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Antonella Colucciello
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Oggi prima delle tre "puntate" dedicate al capolavoro massimo di #Raffaello nelle Stanze Vaticane: la "Scuola di Atene". Databile attorno al 1509 - 1510, questo affresco rappresenta il modo stesso di lavorare del grande maestro, un uomo che attinge a piene mani alle esperienze di altri maestri a lui contemporanei, mettendoci però sempre del suo. Quella sua freschezza, grazia e raffinatezza che gli appartengono, Raffaello le inserisce nel contesto e nello spazio in cui i filosofi, i matematici, gli astronomi e gli studiosi in genere dell'arte classica si muovono. Qui siamo nella Stanza della Segnatura che, per volere del committente di Raffaello, Giulio II, sarebbe dovuta essere la sua biblioteca personale. Lungo questa parete avrebbero dovuto essere ospitati i volumi filosofici, studiati da tutti i più grandi eruditi della corte pontificia, appartenenti ai più grandi maestri del passato. Un passato che qui si fa concreto grazie alle architetture, di stampo classico, in cui Raffaello inserisce i suoi personaggi: profonde volte e botte cassettonate, arcate marmoree e rilievi raffiguranti divinità. Il cielo, in alto ed in lontananza, dona quasi un'idea di infinito. Sembra quasi che i vari filosofi siamo immersi uno spazio senza tempo, in una dimensione ultraterrena che può appartenere solo alla vera conoscenza, a quel "Vero" a cui questa sezione della biblioteca dovrebbe aspirare. Qui tutto si fa luce, tutta l'area è profondamente illuminata, come se questo "Vero" dovesse essere la luce guida del sapere del primo Rinascimento. Lo spazio architettonico, inoltre, sembra ispirarsi al progetto per la nuova Basilica di San Pietro progettato da Donato #Bramante, architetto di fiducia di Giulio II a cui il pontefice, nell'ottica della sua politica, affidò in toto il cantiere per la ricostruzione dell'antica Basilica, costruita da #Costantino ed all'epoca pericolante e necessaria di profondi restauri. Sarà proprio Bramante, alla fine del 1508, a presentare al Papa Raffaello, un giovane di appena 25 anni che dalla corte rinascimentale di Urbino si era mosso, con successo, nel panorama artistico dell'epoca. Forse voleva una talpa anche all'interno degli appartamento papali, chissà, ma è certo che il Bramante è stato determinante per Raffaello, tanto che lui stesso non esitò ad ispirarsi alla creatività, che guardava sempre al passato classico, tipica del Bramante... #romeisus #Rome #Rinascimento
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Un'altra, nascosta, chicca di #Roma ed in particolare del suo storico rione di #Trastevere risiede proprio a fianco della Chiesa di Santa Maria della Scala. Ancora oggi, proprio al di sopra della moderna farmacia e sempre nell'omonima piazza, si possono visitare le sale di una delle spezierie più famose di tutta Roma, quella, per l'appunto, di Santa Maria della Scala. Immaginate che l'attività aprì nel lontano 1523 e, passando anche momenti di crisi e peripezie varie, rimase aperta fino al 1978. Se vogliamo la moderna farmacia, aperta al piano terra, ne è semplicemente la degna erede. Questa spezieria era rinomata per i suoi decotti, intrugli e medicinali vari utilizzati, in particolar modo, per la cura delle malattie gravi e, anche, della peste. In particolare un frate, Frà Basilio, passerà alla storia per la sua rinomata Acqua della Scala, richiesta nel corso del tempo anche da re e cardinali! Siamo nel '700 e questo amato frate, non contento dell'attività svolta, aprì anche una scuola per insegnare ad i suoi studenti tutti i suoi saperi medici ed erboristici. Alchimia, medicina, chimica e farmacia erano insegnati ad altri frati, suoi discepoli che, circondati da alambicchi e grossi tomi (come si vede nel quadro del Ghezzi conservato nella spezieria), erano quasi rapiti dalla conoscenza di Basilio. È interessante notare come ancora oggi la Spezieria di Santa Maria della Scala conservi, in tutto e per tutto, l'antica atmosfera di edificio quasi mistico, contenente elementi e spezie sconosciuti ai più e contenuti in barattoli o recipienti in marmo, con tanto di targhetta con relativo nome. Sorprendente! #romeisus #Rome
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Dal 1893, lungo le rive del #Tevere, esiste la Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, chiamata anche il "piccolo duomo di Milano" per le sue chiare forme gotiche, inusuali a Roma. Ma la vera curiosità e peculiarità della chiesa è il cosiddetto "Museo delle Anime del Purgatorio". Di cosa si tratta? La storia inizia con un incendio che, nel 1897, colpì la chiesa distruggendo una cappella oggi non più esistente. Una volta che l'incendio fu domato, tra le macerie, dei fedeli si accorsero che, vicino l'altare, vi era il contorno di un volto. Subito si disse che esso apparteneva ad un anima del #Purgatorio, manifestatasi attraverso l'incendio. Padre Jouet, il sacerdote di Marsiglia che eresse la chiesa, dopo quell'episodio decise di fare ricerche approfondite su tutte le manifestazioni ed apparizioni delle anime del Purgatorio di cui si era a conoscenza. Ed ecco dunque l'origine di questa singolare collezione, in cui troviamo tavolette, libri, ed altre oggetti marcati dal passaggio di queste anime. Ad esempio l'impronta di tre dita lasciata su di un libro, o una fotografia di un'impronta lasciata sulla manica della camicia del figlio di una pia donna, a seguito di una apparizione del 1790. Strano vero? #romeisus #Rome #museo #Roma
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17/08/18
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A #Roma le sorprese davvero non finiscono mai! Se andate in zone Quadraro ad un certo punto vi troverete di fronte ad una sorta di collinetta, completamente ricoperta dalla vegetazione. Ebbene, quello che sembra una mera formazione naturale è, in realtà, una tomba a tumulto, chiamato Monte del Grano! Un vero e proprio mausoleo che, con le sue dimensioni (140 metri di diametro e 20 metri di altezza) arriva ad essere il terzo, per grandezza, di Roma (dopo i mausolei di Adriano e Augusto). Come tutte le tombe che si rispettino anche questa ha, naturalmente, una cella al cui interno vi era tumulato un defunto. Il centro del mausoleo è raggiungibile attraverso un lungo corridoio di 20 metri, che sfocia per l'appunto in una cella circolare un tempo suddivisa in due piani. Negli anni scorsi, nel corso degli scavi, all'interno del Monte del Grano, effettivamente, qualcosa fu trovato. Un bellissimo sarcofago, oggi esposto ai Musei Capitolini, che secondo la tradizione apparterrebbe all'imperatore Alessandro Severo. Affascinante certo, peccato che la datazione attesti che il manufatto sia di epoca adrianea (150 d.C. circa). Forse mai sapremo chi fosse tumulato qui, a meno che non saltino fuori altre testimonianze scritte o archeologiche, ma è certo che solo una personalità di spicco, probabilmente molto vicina se non addentro alla famiglia imperiale, possa aver avuto l'onore di ricevere, come dimora per il riposo eterno, questa magnifica struttura...
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11/08/18
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Tra i musei più curiosi di #Roma c'è quello installato all'interno del complesso di Santo Spirito in Sassia, a pochi passi da #SanPietro: il Museo Storico Nazionale dell'Arte Sanitaria. Inaugurato nel 1933 raccoglie pezzi unici, appartenenti a varie epoche. Ad esempio nella Sala Flaiani, che ancora raccoglie una delle collezioni anatomiche più complete in Europa, troviamo straordinari corpi e corpicini, anche di feti, perfettamente conservati in cui si possono notare deformazioni scheletriche e non solo. Nella Sala Capparoni, invece, possiamo entrare in contatto con straordinari ex voto di epoca romana ed etrusca, oltre a recipienti e flaconi contenenti sostanze quali l'olio di scorpione o, ancora, una macchina per l'elettroterapia del XIX secolo. In altre sale troviamo una preziosa libreria in noce di tre secoli fa contenente più di diecimila stampe e riviste mediche e sanitarie. Eppoi anche strumenti o oggetti dal vago gusto macabro, come una mano di una bimba metallizzata, di cui ancora non ne conosciamo il procedimento, seghe per amputazioni e strumenti simili. Ecco, dunque, una delle tante sorprese di Roma! #romeisus #Rome #sanità #medicina #museo
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05/08/18
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Uno degli scorci più suggestivi, a mio parere, del Castello di Santa Severa, a circa 60 km da #Roma. Una piccola trasferta in questo luogo ricco di storia e bellezze è d'obbligo, considerando anche la lunga storia del complesso e della zona, oltre all'ottima valorizzazione messa in campo, di recente, dalla istituzioni. Intanto il nome, Santa Severa, derivante dall'omonima santa che, nel 298 d.C. sarebbe stata uccisa qui insieme ai fratelli. Ma in realtà la storia comincia prima, nel II secolo circa, quando già i Romani, per proteggere questo tratto di costa, costruirono un castrum fortificato. Poi si arriva al V secolo d.C., datazione da cui risale l'antica chiesa paleocristiana, le cui rovine sono state da poco scoperte e sono anche parzialmente visibili, dedicata alla santa martire. Nel IX secolo qui fu installata un'area cimiteriale fino ad arrivare alla costruzione del castello vero e proprio, databile attorno al XIV secolo. Alcuni pontefici, come Leone X ed un secolo dopo Urbano VIII intervennero qui, fortificando ed abbellendo il castello, il quale non si presenta solo con la struttura principale. Entrando, infatti, si può passeggiate per il borgo medievale che ancora oggi, con le sue piazzette, ha un'atmosfera d'altri tempi. Oppure, sempre all'interno della stessa aerea, si può visitare il Museo della Navigazione Antica, un piccolo gioiellino con cui si può entrare in contatto, tramite reperti archeologici, con la storia del rapporto tra uomo e mare nell'antichità, con ricostruzioni di immersioni subacquee archeologiche e di navi da trasporto romane. Infine consiglio anche di immergersi nella realtà virtuale, una possibile esperienza che è permessa tramite un visore apposito. In questo modo si può davvero tornare indietro nel tempo, rivivendo in prima persona i fasti della zona quando, ben prima del Castello, nel corso del VII - VI secolo a.C. qui fioriva Pyrgi, città costiera satellite dell'antica ed etrusca Cerveteri. Un porto ricco, un centro commerciale internazionale in cui ogni giorno i marinai ed i mercanti sbarcavano, portando con loro opere d'arte e prodotti dalla Grecia e non solo. L'etrusca Pyrgi famosa anche per i suoi due santuari, anch'essi dal carattere internazionale. Due luoghi di culto in cui avveniva anche la cosiddetta prostituzione sacra ed i cui delicati resti sono, in parte, conservati nell'Antiquarium della zona, in cui molto di ciò che è affiorato nel corso degli scavi archeologici è oggi esposto. Insomma, cosa aspettate ad andare? #SantaSevera #castello #Medioevo #etruria #Pyrgi
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Calco, originariamente conservato al Museo della Civiltà ed oggi esposto ai Mercati di Traiano, di una dei tragici episodi magistralmente narrati nella Colonna Traiana. Questo fantastico monumento in #marmo, che racconta l'epopea delle guerre daciche combattute da #Traiano agli inizi del II secolo d.C., ha una serie di rilievi che corrono lungo la colonna e che narrano alcuni episodi salienti della campagna bellica dell'imperatore. Nel secolo scorso grandi calchi furono realizzati per immortalare alcuni momenti in particolare, come questo che vedete in foto. Un gruppo di Daci sulla sinistra, riconoscibili attraverso il loro abbigliamento, sembrano essere completamente in rotta. Spingono i loro stessi compagni, con i volti sconvolti dal dolore e da una consapevolezza: sono ormai sconfitti. E allora, piuttosto che farsi catturare dai Romani, preferiscono un gesto estremo: il suicidio. In primo piano, al centro, vediamo un uomo che sembra avere una specie di sacca in mano, con un pentolino vicino. Probabilmente questa sacchetta contiene del veleno, che con parsimonia viene distribuito a tutti coloro che vogliono una morte onorevole. La drammaticità della scena è data anche dalle mura vicine, che probabilmente appartengono ad una città fortificata appena conquistata dai Romani. Per Roma una nuova vittoria, per i vinti più nessun futuro... #romeisus #Rome
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