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Villa Consulting
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Un gruppo di persone che ha fatto dei social gli strumenti del loro lavoro, e la consapevolezza delle aziende su questi strumenti la loro mission.
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L'umanesimo 2.0: la cultura nel settore del marketing e della comunicazione che mette in discussione il significato ed il ruolo dell'essere umano.


#VillaConsulting #VillaCMagazine #Marketing #Comunicazione #Creatività #CulturadellaComunicazione
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Influencer marketing è una definizione che sempre più spesso viene usata e analizzata nel campo della comunicazione. Ma di cosa si tratta? Come può un brand sfruttare queste strategie per aumentare la percezione di sé
negli utenti?

#InfluencerMarketing #VillaConsulting #VillaConsultingMagazine #socialmedia #influencer #brandreputation
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#Facebook

Facebook ha da poco avviato, in fase di test, un servizio di food delivery che potrà essere effettuato sia dal sito web che dall'app. Gli utenti non avranno più alcun bisogno di navigare sulle piattaforme dedicate a tale scopo, aumentando il tempo di permanenza sul social media che ormai ha come obiettivo quello di aumentare il livello di interazioni sullo stesso.

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#fooddelivery #socialmedia #strategia
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#SocialMedia

COME I SOCIAL MEDIA AIUTANO IL VOSTRO RANKING SU GOOGLE

Chi non vuole avere un buon ranking su Google o è un pazzo o non sa cosa sia Google. Il fatto di posizionarsi nella prima pagina di Google è un fattore determinante per ogni impresa grande e piccola che sia. Ogni persona che vuole usare il web per accrescere il proprio bacino d’utenza e le proprie entrate, sa che non serve a niente essere su internet ma restare nella seconda, terza o quarta pagina di Google. E i social network come influiscono sul ranking di Google? Continuate a leggere.

In che mondo digitale (e non) ci troviamo

Ci troviamo in uno scenario molto competitivo; ormai i costi di creazione e gestione di un sito internet sono più che alla portata di tutti. Si tratta di una competitività che ha portato ad una grande saturazione del mercato per tutti i settori che vogliono utilizzare il web marketing. Qualcosa alla quale dobbiamo aggiungere i più di cento cambiamenti dell’algoritmo di Google ogni anno, fattori che spingono a cercare soluzioni anche sui social media. Per non parlare del progressivo atteggiamento di Google di spingere sempre più in basso chi non ricorre alla pubblicità pay-per-click. Come si fa quindi a venirne a capo?

Tutti rispondono a questa domanda così: con i social network! Si fa presto a dire così, ma dietro una semplice quanto ovvia risposta, si nascondono dinamiche ben poco chiare e conosciute, dinamiche che sarebbe bene apprendere per riuscire a sfruttarle a pieno per il proprio business.

In breve, i social media sono assolutamente presi in considerazione da Google ai fini del ranking, ma non più e non meno di un qualunque altra fonte di click, in questo vasto oceano chiamato internet. Il fatto di avere una community online è importantissimo, per questo lo è anche avere una buona gestione dei social media. Dovete rendere le persone felici di parlare di voi e del vostro business su Facebook, Twitter, Instagram, eccetera. Più si creerà questo buzz, questo fervore di click, più Google se ne accorgerà, ma non solo.

A cosa servono i social network

Quando pubblicate un articolo sul vostro sito è importante che lo condividiate anche sui vostri canali social. Questo meccanismo è il modo più semplice per avere un backlink, ovvero un link che dai social porti al vostro sito internet. Ovviamente, lo saprete, più persone visiteranno il vostro sito e più Google noterà la cosa, facendovi salire nel ranking.

È importante, inoltre, saper gestire in maniera adeguata i vostri fan e follower sui social. Ciò che dovreste essere in grado di fare è riuscire a creare un circolo virtuoso, facendoli sentire importanti. Come? Dando loro la giusta assistenza e fornendo loro le eventuali risposte alle domande che vi chiedono.

I brand, anche i più grossi, hanno ormai capito questa lezione. Nessun marchio può più permettersi di approcciarsi sui social ai propri seguaci in maniera troppo formale o raffazzonata. Le persone usano i social network principalmente per svago, certo, ma sempre più spesso cercano di chiarirsi anche le idee sui vostri prodotti e servizi: i social network presto diventeranno il mezzo preferito dagli utenti per ricevere un servizio clienti.

Avere un corretto tono di voce, invogliare la condivisione ed il coinvolgimento, sono due ottimi punti di partenza per una gestione efficace dei social media. E infine, non dimenticatelo mai: più i vostri canali social saranno ben frequentati, più le persone online parlano del vostro brand e più Google vi identificherà come un’entità autorevole sul web, un attore protagonista, non una semplice comparsa da far apparire dalla seconda pagina in giù. Ma tutto ciò non basta.

Cosa conta sui social media ( e non solo)

Alla base di un buon utilizzo dei social media c’è quasi esclusivamente un solo fattore: il contenuto. I vostri articoli devono essere pieni di significato utile per chi legge. Ciò che dovete fare è riuscire a offrire un valore per chi usa il proprio tempo per leggere cosa scrivete. Per fare questo, dovete inserire nei vostri contenuti cosa le persone (o il vostro pubblico, i vostri utenti/clienti possibili ed attuali) cercano.

Potete aiutarvi con le keywords (o parole chiave) più cercate, per esempio. Le parole chiave vi aiuteranno a definire con efficacia l’argomento o gli argomenti dei vostri contenuti. Esistono vari software a pagamento e non per verificare le parole chiave più cercate; ovviamente il primo servizio da citare è uno: Google Keyword Planner. Una volta compreso cosa i vostri lettori desiderano (facciamo finta che sia così semplice) non vi resterà altro che offrire loro esattamente quello che cercano.

Anche sui social i contenuti di qualità sono quelli che vanno per la maggiore, per motivi che possiamo toccare maggiormente con mano: le persone apprezzano un vostro post mettono il “mi piace”, magari lo condividono, e questo coinvolgimento è fondamentale per aumentare la portata della vostra pagina. Maggiore sarà il coinvolgimento, maggiore sarà il numero di persone alle quali arriverete.

I social media come leva per Google

Quello che dovete fare è insomma concentrarvi su cosa offrite e proporlo con la migliore confezione della quale potete disporre. Creare contenuti utili al vostro target, contenuti di qualità, è la chiave per ottenere click sul vostro sito e quindi elementi utili a far capire a Google quanto valete. I social media devono servirvi come leva, per più di una ragione.

Innanzitutto i social media ospitano milioni di utenti. Quanto grande o piccolo sia il vostro target, utilizzare i social media per cercare nuovi clienti è un’occasione da non perdere. In secondo luogo i social media sono un ambiente più che ottimale per permettere agli utenti di farsi portavoce del vostro messaggio, dei vostri servizi, del vostro brand. Il loro coinvolgimento spesso si traduce in user-generated content, ovvero in contenuti che vi riguardano, prodotti dagli utenti. Si tratta di contenuti che hanno un’importanza sempre più rilevante nelle dinamiche del web. Si tratta della traduzione nel mondo digitale della brand awareness che avete nel mondo analogico, della vostra popolarità fra le persone ed il loro passaparola. Più la gente parla di voi nelle piazze digitali che sono i social network, più questa voce arriverà a Google, che vi premierà con una posizione elevata all’interno del ranking.

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#VillaCBlog

#ranking #Google #internet
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#Password

PASSWORD E SICUREZZA DEGLI UTENTI

Il Safer Internet Day è un appuntamento annuale promosso da INSAFE e INHOPE network con il supporto della Commissione Europea volto a promuovere la sicurezza in ambito informatico, soprattutto tra i più giovani.
Quest’anno l’evento si è tenuto il 7 febbraio e in questa occasione Google ha effettuato un’indagine tramite YouGov circa le misure di sicurezza adottate dagli utenti durante la loro navigazione sul web.

Dalla ricerca è emerso che in Italia più della metà degli utenti adotta le stesse password per differenti dispositivi e proprio la parola “password” è una delle più utilizzate.
Scegliere password differenti e sufficientemente lunghe è invece il requisito fondamentale per muoversi in sicurezza sul web, ma molto spesso gli utenti non le differenziano o scelgono parole brevi per ricordarle con più facilità. Molti servizi però, tra cui molti offerti dallo stesso Google, permettono di salvare la password in modo sicuro.

Una buona password inoltre è sempre composta da una sequenza alfanumerica, cioè alternando lettere, maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali. Inoltre è consigliato cambiare le password dei siti sensibili almeno una volta l’anno, cosa per altro che già molte banche richiedono di fare obbligatoriamente.

Google adotta alcune tecnologie di machine learning per permettere di capire se siano veramente gli utenti proprietari dell’account a scrivere la password. Si tratta di strumenti che pongono domande all’utente e lo avvisano, attraverso notifiche o e-mail, nel caso sospettino che non sia la persona corretta a provare ad accedervi.
Il tema della sicurezza informatica si fa sempre più attuale, dal momento che la popolazione mondiale è sempre più connessa ed utilizza smartphone e pc per comunicare quotidianamente. Molto spesso però questi strumenti vengono utilizzati ancora in modo inconsapevole.

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#sicurezza #Google #web #tecnologia #informatica
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#Social

ALCUNI DATI SULL'UTILIZZO DEI SOCIAL NETWORK

Un’indagine effettuata da Nielsen, che si occupa di analizzare le tendenze di acquisto e le abitudini relative all’utilizzo dei mezzi di comunicazione, ha rivelato uno scenario piuttosto sorprendente sulle fasce d’età che trascorrono più tempo sui social.

La ricerca infatti ha messo in evidenza che negli Stati Uniti i maggiori utilizzatori di social network non sono i Millenials, cioè gli appartenenti alla fascia d’età tra i 18 e i 34 anni, ma le persone dai 35 ai 49 anni.
In particolare i primi trascorrono mediamente 6 ore a settimana sulle varie piattaforme social, contro le 7 ore della cosiddetta Generazione X.

La maggior parte degli utenti è di sesso femminile, che vi dedicano il 25% del loro tempo libero contro il 19% degli uomini. Nielsen aggiunge che questo tempo viene impiegato soprattutto la domenica sera, durante la messa in onda dei programmi di prima serata.

Inoltre il 39% degli utilizzatori dei social sostiene che avere informazioni su prodotti e servizi, preferibilmente basate su opinioni imparziali di altri utenti, sia uno dei motivi fondamentali per l’utilizzo dei social. Molto interessante anche il fatto che il 29% degli utenti sostenga di ritenere importante dare sostegno ai brand preferiti attraverso i canali social.

Si tratta di informazioni molto utili alle aziende per intercettare il proprio target e per comunicare con i propri clienti nel modo più adeguato, per esempio realizzando contenuti che siano facili da reperire e condividere.

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#comunicazione #brand #aziende #target
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#Sales

Per un’azienda, piccola o grande che sia, fare marketing significa principalmente adottare strategie mirate a un aumento delle vendite. Ecco alcune considerazioni in merito da parte del nostro senior partner Alessandro Chiavacci.

L'IMPORTANZA DEL MARKETING LEGATO AL SALES

Moltoo spesso noto che quando si parla di marketing l’attenzione si sofferma in modo preponderante sugli aspetti legati all’immagine aziendale e alla comunicazione nel suo complesso, trascurando il fatto che è altrettanto importante investire tempo e risorse per trovare gli strumenti migliori che permettano di intercettare i nostri potenziali clienti.

Qualunque sia il suo mercato di riferimento infatti un’azienda oggi si distingue dalle altre per l’integrazione di diversi aspetti, ovvero un certo posizionamento, una strategia di comunicazione e specifici canali di vendita.

Le leve del marketing possono permettere non solo di sostenere un’azienda nel suo business, ma soprattutto di espanderlo, tenendo però presenti alcuni fattori. Soprattutto bisogna considerare che il panorama in cui le aziende si trovano a operare è profondamente cambiato negli ultimi anni, attraverso fenomeni come la globalizzazione e l’innovazione tecnologica. Non solo, per le stesse ragioni i bisogni dei clienti sono mutati nel tempo e sono in continua evoluzione. Qualsiasi azienda è chiamata ad adattarsi a queste profonde trasformazioni, per non rischiare di restare prima o poi fuori dal mercato, non sapendo più rispondere alle esigenze del proprio tempo.

Molto spesso le aziende dimostrano di essere carenti su questi temi, anche se non ne sono consapevoli. Cercano di raggiungere i clienti come avveniva un tempo quando questo non è più possibile o scelgono di continuare ad adottare lo stesso tipo di strategie di marketing con risultati il più delle volte scarsi. È invece importante ridefinire costantemente i propri obiettivi di vendita, mantenersi aggiornati sulle strategie di marketing da adottare, per rimarcare la propria presenza sul mercato e prestare ascolto alle nuove opportunità che questo può offrire.

Richiedere una consulenza su questi temi a professionisti che da anni si muovono in questi nuovi contesti è certamente la scelta migliore per un’azienda che desidera mantenersi al passo coi tempi.

Per saperne di più visita il sito www.villa-consulting.net.

#VillaConsulting

#marketing #comunicazione #vendite
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#SocialBusiness

COS'È IL SOCIAL BUSINESS E COME FARLO

Oggi il nostro senior partner Alessandro Villa ci parla del social business.
I social network infatti non sono solamente luoghi di svago e di condivisione, ma si rivelano anche molto utili alle aziende per ottenere visibilità, reputazione e nuovi clienti.

Queste piattaforme mettono in collegamento clienti e imprese, impiegati di un’azienda con quelli di un’altra e così via. I social danno importanza alle persone e chi si occupa di business dovrebbe fare la stessa cosa per vendere. Il percorso di vendita oggi è composto da diverse fasi e la partecipazione è una di queste. Includere le persone equivale a portarle all’interno di questo processo, che oggi è cambiato radicalmente. I potenziali clienti sono gli utenti che partecipano in modo attivo alle iniziative delle aziende, in particolare agli scambi di comunicazione sul web.
Il termine tecnico con cui si misura la partecipazione delle persone alle conversazioni con le aziende si chiama engagement. Ma come si promuove l’engagement nel concreto? Attraverso l’ascolto, la comprensione e fornendo risposte adeguate agli utenti, al fine di stabilire una connessione che faciliti le condivisioni spontanee di contenuti web che parlano dell’azienda. Gli aspetti essenziali di cui tenere conto per creare interazioni e per vendere sono:

- Consumo di contenuti: le persone online hanno possibilità di fruire di contenuti, in forma testuale, visiva e sonora. Le aziende devono quindi occuparsi di crearne, sia che si tratti di informazione o intrattenimento, con un’attenzione particolare alla qualità.

- Cura: i contenuti vanno curati, programmandone la pubblicazione in base a tempistiche, argomenti, tag e impatto visivo. Un contenuto curato sarà maggiormente interessante agli occhi degli utenti e verrà condiviso più facilmente.

- Collaborazioni: le persone vanno coinvolte nei progetti delle aziende. Creare collaborazioni è un’azione decisiva oggi se si vuole raggiungere un alto tasso di engagement. Si tratta di instaurare con gli utenti un rapporto di bidirezionalità, attraverso cui si creano le condizioni per permettere loro di sostenere il brand in prima persona.

Sono attività che ritengo fondamentali per fare in modo che le persone vengano coinvolte in modo decisivo nella strategia di vendita delle aziende, favorendo un interesse che le porti nel tempo ad apprezzare il brand, seguirlo e soprattutto diventarne clienti.

Per una strategia mirata al raggiungimento dei tuoi obiettivi di business visita il sito www.villa-consulting.net.

#VillaConsulting
#social #business #comunicazione #vendita
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#Facebook

IN ARRIVO LA TV DI FACEBOOK

L’investimento nei video da parte di Facebook è sempre più rilevante. Dopo Youtube e Twitter anche Facebook ha in programma di realizzare una sua tv in streaming.

L’idea è quella di fare concorrenza a colossi come Netflix e Amazon Video, ma con un’importante differenza. Mentre questi ultimi guadagnano grazie alle sottoscrizioni di abbonamenti Facebook sosterrà i costi attraverso la pubblicità, il modello già adottato da Youtube, restando una piattaforma gratuita.

A quanto pare il popolare social network starebbe lavorando a 24 show originali, tra i quali un programma di Condé Nast Entertainment dedicato agli appuntamenti romantici, incontri prima virtuali e poi reali. Inoltre sono in preparazione anche mini web serie della durata di 10 minuti e serie tv più complesse e dal budget più alto.
Ovviamente molti di questi contenuti saranno un’esclusiva per Facebook, che sarebbe al lavoro anche per rilasciare un’app appositamente realizzata per diffondere i video in streaming.

Attraverso il News Feed gli utenti avranno la possibilità di scegliere il tipo di show che preferiscono guardare tra quelli più brevi e quelli di maggiore spessore.

Il rivale principale di Facebook in questo campo sarà Youtube, che ultimamente ha preso accordi con importanti celebrità del mondo della televisione e della musica, come Ellen DeGeneres e Katy Perry. Anche Snapchat pare stia lavorando per portare nuove serie tv all’interno della sua app.

Il lancio dovrebbe avvenire a metà giugno, ma al momento non ci sono informazioni dettagliate su quella che sarà l’effettiva proposta streaming di Facebook, che potrebbe almeno inizialmente essere disponibile solo negli USA.
Di certo il pubblico del social raggiungerà numeri impressionanti, che si avvicinano ai due miliardi di utenti.

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#streaming #tv #social #web
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#Comunicazione

IL QUIZ CHE DIMOSTRA SE SI È DAVVERO LETTO L'ARTICOLO

Non molto tempo fa si è molto parlato dell’iniziativa promossa da NRK, emittente di stato norvegese, e di una particolare funzione dedicata a limitare commenti provenienti da troll, aggressivi o non pertinenti all’argomento trattato.

Nello specifico la nuova funzionalità era stata implementata sul magazine online NRKBeta, che tratta di tecnologia e media, e prevedeva che i lettori completassero un quiz prima di commentare un articolo, per dimostrare di averlo effettivamente letto. Si trattava di rispondere a tre domande a risposta multipla create dagli stessi autori del post, che in breve tempo stabilivano se chi desiderava commentare avesse effettivamente letto ciò di cui si parlava.
La funzione era stata applicata a un numero limitato di articoli, nello specifico quelli che trattavano argomenti particolarmente coinvolgenti e che per questo avrebbero potuto accendere la discussione, così come attirare utenti troll.

La scelta ha ovviamente attirato anche critiche, perché è stata percepita come una limitazione nell’utilizzo di internet, mentre per molti una simile funzionalità rappresenterebbe un modo per promuovere contributi di qualità e arginare le discussioni superficiali o dai toni aggressivi sul web.

Questa iniziativa nasce da una sempre più crescente preoccupazione per chi si occupa di gestire e diffondere contenuti sul web. Lo stesso progetto Perspective di Google nasce per monitorare e cancellare i commenti aggressivi attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Si tratta certamente di iniziative che si pongono l’obiettivo di rendere il web una vera fonte di informazioni, cioè un luogo che stimoli discussioni reali e costruttive.

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#commenti #quiz #web

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