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L'Oste e la Civetta
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IL KING CRAB

L'impatto è clamoroso: chi lo gusta si sente privilegiato, chi lo vede gustare resta rapito.

È una delle punte di diamante della cucina moderna e come tale non passa inosservato tra i commensali, suscitando un istintivo senso di meraviglia.

Vuoi perderti l'occasione di vivere un'esperienza gastronomica di questo rilievo, trovando una soddisfazione inedita per te e l'ammirazione di chi ti sta intorno?
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Il Tagliere dell'Oste!
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Diciamoci la verità: se c’è qualcosa che sa di giovialità a tavola è IL VINO.

Abbinare il vino al cibo è un aspetto molto importante, uno dei capisaldi del “mangiar bene”, un’arte che si è sempre più perfezionata nel corso del tempo.

Con il tempo sono state trovate delle regole generali, valide per tutti coloro che eseguono una degustazione, che permettono di valutare dei parametri oggettivi di percezione, sulla base dei quali definire una sensazione dell’insieme.

Scoprile insieme a noi in questo articolo.
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Pappardelle al ragu’ di cervo

La Nuova Zelanda costituisce il maggior esportatore di carne di cervo a livello mondiale, la maggioranza delle zone d’allevamento si trovano nelle regioni montane a sud delle Nuova Zelanda in Canterbury, Otago e Southland. Sia la zona montuosa a Sud che quella collinare a Nord dell’isola offrono agli animali un habitat ideale.

Il cervo alla base di questa ricetta e’ un animale, giovane dalla carne tenera e quasi totalmente priva di grasso.

La polpa che se ne ricava viene spezzata a coltello e marinata per 36 ore in vino Amarone della Valpolicella condito con bacche di ginepro, alloro e erbe fini.

Dopo la marinatura, la carne viene cotta per tre ore a fuoco lento mantenendo tutta la sua marinatura di vino pregiato e con l’aggiunta di piccoli porri, sale e pepe.

Finita la cottura e ristretto il sugo “bianco”, la carne di cervo viene sfilacciata a mano sul tagliere e poi passata al coltello.

Il ragu’ cosi’ composto e’ privo di altre carni e la dolcezza e la leggerezza del cervo conferiscono alle pappardelle un sapore delicato e invitante.

Il piatto si conclude con una spolverata di pecorino di Fossa.
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Tra i vari tipi di carne che potete scegliere per le vostre T-Bone ce n’è uno che è sicuramente il più pregiato, il padrone indiscusso delle steak-house americane, dove potete stare certi di mangiare le migliori T-Bone che possiate immaginare.

Sto parlando del celeberrimo e rinomato BLACK ANGUS
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Hai visto anche tu su facebook questa notizia?

ATTENZIONE A MANGIARE CARNE BOVINA, C’È UNA CONTAMINAZIONE DA VIRUS DELL’HIV. SEQUESTRI IN TUTTA ITALIA!!!

Ha circolato tantissimo su tutti i social recentemente, forse è arrivata anche a te.

Sostiene ci sia una vera epidemia di HIV dovuta al consumo di carne bovina infettata dal virus.

Se la leggi bene e sai in cosa consiste il virus dell’HIV e come si trasmette però ti renderai conto subito della verità:
È SOLO UNA BUFALA!!!

Qualche simpaticone si è divertito a divulgare l’ennesima bufala pseudoscientifica su un sito internet e da lì, grazie alle condivisioni su Facebook, la notizia è diventata virale.

I più ingenui ci sono cascati subito, ma basta accertarsi davvero un minimo sulla fonte e sui contenuti per rendersi conto di quanto sia assurda.
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Il modo migliore per cucinare le bistecche è senza ombra di dubbio la griglia!

Anche se in realtà dire “ALLA GRIGLIA” è un po’ riduttivo, senza contare l’errore da dilettante di confondere la griglia col barbecue.

Cuocere piccoli pezzi di carne su una griglia posta direttamente su una fonte di calore non è barbecue, ma grilling.

Il barbecue consiste nel cuocere grandi pezzi di carne a bassa temperatura, per lungo tempo, in una camera chiusa e in presenza di fumo a legna.

Scopri di più in questo articolo!
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IL VERO CHEESECAKE A ROMA

Nella cittadina di St. Augustine nel nord dello stato della Florida, vicino al porto sorge un quartiere composto da strade strette e case di pescatori.

In una piccola locanda, dove si mangia pesce e spezzatino di coda di alligatore, la signora Ann prepara un Cheese-cake alla frutta dal gusto morbido e leggero, nel rispetto della tradizione della pasticceria americana.

E’ da li che abbiamo imparato la nostra ricetta e che la riproponiamo al ristorante L’Oste e la Civetta.

Gli ingredienti sono semplici e per questo devono essere di prima qualita’:

formaggio spalmabile freschissimo, panna montata, un po di succo di limone e quanto basta di zucchero compongono la base del dolce.

Una sbriciolata di biscotto secco intriso nel burro fuso e poi fatto raffreddare determina la parte croccante e per finire la composta di frutti di bosco o di mango che ricoprono il tutto in un'unica armonia.

Questo e’ il vero cheese-cake di St. Augustine…
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