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Accostiamoci con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia.
Ebrei 5:16

Chi di noi non ha bisogno di ottenere misericordia? Abbiamo offeso l’Eterno, abbiamo trasgredito la sua legge, abbiamo vilipeso il suo amore, abbiamo mancato in mille modi. Pietà, gran Dio!
E non lasciamoci ingannare dal sentimento di qualche nostra piccola virtù. Le nostre virtù stesse, non sono alterate da un male che le contamina, da un’insufficienza che le rende sterili?
O voi che amate, non avete bisogno di misericordia? Non c’è forse nella vostra medesima carità un egoismo sottile, un orgoglio nascosto, una vanità che corrompe? – O voi che credete, non avete bisogno di misericordia? Malgrado le ripetute prove della bontà di Dio, malgrado la visione della sua gloria, com’è debole la vostra fede! Essa è simile ad una lampada vacillante… E soprattutto dove sono le opere che l’accompagnano? – O voi che già salite verso le vette, non avete bisogno di misericordia? Se siete ancora così lontani dalla meta, se invece d’essere guida siete stati di scandalo ai fratelli più deboli di voi, non è forse perché la fiamma della purezza e della bontà non arde come dovrebbe ardere nel vostro cuore, fino a consumarvi? – O voi che parlate di misericordia, non avete bisogno di misericordia? Non ne avete voi bisogno più degli altri, i quali sono colpevoli perché non avete dato loro l’esempio della virtù, i quali sono increduli perché non avete indicato loro le vie della fede? O voi cui già è stata fatta misericordia, non avete bisogno di misericordia? D’un’altra misericordia, e poi di un’altra ancora? Di una misericordia sovrabbondante? Di un oceano di misericordia? Vi siete voi ricordati sempre della vostra responsabilità? Siete voi stati all’altezza del compito? Non avete tradito mai la vostra vocazione?
Accostiamoci dunque al trono della grazia: Pietà, o gran Dio, pietà!
Ebrei 4:15-16 – *1 Pietro 2:9, 10

Meditazione tratta dal libro "Più presso a te Signore" di Giovanni Rostagno disponibile a questo link: https://goo.gl/SV1KFG
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LIBERO DAI CEPPI ”Il SIGNORE libera i prigionieri" SALMO 146:7

Egli lo ha fatto. Ricordiamo Giuseppe, il popolo d'Israele in Egitto, Manasse, Geremia, Pietro e molti altri. Egli può farlo ancora. Dio rompe le sbarre con una parola e spezza i ceppi di ferro con uno sguardo. Egli lo sta facendo. In migliaia di luoghi molti afflitti stanno tornando alla luce e alla liberazione. Gesù proclama ancora l'apertura del carcere ai prigionieri. In questo momento stanno scattando serrature di porte e stanno cadendo al suolo catene pesanti.
Egli sarà felice di liberarti, caro amico, se in questo momento stai piangendo di dolore, o sei in preda alla paura. Sarà una gioia per Cristo Gesù donarti la vera libertà. Per Lui sarà un diletto liberarti così come per te sarà un piacere scoprire la gioia della liberazione. No, non devi essere tu a svincolarti da quella presa di ferro, sarà il Signore a farlo. Soltanto, confida in Lui, ed Egli sarà il tuo Liberatore. Credi in Lui nonostante i muri di pietra o i ceppi di ferro. Satana non può trattenerti, il peccato non può incatenarti, neppure la disperazione può legarti se ora credi nel Signore Gesù, nella libertà della Sua grazia, e nella Sua potenza salvifica.
Resistiamo al nemico, e permettiamo che questa parola diventi il nostro cantico di liberazione:
"Il SIGNORE libera i prigionieri".

Meditazione tratta dal libro "Le promesse della grazia" di Charles Spurgeon disponibile a questo link: https://goo.gl/8BJN2S
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"E udirono la voce dell'Eterno Iddio il quale camminava nel giardino sul far della sera ... " (Genesi 3:8)

Anima mia, ora che è giunto il "far della sera", appartati per un po' e ascolta la voce del tuo Dio. Egli è sempre disposto a parlarti quando sei pronta ad ascoltare. Se vi è poco slancio nella comunione, non è colpa del Signore, ma piuttosto tua, poiché Egli sta alla porta e picchia; se soltanto il Suo popolo apre, Egli si rallegra per il fatto di poter entrare. Ma in che stato è il mio cuore, il giardino del mio Signore? Posso sperare che sia ben curato e annaffiato, e stia portando frutto adatto a Lui? Se non è così, Egli avrà molto da rimproverarmi, ma io Lo pregherò di venire a me ugualmente, poiché nulla potrà mettere in ordine il mio cuore quanto la presenza del Sole di Giustizia, che porta la guarigione nelle Sue ali. Vieni, quindi, o Signore, mio Dio, l'anima mia t’invita con fervore e t’aspetta con ansia. Vieni a me, Gesù, mio amato, e pianta fiori freschi nel mio giardino: come li vedo fiorire di fronte alla perfezione del Tuo carattere immacolato! Vieni, o Padre mio, che sei il divino Vignaiuolo! Vieni, o Spirito Santo, e irrora tutto il mio essere.
Oh, che Dio voglia parlarmi! "Parla, o Signore, ché il Tuo servo ascolta". Che Egli voglia parlare con me! Sono pronto ad offrirGli tutto il cuore e la mente, e a far tacere ogni altro pensiero. Sono certo che Egli acconsentirà ad avere comunione con me, poiché mi ha donato il Suo Santo Spirito affinché dimori in me per sempre. È dolce il crepuscolo, quando ogni stella sembra un occhio del cielo e il vento fresco è come il respiro dell'amore celestiale. Padre mio, mio Fratello maggiore, mio dolce Consolatore, parla ora con il Tuo amore, poiché Tu mi hai aperto gli orecchi, mi hai reso sensibile, ed io non voglio più essere ribelle.

Meditazione tratta dal libro "Meditazioni del mattino e della sera" di Charles Spurgeon disponibile a questo link: https://goo.gl/c5s25U
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Sia il diavolo sia lo Spirito di Dio ci rendono consapevoli del nostro peccato. Il diavolo sussurra che il peccato che abbiamo commesso è a motivo della nostra natura, che, di conseguenza, non vi è alcuna speranza per noi e che rimarremo nella stessa condizione per il resto della nostra vita. E un bugiardo. Ascolta invece ciò che lo Spirito Santo ci dice tramite la Bibbia. La gloria è che lo Spirito di Dio dirige i suoi riflettori verso la croce.

La mia speranza è fondata su niente altro che il sangue di Gesù e la sua giustizia;
Mai oserei fare affidamento su di una bella facciata, mi appoggio solo sul nome di Gesù.
Su Cristo la solida roccia sto;
Tutti gli altri terreni sono sabbie mobili...
(Edward Mote)

"Trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte" (Filippesi 2:8).
GRAZIE SPIRITO SANTO CHE DISTOGLI IL NOSTRO SGUARDO DAI NOSTRI PECCATI E LO RIVOLGI VERSO LA CROCE.

Meditazione tratta dal libro "Ogni nuovo giorno" di Corrie Ten Boom disponibile a questo link: https://goo.gl/bDvZs8
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Vi aspettiamo in libreria con tante idee per benedire i vostri amici e parenti!
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Se dovessimo trovarci a passare del tempo insieme, scopriresti che amo i vecchi inni. Mi piace ascoltarli e mi piace cantarli. Nel mio caso è qualcosa di più di un atteggiamento nostalgico o della predilezione per un particolare stile musicale.
Io non canto gli inni solo perché lo voglio.
Canto perché devo farlo.
Ricordo i giorni oscuri dell’incidente, ero in ospedale e volevo così tanto piangere e solo continuare a piangere per il resto della vita. Invece, soffocavo le lacrime e traevo conforto nel cantare uno dei vecchi inni della chiesa:
Salvatore! Salvatore!
Ascolta il mio umile lamento;
Mentre altri stai chiamando,
Non passare oltre me.
Quando cantavo quelle parole o se ne canticchiavo a bassa voce la melodia tra me e me, a tarda sera nella mia stanza d’ospedale, mi ricordavo sempre della piscina di Betesda di cui parla Giovanni nel capitolo 5. Quando gli amici mi venivano a trovare in ospedale, chiedevo loro spesso di leggermi quel passo.
Giovanni narra di un uomo che era lì, disteso accanto a quella piscina, da trentotto anni. Il racconto prosegue dicendo: “Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava così” (v. 6), si avvicinò all’uomo disabile e gli fece una domanda.
Non posso dirvi quante notti mi sono immaginata lì, presso la piscina di Betesda, sopra una coperta, forse sdraiata accanto al paralitico sulla sua stuoia di paglia. Con gli occhi della mente vedevo noi due in attesa. Lui aspettava sempre che un angelo agitasse le acque. Poi, in qualche modo, si sarebbe spostato molto lentamente oltre il bordo della piscina e vi sarebbe scivolato dentro per ricevere una guarigione soprannaturale.
Lui stava aspettando un angelo… io invece stavo aspettando Gesù.
Sapevo che il Figlio di Dio stesso sarebbe venuto, avrebbe fatto la sua apparizione nella chiara luce del mattino, scivolando sotto l’ombra dei colonnati e restando in piedi per un momento, osservando la banda di uomini e donne disabili quasi disperati in attesa al bordo dell’acqua.
Nella mia fantasia lo vedevo fermarsi presso la piscina, con i discepoli sconcertati dal ritardo e impazienti di continuare la strada verso il tempio. Io avrei gridato a lui, non volendo che se ne andasse, non volendo che mi ignorasse, sdraiata sul pavimento all’ombra di un pilastro.
“Gesù! Oh Gesù!? Non passare oltre. Sono qui! Guariscimi! Aiutami! Non lasciarmi qui così!”.
In verità, anche se non riuscivo a vederlo in quel momento, Lui mi aveva notata fin dall’inizio. Mi conosceva. Era al corrente delle mie paure, delle mie tristezze, della mia disperazione, dei miei desideri e delle mie schiaccianti necessità. Non sarebbe passato oltre (infatti non lo fece). Non mi ha mai ignorata. Non lo farà mai, mai per tutta l’eternità.
L’assistenza incessante e la compassione di Gesù nei nostri confronti non sono una fantasia. Nel Salmo 77 il salmista fece una riflessione sulla presenza del Signore durante alcuni dei momenti più oscuri e turbolenti della storia della sua nazione. “Tu apristi la tua via in mezzo al mare”, pensò rievocando quei momenti, “i tuoi sentieri in mezzo alle grandi acque e le tue orme non furono visibili” (v. 19). In altre parole è come se dicesse: “Non potevamo vederti o sentirti in quei momenti strazianti e terrificanti, ma guardando indietro, è molto chiaro che ci hai guidato e protetto a ogni passo lungo la strada”.

Andare in profondità…

Ma Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonata,
il Signore mi ha dimenticata».
Una donna può forse dimenticare il bimbo che allatta,
smettere di avere pietà del frutto delle sue viscere?
Anche se le madri dimenticassero,
io non dimenticherò te.
Ecco, io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani.
(Isaia 49:14-16)

Meditazione tratta dal Libro "Accanto a Betesda" disponibile a questo link: https://goo.gl/xxuhWa
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CLC BLESSED FRIDAY!!!
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Venerdì benedetto… altro che nero!
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