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Typical Sicily
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La Sicilia che accoglie
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Il museo “Maniace il Futuro nelle Nostre Radici” è stato inaugurato nel 2004 presso la sede della locale Pro Loco e rappresenta la prima realtà espositiva permanente del territorio maniacese.
Il percorso espositivo, organizzato in ordine cronologico visivo con 27 pannelli in legno e alluminio raffiguranti i principali protagonisti e gli eventi più importanti che hanno caratterizzato la storia di #Maniace, è un’occasione per vedere con gli occhi del visitatore moderno i luoghi dove la storia è stata scritta, ripercorrendone le sue strade.
L’itinerario ha inizio con la figura di Giorgio Maniace, generale bizantino che riportando una gloriosa vittoria contro gli arabi lungo le sponde del fiume Saraceno, da il nome al paese; si prosegue con un’icona bizantina della Vergine con il Bambino, donata da Giorgio Maniace per perpetuare nei secoli il ricordo di quella vittoria. Sul pannello successivo è raffigurato un busto marmoreo di Margherita di Navarra che affascinata dalla bellezza dell’icona, nel 1173 decide di fare edificare l’abbazia di Santa Maria di Maniace, che nel corso dei secoli diverrà uno dei più importanti centri religiosi e culturali della Sicilia; seguono tre pannelli con le effigi dei più illustri abati dell’abbazia benedettina; l’escursus continua con la figura riproducente Horatio Nelson: ammiraglio inglese destinatario dei territori che ruotavano attorno all’abbazia, dono di Ferdinando IV di Borbone come segno di riconoscenza per l’aiuto prestatogli contro la ribellione dei rivoluzionari Partenopei. I pannelli successivi mostrano le terre della Ducea che alla fine del XIX secolo divennero meta dei contadini tortoriciani, che in cerca di terre da coltivare vi si insediarono dando vita all’odierno abitato, le cui vecchie cartografie ne mostrano la diversità rispetto ad oggi. Una pagina del museo è dedicata a San Sebastiano, dal 1937 Santo Patrono di Maniace.
La mostra permanente è arricchita da attrezzi da lavoro e utensili della vita quotidiana che divengono tutt’oggi portavoce del duro lavoro dei nostri contadini e allevatori.
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Domenica 26 novembre, a partire dalle ore 10.00 sarà possibile partecipare a un suggestivo itinerario teatralizzato nel centro storico di #Palermo dedicato al mestiere più antico del mondo. http://www.typicalsicily.it/events/854/evento-a-palermo-cortigiane-bagasce-e-donne-di-cantunera/ #typicalsicily
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Torna a #Mussomeli l’appuntamento con la Sagra della Guastedda, giunta alla terza edizione, e i caratteristici mercatini di Natale. http://www.typicalsicily.it/events/853/evento-a-mussomeli-sagra-della-guastedda/ #typicalsicily
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La Chiesa di S. Giuseppe a #Menfi, edificata nel 1715, ha resistito al terremoto del ‘68. Presenta una facciata scandita da tre ordini, di cui l’ultimo, andato perduto, accoglieva l’edicola con la statua del santo. L’interno è a un’unica navata con volta a botte lunettata e conserva pregevoli opere d’arte settecentesche: una statua in legno policromo raffigurante Santa Lucia, attribuita allo scultore Filippo Quattrocchi; una tela raffigurante Sant’Eligio; una piccola statua lignea di autore ignoto raffigurante San Biagio e una grande pala d’altare con lo Sposalizio di Giuseppe.
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Dopo il successo di Taormina, la mostra Van Gogh Multimedia Experience, esposizione multimediale sulla vita e le opere del grande pittore olandese, si sposta a #Monreale... http://www.typicalsicily.it/events/852/mostra-a-monreale-van-gogh-multimedia-experience/ #typicalsicily
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Oggi andiamo alla scoperta del meraviglioso borgo medievale di #Sperlinga, tra i Nebrodi e le Madonie, un gioiello incastonato nella roccia. http://www.typicalsicily.it/sperlinga-borgo-medievale-nella-roccia/ #typicalsicily http://ow.ly/i/AB9Td http://ow.ly/i/AB9TY
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La Cattedrale di #Trapani, dedicata a San Lorenzo, fu costruita nel 1421 per volere di Alfonso V d'Aragona, detto il Magnanimo, Re d'Aragona.
L'attuale edificio però è il frutto di un lavoro di ricostruzione e rielaborazione degli spazi in senso barocco e neoclassico avvenuto tra il '700 e l'800, soprattutto su progetto di Giovanni Biagio Amico. Con la nascita della diocesi di Trapani, voluta nel 1844 da Gregorio XVI, la chiesa di San Lorenzo divenne la sede vescovile e cattedrale.
L'edificio presenta una facciata barocca, introdotta da un ricco pronao a tre archi a tutto sesto, mentre l'interno, a croce latina tripartito da arcate a tutto sesto con colonne tuscaniche, culmina in un elegante catino absidale decorato, preceduto da una grande cupola, all'incrocio tra il transetto e la navata centrale.
Tra le opere di maggior valore, sull'altare, il dipinto raffigurante la Crocifissione, olio su tela di Antoon van Dyck del 1646, opera commissionata dopo il soggiorno siciliano del pittore fiammingo.
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La Chiesa Madre di #Carini dedicata a Maria SS. Assunta venne eretta alla fine del XV sec., incamerando l'Oratorio della Compagnia del Santissimo Sacramento e la cappella di S. Sebastiano. La facciata è tardo-settecentesca, con due campanili gemelli, dei quali solo quello di sinistra è compiuto; su un lato si trova un loggiato. La sua imponente struttura a croce latina è divisa in tre navate da 12 colonne in pietra di “Billiemi”, conserva un numero straordinario di opere di alcuni fra i protagonisti dell'arte siciliana fra XVI e XVIII secolo, come una preziosa acquasantiera di marmo bianco di scuola gaginiana, datata 1496; un tabernacolo in marmo, anch'esso di scuola gaginiana, dove è raffigurato l'“Ecce Homo” con i simboli della passione e due angeli oranti; una lavagna dello Zoppo di Ganci (1570-1633), raffigurante il Crocifisso tra S. Francesco e S. Onofrio. Di autore ignoto è invece il prezioso crocifisso ligneo (sec. XVI) circondato da un grande reliquiario della Croce dei Santi Martiri. Ad epoche più recenti si riferiscono due grandi tele di Vito D'Anna (1718-1769), il grande maestro del ‘700 siciliano, raffiguranti, rispettivamente, l'Addolorata e la Veronica. Il campanile rifatto negli anni trenta aveva originariamente quattro pannelli in maioliche, raffiguranti: san Vito, l'Assunta, santa Rosalia e il SS. Crocifisso, datati 1715 e firmati da Ignazio Milone, che oggi si trovano sul lato esterno nord della chiesa. Adiacente alla chiesa si trova l'oratorio del S. Sacramento. Si tratta di un vero trionfo di stucchi attribuibili alla scuola di Giacomo Serpotta (1652-1732). All'ingresso troviamo un vero e proprio gioiello di pittura tardo-cinquecentesca di autore ignoto, raffigurante la Madonna del Monserrato. Nell'altare dell'oratorio domina una grande tela dell'Ultima Cena attribuita a Pietro D'Asaro (1579-1647), detto il monocolo di Racalmuto. Nella volta il grande affresco del Trionfo della Fede.
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