.
La sua attività come quella di Tadini abbraccia molti generi d’arte nell’idea di una Gesamtkunstwerk, un’opera d’arte totale che può compiersi con strumenti e tecniche diverse: in entrambi non vi sono solo disegni, dipinti, grafiche, ma anche sculture, mobili, assemblaggi e un crogiuolo d’ idee e contaminazioni. In essi troviamo riferimenti a movimenti del passato, ad esempio al Dadaismo: per Tadini soprattutto nei collage, in Ravà in assemblaggi come “Boccioni Duchampoo”. Per Tadini sono poi frequenti le citazioni di artisti delle avanguardie storiche, in particolare Malevič a cui dedica una serie di dipinti nel 1971 e in mostra ci sarà una serigrafia in omaggio all’artista russo. In Ravà le suggestioni partono inizialmente (anni ’70) dalla secessione viennese e dai simbolisti attraverso i surrealisti per arrivare ai graffitisti (‘anni’80-inizio ’90) e quindi sperimentare nuove vie. In mostra ci saranno opere di tutte queste fasi che documentano le sue matrici culturali: ebraica, mitteleuropea e veneziana, le iniziali suggestioni della linea curva di ascendenza art nouveau e i neobizantinismi presenti soprattutto nelle grafiche con atmosfere veneziane, l’elettromorfismo e i giochi di figura sfondo e poi la progressiva introduzione delle lettere e dei numeri, e la sequenza di Fibonacci con la sua scoperta matematica chiamata Congettura di Ravà, provata e quindi divenuta teorema.
In modi diversi entrambi gli artisti procedono secondo un’articolazione di motivi e prospettive di senso che la pittura rende possibile anche attraverso espansioni, accelerazioni, varianti, aperture, iperboli, parabole, che in Ravà diventano poi vortici in cui utilizza formule, teoremi e sequenze, immerse in un magma pittorico di lettere e numeri, una sorta “horror vacui” che troviamo per certi versi anche in Tadini a partire dal 1988, quando “decide di ancorare la sua pittura alla necessità del senso”.

Le opere dei nostri due artisti sono costruite come macchine per pensare, entrambi pensano e ci danno da pensare, lasciandoci comunque sempre la libertà d’interpretare a nostro modo ciò che dipingono, al di fuori di tutti gli schemi conosciuti.

Organizzazione: PaRDeS - Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea
La mostra è organizzata anche con la collaborazione della Casa Museo Spazio Tadini di Milano, dove dal 19 gennaio al 19 febbraio ci sarà una mostra di Tobia Ravà, a cura dei fondatori della Casa Museo Melina Scalise e Francesco Tadini.

Per informazioni: Antonella Crosera tel. +39 3284586636
Orari: dal LUNEDI’ al VENERDI’ al pomeriggio 15 – 18,
SABATO e DOMENICA al mattino 10 - 13

PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, via Miranese 42, 30035 Mirano (VE)
tel./fax 041/5728366 cell. 349 1240891; www.artepardes.org; artepardes@gmail.com
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Tobia Ravà tra Quabbalah e Matematica
Patronato San Pio X, Via Cavin di Sala 7, Mirano VE, ore 20.45,
Incontro organizzato dal Circolo Acli di Mirano
https://culturakmzero.wordpress.com/2017/02/20/anteprima-per-giovedi-con-tobia-rava/
Info: culturakmzero@gmail.com
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Per gli amici di Sophia: l'appello della mamma Natalia e dell'avv. Maccioni a "Storie vere" ,15 Febbraio 2017, giorno in cui Sophia avrebbe compiuto 6 anni.
"Volere che la verità sulla lunga notte di Sophia venga completamente a galla non serve a noi... nessuno ci potrà ridare Sophia, la sua gioia, la sua tenerezza, la meraviglia di vedere una bimba crescere... La nostra battaglia serve alla società civile, a tutte le famiglie e i bimbi che non dovranno mai più vivere dolore, solitudine, faciloneria...Sophia è rimasta sola, senza la mamma, che è stata allontanata, dalle ore 9:30 fino alla morte... aveva solo 16 mesi e solo la mamma era la sua consolazione, il suo conforto.
Vogliamo una SANITA' competente, attenta, umana, attiva e solerte; medici e infermieri che vigilino, soprattutto di notte, sui piccoli ricoverati in "OSSERVAZIONE" ... Non si può accettare che un'infermiera risponda 'il dottore non può venire, ci siamo noi' infermiere e medico non hanno le medesime competenze, né una medesima qualità professionale.
Questo non è tollerabile in una struttura sanitaria di 2° grado, come non è tollerabile eseguire una RX diretta addome dopo ore, in prossimità della morte".
A tutti gli AMICI DI SOPHIA... "Vi aspettiamo lunedì 21 Marzo, alle ore 9:15, davanti al Tribunale di Ascoli Piceno, per l'udienza che aprirà il processo ai due medici del Mazzoni di Ascoli Piceno, imputati per la morte di Francesca Sophia, sopravvenuta dopo nove ore di ricovero, nove ore di inerzia, fino alla morte. Se fosse stata eseguita in tempo la lastra all'addome ci sarebbe stato tempo per il trasporto Al Salesi di Ancona e Sophia avrebbe avuto la possibilità di giocare la sua partita per la vita... Questo non fu fatto ed ora c'è un angelo in più nei cieli e una bimba di meno sulla terra"
https://www.facebook.com/saverio.ciarrocchi.5?fref=ts
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Mercoledì 15 febbraio alle ore 18.30 allo spazio Tadini
"Calcoli trascendentali, tra arte e matematica"
Incontro con l’artista Tobia Ravà e con Angelo Lissoni professore di matematica alla Università Statale di Milano e responsabile di Kangourou Italia

Già da metà degli anni novanta Tobia Ravà nella sua ricerca artistica iniziò a lavorare con quel percorso della lingua ebraica che viene chiamato ghematrià ovvero la corrispondenza tra lettera e numero delle parole ebraiche che fanno del testo biblico anche un testo matematico; ciò avvenne in maniera consequenziale al fatto di essersi accostato alla Kabbalah Luriana, caldamente consigliata all’artista da Umberto Eco, con il quale aveva svolto parte della tesi di laurea in semiologia delle arti sull’interdizione visiva all’Università di Bologna.
Le ventidue lettere dell’alfabeto ebraico corrispondono ad altrettanti numeri, le prime nove alle unità poi le decine e le ultime 4 alle prime centinaia, spesso vengono accostate anche le lettere finali che in quattro casi si scrivono in modo diverso e si possono calcolare come diversi valori.
E’ incredibile ma è tangibile come la ghematrià faccia parte di un percorso sia esoterico che essoterico e pur facendo anche parte della Kabbalah quindi dell’ermeneutica mistica ha determinato nei secoli un percorso estremamente razionale, la conoscenza del quale ha portato fisici, matematici e scienziati di ogni specie ad avere una marcia in più nelle loro ricerche.
Il rapporto tra arte e matematica nelle opere di Tobia Ravà si concretizza poi in diversi rapporti di collaborazione con Piergiorgio Odifreddi e Bruno D’Amore grandi divulgatori del pensiero matematico, con Federico Giudiceandrea che tra l’altro ha poi “provato” la “Congettura di Ravà” e con Angelo Lissoni presidente di Kangourou Italia, Associazione culturale cheorganizza per le scuole competizioni di Matematica e di Lingua Inglese che sono inserite nell'Albo delle Eccellenze del MIUR
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