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artom & zanotti architetti associati
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La città della musica
Manifattura Tabacchi (TO)
Progetto: https://www.artomzanotti.it/progetti/carignano/molinetta.html
Sito Web: https://www.artomzanotti.it
Video: https://www.youtube.com/watch?v=I6ONYGffzn8
Progettisti:
arch Carlo Italo Zanotti
prof arch Franco Lattes

L'attuale manifattura , localizzata nel quartiere Regio Parco, sorge sulle rovine del "Viboccone", antica reggia testimonianza del potere sabaudo , attribuita ad Ascanio Vitozzi con successive riplasmazioni attribuibili a Carlo di Castellamonte. Iniziata nel 1768 e ultimata nel 1789 , subì nel corso del tempo, significative e numerose trasformazioni. Le strutture attuali risalgono al tardo ottocento; lo sviluppo del complesso manifatturiero incise profondamente sulla configurazione urbanistica del tessuto urbano, determinando una crescita consistente dell’intero borgo. Lo sviluppo di nuove tecnologie portò ad un ulteriore ampliamento della manifattura nel periodo compreso dal 1917 al 1924, che divenne una vera e propria comunità autonoma. Nella primavera del 1996 la manifattura tabacchi cessa la propria attività lasciando in eredità involucri edilizi vuoti e abbandonati

Le grandi trasformazioni urbane che hanno caretterizzato Torino in questi ultimi anni, hanno dato maggior visibilità alla città sul pacoscenico internazionale, mutandone profondamente l’immagine consolidata, da città della produzione industriale a città della sperimentazione tecnologica del terziario avanzato e della promozione e produzione culturale declinata nei molteplici aspetti, dall’arte contemporanea, al cinema , al turismo culturale, congressuale ed enogastronomico. L’approvazione della Variante 200 al P.R.G.C che determinerà una ulteriore e profonda trasformazione del quadrante Nord-Est della città nei prossimi anni, ci è parsa una straordinaria occasione per sviluppare un tema progettuale, da tempo pensato e immaginato, la creazione della città della musica. Una struttura complessa e articolata, un sistema integrato di spazi, attrezzature e luoghi declinato intorno al mondo variegato e multiforme della musica. Dalla produzione all’ascolto, dalla vendita all’esposizione e al restauro degli strumenti;dalla ricerca musicale allo studio del suono e delle attrezzature tecnologiche e dei materiali. Dalle foresterie per musicisti e artisti, alla sala per i concerti di musica contemporanea, attualmete priva di spazi dedicati, al museo interattivo e multimediale della musica e degli strumenti musicali.

La città della musica é pensata come un nuovo polo culturale ed economico della città a scala sovra locale capace di attrarre nuove professionalità creative e attività culturali, commerciali, produttive, artigianali di servizio e residenziali di qualità, trasformando e riqualificando il tessuto urbano esistente, attraverso un elemento unificante: la musica. Le indicazioni del PRG, prevedono per l’area l’insediamento di spazi destinati all’università. A seguito dell’acquisto da parte del Comune di Torino della ex fabbrica privata FIMIT, retrostante la manifattura tabacchi e ubicata nel parco fluviale La Colletta si prevede un ipotesi di progetto di trasferimento della SUISM (Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie) di Torino, attualmente dislocata in diverse sedi, concentrando così in un unico complesso le varie discipline.
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23/06/17
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La molinetta
Carignano (TO) - Restauro Conservatico
Progetto: https://www.artomzanotti.it/progetti/carignano/molinetta.html
Sito Web: https://www.artomzanotti.it
Progettisti:
artom&zanotti architetti associati
arch G. Vinardi

L’edificio di proprietà comunale, rappresenta una testimonianza significativa del patrimonio produttivo e costruttivo del territorio Carignanese. Le volumetrie essenziali, anche se “nobilitate” dalle decorazioni pittoriche semplici che incorniciano le grandi aperture modulari finalizzate all'illuminazione degli spazi interni, poste in corrispondenza delle facciate, imprimono all'edificio un carattere sobrio ma non privo di un certo fascino. A testimoniare il suo antico utilizzo molitorio, oltre naturalmente ai meccanismi interni, è rimasta la presenza visibile del vecchio canale, ormai privo dell’acqua che lambiva un tempo l’edificio, trasformatosi nel corso degli anni in gerbido incolto. Permane tuttora una passerella in legno e metallo, fortemente deteriorata, che consentiva l’attraversamento del corso d’acqua. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è di restaurare l’edificio e ciò che è al suo interno, ritenendolo patrimonio della comunità e un esempio significativo di archeologia industriale.

Si è ipotizzato un suo futuro utilizzo a destinazione didattico-museale. L’edifico, in passato, è stato oggetto di studio sia in ambito architettonico che storiografico; questo ha reso possibile una raccolta di materiali significativi, sia di carattere tecnico-documentario, sia legati alla storia e all'evoluzione delle tecniche e modalità produttive.
Le norme di legge per rendere accessibile e visitabile anche ai disabili il Mulino hanno orientato la progettazione verso uno schema spaziale che prevede i collegamenti verticali, localizzati in un blocco di nuova costruzione in struttura metallica e rivestimento ligneo, esterno al Mulino. Poiché gli spazi interni vincolati dalla presenza dei macchinari, non consentono di risolvere il problema dei collegamenti tra i vari piani con l’inserimento all'interno della costruzione, di nuove scale e ascensore senza stravolgere la situazione strutturale esistente.

Il progetto prevede:

• la costruzione di un ambiente destinato alla reception, in asse con l’edificio esistente, da cui si innalza il blocco scala e ascensore, del tutto indipendente dalle volumetrie attuali

• collegamenti orizzontali interni all'edificio, tramite passerelle appese a nuove travi metalliche poste in asse con quelle esistenti in modo da non gravare sui solai preesistenti

• La nuova struttura è composta al piano terra da un corpo di fabbrica della lunghezza di m 16 circa per una larghezza di m 8,20 in cui sono previsti: un locale di reception collegato, alla sinistra dell'ingresso con un locale di esposizione e vendita a pianta semicircolare e , alla destra, con le scale, l’ascensore e i servizi igienici. Ai piani superiori i collegamenti verticali permettono il raggiungimento dei vari livelli e gli accessi ai locali del Mulino

• L’edificio al piano terra di altezza pari a 3 mt è costituito da una struttura metallica e da un muro perimetrale rivestito da pannelli lignei che permettono l’esecuzione di una facciata ventilata. La copertura del volume destinato al locale vendita è caratterizzata dalla presenza di un giardino pensile, mentre la struttura delle scale che si innalza fino alla quota di 12,00 mt è in ferro e legno come le parti interne preesistenti

Il progetto prevede inoltre, se pur in dimensioni ridotte, la reimmissione dell’acqua nel canale esistente opportunamente restaurato. A medio termine si prevede la bonifica del canale con la riduzione dei carichi di portata e la sistemazione di un percorso attrezzato a fianco del rio. Attraverso il ponte si raggiunge lo spazio dove oggi sono presenti degli orti, che verranno eliminati realizzando una nuova sistemazione a verde. In un secondo tempo si è ipotizzato il completo restauro e riutilizzo degli ingranaggi delle turbine.
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20/06/17
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Villa Bifamiliare
Rivalta (TO)
Progetto: https://www.artomzanotti.it/progetti/rivalta/rivalta.html
Sito Web: https://www.artomzanotti.it/

Il lotto di pertinenza è posto all'estremità di un area vincolata a servizi comunitari, "assediato" da un tessuto urbano frammentato ed episodico, tipico delle lottizzazioni recenti. Planimetricamente il lotto si presenta di forma pressoché regolare, un quadrilatero in origine pianeggiante di circa 2 mila metri quadri. L’accessibilità al lotto è garantita da un lungo viale sterrato, frutto di una servitù di passaggio, che ne permette il disimpegno veicolare e pedonale.

L’edificio si articola in due volumi contrapposti e sfalsati che si compenetrano a livello delle falde di copertura, generando un’immagine unitaria della volumetria complessiva, scevra da ogni esibizionismo linguistico - formale e contemporaneamente, diversificata negli aspetti distributivi e spaziali interni all'edificio. Il plot progettuale ha voluto evitare lo svelamento esplicito della tipologia bifamiliare, evitando la consueta specularità delle fronti e degli aspetti distributivi interni.

L’edificio si compone di due unità distinte: la prima per una giovane coppia con figlia si articola su due livelli; la seconda destinata a persona anziana, si diversifica per un spazio interno più raccolto e tradizionale. In particolare la prima unità , è caratterizzata da un ingresso connotato spazialmente dalla presenza “ forte ” della scala, vero fulcro compositivo intorno al quale ruota l’organizzazione funzionale degli spazi, che consente grazie alla sua “leggerezza strutturale” , trasparenze visuali tra interno ed esterno, ampliate dai grandi serramenti vetrati che illuminano naturalmente la zona di ingresso, il soggiorno e il pranzo. Al piano superiore sono situate la zona notte, le logge e i servizi. Gli spazi sono disimpegnati da una passerella – balconata che affaccia sugli ambienti pranzo e soggiorno sottostanti. Su indicazione della committenza, si sono ampliati verso l’esterno gli spazi destinati al pranzo, inserendo il portico a protezione dell’area destinata al “barbecue” che denota spazialmente l’edificio, enfatizzandone il carattere “aperto” verso il giardino.

La vicinanza di una cascina, confinate con il lotto utilizzato da un lato, del viale d’accesso e un vasto terreno pianeggiante incolto dall’altro, uniti alla presenza di un costruito di scarsa qualità posto ai fianchi del sito, hanno determinato l’orientamento dell’edificio, privilegiandone gli assi visivi della cascina e del viale. Dalla scelta iniziale è proseguito il processo ideativo che si è via-via esplicitato perseguendo la ricerca della chiarezza e semplicità compositiva e nella scelta dei materiali, quelli semplici di sempre, legati alla cultura del costruire del luogo: il laterizio, la pietra, il legno e il rame.
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20/06/17
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Recupero di una borgata Alpina
Ostana (CN), Albergo Diffuso
Progetto: https://www.artomzanotti.it/progetti/rivalta/rivalta.html
Sito Web: https://www.artomzanotti.it

In un luogo così straordinario la proposta progettuale ha voluto privilegiare l'affaccio e il godimento del panorama mozzafiato che caratterizza la borgata, formata da un piccolo nucleo di ruderi, disposti magnificamente a testimoniare la maestosa presenza del Monviso. Altri elementi che connotano il progetto: la presenza di grandi aperture vetrate e l'utilizzo intensivo del legno, materia viva insieme ai materiali della tradizione e del luogo.
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13/06/17
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Ristrutturazione in Borgo Po
Torino
Progetto: https://goo.gl/YDCV4F
Sito Web: https://www.artomzanotti.it/
Progettisti:
artom&zanotti architetti associati

L’appartamento si trova all’interno di un edificio appartenente al tessuto edilizio che prese forma nel primo ampliamento della Torino ottocentesca oltre la piazza Vittorio Emanuele I (ora Vittorio Veneto), ovvero il quartiere di Borgo Po.
L’edificio, ricostruito dopo i bombardamenti dell’ultimo conflitto è caratterizzato da una volumetria semplice, i fronti su corte e su via trattati a intonaco, copertura lignea e manto in coppi. Le murature portanti d’ambito, costituite da murature “a sacco” sono composte in parte, da materiali di recupero (mattoni pieni in laterizio misti a pietre di fiume).
I locali, localizzati al secondo ed ultimo piano di una manica con duplice affaccio - verso la corte interna e la via adiacente in direzione nord-est - si caratterizzano per la presenza diffusa di un forte degrado che coinvolge tutti i componenti edilizi: intonaci, pavimentazioni, impianti tecnologici e serramenti.

Il progetto di ristrutturazione globale dell’immobile è partito dalla necessità di rendere visibile la spazialità d’insieme del volume originario, eliminando ogni elemento incongruo. Occorreva dilatare la percezione spaziale e la luminosità, consapevoli che ogni progetto di interni deve dialogare in particolare con i “vuoti” per essere convincente nell’articolazione dei “pieni”. Si è operato tecnicamente per sottrazione: completa demolizione delle finiture e di ogni tavolato preesistente, eliminazione della contro soffittatura lignea, facendo emergere l’orditura del tetto. Il grande vuoto così ottenuto ha consentito di articolare i nuovi spazi attraverso un palinsesto compositivo orientato ad evidenziare la grande e piccola orditura lignea della copertura.

La notevole altezza dell’ambiente ha consentito di utilizzare la balconata – studio e la scala in metallo e legno per dare leggibilità al nuovo assetto compositivo. L’inserimento di un grande serramento a scorrere - a tutt’altezza - in vetro opalino e metallo, posto frontalmente alla finestra esistente in adiacenza all’ingresso, consente l’illuminazione della sala bagno.
L'inserimento di un pannello in vetro mattone nella struttura del solaio del piano sovrastante, permette alla luce di penetrare al di sotto, illuminando in modo indiretto la grande vasca con idromassaggio.
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12/06/17
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Palazzina Monesiglio
Torino
Progetto: https://www.artomzanotti.it/progetti/monesiglio/monesiglio.html
Sito Web:
https://www.artomzanotti.it/

L’edificio occupa un piccolo lotto residuo (circa 500 mq) posto tra un fitto edificato caratterizzato dalla presenza di una pluralità di edifici architettonicamente eterogenei, databili tra la fine degli anni 50 e i decenni successivi. Tipologie a villino si alternano a edifici pluripiano di maggiori dimensioni che caratterizzano l’edificato lungo il corso Sebastopoli posto nelle immediate vicinanze. Il fronte su via si affaccia su un area verde destinata a parco, di pertinenza della vicina scuola media comunale, databile intorno alla fine degli anni 70.

Il progetto nasce dall’esigenza, espressa dall’impresa costruttrice committente, di dover modificare il progetto esistente - ideato da altro professionista - adeguandolo alle nuove richieste del mercato immobiliare e alle normative edilizie cogenti, in corso di ridefinizione, in attesa dell' approvazione definitiva del nuovo PRGC. L’esercizio “funambolico” di riprogettazione distributiva e formale applicato ad una volumetria ed una architettura già approvati, è stato particolarmente complesso e articolato. L’idea generatrice del progetto è nata dalla necessità di dover posizionare il vano scala all’esterno dell’edificio per incrementarne la volumetria, suggerita da un attenta lettura del regolamento edilizio.

I percorsi verticali di accesso alle unità immobiliari hanno determinato lo sviluppo degli aspetti distributivi di ogni appartamento, che variano a ogni piano. L’immagine complessiva dell’edificio, connotato dalla presenza del grande portale metallico che racchiude il vano scala, si caratterizza per il sovrapporsi di volumetrie semplici: a partire dal piano terreno che si apre interamente verso il giardino, per proseguire ai piani superiori con l'inserimento delle logge e dalla simmetrica presenza dei grandi balconi curvilinei prospicienti i fronti est e ovest. A coronamento del “cubo” sottostante, emerge la volumetria “matericamente” diversa del piano attico con mansarda sovrastante - interamente in laterizio - circondata dal grande terrazzo perimetrale.
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12/06/17
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Open Studi Aperti | 26 maggio 2017
Casa Antonelli: uno sguardo tra il cielo e la città.
Un grazie a tutti i partecipanti e un particolare ringraziamento a Eilis Cranitch e Claudio Pasceri (Estovest Festival)
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01/06/17
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