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Michele Galardini (CarnageNews)
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Dzang – 3g (Dzang Recs, 2017)

Insomma, questo 3G è un lavoro che rientra in uno pseudo genere che potrebbe essere un generalissimo post-90s in cui le maggiori influenze di musica leggera del periodo si ritrovano “aufgehoben”

https://goo.gl/6EDzkJ

#dzang #3g

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Karen Gwyer – Rembo (Don’t Be Afraid, 2017)
La performance live aiuta Gwyer a rendere palpabili le proprie idee con fruizione vivida e con tracce che vengono suonate più e più volte prima di vedere la luce ed essere impresse nella dimensione da studio

https://goo.gl/p2cqoR

#karengwyer   #rembo  

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Martin Rev – Demolition 9 (Atlas Réalisations, 2017)
Il nostro Rev è libero, indossa la sua palta vintage con grande stile, fuori dagli schemi ma non démodé

https://goo.gl/tVWQnL

#martinrev   #demolition9  

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Dauwd – Theory of Colours (Technicolor, 2017)
Questo è un mini album che per la sua ricchezza e cura, ha l’esclusività dell’EP e la completezza del disco

https://goo.gl/WxaLVs

#dauwd   #technicolor   #ninjatune  

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Cannes 70: tirando le somme, ho avuto di meglio
Anche la settantesima edizione del Festival di Cannes è volta al termine, un’edizione cominciata in sordina e conclusasi ancora più mestamente

https://goo.gl/0ANqLe

#cannes   #cannes70  

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Roll The Dice – Born To Ruin (The New Black, 2017)
L’ossessione è parte integrante del sound del duo, che procede per addizioni. Rispetto al disco precedente Until Silence, questo LP è meno cinematografico, più hardcore, camminando sul filo del minimalismo

https://goo.gl/hJ2dQG

#music   #rollthedice  

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Cannes 70: “The Killing of a Sacred Deer” di Yorgos Lanthimos
Grandangolo, zoom e carrello sono i mezzi principali con cui il regista greco scandaglia e distorce gli ambienti creando un clima inospitale per chi li vive e chi li osserva

https://goo.gl/LQRsCb

#cannes   #cannes70   #lanthimos  

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Cannes 70: “The Meyerowitz Stories” di Noah Baumbach
Il film regala comunque una piacevole narrazione alternativa che lascia presagire un nuovo corso della filmografia di Baumbach, aprendogli le porte di narrazioni più misurate e, forse, più complete

https://goo.gl/GTQJZE

#cannes   #cannes70   #meyerowitz  

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Cannes 70: “Happy End” di Michael Haneke
La marcia in più che manca a Happy End è proprio l’assenza di originalità nel raccontare a cui Haneke ci aveva abituato, temi magari già noti ma trattati in maniera inedita ed estrema

https://goo.gl/a1YfrC

#cannes70   #cannes   #haneke   #happyend  
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