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Giuseppe Celsi
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Crotone/Hotel Concordia / La targa del Rotary Club a ricordo del passaggio dei più noti viaggiatori (non italiani) del Grand Tour della Calabria.

Posizione su Google Maps: https://goo.gl/maps/xa5D4KMz5sr

F. Lenormant, N. Douglas, G. Gissing, con le loro opere/racconti di viaggio "La Grande Grece" (1884), "Old Calabria" (1915) e "By The Ionian Sea" (1901), ci hanno raccontato la loro esperienza della Calabria.

E' l'opera di Lenormant, svolta nell'ambito delle sue ricerche sulle origini delle civilizzazioni del mondo antico, sulle sponde del Mediterraneo, animato da una passione per l'esplorazione, che ne ispirò le altre due: Gissing e Norman Douglas ripercorsero, infatti, lo stesso itinerario di Lenormant, alla ricerca dei luoghi e dei personaggi descritti dall'archeologo francese.
#Crotone #ProvinciaDiCrotone

Approfondimenti con collegamenti ai testi originali (in francese):
- https://it.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7ois_Lenormant
- https://it.wikipedia.org/wiki/Sulla_riva_dello_Jonio
- https://it.wikipedia.org/wiki/Vecchia_Calabria
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25/05/17
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STRONGOLI / Chiesa di Santa Maria delle Grazie

L'attività delle Guide Locali si sta concentrando su Strongoli, anche a seguito dell'iniziativa della Invasioni digitali (http://www.invasionidigitali.it/) che il 7 maggio 2017 hanno toccato la cittadina.
Iniziamo con la Chiesa di Santa Maria delle Grazie luogo di culto mancante in Google Maps, ed ora presente:
https://goo.gl/maps/EQ5CZHFNeX92
La chiesa è intitolata alla "Madonna delle Grazie", che è uno dei titoli attribuiti a Maria, madre di Gesù Cristo, nel culto liturgico e nella pietà popolare; Maria è la Regina di tutte le Grazie, è Colei che, intercedendo per noi presso Dio ("Avvocata nostra"), fa sì che Egli ci conceda qualsiasi grazia: nella teologia cattolica si ritiene che nulla Dio neghi alla Santissima Vergine.
La chiesa viene realizzata verso la fine del 1400, col titolo di "S. Maria delle Grazie de Planetis (dal nome della contrada "Planeta"). Attorno ad essa fu costruito tra la fine del 1400 e l'inizio del 1500 un eremitorio che fu concesso ai frati minori conventuali di S. Francesco.
Il convento era situato fuori e lontano dalle mura e particolarmente esposto al pericolo delle incursioni turche tanto che nel 1540 ci fu da parte dei frati il tentativo di abbandonarlo. Nel 1809 il convento era decadente, e viene soppresso durante il Decennio francese.
(Notizie tratte da http://www.archiviostoricocrotone.it/chiese-e-castelli/notizie-su-alcuni-luoghi-religiosi-in-territorio-di-strongoli/)
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A navata unica e volta a botte conserva un pavimento a maiolica e diversi dipinti e statue ispirati a Santi e Simboli della tradizione cattolica. Presenti altari con gli stemmi nobiliari delle famiglie locali.
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Nelle foto pubblicate:
- la facciata, una vista laterale che mostra anche l'aspetto originale dei muri esterni,
- una vista d'insieme dell'interno
- lo stemma dei Frati Minori presente sulla volta
- la piccola statua delle Madonna delle Grazie con Gesù Bambino in braccio posta sulla facciata ed in evidente condizioni di precarietà
- il dipinto di Sant'Antonio Abate con il maialino (come risulta a seguito di nostro restauro digitale della foto).
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A Sant'Antonio Abate è associato il bastone a T, tau, e un maiale. In realtà il maiale rappresenta simbolicamente il maligno e le seduzioni che i piaceri della carne provocano. Le leggende a carattere popolare vogliono S.Antonio Abate in lotta con il demonio, ovvero con il male, con le passioni umane, con il fuoco eterno. Il Santo divenne così il padrone del fuoco, custode dell’inferno, e per tali prerogative, guaritore dell’herpes zoster, una patologia detta “fuoco di S. Antonio”. I monaci Antoniani, infatti, consigliavano di «implorare il patrocinio del Santo e di cospargere le parti malate con il vino nel quale erano state immerse le sacre reliquie». In epoche successive si adoperò il grasso di maiale che, posto sull’immaginetta del Santo, veniva portato dai monaci all’ammalato e usato per guarire le ferite del “fuoco sacro”. In questo modo era completa la figura di S.Antonio abate, padrone del fuoco, vittorioso sulle tentazioni del demonio, del male e protettore del maiale.
Per superare, invece, l’interpretazione negativa del maiale, presente nel pensiero ebraico e cristiano e comprendere l’abbinamento iconografico santo-maiale immondo, è utile conoscere alcuni avvenimenti storici e leggendari. Nel secolo XI, dopo la creazione dell’Ordine ospedaliero degli Antoniani, fu concesso ai monaci anche il diritto di allevare maiali che circolavano liberamente nelle città e nei luoghi ove sorgevano i loro conventi. Tale disposizione risultava necessaria dal momento che i maiali girando in villaggi e città provocavano numerosi danni.
L’allevamento vero e proprio, tuttavia, era svolto per conto dei monaci, gratuitamente e per devozione dei contadini i quali, ad opera compiuta ricevevano protezione per se stessi e per i lavori da effettuare durante il ciclo annuale di produzione. Il maiale in questo modo era “sacralizzato” e perdeva la sua connotazione demoniaca, dal momento che diventava il tramite più vicino perché le masse contadine ottenessero rassicurazione e promesse di fecondità e fertilità.
L’iconografia rappresenta il Santo con il bastone tipico degli eremiti, un maiale ai piedi, a simboleggiare il demonio, un campanello e la fiamma.
Proprio a causa del simbolo del maiale, S.Antonio divenne in breve il protettore degli animali domestici, mentre la fiamma ricorda la sua capacità di guaritore dell’ergotismo (fuoco di Sant'Antonio).
(Su Sant'Antonio Abate testo riprodotto da https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080226160532AA4EXXB)
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Tag: #invadistrongoli #invasionidigitali #strongoli #ProvinciaDiCrotone #GuideLocaliCalabria
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13/05/17
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CENTRACHE (CZ) / Chiesetta di San Nicola
Piccola e antica Chiesa abbandonata, in loc. “San Nicola”. Di essa non si hanno notizie storiche. Costruita in pietra, con una cupola con una sola volta, si ritiene sia dei primi del ‘900, recentemente è stata donata al Comune di Centrache.

Per una visita fare riferimento a queste coordinate in Google Maps:
https://goo.gl/maps/9zpoGjykWUr

Altri Luoghi di culto che abbiamo mappato a Centrache sono:
- La Chiesa di Madonna del Rosario a Sangoria:
https://goo.gl/maps/grV79RnNvqw
- La Chiesa Sant'Onofrio, Chiesa matrice parrocchiale, dedicata all’Annunciazione di Maria Santissima: https://goo.gl/maps/n385oppCv2p

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UMBRIATICO (KR) varie nuove destinazioni in Google Maps
- Laghetto di San Liquora https://goo.gl/maps/s6mDswtQs4L2
(toponimo riportato nella IGM 90)
- Chiesa Santa Maria delle Grazie: https://goo.gl/maps/b1DrvEMptpG2
- (Riposizionamento) Cattedrale di S.Donato: https://goo.gl/maps/aNxHpDuoWNr
- Porta del Canalicchio: https://goo.gl/maps/abha5XULtt62
- Municipio (Palazzo Giuranna): https://goo.gl/maps/nHeM8gGQ87z
- Torre Palleca: https://goo.gl/maps/cJgJncDBPKD2

Le emozioni di un viaggiatore che si reca ad Umbriatico: http://myvintagecurves.it/2014/01/umbriatico-smells-of-childhood.html

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STRONGOLI / Torre della Limara (o di Calimera o di Borgatorio o di Vergadoro)
https://goo.gl/maps/Yk5au4gZxmk
Si trova a pochi metri decine di metri dalla SS 106 al K. 266, ben visibile da questa.
E' stata una Torre del sistema di difesa vicereale della Calabria, costruita per proteggere la navigazione e la marina già durante il viceregno del duca d’Alcalà (1559 - 1571).
La torre era custodita da un torriere o caporale, un milite spagnolo di nomina regia, e da due servienti, nominati dall’università sul cui territorio era edificata la torre.
Essi avevano il compito di vigilare e proteggere la navigazione e la marina e di segnalare ogni presenza sospetta.
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In "Sintesi delle vicende storiche e feudali di Strongoli del noto storico Andrea"Pesavento http://www.archiviostoricocrotone.it/strongoli/sintesi-delle-vicende-storiche-e-feudali-di-strongoli/
si precisa che "il riaffacciarsi del pericolo turco ripropose ben presto il problema della difesa della città si Strongoli e del castello. Nella seconda metà del Cinquecento il vescovo Timoteo Giustiniani (1567-1571) fortificò la città con quattro torri[xix], opera completata dai successori[xx]. Sempre in questi anni le mura cittadine sono potenziate con l’introduzione del bastione nella parte più esposta e presso la marina è costruita la torre di Limara.
Ciò non impedì il saccheggio della città da parte dei Turchi nell’estate 1594. [....]"
"La torre regia di Limara, a pianta quadrata e scarpata, fu costruita tra il 1564 ed il 1569 al tempo del governatore Fabrizio Pignatelli, marchese di Cerchiara. Essa era custodita da un torriere o caporale e da alcuni servienti o soci che avevano il compito di vigilare la marina e di segnalare ogni presenza sospetta. Tra i torrieri ricordiamo: Rodriguez de Somosa Bartolomeo (1569), Roscinda de las Quintas (1571), Gerolamo de Vera (1581), Blas de Zunica (1597–1613) e Gio. Iacinto Giulivetto (1658)."
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Comunemente nel dialetto è conosciuta come u’ Turrazzu.
Nei documenti storici A.Pesavento la trova identificata come come Calimera (1581), Alimera (1652), Limosa (1658). Alla fine del Settecento è detta torre di Borgatorio , denominazione che ha conservato fino ad oggi.
In effetti lo troviamo così nella cartografia IGM del 1897 e del 1990. Invece nella Carta tecnica Casmez del 1950 la troviamo indicata come "Torre di Vergadoro", per assonanza con il vicino torrente di Vergadoro e del Santuario della Madonna di Vergadoro.

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18/03/17
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Dimora di Pasquale Galluppi a Caria frazione di Drapia (VV)
Lo avevamo aggiunto su Google Maps qualche mese fa. Adesso abbiamo aggiunto qualche foto
Per informazioni e foto:
https://www.facebook.com/PortaliAbbellimentiCalabria/posts/1639960946312229

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COSENZA / Santuario del Santissimo Crocifisso di Cosenza detto della "Riforma"
Inserimento "faticoso" su Google Maps. Riuscito al terzo tentativo. Il problema era l'inserimento di "via Riforma" che invece Google Maps in automatico non riconosce come corretta.
Per informazioni e foto
https://www.facebook.com/PortaliAbbellimentiCalabria/posts/1637778773197113

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Usi civici
Per uso civico si intende il peso imposto su beni immobili a favore della collettività, che usufruisce dei beni e dei frutti che ne derivano.  ( Da Wikipedia ) I demani sono così definiti dal legislatore: " sotto il nome di demanio e terreni demaniali s'int...

MELISSA / 3 PUNTI DI INTERESSE STORICO
1) ruderi Convento Villa Grazia 2) Complesso Rupestre di Fosso Passeri, 3) Monumento Fragalà
Complesso Rupestre: https://goo.gl/maps/ZGxpSB2Stip
Ruderi Convento: https://goo.gl/maps/9AEYcTMJZ1Q2
Monumento Fragalà: https://goo.gl/maps/SZwyUQRMywM2

Si tratta di 3 siti riguardanti la storia di Melissa (KR).
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Oggi sono visibili solo alcuni resti di quello che fu il convento agostiniano di Villa Grazia a Melissa in provincia di Crotone.
Collocato sopra un'altura alle spalle della parte bassa di Melissa il convento si può raggiungere dopo un ripido percorso a piedi. L'edificio, di cui oggi sono visibili solamente i resti delle mura, fu fondato verso la metà del Cinquecento in un luogo isolato e selvaggio e fu abitato da monaci eremiti agostiniani fino alla metà del Seicento, allorché il convento fu ristrutturato ai piedi dell'abitato nella ruga detta "Porta i lusa". Secondo una leggenda nella località dove sorgeva l'antico convento i briganti avrebbero nascosto il loro tesoro frutto dei sequestri di benestanti locali.
(testo di http://www.cassiciaco.it/navigazione/monachesimo/conventi/monasteri/italia/calabria/melissa.html)
Del convento se ne parla anche in http://www.archiviostoricocrotone.it/urbanistica-e-societa/melissa-e-i-suoi-edifici/
Foto: Foto: http://www.panoramio.com/photo/12411878

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Il complesso ripestre si trova in un fondovalle del Fosso Passeri a circa 500 mt dall'abitato di Melissa in direzione Nord. Le pareti del conglomerato ospitano numerose grotte artificiali esposte ad Est e si affacciano sul corso d’acqua. Varie per forma e dimensioni, le grotte hanno la stessa tecnica costruttiva. Nella valle si segnala anche la presenza di diversi mulini ad acqua, preziosa testimonianza della civiltà contadina del passato.
(Estratto dal libro Architettura Rupestre nella Provincia di Crotone dell'Arch. Francesco Cuverà)
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Il monumento, ricorda l'eccidio di Fragalà avvenuto il 29 ottobre 1949 quando, in seguito all'occupazione delle terre incolte da parte dei contadini, dalla Celere furono ferite 15 persone di cui 3 a morte. I nomi dei caduti sono: Giovanni Zito (19 anni), Angelina Mauro (23 anni) e Francesco Nigro (29 anni).
https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Melissa

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Fontana di Sikelgaita, o di Santo Marco (a San Marco Argentano)
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Posizione su Google Maps: https://goo.gl/maps/h7fbRA3XkYL2
Foto HQ: https://it.wikipedia.org/wiki/File:Fontana_s_marco.jpg
Posta a fianco della chiesa di San Marco Evangelista, la fontana viene dedicata a Sikelgaita
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Sikelgaita o Sichelgaita di Salerno (1036 – 16 aprile 1090) è stata una principessa longobarda, seconda moglie di Roberto il Guiscardo.
Roberto d'Altavilla, detto il Guiscardo (l'Astuto), in latino Robertus Guiscardus o Viscardus (Hauteville-la-Guichard, 1025 circa – Cefalonia, 17 luglio 1085), è stato un condottiero normanno. Nel 1059 fu investito da papa Niccolò II del titolo di duca di Puglia, Calabria e Sicilia.
(https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_il_Guiscardo)

Alberada di Buonalbergo (1033 circa – luglio 1122) fu la prima moglie di Roberto il Guiscardo. Anch'ella di stirpe normanna, sposò il Guiscardo tra il 1051 e il 1052, quando questi era ancora un piccolo nobile dedito a ruberie e atti di brigantaggio.
Intorno al 1058, quando papa Niccolò II riformò in senso ancora più rigido e restrittivo le esistenti leggi canoniche sui matrimoni fra consanguinei, il Guiscardo ne approfittò per chiedere l'annullamento delle nozze con Alberada.
Ottenuto lo scioglimento del vincolo matrimoniale, Roberto poté sposare la principessa longobarda Sichelgaita di Salerno, sorella del principe Gisulfo II, ricavandone maggiori profitti.
(https://it.wikipedia.org/wiki/Alberada_di_Buonalbergo)
Sichelgaita fu al suo fianco nella campagna militare contro l'impero bizantino. Durante la battaglia di Durazzo (1081) combatté in prima persona armata di corazza, guidando le truppe di Roberto quando queste furono inizialmente respinte dall'esercito nemico. Secondo la cronista bizantina Anna Comnena, Sichelgaita era «come un'altra Pallade, se non una seconda Atena». Nel 1083 Sichelgaita fece ritorno in Italia insieme a Roberto per difendere papa Gregorio VII contro l'imperatore Enrico IV. Fu al fianco di suo marito in una seconda campagna contro i Bizantini, quella che costò la vita a Roberto durante l'assedio di Cefalonia del 1085.
(vedere anche: https://it.wikipedia.org/wiki/Sichelgaita_di_Salerno)
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Dopo continui rimaneggiamenti, la fontana si presenta come un parallelepipedo incassato nella collinetta sovrastante. Del nucleo originario si conservano solo il camminamento e parte delle decorazioni scultorie.
La struttura compresa tra la vasca e la trabeazione realizzata in pietra da taglio proveniente dalle cave di San Lucido è invece di fattura cinquecentesca. Nella facciata sono incorporate cinque paraste (colonne con elementi decorativi) sul modello classico dell’ordine dorico, articolate con la trabeazione. Al di sopra delle paraste centrali si protendono beffarde tre cariatidi (https://it.wikipedia.org/wiki/Cariatide) a seno nudo, di evidente significato allegorico:
nella prima, a sinistra, la tradizione popolare ravvisa Sikelgaita, moglie in seconde nozze di Roberto il Guiscardo;
nella parte destra della trabeazione in simmetrica corrispondenza con Sikelgaita è posta la Smorfiosa, comunemente identificata con Alberada (prima moglie del duca normanno), icasticamente effigiata in un gesto apotropaico;
la scultura centrale, detta la Virtù, è databile alla fine del ‘600.
(Testo estratto da http://www.comune.sanmarcoargentano.cs.it/index.php?action=index&p=341)
Per un confronto visivo ravvicinato delle tre cariatidi:
https://drive.google.com/file/d/1gXzb4vxKwjq1kawPfSbEKaPSyWaijm9GKg/view?usp=sharing
I ritagli sono estratti dalla foto è estratta da: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Fontana_di_Sikelgaita_(_sec_XI).jpg
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