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Evoluzione nelle relazioni dell’HR Manager
Pubblicato in Gestione risorse umane, Strumenti per il mio lavoro Scritto da Corrado Cingolani Commenta. 
Nel mondo del lavoro non si fa altro che parlare di SmartWorking, social network, ma quando la tecnologia non era così evoluta da sfociare in sistemi di condivisione e comunicazione, ma malapena si sentiva parlare del Centro Elaborazione Dati, mi domando, le relazioni si tenevano tramite i segnali di fumo?

Perché si tratta di relazioni ogni qualvolta si parla di persone ed è opportuno, come spesso faccio, cercare di distinguere il focus del concetto dagli strumenti che vengono utilizzati per veicolarlo e dal contesto in cui si opera.

Persone, relazioni sono argomenti che impattano sulle giornate di chi è chiamato a gestire risorse umane.
Per questo motivo ho il piacere, oltre esserne onorato, di ospitare l’intervista al
Dott. Paolo Citterio, ora Presidente Nazionale Associazione Direttori Risorse Umane – G.I.D.P./H.R.D.A.,
dopo una lunga carriera nel mondo delle Risorse Umane che lo ha visto esercitare il ruolo di HR Director in molte grandi realtà dell’imprenditoria italiana e multinazionale.
Dott. Citterio, più che un’intervista vorrei solo dare il “la” ad una Sua riflessione rispetto l’evoluzione delle relazioni nel mondo del lavoro.

Pertanto chi meglio di Lei, che ha vissuto la Gestione delle Risorse Umane nei suoi ruoli aziendali ed ora presiede un’Associazione che ha per vocazione il coinvolgere esperti nel mondo Human Resources, può avere una visione ampia per fare questo genere di riflessione….

Con l’entusiasmo della giovane età, anni 60”/70″, cominciai ad occuparmi di HR (Breda Siderurgica 1964/66 e 70′) e Aidp, poi Gidp  (Associazione di Direttori del Personale), erano l’unica modalità di comunicazione, oltre al telefono (forse più avanti, si sarebbe utilizzato il fax), per esprimere le proprie esigenze professionali e di scambio ad Assolombarda ed all’Unione Commercianti di Corso Venezia.

Effettivamente, per i tuoi dubbi non vi era altro che parlarne con il Tuo superiore diretto (che vergogna mostrare che non sapevi tutto!).

Però, scherzi a parte, quando cominciai a lavorare in Aeg/Telefunken ed ancora di più in Ingersoll Rand Italiana, già si riusciva a fare qualche riunione in Assolombarda con Usai e Minicone, o all’Unione con la Cerutti. Qualcuno di noi, più svelto degli altri, cominciò a pensare però che una riunione ogni paio di mesi, avrebbe potuto creare un “simposio” di professionisti in competizione tra loro, per risolvere i vari problemi professionali che stavano emergendo, specie nell’ambito delle prime relazioni industriali (Così nacquero Aidp e Gidp che raccoglievano il meglio delle HR Nazionale).

Poi qualche associazione, tipo Intersind o Ferdermeccanica (con l’illuminato Prof. Mortillaro) ci illuminava sugli aspetti più profondi della tematica sindacale, si che i “poveri” HR crescevano e di molto……………..sia a Milano che nel resto dell’Italia.

Di certo poi negli anni ’80, io in Finsider, Cifa e finalmente Techint/Tenaris, le cose migliorarono davvero, le riunioni periodiche, gli incontri con il sindacato oltre che in azienda, nei convegni e talvolta a cena, ci facevano meglio comprendere cosa era veramente il mondo del lavoro. Basta pay-roll e “carabinieri d’azienda”, sviluppavamo formazione, sviluppo, accoglienza, recruting e le nuove modalità di assessment.

Si formavano infatti gruppi e relazioni in tutte le funzioni della direzione del personale dalla comunicazione all’engagement e finalmente la Direzione del Personale diventava a pari merito con il Marketing/Commerciale la Direzione più importante.

citterio_testoSuccessivamente con l’introduzione dei computer tutto divenne più facile ed addomesticato, ci s’intrecciava in scambi di e-mail incrociati, su tutti gli argomenti, ci si vedeva nei gruppi in Assolombarda: meccanici, chimici, tessili, commercio e tanti altri ancora, anche per preparare la bozza contrattuale che veniva discussa con il sindacato del settore (solo i più bravi di noi però…..).

Ora tutto è cambiato: siamo su Linkedin ove si formano molti gruppi interessati alle HR, poi  Twitter ecc.

Lo scambio di opinioni è frenetico, si indicono ricerche su vari argomenti: assenteismo, assessment singolare ed a gruppo, jobs act con commenti di coloro che hanno aiutato Renzi: Ichino, Dal Conte ed altri, vi è un diverbio continuo un insieme di commenti più o meno interessanti ed opposti, siamo nell’era della digitalizzazione ed il mondo non si ferma mai.

 Manca però il contatto diretto, quanto simpatico ed interessante per tutti noi……………………Meglio prima, a parte il tempo dedicato ? forse si.
Paolo Citterio 

Una parabola lunga una vita, e che vita, lavorativa della quale vorrei lasciare tutto il patos che ho percepito, nella piacevole narrazione del Dott. Citterio, cercando di focalizzare, invece, cosa mi hanno lasciato le sue parole.
Le relazioni si modificano  …..
nel perimetro dei luoghi in cui si svolgono
Ufficio
Luoghi istituzionali, Associazioni
Ambiti professionali, luoghi di aggregazione
Social network, reti virtuali
nei soggetti interlocutori

Il “capo gerarchico”
Altri componenti di associazioni, mentori
Membri di gruppi professionali più vasti
Contatti diretti\indiretti di reti sociali
E’ questo, che ho cercato di decodificare nell’infogramma per visualizzare ancor meglio come il mondo delle Risorse Umane e delle relazioni, che lo governano, sia stato stravolto nei

contenuti, da monotematici a trasversali , e nello
spazio relazionale, dall’ufficio all’infinito mondo “virtuale” dei social,
in un arco di tempo che sembra eterno, ma tutto è accaduto in solo mezzo secolo.

Ringrazio il Dott. Citterio per la genuinità di sentimenti che ho percepito nell’intervista, e nel riprendere la sua chiosa, trovo la conferma che non potranno mai gli strumenti, per quanto tecnologici possano essere, sostituire il contatto umano dove la relazione passa attraverso il saper essere anche se le occasioni di incontro sono sempre meno frequenti.

Relazioni che permettono alle persone di interagire e sentirsi parte di un’organizzazione e che d’altro canto permettono alle organizzazioni stesse di coinvolgere coloro che ne sono parte.

Scritto da Corrado Cingolani
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