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Vania Cappellacci
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Il mio nome è Vania Cappellacci, ho trentotto anni. Alle mie spalle, partendo dalle giovanili esperienze nell’ambito politico locale rigorosamente a sinistra, si è sviluppata una continua maturazione d’identità politica che raggiunge il proprio apice nella scelta dell’impegno sindacale. Provengo, infatti, dal mondo del Lavoro, in particolare dalla Sanità Privata, luogo di numerose e delicate battaglie non solo per l’affermazione dei diritti delle Lavoratrici e dei Lavoratori, ma soprattutto nodo cruciale delle problematiche finanziarie di questa Regione. 
Ora come non mai la situazione economica generale e quella delle famiglie italiane riflettono la fragilità dei diritti costituiti, ovvero quello alla salute. Non è un mistero che nella Regione Lazio proprio il “deficit sanità” appare sempre di più come una voragine in continua espansione, che ha reso il servizio meno efficiente nonostante il modello di assistenza pubblica e gratuita tuttora funzionante. Dalla sponda opposta intanto segnali di sofferenza, giungono non già dai privati, finora visti e considerati come spontanei vicari della Sanità Pubblica, ma dall’intera classe lavoratrice, a sua volta schiacciata nei diritti e nelle tutele da logiche di profitto imprenditoriale, quali il costo del lavoro e le modifiche dei contratti, a totale svantaggio per chi opera nei settori sanitari e per chi ne riceve poi i servizi. Perciò avviene che nella Regione d’Italia con i più onerosi tickets per le prestazioni sanitarie, imposti per il risanamento del deficit, curarsi diviene una spesa impossibile da affrontare per il cittadino. Queste sono sì le premesse per un tilt dell’intero sistema sanitario ma a loro volta sono una spinta per motivare i cittadini ad imprimere una svolta decisiva nella politica regionale. 
Lavoro e Sanità. Un binomio vincente per la Sinistra al governo. Nessuno dimentica l’Istruzione, la Giustizia, l’Ambiente, la Sicurezza, la Cultura, ma mai come adesso si legano i diritti dei Lavoratori a quelli dei Cittadini, inscindibili anime della società ed entrambi indebolite da anni di sacrifici economici.
Ripensare ad una Sanità interamente Pubblica rimane una chimera a volte anacronistica, ma trovare un modello economicamente sostenibile per lo Stato e allo stesso tempo efficiente per il Cittadino e dignitoso per chi vi lavora, deve essere uno degli impegni primari di questo partito, unico per la genuinità dei rapporti con i propri sostenitori e per la sensibilità verso i settori più delicati della società. Proprio come l’ultimo baluardo a difesa del diritto al Lavoro, la Cgil.
Per queste ragioni ho accettato la candidatura a Consigliere Regionale, e per la loro importanza m’impegno fin da ora a restituire alla collettività e ai sostenitori tutto l’appoggio che riceverò, portando per quanto possibile avanti le tematiche che più mi stanno a cuore.
Vania Cappellacci.
Nota biografica: Vania Cappellacci, 38 anni, residente a Pomezia. Professione Terapista della Riabilitazione, lavora a Montecompatri. Delegata Aziendale Cgil, è impegnata nelle trattative riguardanti la delicata situazione del gruppo San Raffaele, presso il quale lavora dal 2001, e più in generale nella questione del rapporto Pubblico-Privato della Sanità nel Lazio. 
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