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Giovanni Visetti
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Viaggiatore, cinemaniaco, blogger e fotografo dilettante, escursionista, cartografo, appassionato di musica e cibi tradizionali, logica e scienze naturali.
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Pur trattandosi in sostanza dello stesso film, viene spontaneo compararli.
Anche se il Vol. I ha avuto un po' più di successo (la novità?), io sono fra i tanti che apprezza di più questo Vol. 2.
Ma sono questioni di lana caprina ... guardateli entrambi!
231 * “Kill Bill: Vol. II” (Quentin Tarantino, USA, 2004) tit. it. “Kill Bill - Volume 12” * con Uma Thurman, David Carradine, Michael Madsen
Conclusa la lunga “introduzione” con l’eliminazione di un paio di soggetti sulla “lista nera” di Uma, ecco la seconda metà, più parlata, a tratti quasi filosofica, con scontri più brevi e sorprendenti, punteggiata da racconti significativi e azioni a dir poco sadiche.
Dialoghi, colonna sonora, inquadrature, colori e dettagli ancora una volta calamitano l’attenzione dello spettatore attento che sa leggere (almeno in parte) riferimenti e citazioni e, al contrario di quelli superficiali e distratti, sa che in un film di Tarantino niente è casuale.
Il buon Quentin si conferma un maestro nel padroneggiare un formato non facile come il Panavision (2.35 : 1) e ciò, ovviamente, vale anche per l'altro.
Da guardare, ovviamente a brevissima distanza di tempo dal Vol. I, ancora meglio se in continuità.

IMDb 8,0 RT 84% #cinema #film 
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23/07/17
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231 * “Kill Bill: Vol. II” (Quentin Tarantino, USA, 2004) tit. it. “Kill Bill - Volume 12” * con Uma Thurman, David Carradine, Michael Madsen
Conclusa la lunga “introduzione” con l’eliminazione di un paio di soggetti sulla “lista nera” di Uma, ecco la seconda metà, più parlata, a tratti quasi filosofica, con scontri più brevi e sorprendenti, punteggiata da racconti significativi e azioni a dir poco sadiche.
Dialoghi, colonna sonora, inquadrature, colori e dettagli ancora una volta calamitano l’attenzione dello spettatore attento che sa leggere (almeno in parte) riferimenti e citazioni e, al contrario di quelli superficiali e distratti, sa che in un film di Tarantino niente è casuale.
Il buon Quentin si conferma un maestro nel padroneggiare un formato non facile come il Panavision (2.35 : 1) e ciò, ovviamente, vale anche per l'altro.
Da guardare, ovviamente a brevissima distanza di tempo dal Vol. I, ancora meglio se in continuità.

IMDb 8,0 RT 84% #cinema #film 
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23/07/17
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Prima parte di uno dei pezzi fondamentali della filmografia di Tarantino ... da guardare subito prima del Vol. II
230 * “Kill Bill: Vol. I” (Quentin Tarantino, USA, 2003) tit. it. “Kill Bill - Volume 1” * con Uma Thurman, Lucy Liu, Vivica A. Fox, Daryl Hannah
Ho aspettato di ri-guardare anche il “Vol. II”, in sequenza, prima di stendere le due micro-recensioni. Dovrebbe essere chiaro a tutti che Tarantino l’ha pensato come un solo film e che è stato distribuito in due parti per motivi commerciali ... il secondo non è un sequel, è il completamento della storia lasciata a metà nel primo.
Ovviamente non stupisce l’abbondanza di sangue, né il linguaggio, né i temi e pertanto ciò che è da apprezzare di più sono le scene in sé e per sé, il montaggio, i frequenti dettagli mostrati in primo piano, il lungo inserto realizzato con disegni in stile “anime” e, assolutamente non da ultimo, la variegatissima e sempre appropriata colonna sonora che include ben oltre 30 temi e canzoni.
Tuttavia, devo dire che ho trovato la scena che precede lo scontro di Uma Thurman (the Bride) con O-Ren Ishii (Lucy Liu) eccessivamente lunga e ripetitiva, rompe il ritmo fino a quel punto incalzante e, pur volendola vedere come un omaggio ai B-movie di arti marziali orientali, stona rispetto al resto.
Tarantino presenta vari personaggi (in primis The Bride) senza lasciar trapelare troppo, proponendo molti avvenimenti in modo vago e avvolti nel mistero, i flashback aiutano ma non sono esaurienti, del Bill del titolo ci fa sentire solo a voce, si vede una sua mano, ma non il volto.

... segue nel post seguente: 231 * “Kill Bill: Vol. II”

IMDb 8,1 RT 85% #cinema #film
al 180° posto nella classifica IMDb dei migliori film di sempre
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23/07/17
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230 * “Kill Bill: Vol. I” (Quentin Tarantino, USA, 2003) tit. it. “Kill Bill - Volume 1” * con Uma Thurman, Lucy Liu, Vivica A. Fox, Daryl Hannah
Ho aspettato di ri-guardare anche il “Vol. II”, in sequenza, prima di stendere le due micro-recensioni. Dovrebbe essere chiaro a tutti che Tarantino l’ha pensato come un solo film e che è stato distribuito in due parti per motivi commerciali ... il secondo non è un sequel, è il completamento della storia lasciata a metà nel primo.
Ovviamente non stupisce l’abbondanza di sangue, né il linguaggio, né i temi e pertanto ciò che è da apprezzare di più sono le scene in sé e per sé, il montaggio, i frequenti dettagli mostrati in primo piano, il lungo inserto realizzato con disegni in stile “anime” e, assolutamente non da ultimo, la variegatissima e sempre appropriata colonna sonora che include ben oltre 30 temi e canzoni.
Tuttavia, devo dire che ho trovato la scena che precede lo scontro di Uma Thurman (the Bride) con O-Ren Ishii (Lucy Liu) eccessivamente lunga e ripetitiva, rompe il ritmo fino a quel punto incalzante e, pur volendola vedere come un omaggio ai B-movie di arti marziali orientali, stona rispetto al resto.
Tarantino presenta vari personaggi (in primis The Bride) senza lasciar trapelare troppo, proponendo molti avvenimenti in modo vago e avvolti nel mistero, i flashback aiutano ma non sono esaurienti, del Bill del titolo ci fa sentire solo a voce, si vede una sua mano, ma non il volto.

... segue nel post seguente: 231 * “Kill Bill: Vol. II”

IMDb 8,1 RT 85% #cinema #film
al 180° posto nella classifica IMDb dei migliori film di sempre
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23/07/17
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Ferula communis (ferula)
Punta Campanella (Massa Lubrense, NA)
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Ape "scontrosa" su fiore di cardo
Non si è mai girata di faccia ...
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22/07/17
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Speriamo che si fermino qui ...

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Positano vista dai 670m s.l.m. di Santa Maria del Castello (Vico Equense, NA)
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A quasi 50 anni dalla sua uscita rimane un film che colpisce, forte di una più che buona sceneggiatura, ottime interpretazioni ed eccellente regia e montaggio.
Cercate la versione originale, ossia non tagliata e non doppiata. 
229 * “Midnight Cowboy” (John Schlesinger, USA, 1969) tit. it. “Un uomo da marciapiede” * con Dustin Hoffman, Jon Voight, Sylvia Miles
Film che ha fatto epoca, emblematico nell’ambito della rivoluzione del Nuovo Cinema Americano (American New Wave) soprattutto per aver portato sullo schermo, in modo abbastanza esplicito per l’epoca, scene di prestazioni sessuali a pagamento (in questo caso da parte del protagonista, un “gigolò”), di un doppio stupro e di incontri omosessuali. All’uscita fu addirittura classificato “X” come i film pornografici e solo dopo vari anni (pur senza tagliare niente) passò a “R”.
Superba l’interpretazione di Dustin Hoffman, per molti (me compreso) la migliore della sua lunga carriera ... avrebbe meritato l’Oscar che invece andò a John Wayne per “True Grit”.
Quest’ultimo, già ben noto per le sue idee “conservatrici”, criticò aspramente e in modo palesemente omofobo i temi trattati in “Midnight Cowboy”.
"Wouldn't you say that the wonderful love of these two men in Midnight Cowboy, a story about two fags, qualifies as a perverse movie?"
Non è chiaro se questo suo astio fu accresciuto dal fatto di essere anche citato (seppur in modo non offensivo) in un dialogo fra Ratso (Hoffman) e Joe (Voight) a proposito dei cowboy:
Ratso : "Cowboys are fags!"
Joe: "John Wayne is a cowboy! Are you calling John Wayne a fag?"
A mio modesto parere è un gran film, non solo per quello che rappresentò all’epoca, ma anche per il modo di raccontare la storia di Joe Buck, sprovveduto giovane texano che da un paesino del sud si trasferisce a New York dove pensa di fare un mare di soldi semplicemente e “piacevolmente”. Il rapido montaggio, in particolare per le tante scene di ricordi, piacevoli e spiacevoli, sogni e fantasie, con alternanza di bianco/nero e colore è uno dei migliori che ricordi. Cinematograficamente parlando, lo trovo un film fatto talmente bene che le parole sono superflue.
Sarei curioso di sapere se e quante volte “Un uomo da marciapiede” è passato in TV in edizione integrale ...
La canzone “Everybody's Talkin' “ (composta da Fred Neil e cantata da Harry Nilsson), eseguita più volte nel corso del film, divenne un successo internazionale
Senz’altro un film da non perdere, per il soggetto e la sceneggiatura, le interpretazioni, la regia, il montaggio e la Musica! Cosa volete di più?

IMDb 7,9 RT 90% #cinema #film
3 Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura non originale) e altre 4 Nomination per entrambe gli attori protagonisti Dustin Hoffman, Jon Voight, per Sylvia Miles non protagonista e per il montaggio.
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21/07/17
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229 * “Midnight Cowboy” (John Schlesinger, USA, 1969) tit. it. “Un uomo da marciapiede” * con Dustin Hoffman, Jon Voight, Sylvia Miles
Film che ha fatto epoca, emblematico nell’ambito della rivoluzione del Nuovo Cinema Americano (American New Wave) soprattutto per aver portato sullo schermo, in modo abbastanza esplicito per l’epoca, scene di prestazioni sessuali a pagamento (in questo caso da parte del protagonista, un “gigolò”), di un doppio stupro e di incontri omosessuali. All’uscita fu addirittura classificato “X” come i film pornografici e solo dopo vari anni (pur senza tagliare niente) passò a “R”.
Superba l’interpretazione di Dustin Hoffman, per molti (me compreso) la migliore della sua lunga carriera ... avrebbe meritato l’Oscar che invece andò a John Wayne per “True Grit”.
Quest’ultimo, già ben noto per le sue idee “conservatrici”, criticò aspramente e in modo palesemente omofobo i temi trattati in “Midnight Cowboy”.
"Wouldn't you say that the wonderful love of these two men in Midnight Cowboy, a story about two fags, qualifies as a perverse movie?"
Non è chiaro se questo suo astio fu accresciuto dal fatto di essere anche citato (seppur in modo non offensivo) in un dialogo fra Ratso (Hoffman) e Joe (Voight) a proposito dei cowboy:
Ratso : "Cowboys are fags!"
Joe: "John Wayne is a cowboy! Are you calling John Wayne a fag?"
A mio modesto parere è un gran film, non solo per quello che rappresentò all’epoca, ma anche per il modo di raccontare la storia di Joe Buck, sprovveduto giovane texano che da un paesino del sud si trasferisce a New York dove pensa di fare un mare di soldi semplicemente e “piacevolmente”. Il rapido montaggio, in particolare per le tante scene di ricordi, piacevoli e spiacevoli, sogni e fantasie, con alternanza di bianco/nero e colore è uno dei migliori che ricordi. Cinematograficamente parlando, lo trovo un film fatto talmente bene che le parole sono superflue.
Sarei curioso di sapere se e quante volte “Un uomo da marciapiede” è passato in TV in edizione integrale ...
La canzone “Everybody's Talkin' “ (composta da Fred Neil e cantata da Harry Nilsson), eseguita più volte nel corso del film, divenne un successo internazionale
Senz’altro un film da non perdere, per il soggetto e la sceneggiatura, le interpretazioni, la regia, il montaggio e la Musica! Cosa volete di più?

IMDb 7,9 RT 90% #cinema #film
3 Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura non originale) e altre 4 Nomination per entrambe gli attori protagonisti Dustin Hoffman, Jon Voight, per Sylvia Miles non protagonista e per il montaggio.
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21/07/17
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