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Società Filarmonica di Trento
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Trio Delama
Cecilia Delama, arpa
Alberto Delama, violoncello
Paolo Delama, organo

F. Pinto (ca.1850-1885)
Le Cygne
da Le carnaval des animaux di C. Saint-Saëns

J. Rheinberger (1839 – 1901)
Elegia op 150/5
(organo e violoncello)

K. Matys (1835 - 1908)
Salve Regina op. 58

R. Leoncavallo (1857 —1919)
Sérénade
(arpa e violoncello)

E. Elgar (1857 – 1934)
dalla Sonata G-dur op. 28
Allegro maestoso

F. Godefroid (1818- 1897)
Le songe de Sainte Cécile
(arpa sola)

M. Reger (1873 – 1916)
Aria op. 103a n. 3
(organo e violoncello)

F. Waël-Munk (1909-1925)
Priére

J. Baur (1719 – 1773)
Sonata n. 4 in Si bemolle
Allegro – Menuet - Allegro
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Nikolaj Znaider, violino - Piotr Anderszewski, pianoforte

L. Janacek: Sonata
R. Schumann: Sonata n. 2 in re min. op. 121
------intervallo-------
Anton Webern, Quattro Pezzi, Op. 7
L. van Beethoven, Sonata n. 5, Op. 24


Uno dei più acclamati violinisti al mondo in un coinvolgente recital con un altrettanto celebrato pianista: insieme raro di qualità e sensibilità al servizio di un programma/sintesi della letteratura violinistica ottocentesca con un padre/fondatore di un modello di sonata (Beethoven) e un erede (Janacek) dalla complessa e composita esperienza artistica. Nikolaj Znaider, violinista danese di origini israeliano-polacche, non è solo uno dei più rinomati solisti oggi in attività, ma si sta dimostrando anche uno degli artisti più versatili: solista, musicista da camera e ora ricercato direttore d’orchestra. Formatosi al Conservatorio di Vienna, viene regolarmente invitato dalle più prestigiose orchestre esibendosi sotto la guida di direttori come Barenboim, Gergiev, Maazel, Mehta, Thielemann. Protagonista di significative incisioni, è pure impegnato in progetti mirati alla formazione dei giovani talenti. Nikolaj Znaider suona un violino “Kresiler” Guarnierus “del Gesù” del 1741 su concessione del Teatro Reale Danese.
Nato a Varsavia, Piotr Anderszewski ha recentemente suonato con i Berliner Philharmoniker, le orchestre sinfoniche di Boston, Chicago, Londra e Royal Concertgebouw. Nel 2002 ha vinto il Gilmore Award, premio dato ogni quattro anni a pianisti dal talento eccezionale. Oggi, a poco più di quarant’anni anni, ha collezionato una serie impressionante di premi: il Diapason d’or, Le Choc du Monde de la Musique, il Classic FM Gramophone Award, il Premio Szymanowski e il Gilmore Award collocandosi nell'olimpo dei grandi artisti internazionali.
Per la prima volta a Trento un Duo assolutamente eccezionale, ricco di temperamento capace di regalare una performance di altissimo livello.
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Programma da definire.

Tra gli amanti del pianoforte Grigory Sokolov è ampiamente considerato uno dei massimi pianisti viventi, un artista ammirato per la sua introspezione visionaria, l’ipnotica spontaneità e la devozione senza compromessi alla musica. Le poetiche interpretazioni del pianista russo scaturiscono dalla profonda conoscenza delle opere che fanno parte del suo vasto repertorio. I programmi dei suoi recital abbracciano ogni forma di scrittura, dalle trascrizioni della polifonia sacra medievale e dai lavori per tastiera di Byrd, Couperin, Rameau, Froberger e Bach a tutto il repertorio classico e romantico con particolare attenzione a Beethoven, Schubert, Schumann, Chopin, Brahms e alle composizioni di riferimento del XX secolo di Prokofiev, Ravel, Scriabin, Rachmaninov, Schönberg e Stravinskij. Nato a Leningrado (ora San Pietroburgo) Grigory Sokolov si è visto riconoscere il proprio talento nel 1966 quando, a soli sedici anni, è diventato il più giovane musicista di sempre a vincere il Primo Premio al Concorso Internazionale Čajkovskij di Mosca. Mentre Sokolov intraprendeva grandi tour di concerti negli Stati Uniti e in Giappone negli anni Settanta, il suo talento si è evoluto ed è maturato lontano dai riflettori dei media internazionali. In seguito al collasso dell’Unione Sovietica, ha cominciato ad apparire con più frequenza nelle principali sale da concerto e nei principali festival europei che oggi frequenta abitualmente. Sokolov tiene circa settanta concerti ogni stagione, immergendosi completamente in un singolo programma e presentandolo in tutte le principali sale d’Europa. La capacità di articolare le voci interne di una struttura polifonica, l’infinita varietà delle dinamiche e dei suoni che sa estrarre dallo strumento sono caratteristiche uniche di questo grande artista. Nei suoi recital porta gli ascoltatori a stretto contatto con la musica, trascendendo questioni di esibizionismo superficiale e abilità tecnica, per rivelare significati spirituali più profondi.  
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Programma

M. Mangani: Rossiniana per clarinetto  e clarinet choir  (I° esecuzione assoluta), Verdiana per clarinetto e clarinet choir

H. Gualdi: Andante in do minore per clarinet choir (arr. di M. Mangani),
Passeggiando  per Brooklyn (arr. di V. Correnti), America (arr. di V. Correnti), Jazz Band (arr. di V. Correnti)

F.&M. Jeanjean: Guisganderie (trascr. di P.M. Dubois)

G.Gershwin/H.Gualdi: Summertime (arr. di M. Mangani), Blues da “Un americano a Parigi” (arr. di M. Mangani)

A. Piazzolla: Oblivion  (arr. di M. Mangani), Libertango  (arr. di M. Mangani)


L’Italian Clarinet Consort è formato da rinomati professionisti e talentuosi giovani clarinettisti provenienti da tutta Italia, ma anche da paesi internazionali, e propone l’esibizione di strumenti dell’intera famiglia dei clarinetti. Numerosi compositori italiani sono stati ispirati da questa particolarissima e unica formazione italiana, la cui ricchezza timbrica e suono ricordano un “concerto d’organo”. Questa ‘orchestra’ di clarinetti nasce dall’intento di Piero Vincenti di proseguire il lavoro avviato nel 1980 con il Clarinett’Ensemble di Ciro Scarponi del quale è stato tra i fondatori producendosi in una intensa attività che ha portato a storiche incisioni discografiche e partecipazioni in festivals internazionali. Formato da rinomati professionisti e validissimi giovani clarinettisti l’Italian Clarinet Consort propone la completa famiglia di questo strumento dal clarinetto piccolo in mib al clarinetto soprano in sib per un totale di 15/20 elementi a seconda dei programmi proposti. Il repertorio varia dalle numerose trascrizioni ed arrangiamenti che spaziano nei più svariati generi musicali alle importanti opere appositamente scritte per questa compagine che spesso collabora con famosi solisti quali Fabrizio Meloni, Gabriele Mirabassi, Corrado Giuffredi, Rocco Parisi, Calogero Palermo. 
Corrado Giuffredi, diplomato al Conservatorio di Parma, dal 2003 è primo clarinetto solista dell’Orchestra della Svizzera Italiana. Invitato regolarmente come primo clarinetto dall’Orchestra Filarmonica della Scala, collabora con musicisti quali Martha Argerich, Boris Belkin, Michel Dalberto, Enrico Dindo, Alexander Lonquich ecc. Ha registrato numerose composizioni del repertorio clarinettistico per Emi, Decca, Brilliant, Arts, Aura, Tactus, Foné e RaiTrade. 
Insieme a Giampaolo Bandini, Cesare Chiacchiaretta ed Enrico Fagone è membro dei Filarmonici di Busseto ed è docente di clarinetto all’Istituto Musicale Superiore di Modena e ai corsi di perfezionamento di Città di Castello.
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Programma

O. Respighi: Antiche danze et arie per liuto Suite n. 3 

G. Rossini: Sonata per archi n. 6

R. Di Marino: Violin Concerto n. 1, Doina and Dance (prima esecuzione)
Esperanza (prima esecuzione)


I Virtuosi dei Berliner Philharmoniker sono sei musicisti della celeberrima orchestra dei Berliner Philharmoniker che dal 1993 suonano con grande successo su tutti i palcoscenici del mondo. 
Scopo dell’ensemble è fondere il suono degli archi dell’orchestra con il virtuosismo dei singoli musicisti. Il repertorio del gruppo parte dai classici viennesi e romantici, con le Serenate e le Sinfonie di Haydn, Mozart, Mendelssohn, Offenbach, Rossini, Schubert, Dvorak e Čajkovskij, per arrivare alla musica contemporanea, fino al jazz e al tango. Hanno registrato per le etichette Teldec e NEC, ricevendo l’unanime apprezzamento della stampa specializzata. Una delle ultime produzioni del gruppo è stata riservata alle opere del compositore trentino Roberto Di Marino: un segno di eccezionale apprezzamento internazionale che la Filarmonica non poteva che accogliere per riproporlo nella propria sede. 
Il violinista Laurentius Dinca, nato a Bucarest, ha studiato dapprima nella sua città natale e in seguito a Lubecca. Ha vinto numerosi premi in concorsi internazionali come il Tibor Varga di Sion, il Louis Spohr di Friburgo e il Casals di Barcellona. Dal 1980 al 1984 è stato primo violino dell’Orchestra della Radio di Francoforte e nel 1984 è entrato a far parte dei primi violini dei Berliner Philharmoniker. Come primo violino dei Virtuosi dei Berliner Philharmoniker è stato in tournée praticamente in tutto il mondo. È anche leader del Quartetto Athaenaeum Berlin, dal 1991, e dell’Ottetto d’Archi dei Filarmonici di Berlino, dal 1995. Nel 1992 ha ricevuto la Croce dell’Ordine al Merito Melitense.
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Fabio Biondi
direttore

Programma

A. Corelli: Concerto grosso op. 6 n. 4 in Re magg.
F. Geminiani:  Concerto grosso op. 3 n. 2 in sol min.
P.A. Locatelli: Concerto grosso op. 1 n. 5 in Re magg.
A. Vivaldi:  Le Quattro Stagioni, da Il cimento dell’armonia e dell’inventione op. VIII

L’Europa Galante nasce nel 1990 dal desiderio del suo direttore artistico, Fabio Biondi, di fondare un gruppo strumentale italiano per le interpretazioni su strumenti d’epoca del repertorio barocco e classico. L’ensemble ottiene un inatteso successo fin dalla pubblicazione del primo disco, dedicato alla produzione concertistica vivaldiana (Premio Cini a Venezia, Choc de la Musique in Francia). Negli anni seguenti il gruppo colleziona un’eccezionale lista di riconoscimenti: cinque Diapason d’Oro, Diapason d’Oro dell’Anno in Francia, premio RTL, nomina ‘Disco dell’Anno’ in Spagna, Canada, Svezia, Francia e Finlandia, Prix du disque ecc. Da allora Europa Galante si è esibita nelle più importanti sale da concerto e teatri del mondo: dal Teatro alla Scala di Milano alla Suntory Hall di Tokyo, dalla Royal Albert Hall di Londra al Lincoln Center di New York. 
Nato a Palermo, Fabio Biondi inizia la carriera internazionale spinto da una precoce curiosità culturale e musicale che lo porta a incontrare i pionieri della nuova scuola barocca. A sedici anni viene invitato al Musikverein di Vienna per interpretare i Concerti per violino di Bach. Da allora collabora quale primo violino con i più famosi ensemble specializzati nell’esecuzione di musica antica con strumenti e prassi esecutiva originali. Il suo sviluppo musicale orientato verso un repertorio universale, ma anche incline alla riscoperta di compositori oggi poco eseguiti, si direziona verso una letteratura che copre 300 anni di musica. La sua produzione discografica lo conferma: accanto alle Quattro Stagioni vivaldiane, Concerti Grossi di Corelli o le Sonate di Schubert, Schumann o Bach, si evidenziano gli sforzi (in veste direttoriale) tesi alla riscoperta degli Oratori, Serenate e opere di Alessandro Scarlatti e Haendel oltre al repertorio violinistico del Settecento italiano. Fabio Biondi suona un violino Andrea Guarneri (Cremona,1686) e un violino Carlo Ferdinando Gagliano del 1766. A Trento l’Europa Galante è chiamata ad inaugurare la Stagione del 2016 con una delle pagine più famose ed eseguite al mondo, le Stagioni di Vivaldi incoronate da altre opere di rara bellezza.
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Da martedì 15 a venerdì 18 e lunedì 21 dicembre dalle ore 9.- alle ore 14.-; per mail info@filarmonica-trento.it, per telefono 0461.985244
Abbonamento intero : Euro 200,-
Abbonamento ridotto : Euro 170,-
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J.S. Bach: Partita n. 2 in do min. BWV 826 
C. Debussy: Pour le piano L 95 
F. Chopin: Sonata n.2 op. 35
M. Ravel: La Valse

In un panorama eccezionalmente ricco di giovanissime star internazionali, l’apparizione della talentuosa pianista salentina Beatrice Rana rende onore al sistema formativo italiano. Nata nel 1993 si è diploma a sedici anni sotto la guida di Benedetto Lupo presso il Conservatorio Nino Rota di Monopoli, dove ha studiato anche composizione. Nel giugno del 2013 si è aggiudicata il secondo premio e quello del pubblico al prestigioso Concorso pianistico Internazionale Van Cliburn, ennesimo riconoscimento di rilievo nella sua già sorprendente carriera. Nel 2011 aveva già richiamato l’attenzione generale vincendo il Primo premio al Concorso internazionale di Montreal, diventando così la più giovane pianista, nonché prima vincitrice italiana, nella storia del concorso. Beatrice Rana si è già esibita in molte delle celebrate sale concertistiche, dalla Tonhalle di Zurigo, Wigmore Hall di Londra, Società dei Concerti di Milano, all’Auditorium du Louvre di Parigi, al Festival de Lanaudière in Quebec. Ha pure iniziato a collaborare con le grandi orchestre (Los Angeles Philharmonic, Detroit Symphony, London Philharmonic, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia) per il repertorio sinfonico. Risiede attualmente ad Hannover, dove frequenta l’Hochschule für Musik nella classe di Arie Vardi. Il suo debutto a Trento sarà l’occasione per ascoltare una musicista la cui maturità artistica ha del prodigioso, tanto da meritarsi la definizione di “nuova Martha Argerich”.
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Giovanni Scaglione, violoncello
Roberto Plano, pianoforte


R. Schumann:  Adagio e Allegro op. 70 
L.v. Beethoven:  Sonata n.3 in la maggiore op.69 
J. Brahms sonata n.2 op. 99

Due già sicure e solide carriere condotte fino a poco tempo fa in maniera autonoma si sono incontrate per una nuova esperienza cameristica destinata a lasciare il segno nelle sale concertistiche. Giovanni Scaglione, storico violoncellista del celebre Quartetto di Cremona si scopre anche solista e chiama nella sua avventura un altro superbo strumentista, il pianista pluripremiato Roberto Plano. Diplomatosi al Conservatorio “Paganini” di Genova sotto la guida di Nevio Zanardi, Giovanni Scaglione si perfeziona con Michael Flaksman e Antonio Meneses alla Musikhochschule di Basilea. Segue quindi corsi con Mario Brunello e all’Accademia Stauffer di Cremona con Rocco Filippini. Nel 2002 entra a far parte del Quartetto di Cremona, con cui tuttora svolge un’intensa attività presso le sale più prestigiose di tutto il mondo. Dal 2011 affianca all’attività quartettistica quella da solista. Dallo stesso anno è docente di Quartetto e Musica da Camera presso l’Accademia Stauffer di Cremona. Suona un violoncello realizzato da Marino Capicchioni nel 1974. Roberto Plano è nato a Varese nel 1978; si è imposto all’attenzione vincendo il prestigioso Cleveland International Piano Competition. Grazie ai premi ottenuti poi all’Honens International Piano Competition e al 12° Van Cliburn ha letteralmente conquistato il mondo concertistico americano, dove si è esibito in più di venti Stati suonando negli studi delle maggiori stazioni radiofoniche. Numerose anche le sue incisioni discografiche. In questa sua carriera soprattutto americana non ha trascurato l’Italia e l’Europa facendosi conoscere a Milano, Roma, Londra, Parigi, Dublino suonando da solo e con importanti orchestre. Definito dal «Chronicle» il ‘Pavarotti del pianoforte’ per il suo lirismo è stato indicato come il più grande interprete di Scrjabin e definito erede di Rubinstein e Horowitz. 
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Anna Boschi, flauto 
Guido Longo, oboe
Manuel Michelini, corno
Manuel Cester, fagotto
Francesca Pola, clarinetto

F. Farkas
(1905-2000)
Antiche danze ungheresi dal secolo XVII

D. Agay
(1911-2007)
Five easy dances

J. Ibert
(1890-1962)
Trois pièces brèves

R. Douglas
(*1977)
Six dance caricatures

M. Arnold
Three Shanties

J. Brahms
(1833-1897)
Danze ungheresi n. 5

J. Strauss junior
(1825-1899)
Fruehlingsstimmen
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