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Grazia Varone
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Buongiorno mondo!!!!

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LA COMETA GARRADD E L'AMMASSO GLOBULARE M71

In questa magnifica immagine risalente ad agosto 2011 sono visibili insieme l'ammasso globulare Messier 71, in alto, e la cometa C/2009 P1 Garradd, in basso. La cometa e l'ammasso apparivano, osservati attraverso le lenti di un telescopio, più o meno della stessa magnitudine: circa 8,2.

Ma si tratta di un caso di mera somiglianza prospettica. L'ammasso, un globulare piuttosto disperso, si trova nella costellazione della Freccia (Sagitta) a qualcosa come 13.000 anni luce dalla Terra: l'equivalente di 1,23 x 10¹⁷ km. La cometa Garradd si trovava invece in quel momento a una distanza di sole 1,4 unità astronomiche dalla Terra, cioè a circa 2 x 10⁸ km da noi. Per chi non è bravo con la matematica, vuol dire che M71 era 588 milioni di volte più lontano della cometa dalla Terra all'epoca di questa osservazione.

Anche le dimensioni dei due oggetti sono completamente diverse. M71 è un'associazione di stelle tenute insieme dalla gravità, con un diametro di circa 26 anni luce. Le comete, invece, sono corpi molto piccoli, con un diametro di pochi chilometri. Quando giungono nei pressi del Sole producono grandi ed evanescenti code, che possono estendersi anche per centinaia di milioni di chilometri: ma anche in questo caso le loro dimensioni sono incomparabilmente minori rispetto a quelle di un ammasso globulare come M71.

In conclusione, le immagini astronomiche forniscono sempre una visione appiattita del cielo: la conoscenza della distanza a cui si trovano i vari oggetti ripresi in una stessa immagine è perciò un parametro fondamentale per comprendere l'esatta natura di ciò che si sta guardando e per farsi un'idea delle sue reali dimensioni.
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NGC 4388, UNA GALASSIA DALL'IDENTITÀ CONFUSA

NGC 4388 è una delle galassie più brillanti del grande Ammasso della Vergine, popolato da oltre 2.000 galassie.

Situata a circa 59 milioni di anni luce da noi, NGC 4388 fu scoperta il 17 aprile 1784 da Wilhelm Herschel. Si tratta di una galassia in corso di trasformazione, che presenta caratteristiche peculiari.

Come si può notare in questa dettagliatissima immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble con la Wide Field Camera 3 (WFC3), le regioni periferiche di NGC 4388 hanno un aspetto omogeneo e privo di caratteristiche salienti, tipico delle galassie ellittiche.

Ma le regioni centrali appaiono completamente diverse. L'interno è quello di una galassia a spirale e come tale infatti NGC 4388 è classificata. Sono ben visibili, infatti, due bracci a spirale contrapposti, percorsi da luminosi ammassi di brillanti stelle blu: il segno inequivocabile di una recente attività di formazione stellare. Il nucleo, estremamente luminoso, indica infine che si tratta di una galassia attiva: al suo centro, cioè, si annida molto probabilmente un buco nero supermassiccio, responsabile dei fenomeni altamente energetici che interessano il nucleo galattico.

Nel 2002, grazie a osservazioni effettuate con il telescopio terrestre giapponese Subaru, si scoprì che intorno a NGC 4388 si estende per oltre 100.000 anni luce una vasta nube di idrogeno ionizzato. Di recente, inoltre, si è scoperto che a circa 55.000 anni luce a nord del disco galattico si trova una compatta regione di formazione stellare.

Tutte queste caratteristiche suggeriscono che NGC 4388 è una galassia sconvolta da recenti eventi di collisione, fusione o cannibalismo con altre galassie dell'ammasso. Non sappiamo quale forma NGC 4388 assumerà fra qualche centinaio di milioni di anni al termine della trasformazione in corso, ma quel che è certo è che la sua vita - in un luogo affollato e caotico come l'ammasso della Vergine - scorre molto meno calma e tranquilla di quella della Via Lattea, nella relativa solitudine del Gruppo Locale.
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