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Società Italiana di Psicoterapia per lo Studio delle Identità Sessuali - SIPSIS
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S.I.P.S.I.S. è un’associazione di professionisti senza fine di lucro ed è nata integralmente grazie all’autofinanziamento dei membri fondatori. Le quote associative permetteranno di promuovere i progetti di SIPSIS, la Carta Etica e di creare, regione per regione, il Registro Italiano, incrementando la visibilità degli psicoterapeuti aderenti sia presso le istituzioni sia presso la popolazione. Per associarsi: http://www.sipsis.it/chi-siamo/come-associarsi/ SIPSIS nasce dal confronto tra professionisti impegnati nello studio delle identità, ed in particolare delle identità sessuali, nelle loro dimensioni costitutive e nelle loro evoluzioni, e delle implicazioni cliniche, sociali e “politiche” che emergono quando la prassi terapeutica è chiamata a confrontarsi con tali questioni. La mission di SIPSIS, è quella di “promuovere ed approfondire lo studio delle dimensioni psicologiche, socioantropologiche, biologiche e genetiche implicate nei processi di costruzione delle identità sessuali nelle loro configurazioni tipiche ed atipiche, anche attraverso la decostruzione, per mezzo di contributi multidisciplinari, delle categorie di genere socialmente date e normativamente prescritte, in quanto non sovrapponibili ad una presunta normatività clinica, con una particolare attenzione all’individuazione di assunti e a priori (di tipo sessista, eterofilico, eteronormativo, sessofobico, omofobico o transfobico) e alle loro implicazioni e ricadute nella pratica psicoterapica.”
S.I.P.S.I.S. è un’associazione di professionisti senza fine di lucro ed è nata integralmente grazie all’autofinanziamento dei membri fondatori. Le quote associative permetteranno di promuovere i progetti di SIPSIS, la Carta Etica e di creare, regione per regione, il Registro Italiano, incrementando la visibilità degli psicoterapeuti aderenti sia presso le istituzioni sia presso la popolazione. Per associarsi: http://www.sipsis.it/chi-siamo/come-associarsi/ SIPSIS nasce dal confronto tra professionisti impegnati nello studio delle identità, ed in particolare delle identità sessuali, nelle loro dimensioni costitutive e nelle loro evoluzioni, e delle implicazioni cliniche, sociali e “politiche” che emergono quando la prassi terapeutica è chiamata a confrontarsi con tali questioni. La mission di SIPSIS, è quella di “promuovere ed approfondire lo studio delle dimensioni psicologiche, socioantropologiche, biologiche e genetiche implicate nei processi di costruzione delle identità sessuali nelle loro configurazioni tipiche ed atipiche, anche attraverso la decostruzione, per mezzo di contributi multidisciplinari, delle categorie di genere socialmente date e normativamente prescritte, in quanto non sovrapponibili ad una presunta normatività clinica, con una particolare attenzione all’individuazione di assunti e a priori (di tipo sessista, eterofilico, eteronormativo, sessofobico, omofobico o transfobico) e alle loro implicazioni e ricadute nella pratica psicoterapica.”

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A fronte del notevole interesse manifestato da più parti per la rilevanza dei temi del convegno, abbiamo deciso di permettere l'accesso come UDITORI alle persone che non sono psicoterapeute o iscritte a scuole di specializzazione in psicoterapia.

Gli iscritti come UDITORI non potranno associarsi a SIPSIS, tuttavia, se lo desiderano, potranno contribuire alle attività della Società attraverso libera donazione.

Sul sito è possibile trovare il form di iscrizione
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"E' stata presentata in mattinata (venerdì 13 gennaio) nella residenza municipale la pubblicazione "Oltre gli stereotipi di Genere - verso nuove relazioni di diagnosi e cura", quaderno ad uso delle professioni di cura ideato dall'assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ferrara e realizzato con la collaborazione dell'Azienda USL e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, con l'Università degli Studi di Ferrara, con le Associazioni LGBT della città quali Circolassimo, Arcigay, Arcilesbica, Agedo e Famiglie Arcobaleno e Centro Donna Giustizia e con il patrocinio della Assemblea Legislativa e della Regione Emilia Romagna e dei Sindacati Confederali CGIL e UIL."
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Un articolo che esplora in modo semplice e chiaro cosa si intende per disforia di genere in età infantile e adolescenziale. C'è anche un utile pagina di consigli e suggerimenti per i genitori
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Eugenia Romanelli, scrittrice, giornalista e docente, ci offre un bell'articolo sul libro del "nostro" Federico Ferrari http://mimesisedizioni.it/la-famiglia-inattesa.html

"Il libro è utile a tutti, visto che la letteratura scientifica internazionale sull’argomento è molto giovane (appena trent’anni) e che in Italia esistono solo un paio di studi, e che quindi non esistono emeriti in materia. E’ utile agli addetti ai lavori (ricercatori, operatori sanitari e del diritto, psicologi, psicoterapeuti, etc) ma anche a tutti gli altri cittadini, perché informa in modo laico e non ideologico su una specificità della contemporaneità tanto complessa quanto delicata"

"A Ferrari il merito di fornire a tutti uno strumento oggi divenuto urgente per orientarsi in un dibattito confuso che spacca la società, chiamata all’impossibile scelta se aderire alla militanza Lgbtqi o al fondamentalismo dei gruppi cattolici reazionari. Di sicuro, dopo questa lettura, nessuno rischierà più di farsi manipolare da fantasiose campagne “antigender” né da qualunque altra istigazione all’odio contro le famiglie arcobaleno, perché l’esercizio etico del confronto sui valori comuni diventa punto di non ritorno nel cammino verso l’emancipazione personale e culturale e verso la valorizzazione di una umanità plurale e unita."
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La "ex-gay therapy" è in uno stato costante di declino e di ripudio, ma il più piccolo movimento delle "ex-trans therapy" - gli sforzi per scoraggiare l'identità transgender - è ancora in corso. Ora, una delle cliniche più importanti che forniscono tale trattamento sta chiudendo e il suo leader sembra essere entrato in una fase di "fine carriera". Il Centro per dipendenze e salute mentale (CAMH) a Toronto, il più grande centro di salute mentale del Canada, sta chiudendo "The Child, Youth, and Family Gender Identity Clinic (GIC)", a seguito di una revisione interna indipendente che ha dettagliato le pratiche antiquate ancora in uso e un evidente anti-transgender bias. Il dr. Kenneth Zucker, che ha guidato la GIC per oltre 30 anni, a quanto pare ha già lasciato.
La revisione della clinica è iniziata all'inizio di quest'anno dopo che il CAMH ha raccolto preoccupazioni da partner della comunità su ciò che veniva praticato all'interno della GIC. Due psicologi hanno intervistato il personale ed i clienti, anche attraverso registrazioni, e si sono consultati con altri gruppi che hanno lavorato con la clinica. dr. Suzanne Zinck e dr. Antonio Pignatiello si sono tenuti dal confermare che la terapia riparativa fosse decisamente in atto, ma non hanno potuto escluderlo. In effetti, la relazione ha rilevato una coerente bias contro le identità transgender, nonché l'uso di pratiche che mortificavano e stigmatizzavano le persone che vi approdano.
La Gender Identity Clinic piaceva alle famiglie che cercavano di ostacolare lo sviluppo di caratteristiche non-conformi al genere nei bambini. Questi bambini sarebbero stati sottoposti a terapia di gioco, in cui sarebbero stati costretti a giocare con i giocattoli conformi genere, e i genitori istruiti a programmare più appuntamenti di gioco con bambini dello stesso sesso.
Zucker è stato un sostenitore inflessibile del mito per cui l'80 per cento dei bambini di genere non-conformi alla fine si rivelano solo essere gay, non transgender. Lo studio che ha prodotto questa conclusione si basa su una confusione fra il livello di tutti i comportamenti non-conformi al genere con l'affermare effettivamente una diversa identità di genere.
Zucker e la GIC mostravano un pregiudizio contro qualsiasi comportamento non-conforme al genere. Come narra la relazione, un bambino aveva risolto tutti i problemi disforia di genere e per il corpo, ma la clinica ancora aveva consigliato ai genitori di fargli trascorrere più tempo con i ragazzi cis-gender perché aveva un eloquio effeminato e manierismi. Questo tipo di consiglio per il controllo del comportamento e le amicizie di bambini era comune.
In altri casi, le motivazioni anti-transgender della famiglia erano fatte diventare priorità e incorporate nel trattamento. Un adolescente più vecchio non era stato indicato per il trattamento ormonale nonostante il fatto che tale trattamento fosse il miglior intervento nel suo caso, perché "questo poteva essere visto come inaccettabile per il genitore."
Non sorprende che non vi fosse una minima documentazione sui genitori, né sorprende l'assenza di aiuto a "lavorare con qualsiasi preoccupazione o dolore con l'obiettivo chiaramente indicato di accettare qualsiasi risultato potenziale e sostenere i loro figli". In altre parole, ai genitori non sono stati fornite le risorse per aiutarli ad essere più favorevoli verso bambini che potrebbero ancora rivelarsi transgender. Il rapporto, che riconosce che la ricerca scientifica ha scoperto che l'accettazione della famiglia è importante per il benessere delle persone transgender, osserva che questa assenza "è una preoccupazione e si potrebbe concludere che non è un obiettivo principale del trattamento."
La con-fusione tra il comportamento e l'identità di genere non è stato l'unico difetto nell'approccio della GIC. Nello stesso modo in cui i sostenitori delle ex-gay therapy cercano la causa dell'omosessualità, la squadra di Zucker similmente patologizza ogni comportamento non-conforme al genere. I pazienti hanno riferito che era detto loro che il focus del loro trattamento era capire "perché" erano non-conformi al genere. Questo "obiettivo cisgender" ha portato allo sviluppo di sentimenti e vissuti di vergogna eccessiva e di auto-stigmatizzazione per le persone transgender e di genere fluido, anche dopo che è stato fornito loro l'accesso alle terapie ormonali.
Questo patologizzazione era evidente nei modi in cui i pazienti transgender venivano nominati o addirittura umiliati. Un ex paziente ha ricordato che Zucker diceva che "ero troppo intelligente per essere trans." Un altro, ormai persona maschio trans adulto, ha affermato che Zucker gli ha chiesto di togliere la camicia davanti ad altri medici, riferendosi a lui, ridendo, come un "parassita un po' peloso". Una coppia di genitori ha descritto come al loro bambino era stato chiesto circa la sua varianza di genere "come se nostro figlio non fosse ok come persona".
Era terapia ripartiva? Zinck e Pignatiello si sono fermati dal dichiarare nella loro relazione se le pratiche di GIC fossero "terapia riparativa" o no, ma hanno fortemente suggerito che lo fossero. "Non possiamo affermare che la clinica non pratichi approcci riparativi (se non vere e proprie terapie) rispetto all'influenzare lo sviluppo dell'identità di genere", hanno scritto.
Fatto è che la GIC è stata chiusa poche settimane dopo che il rapporto è stato pubblicato. Nel mese di giugno, i legislatori dell'Ontario hanno approvato all'unanimità il divieto di tutte le terapie di conversione. Come in altri stati e città degli USA, il divieto dell'Ontario si applica alla terapia che si rivolge sia all'orientamento sessuale che all'identità di genere.

http://thinkprogress.org/lgbt/2015/12/16/3732840/ex-trans-reparative-therapy-clinic-closing/
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Aderire alla SIPSIS entro il 30 settembre conviene! In via promozionale, infatti, nella quota del 2015 sarà compresa la quota del 2016. Questo permetterà di partecipare, oltre al convegno di novembre, ai nostri eventi formativi in programma per il 2016. Seguiteci sui social o sulla pagina Eventi del sito per rimanere aggiornati!
http://ow.ly/PLGkv
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Le parole della Prof.ssa Bastianoni sulla rivista "Il Mulino": una riflessione ed una denuncia
http://www.rivistailmulino.it/news/newsitem/index/Item/News:NEWS_ITEM:2901
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