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Terre del Tufo Travel & Tours
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Tour operator e agenzia di viaggi incoming a Sorano, Toscana
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Idee per il week end: 28 e 29 maggio- Le infiorate di Bolsena

Il miracolo eucaristico​-

Nell'estate del 1263 un sacerdote boemo, di nome Pietro da Praga, iniziò a dubitare della reale presenza di Gesù nell'ostia e nel vino consacrati. Il sacerdote si recò allora in pellegrinaggio a Roma, per pregare sulla tomba di Pietro e fugare i suoi dubbi: il soggiorno romano lo rasserenò e intraprese il viaggio di ritorno. Percorrendo la via Cassia si fermò a pernottare a Bolsena, dove i dubbi di fede lo assalirono nuovamente. Il giorno successivo celebrò la messa nella chiesa di Santa Cristina. Secondo quanto tramandato dalla tradizione, al momento della consacrazione l'ostia cominciò a sanguinare sul corporale. Impaurito e confuso il sacerdote cercò di nascondere il fatto, concluse la celebrazione, avvolse l'ostia nel corporale di lino e fuggì verso la sacrestia. Durante il tragitto alcune gocce di sangue caddero sul marmo del pavimento e sui gradini dell'altare. Pietro da Praga si recò subito dal papa Urbano IV, che si trovava a #Orvieto, per riferirgli l'accaduto. Il pontefice, allora, inviò a Bolsena il vescovo di Orvieto per verificare la veridicità del racconto e per recuperare le reliquie. Urbano IV dichiarò la soprannaturalità dell'evento e, per ricordarlo, l'11 agosto 1264 estese a tutta la Chiesa la solennità chiamata Corpus Domini, nata nel 1247 nella diocesi di Liegi per celebrare la reale presenza di Cristo nell'eucaristia, in contrapposizione alle tesi di Berengario di Tours, secondo le quali la presenza eucaristica di Cristo non era reale, ma solo simbolica. Per custodire il corporale venne edificato, a partire dal 1290, il duomo di Orvieto, al quale si aggiunsero la cappella del corporale, nel 1364, e la cappella nuova, nel 1504. Urbano IV, inoltre, affidò a Tommaso d'Aquino il compito di preparare i testi per la liturgia delle ore e per la messa della festività, e stabilì che il Corpus Domini dovesse essere celebrato il primo giovedì dopo l'ottava di Pentecoste. La Chiesa cattolica riconobbe ufficialmente il miracolo eucaristico, le cui reliquie si conservano nel duomo di Orvieto: nella cappella del corporale sono custoditi l'ostia, il corporale e i purificatoi. L'ostia e il corporale, nel 1338, furono collocati nel reliquiario di Ugolino di Vieri, dove si trovano attualmente. Il reliquiario venne posto, a partire dal 1363, nel tabernacolo in marmo che si trova nella stessa cappella. L'altare dove sarebbe avvenuto il prodigio fu collocato, fin dalla prima metà del XVI secolo, nel vestibolo della piccola basilica ipogea di Santa Cristina a Bolsena: le quattro lastre di marmo macchiate di sangue sono, dal 1704, all'interno della cappella nuova del miracolo a #Bolsena.

In occasione della festa del Corpus Domini, Bolsena celebra da almeno 200 anni il #miracolo eucaristico con l'allestimento della celebre #infiorata. Il tappeto di fiori copre un percorso di circa 3 km lungo le vie del paese, nei quartieri Castello, San Giovanni, San Rocco, Piazza, Corso. I disegni riguardano solitamente argomenti religiosi, spesso derivati da quadri famosi, dipinti; ultimamente si da anche uno sguardo all'attualità. Quelli più grandi vengono riportati su carta, mentre quelli più piccoli vengono realizzati direttamente sul lastricato. La realizzazione del disegno comincia dall'esterno: per i contorni si usa la segatura tinta oppure la torba o anche i fondi di caffè; poi si comincia a riempire gli spazi del disegno con i fiori. In alcuni casi vanno messi petalo per petalo e poi inumiditi continuamente con l'acqua per evitare che volino e per mantenerli freschi. La raccolta dei fiori avviene già qualche giorno prima, ove possibile; in altri casi si procede all'alba del giorno della festa. La ricerca viene effettuata nelle campagne circostanti, i fiori più utilizzati sono la ginestra, i papaveri, i petali di rosa, i garofani, le margherite di vari colori, i fiordalisi, l'acacia; si utilizzano anche foglie e semi di vario genere, come il riso e il grano. La realizzazione delle infiorate si conclude pochi minuti prima dell'inizio della processione che passerà poi sui tappeti di #fiori calpestandoli.


Non perdetevi la notte bianca delle infiorate con i numerosi eventi per le vie di Bolsena, maggiori informazioni qui.

Terre del Tufo vi propone questa meravigliosa esperienza a partire da € 40,00 a persona! 

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Idee per il week end: 28 e 29 maggio- Le infiorate di Bolsena

Il miracolo eucaristico​-

Nell'estate del 1263 un sacerdote boemo, di nome Pietro da Praga, iniziò a dubitare della reale presenza di Gesù nell'ostia e nel vino consacrati. Il sacerdote si recò allora in pellegrinaggio a Roma, per pregare sulla tomba di Pietro e fugare i suoi dubbi: il soggiorno romano lo rasserenò e intraprese il viaggio di ritorno. Percorrendo la via Cassia si fermò a pernottare a Bolsena, dove i dubbi di fede lo assalirono nuovamente. Il giorno successivo celebrò la messa nella chiesa di Santa Cristina. Secondo quanto tramandato dalla tradizione, al momento della consacrazione l'ostia cominciò a sanguinare sul corporale. Impaurito e confuso il sacerdote cercò di nascondere il fatto, concluse la celebrazione, avvolse l'ostia nel corporale di lino e fuggì verso la sacrestia. Durante il tragitto alcune gocce di sangue caddero sul marmo del pavimento e sui gradini dell'altare. Pietro da Praga si recò subito dal papa Urbano IV, che si trovava a #Orvieto, per riferirgli l'accaduto. Il pontefice, allora, inviò a Bolsena il vescovo di Orvieto per verificare la veridicità del racconto e per recuperare le reliquie. Urbano IV dichiarò la soprannaturalità dell'evento e, per ricordarlo, l'11 agosto 1264 estese a tutta la Chiesa la solennità chiamata Corpus Domini, nata nel 1247 nella diocesi di Liegi per celebrare la reale presenza di Cristo nell'eucaristia, in contrapposizione alle tesi di Berengario di Tours, secondo le quali la presenza eucaristica di Cristo non era reale, ma solo simbolica. Per custodire il corporale venne edificato, a partire dal 1290, il duomo di Orvieto, al quale si aggiunsero la cappella del corporale, nel 1364, e la cappella nuova, nel 1504. Urbano IV, inoltre, affidò a Tommaso d'Aquino il compito di preparare i testi per la liturgia delle ore e per la messa della festività, e stabilì che il Corpus Domini dovesse essere celebrato il primo giovedì dopo l'ottava di Pentecoste. La Chiesa cattolica riconobbe ufficialmente il miracolo eucaristico, le cui reliquie si conservano nel duomo di Orvieto: nella cappella del corporale sono custoditi l'ostia, il corporale e i purificatoi. L'ostia e il corporale, nel 1338, furono collocati nel reliquiario di Ugolino di Vieri, dove si trovano attualmente. Il reliquiario venne posto, a partire dal 1363, nel tabernacolo in marmo che si trova nella stessa cappella. L'altare dove sarebbe avvenuto il prodigio fu collocato, fin dalla prima metà del XVI secolo, nel vestibolo della piccola basilica ipogea di Santa Cristina a Bolsena: le quattro lastre di marmo macchiate di sangue sono, dal 1704, all'interno della cappella nuova del miracolo a #Bolsena.

In occasione della festa del Corpus Domini, Bolsena celebra da almeno 200 anni il #miracolo eucaristico con l'allestimento della celebre #infiorata. Il tappeto di fiori copre un percorso di circa 3 km lungo le vie del paese, nei quartieri Castello, San Giovanni, San Rocco, Piazza, Corso. I disegni riguardano solitamente argomenti religiosi, spesso derivati da quadri famosi, dipinti; ultimamente si da anche uno sguardo all'attualità. Quelli più grandi vengono riportati su carta, mentre quelli più piccoli vengono realizzati direttamente sul lastricato. La realizzazione del disegno comincia dall'esterno: per i contorni si usa la segatura tinta oppure la torba o anche i fondi di caffè; poi si comincia a riempire gli spazi del disegno con i fiori. In alcuni casi vanno messi petalo per petalo e poi inumiditi continuamente con l'acqua per evitare che volino e per mantenerli freschi. La raccolta dei fiori avviene già qualche giorno prima, ove possibile; in altri casi si procede all'alba del giorno della festa. La ricerca viene effettuata nelle campagne circostanti, i fiori più utilizzati sono la ginestra, i papaveri, i petali di rosa, i garofani, le margherite di vari colori, i fiordalisi, l'acacia; si utilizzano anche foglie e semi di vario genere, come il riso e il grano. La realizzazione delle infiorate si conclude pochi minuti prima dell'inizio della processione che passerà poi sui tappeti di #fiori calpestandoli.

Non perdetevi la notte bianca delle infiorate con i numerosi eventi per le vie di Bolsena, maggiori informazioni qui.

Terre del Tufo vi propone questa meravigliosa esperienza a partire da € 40,00 a persona!

http://www.terredeltufo.com/it/itinerari-e-pacchetti-turistici/102-week-end-fuori-porta/252-le-infiorate-di-bolsena
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Idee per il week end: 28 e 29 maggio- Le infiorate di Bolsena

Il miracolo eucaristico​-

Nell'estate del 1263 un sacerdote boemo, di nome Pietro da Praga, iniziò a dubitare della reale presenza di Gesù nell'ostia e nel vino consacrati. Il sacerdote si recò allora in pellegrinaggio a Roma, per pregare sulla tomba di Pietro e fugare i suoi dubbi: il soggiorno romano lo rasserenò e intraprese il viaggio di ritorno. Percorrendo la via Cassia si fermò a pernottare a Bolsena, dove i dubbi di fede lo assalirono nuovamente. Il giorno successivo celebrò la messa nella chiesa di Santa Cristina. Secondo quanto tramandato dalla tradizione, al momento della consacrazione l'ostia cominciò a sanguinare sul corporale. Impaurito e confuso il sacerdote cercò di nascondere il fatto, concluse la celebrazione, avvolse l'ostia nel corporale di lino e fuggì verso la sacrestia. Durante il tragitto alcune gocce di sangue caddero sul marmo del pavimento e sui gradini dell'altare. Pietro da Praga si recò subito dal papa Urbano IV, che si trovava a #Orvieto, per riferirgli l'accaduto. Il pontefice, allora, inviò a Bolsena il vescovo di Orvieto per verificare la veridicità del racconto e per recuperare le reliquie. Urbano IV dichiarò la soprannaturalità dell'evento e, per ricordarlo, l'11 agosto 1264 estese a tutta la Chiesa la solennità chiamata Corpus Domini, nata nel 1247 nella diocesi di Liegi per celebrare la reale presenza di Cristo nell'eucaristia, in contrapposizione alle tesi di Berengario di Tours, secondo le quali la presenza eucaristica di Cristo non era reale, ma solo simbolica. Per custodire il corporale venne edificato, a partire dal 1290, il duomo di Orvieto, al quale si aggiunsero la cappella del corporale, nel 1364, e la cappella nuova, nel 1504. Urbano IV, inoltre, affidò a Tommaso d'Aquino il compito di preparare i testi per la liturgia delle ore e per la messa della festività, e stabilì che il Corpus Domini dovesse essere celebrato il primo giovedì dopo l'ottava di Pentecoste. La Chiesa cattolica riconobbe ufficialmente il miracolo eucaristico, le cui reliquie si conservano nel duomo di Orvieto: nella cappella del corporale sono custoditi l'ostia, il corporale e i purificatoi. L'ostia e il corporale, nel 1338, furono collocati nel reliquiario di Ugolino di Vieri, dove si trovano attualmente. Il reliquiario venne posto, a partire dal 1363, nel tabernacolo in marmo che si trova nella stessa cappella. L'altare dove sarebbe avvenuto il prodigio fu collocato, fin dalla prima metà del XVI secolo, nel vestibolo della piccola basilica ipogea di Santa Cristina a Bolsena: le quattro lastre di marmo macchiate di sangue sono, dal 1704, all'interno della cappella nuova del miracolo a #Bolsena.

In occasione della festa del Corpus Domini, Bolsena celebra da almeno 200 anni il #miracolo eucaristico con l'allestimento della celebre #infiorata. Il tappeto di fiori copre un percorso di circa 3 km lungo le vie del paese, nei quartieri Castello, San Giovanni, San Rocco, Piazza, Corso. I disegni riguardano solitamente argomenti religiosi, spesso derivati da quadri famosi, dipinti; ultimamente si da anche uno sguardo all'attualità. Quelli più grandi vengono riportati su carta, mentre quelli più piccoli vengono realizzati direttamente sul lastricato. La realizzazione del disegno comincia dall'esterno: per i contorni si usa la segatura tinta oppure la torba o anche i fondi di caffè; poi si comincia a riempire gli spazi del disegno con i fiori. In alcuni casi vanno messi petalo per petalo e poi inumiditi continuamente con l'acqua per evitare che volino e per mantenerli freschi. La raccolta dei fiori avviene già qualche giorno prima, ove possibile; in altri casi si procede all'alba del giorno della festa. La ricerca viene effettuata nelle campagne circostanti, i fiori più utilizzati sono la ginestra, i papaveri, i petali di rosa, i garofani, le margherite di vari colori, i fiordalisi, l'acacia; si utilizzano anche foglie e semi di vario genere, come il riso e il grano. La realizzazione delle infiorate si conclude pochi minuti prima dell'inizio della processione che passerà poi sui tappeti di #fiori calpestandoli.

Non perdetevi la notte bianca delle infiorate con i numerosi eventi per le vie di Bolsena, maggiori informazioni qui.

Terre del Tufo vi propone questa meravigliosa esperienza a partire da € 40,00 a persona!

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Idee per il week end: 14 e 15 maggio, i #Pugnaloni di #Acquapendente
Se siete appassionati di #arte, #natura e #tradizioni popolari, non mancate!
Pernottamento e colazione in agriturismo a € 40,00 a persona!
Cliccate nel link sotto per scoprire tutti i dettagli

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Idee per il week end: 14 e 15 maggio, i #Pugnaloni di #Acquapendente

Una nuova settimana è appena iniziata e voi già pensate al week end? Terre del Tufo vi dà un'ottima idea!

Se siete amanti dell'arte, delle tradizioni popolari e della natura... Beh siete sulla pagina giusta!

All'estremo nord del #Lazio, in provincia di #Viterbo, al confine con la #Toscana e l' #Umbria, si trova Acquapendente, ridente cittadina di circa 6000 abitanti che si veste di foglie e di fiori ogni terza domenica di maggio per la celebrazione della festa della Madonna del Fiore. Questa festa è antichissima ed unica nel suo genere. La sua origine si fa risalire ad uno degli episodi principali della storia di Acquapendente: la liberazione nel lontano 1166 dal giogo del tirannico governatore di Federico I Barbarossa. Secondo la tradizione, la vittoriosa rivolta scaturì da un evento straordinario che due contadini annunciarono al popolo di Acquapendente. Questi lavorando nei campi avevano visto fiorire miracolosamente un ciliegio ormai secco preso a simbolo di oppressione degli aquesiani. Fu il segnale della protezione della Madonna. Il popolo insorse e cacciò il dominatore distruggendo il suo castello. A ricordo della sospirata liberazione la comunità decretò di fare una grande festa, ogni anno a metà maggio. Oggi a più di otto secoli della sua origine, la festa di Mezzomaggio in onore della Madonna del Fiore, si celebra ogni anno e il tema dell'antica liberazione è ricordato nei Pugnaloni che, pur con i modi e gli stimoli del XXI secolo, vogliono rappresentare la libertà vittoriosa su ogni oppressione.

Che cosa sono i Pugnaloni?

Queste opere sono grandi pannelli disegnati (2.60 mt di larghezza per 3.60 mt di altezza) e poi interamente ricoperti di petali di fiori, foglie e altri materiali vegetali fino a seguire ogni sfumatura del disegno. Tecniche diverse nel sovrapporre fiori e foglie portano alla esecuzione di veri mosaici originali e suggestivi.
Vi consigliamo di arrivare il sabato per visitare la cittadina ed assistere agli eventi organizzati in occasione della festa, ma soprattutto per poter ammirare le persone al lavoro mentre realizzano le opere e sentire la loro passione e la frenesia dell'ultima notte prima della consegna del lavoro ultimato.

Cosa vedere ad Acquapendente?

Iniziate il tour dalla cattedrale del Santo Sepolcro che ospita la cripta del S. Sepolcro, la copia più antica esistente in Europa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Consacrata dal Vescovo d'Orvieto Aldobrandino nel 1149, occupa lo spazio sottostante il transetto e l'abside dell'omonima cattedrale. Al centro della cripta, una doppia scalinata scavata nella roccia permette di raggiungere l'edicola che riproduce nelle forme l'originario Santo Sepolcro di Gerusalemme. Al suo interno sono custodite alcune piccole pietre incastonate in una lastra di marmo che, secondo la tradizione, sarebbero state bagnate dal sangue di Cristo durante la Passione, come attesta anche l'iscrizione sul muro di fronte all'apertura dell'edicola stessa. Accanto alla chiesa troviamo una bellissima torre medievale chiamata Torre Julia de Jacopo ed è ciò che resta della rocca edificata da Arrigo IV. Sul colle che si trova alle spalle della cattedrale spicca la Torre dell'Orologio, chiamata anche Torre del Barbarossa che faceva parte del castello imperiale. Dirigetevi verso il centro della città e visitate la chiesa di Sant'Agostino risalente al XIII secolo; fu ricostruita nel settecento a causa di un incendio. Un altro edificio religioso di grande importanza di Acquapendente è la chiesa di San Francesco. L'originale struttura era composta da un portale gotico, ancora oggi visibile, con una lunetta trilobata; il campanile invece è degli inizi del cinquecento. All'interno della chiesa possiamo ammirare un pregevole crocifisso ligneo del XIV secolo e alcuni affreschi del '600 opera del Masini. Infine consigliamo la visita alla chiesa di Santo Stefano, ristrutturata nel 1688 e ricostruita dopo l'ultima guerra; al suo interno viene conservato un affresco di scuola senese con la Madonna in Trono proveniente da Proceno. Il patrimonio artistico di Acquapendente si arricchisce anche di palazzi storici di grande rilievo architettonico come il Palazzo Visconti che si può ammirare passeggiando in via Cesare Battisti. Splendido è anche il Palazzo Comunale di Acquapendente, dove il portico in stile neoclassico fa bella mostra di sè.

Per maggiori informazioni sugli eventi legati alla festa dei Pugnaloni visitate il sito della Pro Loco di Acquapendente.

Terre del Tufo vi propone questo affascinante week end a soli 40 € a persona!
#travel #Italy

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Idee per il week end: 14 e 15 maggio, i #Pugnaloni di #Acquapendente

Una nuova settimana è appena iniziata e voi già pensate al week end? Terre del Tufo vi dà un'ottima idea!

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All'estremo nord del #Lazio, in provincia di #Viterbo, al confine con la #Toscana e l' #Umbria, si trova Acquapendente, ridente cittadina di circa 6000 abitanti che si veste di foglie e di fiori ogni terza domenica di maggio per la celebrazione della festa della Madonna del Fiore. Questa festa è antichissima ed unica nel suo genere. La sua origine si fa risalire ad uno degli episodi principali della storia di Acquapendente: la liberazione nel lontano 1166 dal giogo del tirannico governatore di Federico I Barbarossa. Secondo la tradizione, la vittoriosa rivolta scaturì da un evento straordinario che due contadini annunciarono al popolo di Acquapendente. Questi lavorando nei campi avevano visto fiorire miracolosamente un ciliegio ormai secco preso a simbolo di oppressione degli aquesiani. Fu il segnale della protezione della Madonna. Il popolo insorse e cacciò il dominatore distruggendo il suo castello. A ricordo della sospirata liberazione la comunità decretò di fare una grande festa, ogni anno a metà maggio. Oggi a più di otto secoli della sua origine, la festa di Mezzomaggio in onore della Madonna del Fiore, si celebra ogni anno e il tema dell'antica liberazione è ricordato nei Pugnaloni che, pur con i modi e gli stimoli del XXI secolo, vogliono rappresentare la libertà vittoriosa su ogni oppressione.

Che cosa sono i Pugnaloni?

Queste opere sono grandi pannelli disegnati (2.60 mt di larghezza per 3.60 mt di altezza) e poi interamente ricoperti di petali di fiori, foglie e altri materiali vegetali fino a seguire ogni sfumatura del disegno. Tecniche diverse nel sovrapporre fiori e foglie portano alla esecuzione di veri mosaici originali e suggestivi.
Vi consigliamo di arrivare il sabato per visitare la cittadina ed assistere agli eventi organizzati in occasione della festa, ma soprattutto per poter ammirare le persone al lavoro mentre realizzano le opere e sentire la loro passione e la frenesia dell'ultima notte prima della consegna del lavoro ultimato.

Cosa vedere ad Acquapendente?

Iniziate il tour dalla cattedrale del Santo Sepolcro che ospita la cripta del S. Sepolcro, la copia più antica esistente in Europa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Consacrata dal Vescovo d'Orvieto Aldobrandino nel 1149, occupa lo spazio sottostante il transetto e l'abside dell'omonima cattedrale. Al centro della cripta, una doppia scalinata scavata nella roccia permette di raggiungere l'edicola che riproduce nelle forme l'originario Santo Sepolcro di Gerusalemme. Al suo interno sono custodite alcune piccole pietre incastonate in una lastra di marmo che, secondo la tradizione, sarebbero state bagnate dal sangue di Cristo durante la Passione, come attesta anche l'iscrizione sul muro di fronte all'apertura dell'edicola stessa. Accanto alla chiesa troviamo una bellissima torre medievale chiamata Torre Julia de Jacopo ed è ciò che resta della rocca edificata da Arrigo IV. Sul colle che si trova alle spalle della cattedrale spicca la Torre dell'Orologio, chiamata anche Torre del Barbarossa che faceva parte del castello imperiale. Dirigetevi verso il centro della città e visitate la chiesa di Sant'Agostino risalente al XIII secolo; fu ricostruita nel settecento a causa di un incendio. Un altro edificio religioso di grande importanza di Acquapendente è la chiesa di San Francesco. L'originale struttura era composta da un portale gotico, ancora oggi visibile, con una lunetta trilobata; il campanile invece è degli inizi del cinquecento. All'interno della chiesa possiamo ammirare un pregevole crocifisso ligneo del XIV secolo e alcuni affreschi del '600 opera del Masini. Infine consigliamo la visita alla chiesa di Santo Stefano, ristrutturata nel 1688 e ricostruita dopo l'ultima guerra; al suo interno viene conservato un affresco di scuola senese con la Madonna in Trono proveniente da Proceno. Il patrimonio artistico di Acquapendente si arricchisce anche di palazzi storici di grande rilievo architettonico come il Palazzo Visconti che si può ammirare passeggiando in via Cesare Battisti. Splendido è anche il Palazzo Comunale di Acquapendente, dove il portico in stile neoclassico fa bella mostra di sè.

Per maggiori informazioni sugli eventi legati alla festa dei Pugnaloni visitate il sito della Pro Loco di Acquapendente.

Terre del Tufo vi propone questo affascinante week end a soli 40 € a persona!
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