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Alisei ONG
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Association for international cooperation and humanitarian aid (dal 1986) - "Edubuntu: I am what I am thanks to what we all are"
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10/12/1948 - 10/12/2017
"Il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo". http://bit.ly/1NdxPWI #StandUp4HumanRights www.standup4humanrights.org
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25 NOVEMBRE_GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE
“Che si svolga in casa, per le strade o durante una Guerra, la violenza contro le donne e le ragazze rappresenta una violazione dei diritti umani di proporzioni globali che si verificano in spazi pubblici e privati.”
La violenza contro le #donne assume le forme della #violenza domestica, dell’abuso sessuale, del traffico di esseri umani, della mutilazione degli organi femminili, dei matrimoni forzati e precoci. Ed è ancora oggi la più diffusa, persistente e devastante violazione dei diritti umani nel mondo. I dati pubblicati dall’ultimo rapporto sullo stato di avanzamento rispetto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite in 87 Paesi illustrano una situazione allarmante: il 19% delle donne tra i 15 e i 49 anni ha subito violenze domestiche negli ultimi 12 mesi e in molti di questi casi le violenze hanno portato alla morte; in 30 Paesi al mondo 1 ragazza su 3 tra i 15 e i 19 anni è ancora sottoposta a mutilazioni genitali.
Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, le Nazioni Unite- United Nations e le organizzazioni della società civile di tutto il mondo promuovono l’iniziativa UNITE to End Violence against Women volta a sensibilizzare e attivare la popolazione per prevenire e mettere fine a qualunque forma di violenza nei confronti delle donne e delle ragazze di tutto il mondo.
In particolare, il tema della campagna di quest’anno, “Leave no one behind: end violence against women and girls”, pone l’accento sulla necessità di raggiungere soprattutto le persone più a rischio ed emarginate, compresi i rifugiati, i migranti, le minoranze, le popolazioni indigene e quelle colpite da conflitti e da disastri naturali.
Alisei Ong Onlus che da sempre, in oltre 46 Paesi, lavora con le donne per tutelare i loro diritti, valorizzarne il ruolo e le capacità e promuovere la loro partecipazione attiva allo sviluppo economico e sociale delle loro comunità, anche quest’anno vuole dedicare questa campagna alle donne che ogni giorno, con il proprio impegno, dedizione e responsabilità sono le protagoniste di tutti i progetti di sviluppo.
Saranno loro, con i loro sorrisi e abiti meravigliosi, a colorare il mondo di arancione!

Per maggiori informazioni sull’impegno di Alisei Ong Onlus a tutela dei diritti delle donne visita il link:
http://www.alisei.org/?page_id=2103 #orangetheworld #genderquality UN Women #16days
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"Eravamo donne sperdute nel nostro villaggio, poi è arrivata Alisei e ci siamo ritrovate..."
Questo ci hanno detto le donne di Doli, una delle 15 associazioni di agricoltrici che abbiamo formato nella regione del Guera, in Ciad, e a cui abbiamo donato un granaio comunitario che, proteggendo il valore economico dei cereali faticosamente raccolti, favorisce la loro emancipazione e la loro indipendenza.
I 15 granai che abbiamo realizzato con il contributo di European Commission - Development & Cooperation - EuropeAid, sono gli unici in tutta la regione ad essere diventati di proprietà di associazioni agricole di donne, una piccola grande rivoluzione, fondamentale per la crescita dei loro diritti e per lo sviluppo economico e sociale dell'area.
Per saperne di più: www.aliseiforchad.org
#foodsecurity #Tchad #agricoltura #women
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Questo bellissimo reportage ci permette di «viaggiare » a Sao Tomé e Principe, le due isole al centro del pianeta che, in appena 1000 km2 di superficie totale, ospitano un patrimonio unico in termini di biodiversità animale e vegetale, producono il cacao più buono al mondo e rappresentano un esempio virtuoso in termini di servizi di welfare, sicurezza alimentare e tutela delle proprie risorse naturali.
Alisei Ong Onlus da 30 anni lavora a Sao Tomé e Principe. In collaborazione con le istituzioni e le associazioni locali, la Commissione Europea, le Nazioni Unite e molti altri partner abbiamo realizzato oltre 200 progetti per migliorare l'istruzione scolastica, l’accesso all’acqua e alla casa, il risanamento e la tutela ambientale, l’educazione sanitaria e la riabilitazione di strutture e strade rurali. Sosteniamo i piccoli agricoltori aiutandoli a migliorare la propria produzione agricola e la disponibilità sul mercato locale e nelle mense scolastiche di prodotti sani, coltivati localmente e che valorizzano la tradizione alimentare del Paese.
Guarda il video per conoscere questo luogo dalla natura incontaminata anche attraverso gli occhi e l’esperienza di Alisei Ong e dei suoi cooperanti.
Per scoprire come sostenere i progetti di Alisei a Sao Tomé e Principe visita i seguenti link :
http://www.alisei.org/?dict_causes=pipaga-sao-tome
http://www.alisei.org/?dict_causes=dilemba-sao-tome

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GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE 2017

Il 16 Ottobre 1945 veniva fondata la Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO), l'ente delle United Nations dedicato a promuovere il diritto al cibo. Il tema scelto per il 2017 pone lo sviluppo rurale delle comunità locali come architrave nella lotta alla fame e per contrastare i flussi migratori ad essa legati.
Alisei Ong Onlus, che collabora con la FAO nei progetti di sicurezza alimentare, è impegnata per supportare migliaia di piccoli agricoltori e soprattutto le donne e per valorizzare i prodotti agroalimentari locali in diversi paesi, tra cui il #Congo #Ciad, il #Gabon, Sao Tomé e Principe.
Oggi si produce abbastanza cibo per sfamare l'intera popolazione mondiale ma 800 milioni di persone soffrono la fame e l'80% di queste vivono in aree rurali. Al contempo a causa di un sistema produttivo squilibrato (monocoltura, produzione su vasta scala per l'esportazione, dipendenza) e dannoso per l'ambiente (accaparramento delle terre) 1.9 miliardi di persone sono sovrappeso e un terzo del cibo prodotto viene sprecato.
Per questo l'impegno per la sicurezza e per la sovranità alimentare e per modelli di produzione e consumo sostenibili è fondamentale per ottenere risultati concreti nella lotta alla fame, per uno sviluppo in armonia con l'ambiente e per contrastare gli squilibri economici e sociali all'origine dei gravi fenomeni migratori che vedono decine di milioni di persone in fuga dalla loro terra.
Per saperne di più:
http://www.alisei.org/?page_id=1922
http://www.onmangelocal-gabon.org/
http://www.aliseiforchad.org/
http://www.fao.org/world-food-day/2017/about/en/ #foodsecurity #SDGs #foodsovereignty #agriculture #alimentazione #cibo
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Nel quadro del Projeto Dilembá co-finanziato da European Commission - Development & Cooperation - EuropeAid e gestito in partenariato con la Camara Distrital de Lembá, abbiamo firmato una convenzione di partenariato con Alliance Française, i cui obiettivi sono:
- sostenere la formazione dei giovani e degli adulti nel distretto di Lembá
- promuovere la cultura locale e nazionale
- promuovere lo scambio e la scoperta delle culture francofone
Per maggiori informazioni sul progetto e per scoprire come sostenerlo, visita il seguente link:
http://www.alisei.org/?dict_causes=dilemba-sao-tome
#environment #development #ecotourism #civilsociety
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04/10/17
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CIAD - Sicurezza alimentare
Nel quadro del nostro progetto in Guéra abbiamo riabilitato 15 granai comunitari per assicurare il rilancio dell'economia locale e la disponibilità di cereali per tutto l'anno. Per gestirli sono stati formati dei comitati di gestione locali che li prenderanno in carico.
Per conoscere il progetto e sostenerlo con una donazione visita la pagina:
http://www.alisei.org/?dict_causes=tchad-sicurezza-alimentare
#foodsecurity #Tchad
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22/09/17
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BUONE NOTIZIE PER L'OZONO a 30 ANNI DALL'ACCORDO DI MONTREAL!
Nella giornata internazionale per la preservazione dello strato di #ozono, a distanza di 30 anni si è fatto un primo bilancio dei risultati raggiunti dal Protocollo di Montreal nel 1987, che ha vietato l'uso di clorofluorocarburi (#CFC), riconosciuti come la principale causa della formazione del "buco nell'ozono".
Secondo le +United Nations, grazie all'adozione del Protocollo, oggi il 99% di queste sostanze sono state eliminate e entro la metà del secolo sarà ristabilito lo strato di ozono che assorbe le radiazioni solari con grande beneficio per la vita sulla terra.
Il protocollo di Montreal ha anche contribuito a combattere il #cambiamentoclimatico, limitando di 0,5 C° l'innalzamento delle temperature, con un risparmio stimato di 2.200 miliardi di dollari.
Il mondo ha dimostrato che è possibile unirsi e cooperare di fronte a un problema globale con una risoluzione globale efficace. Il protocollo di Montreal ha permesso di interrompere il circolo vizioso all'origine dei gravi danni che hanno provocato il buco nell'ozono e di porre le condizioni per la sua rigenerazione.
Un esempio virtuoso per il recente accordo di Parigi sul cambio climatico.
Per saperne di più, visita il seguente link: http://bit.ly/2haM6xi #climatechange #climateaction #ozoneday #environment
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18/09/17
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Nel quadro del Progetto Dilembá, finanziato dalla Commissione Europea_ +EuropeAid - EU in the world e implementato da Alisei in collaborazione con la Camara Distrital di Lembá, durante il mese di agosto abbiamo realizzato le sessioni di formazione per i giornalisti della radio comunitaria Farol di Santa Catarina. Le formazioni hanno riguardato l'aggiornamento sulle buone pratiche di informazione e la parità di genere nel settore della comunicazione e del giornalismo.
Per maggiori informazioni sul progetto e per scoprire come sostenerlo, visita il seguente link:
http://www.alisei.org/?dict_causes=dilemba-sao-tome
#environment #development #ecotourism #civilsociety #seaturtles #radio
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15/09/17
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LA PREGHIERA DEL MARE: “Se solo vedessero, amore mio, anche la metà di quello che hai visto tu. Se solo vedessero… sarebbero più gentili, sicuramente.”
Per commemorare il secondo anniversario della tragica morte di Alan (Marwan) Kurdi, il bambino siriano di tre anni annegato nel 2015 nel tentativo di raggiungere la Grecia, la lettera del padre al figlio. Per comprendere la vita e le tragiche storie dei civili in fuga dalla guerra alla ricerca di protezione e asilo.
https://www.unhcr.it/news/storie/sea-prayer.html
“Mio caro Marwan,
Nelle lunghe estati della mia infanzia, quando ero un ragazzo della tua età, io e i tuoi zii usavamo stendere i nostri materassi sul tetto della fattoria di tuo nonno, poco fuori Homs.
Al mattino ci svegliavamo al fruscio degli ulivi, al lamento della gola di tua nonna, al suo armeggiare con le pentole, l’aria era frizzante, il sole un pallido contorno di un frutto sull’orizzonte a est.
Quando eri piccolo eravamo soliti portarti lì. Conservo ancora un preciso ricordo di tua madre, come intagliato nella mia memoria: durante uno di quei viaggi ti mostrava una mandria di mucche al pascolo in un campo pieno di fiori selvatici. Come avrei voluto che non fossi stato così piccolo.
Non avresti dimenticato la fattoria, la fuliggine sulle sue pareti in pietra, il ruscello dove tuo zio e io da giovani abbiamo costruito migliaia di piccole dighe.
Vorrei che potessi ricordarti Homs come me la ricordo io, Marwan.
Nella sua trafficata città vecchia c’era una moschea per noi musulmani, una chiesa per i nostri vicini cristiani, e un imponente suq per tutti noi, dove poter mercanteggiare sul prezzo di ciondoli d’oro, primizie appena colte e abiti da sposa. Vorrei che potessi ricordare le strade affollate che profumavano di kibbeh fritto e le passeggiate che facevamo con tua madre nella piazza dell’Orologio.
Ma quella vita, quei tempi, sembrano finti ormai, anche ai miei occhi, come un rumore che è svanito. Prima ci sono state le proteste. Poi l’assedio. Poi le bombe piovute dal cielo. La fame. Le sepolture.
Sono queste le cose che conosci tu di Homs: che i crateri delle bombe possono diventare stagni, che il sangue scuro è meglio di quello chiaro. Hai imparato che puoi ritrovare madri, sorelle e compagni di classe in piccoli frammenti triangolari di pelle illuminata dal sole, che risplendono al buio, attraverso piccole fessure nel cemento, nei mattoni e nelle travi a vista.
Stasera tua madre è qui, Marwan, con noi, in questa spiaggia fredda, illuminata dalla luna, tra bambini che piangono e madri che esprimono le loro preoccupazioni in lingue che non conosciamo. Afghani, somali, iracheni, eritrei e siriani. Siamo tutti qui, impazienti e al tempo stesso timorosi di vedere l’alba sorgere. Tutti in cerca di una casa. Ho sentito dire che siamo gli indesiderati, gli sgraditi. Che dovremmo portare le nostre sciagure altrove. Ma sento la voce di tua madre, portata dalla marea, sussurrarmi all’orecchio: “Se solo vedessero, amore mio, anche la metà di quello che hai visto tu. Se solo vedessero… sarebbero più gentili, sicuramente.”
Osservo il tuo profilo illuminato dal bagliore dei tre quarti di luna sopra di noi, ragazzo mio, le tue ciglia chiuse in un sonno innocente. Ti dissi: “Stringimi la mano, non succederà niente.” Ma sono solo parole, i trucchi di un padre.
Cose che distruggono tuo padre e la fiducia che riponi in lui.
Perché stanotte riesco solo a pensare a quanto sia profondo il mare, a quanto sia vasto e indifferente. A quanto sono impotente nel proteggerti da lui. Tutto ciò che posso fare è pregare. Pregare che Dio guidi la barca quando la riva scivola lontano dal nostro sguardo e non siamo altro che un granello sulle acque gonfie, che si capovolge e si rovescia, facilmente inghiottito.
Perché tu sei un carico prezioso, Marwan, il più prezioso mai esistito.
Prego affinché il mare lo sappia.
Dio solo sa. Inshallah.
Quanto prego che lo sappia.”
#Humanrights #peace #humanity #refugees #mare
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