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marco vignaroli
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chi viaggia vive due volte
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Manca poco a #Natale e ci teniamo anche noi ad augurarvi buone feste.. ma quest'anno di persona !
Se passate Sabato 16 Dicembre al centro commerciale Porta di Roma troverete i ragazzi del nostro staff pronti ad accogliervi :)
Abbiamo scelto il centro commerciale perchè è il luogo ideale dove fare shopping natalizio o distrarsi con la famiglia.
Vi aspettiamo all' infopoint dalle 11,00 alle 16,00 per scambiarci gli auguri!

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16-12-2017

Tre giornate di Passeggiate Fotografiche in città, cinque percorsi reali o metaforici dal venerdì alla domenica, per scoprire insieme a personalità di eccezione luoghi e personaggi della fotografia attraverso mostre, incontri, visite guidate, archivi aperti, laboratori, performance, proiezioni e progetti inediti.
Un palinsesto diffuso e un programma ricco di eventi, con un calendario di appuntamenti in primo piano, per valorizzare le molteplici identità della scena fotografica romana e avvicinare tutti i cittadini alla fotografia quale strumento di memoria, forma di espressione artistica e linguaggio contemporaneo.

Dal Pigneto a Torpignattara
Una costellazione di eventi prenderà forma a ridosso di via del Pigneto, una linea mediana che con le sue mostre all’aperto fungerà da punto di partenza per passeggiate tra spazi privati, associazioni culturali, centri di preghiera, laboratori di stampa, gallerie, librerie e studi fotografici. A scandire la giornata una serie di incontri e conversazioni fra fotografi, curatori e giornalisti.

FOCUS DEL GIORNO: Location Mostre Open Air Pigneto

'How Things Dream'
Discipula
nell’interno della stazione metropolitana del Pigneto, Linea C della metro di Roma

'How Things Dream' è un progetto a lungo termine che immagina ed esplora le conseguenze del sempre più complesso rapporto tra tecnologia, libero mercato e nuove forme di controllo, attraverso la brand identity e le strategie di comunicazione di un’immaginaria tech corporate: AURA.
Adottando strategie di appropriazione e manipolazione della retorica e dei meccanismi propri del linguaggio pubblicitario, How Things Dream presenta Aura come una potente corporate transnazionale capace di toccare qualsiasi aspetto del nostro quotidiano. Individuando pattern di comportamento per mezzo di Big Data analysis e applicazioni IoT, Aura è infatti in grado di implementare servizi essenziali in aeree come domotica, salute, sicurezza, educazione e governance. Combinando specifici aspetti propri dell’estetica corporate attraverso riferimenti culturalmente più eterogenei, le campagne pubblicitarie di Aura funzionano come lenti attraverso cui osservare un possibile domani. Un mondo post-democratico caratterizzato dall’assoluta imposizione di un regime globale e corporate-centrico; un mondo in cui sorveglianza e controllo sono accettate ed integrate nella progressiva commodificazione del quotidiano.
Uno degli aspetti principali di 'How Things Dream' riguarda infine le modalità di diffusione delle campagne di AURA. Nello specifico, slogan ed immagini sono spesso inserite nel flusso quotidiano di informazioni attraverso magazines, pubblicità outdoor e performance. L' obbiettivo è quello di generare una tensione tra forma, contenuto e aspettativa da parte
del fruitore così da attivare una più profonda e spontanea risposta all’ideologia che Aura
rappresenta e alle modalità attraverso cui questa viene veicolata.

'The European Dream'
Alessandro Penso
in Via Attilio Mori tra il civico 110 e il 112, incrocio con Via Giovanni de Agostini

Dal 2009 Alessandro Penso ha documentato le condizioni di rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Europa. In questi anni l’autore ha cercato di far luce sulle conseguenze degli atteggiamenti di chiusura e xenofobia attuati in Europa a discapito di quella che possiamo considerare come una tra le categorie più vulnerabile al mondo: i migranti.
Se è pur vero che questi atteggiamenti sono sempre esistiti, in Europa sono stati nascosti ed a volte persino giustificati grazie ai regolamenti Europei in tema migrazione. Uno tra tutti è il regolamento di Dublino, in base al quale la domanda di asilo di un individuo deve essere trattata dallo stato membro Europeo di arrivo o identificazione.
Questo regolamento ha esercitato un’enorme pressione sui paesi che delineano il confine Europeo, con la conseguenza di non riuscire a fornire un'equa ed efficace accoglienza, un sostegno o una protezione a coloro che arrivano in Europa in cerca di una vita migliore.
Le immagini scelte per questa edizione del MIBACT, non hanno soltanto lo scopo di mostrare l’odissea dei migranti ma anche di muovere delle riflessioni sulla perdita dei valori prefissati dalla comunità europea sul rispetto dei diritti e della dignità umana.

'Are you happy?'
Göran Gnaudschun
in Via del Pigneto al civico 263

Sotto l’asfalto di Via Prenestina non è nascosta soltanto la pavimentazione di epoche antiche, bensì anche la storia delle periferie. Un tempo qui c’erano necropoli, ville e fattorie in mezzo alla campagna. Poi è seguita la storia del primo insediamento da parte degli operai delle fabbriche sorte ai margini di Roma. La storia della costruzione delle borgate, create per canalizzare l’afflusso di persone che cercavano fortuna a Roma. La storia di grandi programmi di edilizia sociale e insediamenti abusivi. La storia di un solido nuovo inizio, di povertà, rivolte e modesto benessere. In ogni tempo le periferie di Roma sono caratterizzate dal continuo afflusso di nuove persone. Se prima tali persone giungevano dal Veneto e dalla Sicilia, oggi sono bengalesi, cinesi e rom provenienti dal sud-est dell’Europa.
'Are you happy?' è una descrizione dello stato attuale della Roma moderna. Gnaudschun si interessa di struttura urbana, storia e condizioni di vita nell’area intorno alla Via Prenestina.
'"Io fotografo le persone perché desidero avvicinarmi a loro. Perché voglio sapere di più su di loro. Aspetto che in loro si manifesti qualcosa: un sentimento di vita che trovo qui nelle periferie di Roma, una vicinanza, ma al contempo anche estraneità. Ho bisogno dell’intensità che si crea quando due persone entrano per un momento in stretto contatto. I miei protagonisti hanno bisogno della presenza diretta così come della distanza da me, una distanza che consente uno sguardo preciso – come nella zona intorno alla Via Prenestina tra Porta Maggiore e il GRA. Ormai conosco bene questo spazio urbano, ma non vivo qui. Sono quello che mantiene la distanza. Forse anche proprio per questo si rivela qualcosa di vago, un’emozionalità, un sentimento di fondo, qualcosa di indicibile che ha origine soltanto nell’interazione delle immagini."

'Fino a qui tutto bene'
Gianluca Abblasio
in Via del Pigneto al civico 124, 126, 128 e 130 ad incrocio con Via Ettore Giovenale

Oggi in Italia i ragazzi figli di immigrati sono più di un milione, e tre su quattro sono nati qui. A scuola, gli alunni stranieri sono oltre 814mila, per la metà ragazze. (…) Stando all’ultima indagine Istat, il 38% si sente italiano, il 33% straniero e poco più del 29% non è in grado di rispondere.
'Fino a qui tutto bene' ribalta in senso positivo la frase molto citata del film 'L’Odio', e allo stesso tempo lascia la sensazione di muoversi in una situazione di cui non si conosce realmente l'evoluzione, perché nuova, come è nuova la prima ondata di teenager di seconda generazione.
Fino a qui tutto bene indaga sulla identità di questi teenager, identità simile a quella di altri teenager europei e di seconda generazione, ma allo stesso tempo composta di diverse sfumate specificità. Le influenze della cultura globale, youtube, MTV, la musica latina, l'hip hop, la musica afro. Le culture di provenienza, l’Etiopia, il Bangladesh, la Tunisia, la Colombia e così via. L’Italia e Roma, il Pigneto, Torpignattara, Centocelle, Torre Angela, i quartieri che li accolgono. Tutto questo crea un mix simile ma differente.

Gianluca Abblasio inizia a fotografare questi ragazzi per una doppia vicinanza, vive nella loro stessa zona e vede in loro in maniera limpida un complicato percorso di costruzione d’identità personale e di gruppo, in un rapporto continuo tra desiderio di appartenenza e di affermazione, aspettative familiari e senso di rivalsa. Un’identità complessa anche nel suo rapporto con le immagini, tanto sono tutti abituati a auto-rappresentarsi tramite foto, a costruire una versione precisa di sé stessi, attraverso un certo linguaggio corporeo, un’estetica puntuale, precisa, modellata ossessivamente sui social attraverso i filtri di Instagram.

'ImmoRefugees'
Defrost Studio
in Via del Pigneto

ImmoRefugee è la guida ufficiale delle proprietà immobiliare del campo profughi di Calais. L’area residenziale 'The New Jungle' è un’ampia porzione di terreno situata situato nella periferia ovest di Calais, in Francia. Circondata da una recinzione metallica alta 5 metri e provvista di acqua corrente e illuminazione, 'The New Jungle' offre diverse soluzioni abitative, di recente costruzione e non,
per rispondere al meglio alle esigenze dei suoi abitanti.

'Senza Titolo (Taranto, 2017)'
Fabrizio Vatieri
in Via Martin Sanudo 2b ad angolo con Via del Pigneto

Taranto è una città che si è rinnovata autodistruggendosi. Nel tempo, ha rinnegato il suo paesaggio e le sue vocazioni agricole e marittime, a favore del rilancio di attività funzionali quali lo sviluppo economico e militare mettendo in discussione beni inestimabili come terra, aria e acqua.
Come una Manhattan sul mare, ecco Italsider: una Roll Royce, manifestazione di sfarzo e mecenatismo, con la produzione di acciaio come bene di lusso. Un tentativo di realizzare una città “normale”, in progresso, tramutata in una visione di benessere solo momentanea. La serie di fotografie propone una riflessione su un pezzo di storia sociale della città, rappresentativo dell’avanzamento di una silenziosa catastrofe, mettendolo in relazione con quello che oggi accade. Taranto, dopo la colonizzazione militare e quella industriale, sta vivendo una colonizzazione culturale, una nuova forma di merchandising della città.

'Mirage'
Fabrizio Vatieri
nelle frutterie di Via Augusto Dulcieri, 26 e di Via Erasmo Gattamelata ai civici 142, 149 e 156

"Al tempo dei Greci, nessun blu all’orizzonte sul Mediterraneo.
Senza dubbio disse Austerlitz dopo qualche istante, il rapporto tra spazio e tempo, così come ne facciamo esperienza noi viaggiando, ha ancor oggi qualcosa di illusionistico e illusorio, ed è anche per questo che ogni qualvolta ritorniamo da un viaggio, non sappiamo mai con certezza se davvero siamo stati via."
da W.G. Sebald, Austerlitz
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Passeggiate Fotografiche Romane
Il 15, il 16 e il 17 dicembre 2017 tre giornate di Passeggiate Fotografiche in città, cinque percorsi reali o metaforici dal venerdì alla domenica, per scoprire insieme a personalità di eccezione luoghi e personaggi della fotografia attraverso mostre, incontri, visite guidate, archivi aperti, laboratori, performance, proiezioni e progetti inediti.

Un palinsesto diffuso e un programma ricco di eventi, con un calendario di appuntamenti in primo piano, per valorizzare le molteplici identità della scena fotografica romana e avvicinare tutti i cittadini alla fotografia quale strumento di memoria, forma di espressione artistica e linguaggio contemporaneo.
info
http://www.fotografia.italia.it/eventi/manifestazione-passeggiate-fotografiche-romane
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