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Pier Mario Biava
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Riprogrammare le cellule
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 New Views in the Integrative Treatment of Oncologic Disease: Stem Cell Differentiation Stage Factors and Their Role in Tumor Cell Reprogramming

My new scientific publication is available here:
http://www.reprogramcells.com/the-story-of-the-research-for-a-new-treatment-of-cancer-of-degenerative-diseases-and-in-regeneration-of-tissues/

www.reprogramcells.com
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Da Tgcom24: Tumori, nelle cellule staminali il “fattore” che riesce a rallentarli:
http://www.piermariobiava.it/da-tgcom24-tumori-nelle-cellule-staminali-il-fattore-che-riesce-a-rallentarli/

La scoperta è di uno scienziato italiano, che ha isolato alcuni elementi in grado di correggere il comportamento delle cellule malate
15:59 – Il cancro affrontato come una patologia in parte reversibile, con l’obiettivo di correggere il comportamento delle cellule tumorali: con tale approccio Pier Mario Biava, ricercatore dell’Irccs Multimedica di Milano, è riuscito a trovare il modo per rallentare l’avanzamento della malattia. Biava ha infatti isolato alcuni fattori di differenziazione cellulare che sono in grado di inibire o frenare la crescita di vari tipi di tumori.
La scoperta porta nella medicina un nuovo modello di intervento terapeutico antitumorale, che è centrato sull’uso dei fattori di differenziazione presenti nelle cellule staminali embrionali animali. Come spiega la ricerca pubblicata sulla rivista “Current Medicinal Chemistry”, Biava ha utilizzato un medicinale omeopatico a base di fattori di differenziazione cellulare, ottenuti da embrioni di Zebrafish o Brachidanio Rerio, in quanto si sono dimostrati attivi nella riprogrammazione di alcuni tipi di cellule tumorali.
Il ricercatore è partito dall’ipotesi che le cellule tumorali possano essere considerate come cellule staminali mutate, bloccate in una fase di moltiplicazione compresa fra due diversi stadi di differenziazione cellulare.
“Alle cellule tumorali viene a mancare l’informazione per procedere nel loro normale sviluppo differenziativo – chiarisce -. Se forniamo a queste cellule tumorali le giuste informazioni per ritornare a procedere nel loro regolare sviluppo, vengono risolte le mutazioni che sono all’origine della malignità, le cellule tornano a differenziarsi correttamente e di fatto si normalizzano”.
La differenza tra cellule staminali embrionali e cellule tumorali consiste nel fatto che le cellule tumorali, a differenza delle normali staminali, per le mutazioni subite non sono più in grado di completare il loro sviluppo e di differenziarsi regolarmente. La correzione dell’espressione genica delle cellule con i fattori di differenziazione cellulare ha fatto rientrare le cellule tumorali nell’ambito della normalità fisiologica
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Salve a tutti.

Da Tgcom24: Tumori, nelle cellule staminali il “fattore” che riesce a rallentarli.

La scoperta è di uno scienziato italiano, che ha isolato alcuni elementi in grado di correggere il comportamento delle cellule malate
15:59 – Il cancro affrontato come una patologia in parte reversibile, con l’obiettivo di correggere il comportamento delle cellule tumorali: con tale approccio Pier Mario Biava, ricercatore dell’Irccs Multimedica di Milano, è riuscito a trovare il modo per rallentare l’avanzamento della malattia. Biava ha infatti isolato alcuni fattori di differenziazione cellulare che sono in grado di inibire o frenare la crescita di vari tipi di tumori.
La scoperta porta nella medicina un nuovo modello di intervento terapeutico antitumorale, che è centrato sull’uso dei fattori di differenziazione presenti nelle cellule staminali embrionali animali. Come spiega la ricerca pubblicata sulla rivista “Current Medicinal Chemistry”, Biava ha utilizzato un medicinale omeopatico a base di fattori di differenziazione cellulare, ottenuti da embrioni di Zebrafish o Brachidanio Rerio, in quanto si sono dimostrati attivi nella riprogrammazione di alcuni tipi di cellule tumorali.
Il ricercatore è partito dall’ipotesi che le cellule tumorali possano essere considerate come cellule staminali mutate, bloccate in una fase di moltiplicazione compresa fra due diversi stadi di differenziazione cellulare.
“Alle cellule tumorali viene a mancare l’informazione per procedere nel loro normale sviluppo differenziativo – chiarisce -. Se forniamo a queste cellule tumorali le giuste informazioni per ritornare a procedere nel loro regolare sviluppo, vengono risolte le mutazioni che sono all’origine della malignità, le cellule tornano a differenziarsi correttamente e di fatto si normalizzano”.
La differenza tra cellule staminali embrionali e cellule tumorali consiste nel fatto che le cellule tumorali, a differenza delle normali staminali, per le mutazioni subite non sono più in grado di completare il loro sviluppo e di differenziarsi regolarmente. La correzione dell’espressione genica delle cellule con i fattori di differenziazione cellulare ha fatto rientrare le cellule tumorali nell’ambito della normalità fisiologica.
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da: www.salute.bio

È possibile riprogrammare le cellule?
L’era dei computer ha da molti punti di vista cambiato il nostro modo di pensare. Abbiamo a disposizione supporti per memorizzare le informazioni e ritrovarle rapidamente, per comunicare con grande velocità a distanze impensabili, per fare calcoli complessi, disegnare, simulare scenari.
L’era digitale ha anche cambiato il nostro linguaggio introducendo nella quotidianità concetti prima ignorati come quello di programmare o riprogrammare. Ormai tutti abbiamo in mano oggetti che contengono informazioni: chiavette usb, smartphones, ipad.
La scienza oggi sta scoprendo che i meccanismi con cui le cellule si moltiplicano e mantengono le loro funzioni sono molto simili a quelle descritte dalla teoria dell’informazione. Si potrebbe immaginare il DNA come un hardware molto potente, non a caso già si parla dei prossimi computer come computer molecolari a DNA. Il DNA però di per sé non ha un software installato; esiste infatti un altro codice, quello epigenetico, che controlla il DNA e lo fa funzionare secondo un programma ben preciso: ne determina l’accensione e spegnimento dei vari geni.
Gli studi in questo settore sono stati avviati piu’ di 25 anni fa dal dott. Pier Mario Biava con la pubblicazione su cancer letter di Agosto 1988 di un articolo in cui il dottore descrive i meccanismi che possono riprogrammare le cellule.
Gli scienziati hanno già scoperto numerose evidenze e stanno lavorando a loro applicazioni pratiche.  Riprogrammare le cellule con il loro stesso linguaggio per riportarle ad uno stato di salute. Sempre il dott. Biava ha scritto numerosi articoli sia sulla riprogrammazione delle cellule staminali normali, sia delle cellule staminali tumorali. Ad esempio di recente due riviste internazionali molto importanti hanno pubblicato numeri speciali di cui il dott. Biava e’ stato Guest Editor : una rivista e’ Current Pharmaceutical Biotechnology e l’altra e’ Current Medicinal Chemistry. A livello internazionale ormai le ricerche piu’ avanzate dimostrano che la strada seguita dal dott. Biava e’ quella giusta. Ne sono convinti i ricercatori piu’ qualificati a livello mondiale ed anche alcuni pazienti che usano personalmente i prodotti che sono stati messi a punto per riprogrammare le cellule staminali tumorali nel tentativo di farle ritornare ad un comportamento normale.
Ad esempio ne e’ convinto Arturo Villa. Potete approfondire sul suo sito di informazioni mediche :
www.carcinomaepatico.it/synchrolevels.asp
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Da: www.salute.bio

È possibile riprogrammare le cellule?

L’era dei computer ha da molti punti di vista cambiato il nostro modo di pensare. Abbiamo a disposizione supporti per memorizzare le informazioni e ritrovarle rapidamente, per comunicare con grande velocità a distanze impensabili, per fare calcoli complessi, disegnare, simulare scenari.
L’era digitale ha anche cambiato il nostro linguaggio introducendo nella quotidianità concetti prima ignorati come quello di programmare o riprogrammare. Ormai tutti abbiamo in mano oggetti che contengono informazioni: chiavette usb, smartphones, ipad.
La scienza oggi sta scoprendo che i meccanismi con cui le cellule si moltiplicano e mantengono le loro funzioni sono molto simili a quelle descritte dalla teoria dell’informazione. Si potrebbe immaginare il DNA come un hardware molto potente, non a caso già si parla dei prossimi computer come computer molecolari a DNA. Il DNA però di per sé non ha un software installato; esiste infatti un altro codice, quello epigenetico, che controlla il DNA e lo fa funzionare secondo un programma ben preciso: ne determina l’accensione e spegnimento dei vari geni.
Gli studi in questo settore sono stati avviati piu’ di 25 anni fa dal dott. Pier Mario Biava con la pubblicazione su cancer letter di Agosto 1988 di un articolo in cui il dottore descrive i meccanismi che possono riprogrammare le cellule.
Gli scienziati hanno già scoperto numerose evidenze e stanno lavorando a loro applicazioni pratiche.  Riprogrammare le cellule con il loro stesso linguaggio per riportarle ad uno stato di salute. Sempre il dott. Biava ha scritto numerosi articoli sia sulla riprogrammazione delle cellule staminali normali, sia delle cellule staminali tumorali. Ad esempio di recente due riviste internazionali molto importanti hanno pubblicato numeri speciali di cui il dott. Biava e’ stato Guest Editor : una rivista e’ Current Pharmaceutical Biotechnology e l’altra e’ Current Medicinal Chemistry. A livello internazionale ormai le ricerche piu’ avanzate dimostrano che la strada seguita dal dott. Biava e’ quella giusta. Ne sono convinti i ricercatori piu’ qualificati a livello mondiale ed anche alcuni pazienti che usano personalmente i prodotti che sono stati messi a punto per riprogrammare le cellule staminali tumorali nel tentativo di farle ritornare ad un comportamento normale.
Ad esempio ne e’ convinto Arturo Villa. Potete approfondire sul suo sito di informazioni mediche :
www.carcinomaepatico.it/synchrolevels.asp
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Pier Mario Biava, medico del lavoro, si è laureato in Medicina all’Università di Pavia, specializzandosi prima in medicina del lavoro all’Università di Padova ed in seguito in igiene all’Università di Trieste. 
Studia da parecchi anni il rapporto fra cancro e differenziazione cellulare: ha isolato i fattori di crescita e differenziazione delle cellule staminali in grado di inibire o rallentare la crescita di vari tipi di tumori umani e di indirizzare in generale il destino delle cellule staminali normali e patologiche. Ciò ha notevole importanza nella prevenzione e trattamento di vari tipi di malattie come le malattie cronico-degenerative ed in medicina rigenerativa per il rinnovamento e la rigenerazione dei tessuti. Queste ricerche possono avere ricadute positive nei trattamenti integrativi dei trapianti di cellule staminali ed in prospettiva sostituirli. Docente per numerosi anni alla Scuola di Specializzazione di Medicina del Lavoro di Trieste, attualmente lavora presso l’Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico Multimedica di Milano. 
E’ autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche e di alcuni libri, quali: “L’Aggressione Nascosta – Limiti Sanitari di Esposizione ai Rischi” edito da Feltrinelli,  ”Complessità e Biologia” edito da Bruno Mondadori e “Il Cancro e la Ricerca del Senso Perduto” edito da Springer., “Il Senso Ritrovato”, curato con Ervin Laszlo edito da Springer e “Dal segno al simbolo – Il manifesto del nuono paradigma in medicina” scritto con Diego Frigoli ed Ervin Laszlo edito da Persiani.
Fa parte dei Comitati Scientifici di alcune riviste internazionali nel campo dell’oncologia e dell’epidemiologia
Incarichi svolti:
Responsabile scientifico per la costruzione del servizio di medicina del lavoro in Sud America fondato a Quito dal 1984 al 1990
Membro comitato scientifico WWF Italia dal 1986 ad oggi (ancora in carica), Vice presidente WWF Italia 2006 -2009
Presidente AMSA Milano 1991 -1992
Membro CDA Fondazione Unicredit dal 2002 al 2005. Ha progettato tutti gli interventi di cooperazione sanitaria in Africa.
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L'Universo èun sogno
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biava@tiscali.it
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