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SUPERBELLO
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THE DIGITAL AGENCY THAT TURNS HEADS
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Ieri il primo webinar di +Facebook per il programma ASSOCOM EDUCATION: The Big Digital Game. Patricia Consonni ha parlato a lungo della sfida creativa che ogni giorno i marketers affrontano per stabilire delle connessioni emotive più profonde con le persone, nel mercato globale mobile. Ad oggi i contenuti nei feed di FB sono sempre più Frequenti, Veloci e Sound Off (discorso diverso per le stories, che per il 60% dei casi vengono visualizzate con il volume). Di seguito le considerazioni avanzate da Patricia per stare al passo con il trend consolidato del mobile first: 1) riuscire a catturare l'attenzione degli utenti nei primi 10-15 secondi; 2) progettare le inserzioni per la riproduzione anche ad audio disattivato, veicolando il messaggio con l'aiuto di immagini, testi e grafiche; 3) usare diversi formati per mettere in evidenza gli elementi chiave e creare un effetto sorpresa a livello visivo; 4) sperimentare, sperimentare, sperimentare: spingersi oltre i limiti e capire quale soluzione si addice di più alla propria audience. Seguici su +LinkedIn per seguire gli aggiornamenti dei prossimi webinar! https://www.linkedin.com/company/superbello/
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Come puoi fare in modo che i tuoi contenuti vengano visti dalle persone giuste? Ecco 5 tipologie di pubblico da creare con #FacebookAds.

1) #ContactList: crea un elenco dei tuoi contatti o clienti; potresti utilizzarlo per il lancio di un nuovo prodotto, per esempio. I tuoi clienti sono già interessati alla tua attività, ma potrebbero esserlo ancora di più vedendo un’offerta o un annuncio speciale.

2) #Engagement Audiences: è un pubblico personalizzato che si crea in base alle persone che hanno interagito con la tua pagina #Facebook o #Instagram. Se pubblichi un video o devi fare un evento, sponsorizzali e guida questo segmento di pubblico per aumentare l’engagement.

3) #Retargeting Audiences: per creare questo pubblico, devi prima aver installato il #Pixel di FB. Puoi utilizzare questa strategia per catturare l’attenzione di quella fetta di pubblico che ha visitato le pagine di alcuni prodotti o servizi specifici, ma senza aver acquistato.

4) #Lookalike Audiences: ti consente di raggiungere nuove persone che potrebbero essere interessate alla tua azienda in quanto presentano caratteristiche simili ai clienti che contano per te, ossia alla fonte che hai fornito (clienti, lead, utilizzatori app, visitatori sito..).

5) Demographic of #IdealCustomer: inserendo la tua lista contatti all’interno delle #AudienceInsights, potrai ricavare delle caratteristiche comuni dei tuoi clienti. Potrai dedurre che queste persone siano interessate alla tua attività e potrai trovare nuovi clienti.
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#Bot per #Instagram: sono davvero utili o possono portare guai?

I bot sono dei programmi, che sono stati ideati al fine di automatizzare alcune azioni, come rispondere ai messaggi, seguire altri account e mettere like ai post di altri utenti. Attraverso l’uso di questo strumento, si può inoltre selezionare il proprio target, scegliere gli hashtag che più si adattano al nostro profilo e decidere la velocità e la frequenza delle azioni e delle pubblicazioni.

Per +Instagram nello specifico, con l’utilizzo di un bot potresti aumentare il numero di follower, risparmiare molto tempo e generare nuovi lead, senza la minima fatica. Ma siamo sicuri che sia tutto così positivo? In realtà i rischi che si corrono sono tanti e alcuni anche ”pericolosi”: primo fra tutti, ricordiamo il regolamento di Instagram che vieta l’uso di ogni tipologia di automatismo, con conseguente blocco dell’account o addirittura la chiusura dello stesso.
Un’altra importante cosa che spesso viene dimenticata è il fatto che attraverso l’automatizzazione delle sue azioni, il bot non può capire il contesto o le didascalie delle immagini sotto cui sta per lasciare un commento. Questo potrebbe recare dei danni d’immagine al tuo account (o ancora peggio l’account del tuo brand!): non sai mai quale messaggio prestabilito verrà inviato e sotto quale tipologia di post.
Vuoi scorrere il tuo feed di IG e vedere centinaia (se non migliaia!) di account di persone sconosciute che normalmente non avresti mai seguito? Se il tuo unico obiettivo è aumentare il numero dei tuoi follower va bene, ma se ami la piattaforma ti renderai presto conto che sarà solo un elemento di disturbo avere tanti nuovi following che non ti interessano.

Ci sono tante alternative per far crescere i numeri del tuo account su Instagram e indovina un po’? Tutte a norma di legge, da cui potrai ricavare nuovi lead di valore e non solo per fare numero. Evita situazioni imbarazzanti: occupati in prima persona di commentare e interagire con gli altri utenti per evitare commenti spiacevoli. Se il tuo problema è il tempo, puoi semplicemente utilizzare dei servizi che ti aiuteranno durante il processo di calendarizzazione dei tuoi contenuti. Per il resto usa solo la fantasia: pianifica i tuoi contenuti in base ai gusti della tua audience, crea degli annunci e concentrati sempre sulla qualità, più che sulla quantità. Vieni a dare un occhio al nostro profilo @superbello_ !
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La misurazione e l’analisi dei dati sono fondamentali per ogni attività sui social. Durante il webinar di +Hootsuite, +Alexia Gattolin ha evidenziato i problemi con cui i brand devono fare i conti oggi: per quale motivo misurazione e analisi sono ancora una questione irrisolta per molte aziende? La risposta si articola su 3 livelli:

1) La cultura aziendale che rimane sempre uno scoglio da superare. E’ importante che le aziende capiscano l’importanza della definizione degli obiettivi e dell’analisi dei risultati, andando oltre alle #VanityMetrics.

2) La mancanza di know-how tool o la carenza di informazioni su come utilizzare gli strumenti adatti.

3) Tempo e risorse (in termini economici e di personale) impiegati per ricavare la corretta interpretazione dei dati dagli insight.

Il 75% delle aziende, secondo alcuni dati forniti da Altimeter, hanno accesso ai dati social: l’84% di questi valuta l’andamento delle performance in base a risultati raggiunti o meno e solo il 26% dichiara di utilizzare le metriche legate ai propri obiettivi aziendali.

Tra le soluzioni suggerite emerge proprio la necessità di selezionare le metriche giuste (legate agli obiettivi aziendali) e di non misurare tutto quello che ci capita sotto mano. È bene anche integrare nella propria strategia i codici UTM, così da tener traccia delle conversioni e della provenienza del traffico, combinandoli con i tool adatti per poter ampliare il proprio raggio d’azione; infine Alexia ha consigliato l'utilizzo di Altimeter per pianificare la mappa delle metriche basata sulle esperienze dei clienti.

Non fermarti alle apparenze! Guarda oltre e scopri le metriche più adatte ai tuoi obiettivi di business: vedrai che l'analisi dei dati ti restituirà intuizioni particolarmente utili!
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#LinkBuilding: come possiamo utilizzare i social network per ottenere link di qualità?
Partiamo da un assaggio di teoria. Il link building si può definire come un’attività strategica per aumentare il numero di link che portano verso un determinato sito, nell’intento di migliorarne il posizionamento. Le pagine web possono avere link interni, ovvero che risiedono sotto lo stesso dominio del sito, oppure link esterni, sotto diversi nomi di dominio. Prima dell’arrivo di +Google, i motori di ricerca applicavano la regola più link esterni, più pertinenza; negli anni seguenti, il fondatore di Google Lawrence Page ipotizzò che la pertinenza di un sito cresceva non a seconda della quantità di link che portavano ad un sito, bensì dalla qualità e dalla rilevanza di essi per il sito di destinazione.

Oggi vale ancora questa regola, autorevole più che mai. Attraverso la creazione di contenuti, è possibile guadagnare dei link per migliorare la brand authority. In che modo si può costruire una rete di link, sfruttando il potere dei social network? A mano a mano che sviluppi la tua rete, potrai renderti conto di tutti i punti di forza che ciascun social nasconde. +LinkedIn, per esempio, ti permette di selezionare il tuo target: avendo al suo interno un campo di ricerca molto dettagliato, potrai raggiungere le persone che vuoi semplicemente selezionando la tipologia di azienda o il titolo professionale. Questo ti permetterà di raggiungere anche esperti del tuo settore, a cui potrai mostrare i tuoi contenuti e magari chiedere di ricondividerli: avendo i loro profili una maggiore credibilità, avrai più chance di essere notato. Certamente non è un’azione automatica: costruire una rete implica sforzi, tempo e pazienza. Inizia a costruirla instaurando delle relazioni autentiche con esperti e influencer per aumentare la tua visibilità online, ma anche per imparare nuove cose.

Un’altra pratica molto utilizzata dai marketers di tutto il mondo e simile a quella appena descritta è la partecipazione ai forum: ce ne sono tantissimi sul web, che trattano qualsiasi argomento. Quelli che consigliamo sono +Quora, +Reddit e Inbound, in cui potrai confrontarti con persone del tuo stesso settore, rimanendo aggiornato sulle ultime novità e perchè no dare consigli a chi ha bisogno di aiuto, linkando gli articoli del tuo sito web o blog e aiutandoli a trovare delle risposte.
Se sei disposto a investire anche dei soldi, oltre al tuo prezioso tempo, potresti cimentarti con le #FacebookAds per divulgare i tuoi contenuti: individuando precisamente il target che vuoi raggiungere, tu spenderai sempre meno e l’interesse degli utenti aumenterà. Da questa strategia, potrà innescarsi un meccanismo di link naturali: la crescita organica deriverà dal fatto di aver condiviso un valore aggiunto, che spingerà le persone a seguirti sempre più spesso e ad accrescere la tua visibilità.

Modi per ottenere link e condivisioni ce ne sono migliaia: più andrai avanti a sviluppare la tua rete, più scoprirai che le persone hanno maggiori probabilità di condividere contenuti da persone che conoscono e di cui si fidano. Continua ad ampliare i tuoi contenuti, condividendo informazioni interessanti e mettendoti in contatto con gli altri, promuovendo anche il loro lavoro: vedrai che i risultati non tarderanno ad arrivare.
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#SEO e #ContentMarketing: come interagiscono tra di loro? Spesso erroneamente si tende a considerarli come due fattori slegati tra loro o addirittura in contrapposizione. Invece, Content Marketing e SEO si completano a vicenda: la SEO richiede contenuti e il Content Marketing è la sua applicazione pratica. La SEO richiede keyword, il Content Marketing utilizza keyword scelte appositamente per ottimizzare e per il target predefinito. I contenuti integrano la SEO e viceversa: non sono da considerare separatamente, ma da utilizzare legati in modo sinergico per avere la possibilità di aumentare il traffico del tuo sito.

I contenuti di qualità sono il motore che mette in atto una buona strategia di Content Marketing: oggi le persone vogliono risparmiare tempo e trovare la soluzione più adatta ai loro bisogni, ma allo stesso tempo avere informazioni aggiornate ed approfondite. Attraverso svariate tipologie di contenuti si è in grado di fornire informazioni, partecipare alle conversazioni e coinvolgere i nostri potenziali clienti per cercare di migliorare la loro esperienza d’acquisto.

I contenuti da soli però non bastano: per migliorare la SEO e ottimizzare la distribuzione dei contenuti è necessario considerare anche il processo di link building. Come sempre, Google detta le regole, due essenzialmente in ambito di link building: produrre contenuti di qualità facilmente linkabili e farli arrivare i al target giusto, distribuendoli nei canali più opportuni.

Usa la fantasia per raccogliere backlink attraverso video, infografiche, articoli, grafici, ricerche o qualunque cosa ritieni più adatta e conforme al messaggio che vuoi mandare: contenuti di qualità, ottimizzati in un’ottica SEO per aumentare il traffico e le conversioni.

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#Fidelizzazione: è più facile dare ulteriori motivi per seguirti a chi già lo sta facendo o cercare di attirare chi non ti segue? Secondo Harvard Business Review, è più facile mantenere un cliente piuttosto che acquisirne uno nuovo: aumentando il tasso di fidelizzazione del 5% si possono aumentare i profitti dal 25% al 95%. Ma quali sono le tecniche che supportano l’intero processo?

Per fidelizzare con efficacia e ottenere un reale ritorno dell'investimento (ROI) è importante che il processo sia personalizzato a seconda del proprio target: ogni cliente ha diverse caratteristiche ed esigenze. Per questo motivo è importante conoscere la clientela prima ancora di fidelizzarla, per potersi muovere di conseguenza alle esigenze delineate. Se quello che viene proposto al cliente sarà in linea con le sue aspettative, il rapporto di fiducia si rafforzerà e la reputation del brand migliorerà. In che modo? Si otterranno migliori tassi di conversione, in quanto vi è già alla base una fiducia e una sicurezza che faciliteranno un nuovo acquisto; i costi del marketing per mantenere un cliente nel tempo sono enormemente più bassi rispetto alle attività di acquisizione di nuovi e inoltre la clientela già esistente potrebbe rilasciare feedback positivi sulla loro esperienza. Infine, i profitti in generale aumenteranno: non verranno spesi ulteriori soldi per sconti o promozioni che dovrebbero attirare una nuova clientela e si potranno invece attivare tecniche di up selling e cross selling per aumentare le vendite.

Creare dei programmi personalizzati per i tuoi clienti può essere un primo passo per soddisfare le loro esigenze: prenditi cura di chi ti ha già scelto, non solo in caso di necessità, ma sii costantemente presente per offrire loro valore e supporto. Mostra interesse verso la loro soddisfazione, affrontando anche domande e questioni delicate: non lasciare che i reclami o le critiche si diffondano senza il tuo controllo. Agisci in maniera trasparente per risolvere velocemente le problematiche che potrebbero trasformarsi in una crisi vera e propria.

Fidelizzare significa creare dei rapporti duraturi nel tempo e ognuno di essi ha un programma con un obiettivo diverso da un altro, non solo legati a vantaggi finanziari come si tende a pensare. Si tratta di soddisfazione del cliente, non solo dal punto di vista del prodotto o servizio. L’attenzione e l’interesse devono necessariamente riguardare ogni aspetto dell’azienda, dal servizio alla comunicazione, dal personale aziendale al mantenimento duraturo dei rapporti anche dopo la vendita.
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#EmailMarketing: la posta elettronica è in via d’estinzione o sta semplicemente subendo un cambiamento? Seconda una ricerca di +Adobe, le persone ancora oggi trascorrono più di 6 ore al giorno sulle email e nel 2017 ben il 59% dei marketers ha scelto la posta elettronica come canale più efficace per generare maggiori ricavi.

Tra le nuove generazioni, però, l’utilizzo delle email ha subito un calo a causa della crescente popolarità degli strumenti di instant messaging (IM), i quali hanno rivoluzionato il modo di comunicare. Fondamentalmente, la differenza tra messaggistica istantanea ed email è la nozione di presenza: il messaggio ha il vantaggio di essere immediato, migliorando notevolmente la produttività e la collaborazione; tuttavia l’email rappresenta ancora oggi lo strumento in grado di costruire nuove forme di relazione tra cliente e brand, generare nuove vendite e di ricevere informazioni utili su quello che i clienti attuali e potenziali si aspettano dall’azienda.

Ciò nonostante i marketers devono affrontare la difficoltà di fare in modo che le email vengano aperte e lette, al fine di rendere efficaci le campagne di email marketing. Per capire come integrare lo strumento all’interno delle strategie di digital marketing è utile analizzare i #Trend che prenderanno piede nel 2018. In primo luogo è necessario che l’attenzione si focalizzi sul coinvolgimento e non solo sull’acquisto: ciò implica un minor numero di messaggi puramente promozionali e più storie e contenuti di valore, per creare una connessione emotiva e più duratura con la tua audience. Con lo sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale sarà sempre più semplice inviare email personalizzate rivolte ai singoli individui, integrando consigli e promozioni sui servizi o prodotti che la tua azienda offre. Inoltre, le email saranno sempre più brevi ed immediate: attraverso l’uso di GIF e video di breve durata, sarà più facile catturare l’attenzione di chi legge. I testi contribuiranno a migliorare l’aspetto della customer care e a stabilire un contatto diretto con gli utenti per discutere di opinioni, idee ed eventuali problematiche con l’azienda.

Una buona strategia di email marketing implica necessariamente l’adattamento mobile friendly, in modo tale che le email possano risultare perfettamente leggibili anche sugli schermi più piccoli, come quelli degli smartphone. Affiancando alla tua strategia un piano di omni channel marketing, avrai la possibilità di mantenere connesse le email con tutti gli altri canali, aumentando la awareness del tuo brand e facilitando il processo di acquisto ai tuoi clienti.
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#ExplainerVideos: perché sono così efficaci e come puoi utilizzarli per aumentare i tassi di conversione sul tuo sito? Secondo uno studio condotto da +Microsoft, abbiamo la soglia di attenzione inferiore a quella di un pesce rosso: dal 2000 ad oggi la nostra è diminuita da 12 a 8 secondi, mentre quella di un pesce rosso rimane stabile a 9. Per questo motivo ad oggi i video sono il modo migliore per attrarre e coinvolgere le persone in breve tempo.

I video esplicativi ti consentono di ridurre 200 parole in 20 secondi di video, il quale si presta ad essere lo strumento più efficace per presentare un prodotto o servizio. Collocati sulla homepage del tuo sito, sui social media o più banalmente su YouTube i video hanno il potere di aumentare le conversioni, coinvolgere ed acquisire nuovi potenziali clienti. Numerose ricerche hanno confermato, infatti, che le landing page che hanno al loro interno un explainer video possono incrementare dell’80% le conversioni.

Pensando al #funnel di vendita, è possibile applicare un video esplicativo per ognuna delle fasi che compongono il percorso del potenziale cliente. Nella fase in cui devi attirare l’attenzione del tuo target, presentare la tua attività con un video potrebbe essere il modo migliore per porti come soluzione ad un problema che hanno i tuoi lettori. È il primo approccio che hai con loro: devi mostrare in maniera chiara e semplice chi sei e quello che fai. Nella fase di interesse, invece, il potenziale cliente ti conosce già: è il momento opportuno per scendere nello specifico e raccontare con un video coinvolgente un determinato prodotto o servizio che la tua attività offre. Mostrando i vantaggi, le caratteristiche o anche le recensioni di chi ha già acquistato il tuo prodotto o servizio aumenterai il valore del messaggio che vuoi trasmettere, creando una connessione emotiva. A questo punto l’utente sta per diventare un cliente a tutti gli effetti: le fasi decisionali e d’azione dovranno aumentare il desiderio di acquisto di chi guarda i tuoi video. È questo il momento in cui dovrai presentare nel dettaglio tutte le caratteristiche e i benefici che i clienti potranno trarre dal tuo prodotto o servizio. I tuoi explainer videos, arricchiti di immagini in alta qualità e di contenuti di valore, dovranno convincere il cliente ad effettuare l’azione finale, cioè l’acquisto.

I video possono raccontare, educare e spiegare argomenti e concetti in maniera più leggera ed efficace. Ricordati solo di non dilungarti troppo, in quanto perderesti l’attenzione del tuo pubblico, e dai libero sfogo alla tua fantasia per rendere unici e coinvolgenti i tuoi explainer videos.
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Emoticon per il #SocialMediaMarketing: tu come le usi?
Ormai siamo circondati quotidianamente dalle emoticon che hanno rivoluzionato il modo di comunicare. Sono divertenti, efficaci e dirette. Al mondo ne esistono più di 6 miliardi, tutte predisposte graficamente per i vari device e social media. Le aziende le usano sempre più spesso per comunicare con le generazioni più giovani, inserendole all’interno delle strategie di social media marketing: secondo uno studio effettuato da +Appboy, le strategie social che fanno leva sulle emoticon sono aumentate del 777%.

Ci sono, però, dei piccoli accorgimenti da rispettare per utilizzarle in maniera corretta. Usare le emoticon con parsimonia è fondamentale per non rendere i contenuti incomprensibili: +Chevrolet ha scritto un comunicato stampa utilizzando solamente emoticon, senza nemmeno una parola. Un esperimento non riuscito, perché le persone si sono ritrovate a dover letteralmente codificare un testo irritante e confuso, spostando l’attenzione dal messaggio che avrebbero voluto comunicare.

Per essere efficaci e aumentare il coinvolgimento, le emoticon devono essere pertinenti e coerenti con il messaggio da inviare. È importante non usarle in conversazioni o comunicazioni che riguardano situazioni gravi o ambienti molto formali, perché rischiano di abbassare il valore di importanza del messaggio. Inoltre, è necessario conoscere il significato corretto di ogni emoticon: qua entra in gioco il sito emojipedia.org, una sorta di dizionario delle emoji che spiega in dettaglio le traduzioni che si nascondono dietro i disegni.

Ma come le utilizzano i brand all’interno di una strategia di marketing? È risaputo ormai come gli acquisti online siano fortemente influenzati dalle emozioni: per questo motivo tante aziende utilizzano le emoticon per personalizzare le promozioni, aumentare la chiarezza del messaggio e trasmettere delle emozioni. Vengono anche adoperate all’interno di notifiche push per aggiungere una nota di colore. Questo discorso non vale solo per i brand commerciali, ma anche per le organizzazioni non governative e no profit: il +WWF ha lanciato la campagna #EndageredEmoji su Twitter, donando €0,10 per ogni tweet contenente l’hashtag e l’emoticon di un animale in via d’estinzione. Un’altra avvincente campagna è stata fatta da +Domino's Pizza che ha incorporato le emoticon nel funnel di vendita: basta che il cliente invii una semplice emoji (ovviamente di una pizza) affinché l’azienda recapiti la pizza desiderata all’indirizzo, già preregistrato: un sistema che ha rivoluzionato il modo di ordinare e ha permesso di raggruppare una grossa mole di dati sulle abitudini e preferenze dei consumatori.

Le emoticon sono entrate in punta di piedi nella vita di tutti noi per poi essere sempre più presenti nelle nostre comunicazioni quotidiane. Per usarle nelle campagne di social media marketing devi prendere in considerazione il tuo pubblico di riferimento e capire quali potrebbero suscitare delle emozioni; devi chiederti se quelle che hai scelto siano adatte a simboleggiare anche i valori del tuo brand, al fine di non renderle incoerenti; infine, all’interno di questa selezione, potrai scegliere quali emoji abbinare di volta in volta ai tuoi messaggi per renderli più chiari e accattivanti.
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