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Gabriele Gogna la mia storia di collezionista
Gabriele Gogna la mia storia di collezionista

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radio d'epoca anni 20. Marconi SITI e Zamburlini. venite ad ascoltare questi cimeli. Sono tutti operativi. compro , valutazione gratuita, stima perizia, radio d'epoca e collezioni ok whats app 3495505531
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RADIO ANNI VENTI Radio a cassetta le radio d'epoca più affascinanti.
società e industrie telefoniche italiane ovvero siti S.I.T.I.  è il marchio assieme al quelli di Giuseppe Ramazzotti (ex Zamburlini ) più nominato 
tra le radio rare dai veri collezionisti.  Le siti sono prive di design ma tecnicamente e qualitativamente costruite al top . i Cablaggi sono sempre esempio di ordine e razionalità. Cerco compro valuto radio siti e ogni tipo di radio anni 20. valutazione radio gratuite.
mandatemi foto Gabriele Gogna 3495505531  ok whats app 
oppure info@radiorurale.IT
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RADIO ANNI 20 A CASSETTA
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La mia storia di collezionista:
Circa nel 1990 mio padre acquistò un immobile a Cabella Ligure dagli eredi di “Battista “ sopra nominato l’aggiusta tutto.
Era un edificio del centro storico che dal rinascimento in poi non aveva mai avuto manutenzione.
Nei solai c’erano migliaia di riviste, giornali , scatole vuote o piene di follia. 
Per esempio gli stecchi dei ghiaccioli , le scatolette di latta del tonno , ecc ecc.
In mezzo a questa giungla uscirono fuori una ventina di radio d’epoca che il Battista aveva messo via forse non riuscendo a ripararle o
forse semplicemente raccogliendo tutto ciò che era vecchio ed inutile per tanti anni.
Mio Padre tirò via una Manlio Capriotti modello Sovrano e la portò nel nostro magazzino di mobili antichi a Rocchetta Ligure. 
Io avevo 16 anni , aiutavo e mi interessavo al lavoro di famiglia. Venne a trovarci un amico e cliente che si chiama Luciano .
Vide la radio a cattedrale e mi chiese il prezzo . Presi l’iniziativa e chiesi 50 mila lire. Venduta! 
L’entusiasmo della vendita venne subito rovinato da una richiesta compresa nel prezzo. 
Luciano mi chiese di stuccare i tarli con della cera. C’è n’erano molti. 
Cosi la portai nel nostro laboratorio su quello che già da tempo era il mio banco di lavoro. 
Stuccai svogliatamente i tarli ed intanto , mi ricordo perfettamente , pensavo: ma che cavolo se ne fa di questa baracca piena di tarli?
Non fu questa la cosa peggiore. Provai ad attaccarla alla rete elettrica senza prima controllare la posizione del cambia tensione che 
ovviamente era sui 110 volt. Cosi vidi uscire molto fumo e staccai la spina.
Alcuni anni dopo nel 1995 in estate presi la mia moto e andai a rovistare nei solai di Cabella. Portai a casa alcune radio . 
Mia madre vedendomi interessato mi consigliò di interpellare lo zio Fulvio che da giovane aveva fatto il corso radio elettra e
sapeva riparare le radio a valvole. Per diverso tempo lo zio mi raggiungeva con la corriera e passavamo le serate nelle stanze 
della casa di Cabella che erano colme di ogni cosa fino al soffitto. Ogni tanto saltava fuori una radio da qualche scatolone polveroso.
Ne portai alcune nel suo garage a Vignole Borbera, alla sera dopo cena , provammo per diverse volte a farne funzionare alcune. 
Non tutte risultavano facilmente comprensibili come circuito nemmeno a mio zio. Cosi andammo da Picollo a Rigoroso Scrivia. 
Un anziano signore che mio zio sapeva essere collezionista e riparatore di radio d’epoca.
Li vidi per la prima volta una piccola ma affascinante collezione e il tarlo della ricerca , comprensione e riparazione
della radio d’epoca ci entrò definitivamente in testa. Tra le solite radio a fagiolo anni 40 c’erano anche una Ducati portapane” e 
una Atwoter-Kent del 29 con istruzioni in italiano. Da qui iniziai a sfruttare la rete di contatti del mio lavoro per trovare nuove radio da collezionare. 
Frequentando i mercatini e le fiere specialistiche trovai molte radio . Collezionavo di tutto e praticamente tutte le sere per 12 anni andavo
nel garage dove , con lo zio Fulvio che mi supervisionava , abbiamo riparato centinaia di radio. Ogni volta che si sostituiva una resistenza ,
un condensatore o una valvola si provava ad accendere e se la radio parlava ci si stringeva la mano. 
Fu un bel periodo , non poteva essere diverso . Avevo 20 anni.
Andavo spesso a Genova per lavoro e nel 1996 scoprii che vicino a piazza Palermo c’era un negozio di radio d’epoca. 
Fu così che conobbi Maurizio della Bianca. Tutte le settimane passavo a vedere se c’erano novità e di li a poco Maurizio mi presentò
un grande collezionista veterano . Un signore con i baffi , sorridente e disponibile come la sua professione di insegnate liceale gli aveva imposto.
Maurizio mi disse :Ti presento Roberto Colla ha 5 balilla. 
Mi ricorderò sempre questa frase perché 5 balilla per me che non ne avevo mai vista una era una cosa inarrivabile .
Fu dal buon Colla che comprai la mia prima radio rurale. Una cge terza serie molto pasticciata. 
La caricai in macchina a Genova e feci tutto il viaggio , fino a Rocchetta Ligure tenendo una mano 
fissa sopra la radio che avevo appoggiato sul sedile del paseggiero. Non era una mano che voleva tenere ferma la radio , la accarezzavo. 
Senza rendermene conto ero già spacciato. Già dal 2005 mi trovai a fare i conti con una manutenzione della collezione troppo impegnativa. 
Avevo raccolto quasi 2000 pezzi. Presi una decisione drastica. Decisi di trasformare la collezione generica in monotematica.
Inizia a vendere tutto e a comprare solo le radio del fascio . Quelle volute dal regime. La radiorurale, la radio balilla e la radio roma. 
Feci eccezione solo per alcune radio anni 20 molto rare , come le Ramazzotti e per alcune radio realizzate in materiali speciali.
Ad esempio La Safar 527 in alabastro o la Marelli fido in cristallo. 
Tuttora sono queste le specifiche della mia ricerca in materia.
Nel 2007 mio zio si ammalò gravemente tanto non poter partecipare all’innaugurazione del sito www.radiorurale.it il 15 dicembre del 2007. 
Di li a poco morì lasciandomi questo prezioso regalo . La passione per le radio d’epoca. 
Nel 2009 riuscii a convincere Luciano a rivendermi la famosa Manlio Capriotti che ho acquistato per 1200€.
Adesso è parte inalienabile della mia collezione.
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Safar armonia altoprlante anni 20 per radio d'epoca di grande lusso.
Ne esistono una versione base con fregio in fusione a cera persa.
Una lusso con le rifiniture sui trafori in basso in bronzo anzi che legno
e poi una versione rarissima realizzata con zama al posto del bronzo.
cerco documenti pubblicità foto d'epoca , e naturalmente pezzi originali o parti di essi.Se ne avete uno mandatemi le foto info@radiorurale.it
oppure whats app 3495505531  Gabriele Gogna
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SAFAR ARMONIA ALTOPRLANTE ANNI 20
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Safar S.A.F.A.R. altoparlante modello Victoria. Questo speaker conosciuto come vittoria alata tra i collezionisti di radio d'epoca , è tra i più
rari e ambiti che si conoscano. Pare che nel 1926 la Safar vinse la medaglia d'oro a Rosario di Sante Fe con questo modello. Infatti ancora oggi è possibile 
reperire in Argentina e Uruguay questo pregiato speaker. La Safar fu la prima a capire ( come Ramazzotti per le radio ) che la parte estetica contava
molto . La fusione è in bronzo a cera persa poi ricoperta di una leggerissima doratura a bagno galvanico.
Molto difficile trovarne una con cerchio e cono originali come in questo caso. Molti di questi modelli sono stati rinvenuti privi sia di cono che di cerchio 
per la fragilità strutturale. Veniva solitamente abbinato a radio italiane quali le Ramazzotti o le Sair di Torino.
Se ne possedete uno inviatemi le foto e il numero di serie posto sui polpacci ed anche sotto la base come mostrano chiaramente le foto all'interno
dell'album. Provvederò ad archiviarle in un database che presto verrà messo on-line. La produzione presunta è di 100/200 esemplari. Uno è di questi
è stato inserito da Miki Wolfson nella celeberrima collezione del castello Mackenzie di Genova. Alcuni anni fa fu pubblicato dalla rivista AD.
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SAFAR VICTORIA l'altoparlante sopranominato "vittoria alata"
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Safar altoparlanti anni per radio d'epoca. Una produzione rarissima riservata ad un nicchia di privilegiati.  Cerco informazioni su safar documento foto originali pubblicità  Gabriele Gogna 349 5505531 info@radiorurale.it          speaker safar milano
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SAFAR ALTOPARLANTE MILANO
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RADIO ROMA 1939/41 l'ultima popolare.
Il termine della produzione del Radio Balilla ha coinciso con l'inizio della produzione della Radio Roma, un altro tentativo di popolarizzazione
della radio che, nonostante si trattasse di un ricevitore economico migliore del Balilla, non raggiunse i risultati sperati.
Il prezzo fu portato a 460 Lire. Il circuito a 3 valvole prevedeva spesso l'utilizzo della inusuale valvola multifunzione 6AY8 oggi introvabile. 
La produssero 8 marchi di fabbrica alcuni in più varianti. Ad oggi si conoscono 11 versioni tra varianti estetiche e/o tecniche che trovate documentate all'interno di questa sezione. 
TRA RURALI, BALILLA E ROMA ,QUEST'ULTIMA RADIO POPOLARE MI E' RIUSCITA PIU' DIFFICILE DA REPERIRE SUL MERCATO.
ANCHE LE “ROMA” VENIVANO PRODOTTE A TIRATURA MINIMA . DALL'ANALISI DEI NUMERI DI TELAIO MEDIAMENTE 500/1000 PEZZI.
QUANDO LA SCORTA STAVA PER ESAURIRE SI RIPETEVA UN ALTRA PICCOLA SERIE. ERA NECESSARIO RIDURRE AL MASSIMO IL COSTO DI
PRODUZIONE A CAUSA DELLE IMPOSIZIONI DEL REGIME SULLE CARATTERISTICHE E SUL PREZZO FINALE.
NE CONSEGUIVA L'UTILIZZO DEI COMPONENTI PIU' REPERIBILI TRA LA PRODUZIONE CORRENTE CHE CONTINUAVA AD EVOLVERE.
PER QUESTO MOTIVO E' POSSIBILE RISCONTRARE ALCUNE PICCOLE DIFFERENZE TECNICHE E/O ESTETICHE CONFRONTANDO
UNO STESSO MODELLO. DIFFERENZE CHE NON BISOGNA CONFONDERE CON MODIFICHE O PASTICCI REALIZZATI DAGLI INNUMEREVOLI
FALSARI CHE SFORNANO COSTANTEMENTE FALSI E ASSEBLAGGI AVVOLTE MOLTO BEN RIUSCITI.
LA GRANDE DISTRIBUZIONE CHE IL REGIME SPERAVA ANCHE PER IL “ROMA” NON EBBE SUCCESSO.
LA CAUSA PRINCIPALE FU L'IMPOSIZIONE DEL PREZZO FINALE. NON AVENDO MARGINE DI GUADAGNO I RIVENDITORI
PROMUOVEVANO LA VENDITA DI ALTRI MODELLI NON DI REGIME.
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LA RADIO ROMA
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RADIO RURALE 1933 1938
La Radiorurale inizia a diffondersi nella seconda metà del 1933. Si tratta di un ricevitore a prezzo imposto (inizialmente di 630£) e con caratteristiche standardizzate promosso dall'Ente Radio Rurale (ente voluto dal REGIME FASCISTA a scopo di migliorare la propaganda).
Era destinato alle zone di riunione collettiva, agli ambienti rurali ed alle scuole. L'apparecchio è acquistabile solo dagli enti governativi e dagli istituti scolastici oppure poteva essere donato agli stessi. Grazie a questa manovra tre milioni di scolari italiani hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con un mezzo di comunicazione che allora aveva costi proibitivi. Il circuito è a 5 valvole supereterodina , 11 marchi diversi la produssero ,in alcuni casi in 6 varianti. In totale attualmente si conoscono 35 versioni tra varianti estetiche o tecniche di cui 33 le troverete documentate in altrettanti album all'interno di questa sessione. 
DATO CHE LE IMPOSIZIONI DEL REGIME SULLE CARATTERISTICHE E SUL PREZZO FINALE NON DAVANO MARGINE DI GUADAGNO AI FABBRICANTI, LE RURALI VENIVANO PRODOTTE NELLA TIRATURA MINIMA INDISPENSABILE (normalmente da 100 a 500 pezzi).
QUANDO QUESTA SI ESAURIVA SI RIPETEVA UNA NUOVA TIRATURA OGNI VOLTA MODIFICANDO LO CHASSI E/O I COMPONENTI PIU' REPERIBILI TRA LA PRODUZIONE CORRENTE CHE DI MESE IN MESE CONTINUAVA AD EVOLVERE. PER QUESTA RAGIONE
POSSIAMO INCONTRARE PICCOLE DIFFERENZE TRA UNO STESSO MODELLO RURALE.
Bisogna però prestare molta attenzione a non confondere le differenze suddette con modifiche posticce eseguite ad arte dagli innumerevoli falsari nel tentativo di spacciare per RURALI apparecchi che non lo sono affatto.
Esteticamente quasi tutte le rurali numeriche (con scala sintonica graduata a soli numeri) sono state prodotte in una prima tiratura ( 1933/1934 ) con fregio in alluminio di tipo UNICO, vale a dire con spiga e scritta radiorurale all'interno del cerchio, si tratta dei modelli piu rari e ricercati. Questi stessi modelli nel 1934/35 sono stati prodotti con i 3 fregi, vale a dire scritta , cerchio con fasci e spiga in 3 elementi separati. Dal 1936 al 1938 invece troviamo la produzione a scala parlante (con scala sintonica che riporta anche i nomi delle città emittenti) che ad eccezione della Marelli abbandona la spiga.
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LA RADIO RURALE RADIORURALE
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radio balilla le lunette con il logo del fabbricante.
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Radio balilla le lunette con il logo del fabbricante:
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RADIO BALILLA 1937
La RADIO BALILLA è un ricevitore popolare 3 valvole a reazione prodotto solo nell'anno 1937 e distribuito anche nel 1938 in Italia al prezzo 
imposto dal regime di lire 430. Fino ad ora sono stati identificati SETTE marchi di fabbrica che hanno prodotto il "balilla" . 
Alcuni marchi (CGE e UNDA) hanno prodotto 2 varianti estetiche e tecniche che sono evidenziati all'interno degli album fotografici. 
La SITI ha prodotto solo lo chassi ma NON il mobile perchè fallita prima di poter terminare la produzione. 
Per il momento non ho riconosciuto modelli e/o chassi autentici di detto marchio.
ANCHE LE BALILLA VENIVANO PRODOTTE A TIRATURA MINIMA INDISPENSABILE ,MA ESSENDO STATA PRODOTTA SOLO PER UN ANNO LA 
TIRATURA COMPLESSIVA RISULTERA' PIU' CONTENUTA RISPETTO AI RURALI PRODOTTI PER ALMENO 6 ANNI. 
QUANDO LA SCORTA STAVA PER ESAURIRE SI RIPETEVA UN ALTRA PICCOLA SERIE. ERA NECESSARIO RIDURRE AL MASSIMO IL COSTO DI PRODUZIONE A CAUSA DELLE IMPOSIZIONI DEL REGIME SULLE CARATTERISTICHE E SUL PREZZO FINALE.
NE CONSEGUIVA L'UTILIZZO DEI COMPONENTI PIU' REPERIBILI TRA LA PRODUZIONE CORRENTE CHE CONTINUAVA AD EVOLVERE.
PER QUESTO MOTIVO E' POSSIBILE RISCONTRARE ALCUNE PICCOLE DIFFERENZE TECNICHE E/O ESTETICHE CONFRONTANDO
UNO STESSO MODELLO. DIFFERENZE CHE NON BISOGNA CONFONDERE CON MODIFICHE O PASTICCI REALIZZATI DAGLI INNUMEREVOLI
FALSARI CHE SFORNANO COSTANTEMENTE FALSI E ASSEMBLAGGI AVVOLTE MOLTO BEN RIUSCITI.
LA GRANDE DISTRIBUZIONE CHE IL REGIME SPERAVA PER IL “BALILLA” NON EBBE SUCCESSO.
LA CAUSA PRINCIPALE FU L'IMPOSIZIONE DEL PREZZO FINALE. NON AVENDO MARGINE DI GUADAGNO I RIVENDITORI
PROMUOVEVANO LA VENDITA DI ALTRI MODELLI NON DI REGIME.
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2014-04-25
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