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Gianfranco Viasetti
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Si riesce a vendere qualsiasi prodotto o servizio se siamo capaci di renderlo UNICO, e se alla gente interessa
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Questa, appena ricevuta, mi sembra una buona offerta. Sono talmente stufo di essere inondato dallo spam che quasi quasi aderisco per vendicarmi :) 4 milioni di persone a cui rompere i maroni. Quanti di questi apriranno il mio sito? 1 su 1000? 1 su 10.000? Ho letto sul forum di Alverde di una signora che con 60.000 invii ha avuto 6 visite, e chiedeva se fosse normale o se l'avessero fregata :-)

"Per la Tua azienda abbiamo riservato una strepitosa offerta: fino al 12 giugno acquisti 4.140.000 invii di email promozionali al nostro database di Aziende e/o Privati a soli € 199,00 e in omaggio l'E-book "Come fare Email Marketing di successo""

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COSA SI PUO' OTTENERE CAMBIANDO SOLO IL CSS?
sul sito http://www.mezzoblue.com/zengarden/alldesigns/, un sito che esiste da quasi 15 anni, ma a mio parere sempre attuale, ci sono 218 diversi esempi di pagine web create da designer di tutto il mondo, senza cambiare neppure una virgola al codice HTML, che è in comune a tutte le pagine. Le uniche variazioni sono state apportate al foglio stile. Un grande esempio di cosa si può fare con i CSS. Ricordo che, 15 anni fa, molti web designer sostenevano che con i CSS non era possibile creare siti dalla grafica accattivante. Dave Shea creò questo sito per dimostrare il contrario.

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LE MAIL-SPAZZATURA DEI SEO EVANGELIST
Anche stamattina ho trovato nelle nostre caselle email una decina di mail-spazzatura provenienti da SEO, o presunti tali, che ci offrono consulenza per posizionare il nostro sito ai vertici dei motori di ricerca. Non faccio nomi perché questi personaggi sono una quantità industriale.
Ogni volta che vedo queste email mi sorge la domanda: se siete bravi come dite a posizionare siti ai primi posti, come mai il vostro sito è introvabile e siete costretti a fare SPAM (sì, lo so, voi lo chiamate mail marketing) per avere visibilità?
Se ritenete di essere esperti SEO (o "SEO Evangelist", come alcuni di voi si definiscono) e non riuscite a rendere visibile in modo organico neppure il vostro sito, chiedetevi il perché. I vostri potenziali clienti, se non sono degli sprovveduti, se lo chiederanno.

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IL BIVIO
A ciascuno di noi capita più volte, nel corso della vita, di trovarsi di fronte ad un bivio.
La scelta che facciamo in questi casi, la decisione di scegliere una strada anziché l'altra, influenzerà immancabilmente il nostro futuro.
Qualcuno lo chiama "Destino", io la chiamo "Scelta".
Personalmente mi è capitato molte volte di trovarmi di fronte ad un bivio e di essere costretto a scegliere.
La prima volta avevo 27 anni. In quel periodo, essendomi stancato di vendere libri porta a posta per la Rizzoli, avevo spedito il mio curriculum a una decina di aziende che cercavano venditori e fatto 4 o 5 colloqui. Ne ricordo 3 in particolare: la casa farmaceutica Giuliani, La Johnson & Johnson e la Xerox. Con queste aziende ebbi diversi colloqui in quanto la selezione del personale era molto rigorosa. Alla fine tutti dissero che mi avrebbero dato la risposta a breve.
La prima a rispondere fu la Xerox. Mi dissero che avevano accettato la mia candidatura e mi invitarono a presentarmi il giorno dopo a Padova per la firma del contratto. Prima di partire per Padova ricevetti una telefonata dalla Johnson & Johnson: complimenti - mi disse la responsabile del personale - abbiamo scelto lei. Venga domani per il contratto.
Che fare? Mi trovavo davanti ad un bivio importante per il mio futuro. Che strada scegliere? La retribuzione era ottima in entrambe le aziende, stipendio, incentivi, rimborso spese a piè di lista, viaggi premio... formazione avanzata.. Possibilità di carriera. Avevo bisogno di pensarci qualche giorno e lo dissi al direttore del personale della Xerox. La sua risposta fu: questo è un treno che passa una sola volta. Se lo perde potrebbe pentirsi per tutta la vita. Deve decidere ORA!
Considerata la mia passione per l'informatica e il fatto che la Xerox era considerata una delle migliori scuole di vendita e di marketing del mondo, decisi di prendere questo treno.
Come sarebbe stato il mio futuro se avessi scelto Johnson & Johnson? Mi sarei messo in proprio dopo una decina di anni? Ne dubito. Se oggi sono ciò che sono e faccio ciò che faccio, lo devo sicuramente alla scelta che feci allora. Al bivio che presi.
Nei 12 anni trascorsi in Xerox ho imparato tante cose che mi sono state utili per la mia attuale attività. Non ho imparato a fare siti (internet non esisteva), ma questo non è un problema, i siti li sanno fare tutti. Ho imparato ad individuare le esigenze dei clienti e a soddisfarle. Ho imparato che per vendere un prodotto o servizio bisogna riuscire a renderlo "UNICO", o a farlo percepire come unico. Ho imparato le differenze che esistono tra un'azienda "marketing oriented" ed una "customer oriented", tra un'azienda "company centric" ed una "customer centric". Ho imparato a dare ai clienti non ciò che loro "credono" sia meglio per loro, ma ciò che, grazie alla nostra esperienza e know-how, sappiamo essere meglio per loro. HO IMPARATO A VENDERE.
Il secondo bivio me lo sono trovato di fronte quando decisi di dimettermi dalla Xerox in quanto ritenni conclusa la mia esperienza in quell'azienda.
Quali scelte avevo davanti?
Cercarmi un altro posto come dipendente, magari in IBM, oppure mettermi in proprio per offrire ai clienti le competenze che avevo acquisito.
La prima strada avrebbe continuato a garantirmi quella sicurezza economica a cui mi ero ormai abituato, la seconda era piena di rischi e di incognite, ma anche di possibili soddisfazioni che, a mio parere, solo la libera professione può dare.
Optai per la seconda strada. Volevo mettermi in gioco, sentirmi libero di scegliere i clienti per cui lavorare e poter decidere autonomamente le strategie manageriali e commerciali della mia "azienda". Non volevo più imposizioni dall'alto. E nello stesso tempo volevo fare solo le cose che mi piacevano.
Fu così che iniziai a propormi alle aziende come consulente informatico, per aiutarle a decidere nell'acquisto di apparecchiature per l'ufficio, a tenere corsi di formazione Word, WordPerfect, Excel, Lotus 123, dBase e Access (i programmi che conoscevo come le mie dita). Era dura, non c'era internet, per trovare i clienti dovevo suonare i campanelli, ma le soddisfazioni erano tante. Sentirsi applaudire e ringraziare al termine di un corso di formazione non aveva prezzo.
Poi, 10 anni dopo, arrivò internet e mi trovai di fronte ad un altro bivio.
Continuare a girare come una trottola per il nord Italia a fare corsi, oppure iniziare ad occuparmi di siti web?
Chi sta leggendo queste righe probabilmente conosce già la risposta. Scelsi di abbandonare i corsi e occuparmi di siti.
La scelta fu azzeccata. Se avessi continuato a fare corsi Word e Excel, probabilmente oggi sarei al circolo dei pensionati a giocare a bocce o a carte. Le aziende non li richiedono più. Stesso destino mi sarebbe toccato se fossi rimasto in Xerox. E i miei due figli (che lavorano con me) sarebbero forse disoccupati.
Anche alcuni nostri clienti, un bel giorno si sono trovati di fronte ad un bivio. Alcuni di loro stavano per fallire per mancanza di lavoro. Avevano un sito web, ma nessuno, o quasi nessuno, lo trovava nei motori. Hanno fatto una scelta: hanno deciso di affidarsi a noi anziché a qualcun altro. Il risultato di questa scelta lo potete leggere nelle testimonianze che ci hanno inviato e che trovate sul nostro sito, alla pagina "dicono di noi".

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LA FANTASIA DI CERTE WEB AGENCY SUPERA DI MOLTO LA LORO COMPETENZA :-)

Ieri, una Web Agency ha telefonato ad un nostro cliente per proporgli di posizionare il suo sito ai primi posti di Google.
Quando la telefonista si è resa conto che il cliente non era uno sprovveduto, gli ha passato un responsabile che per mezz'ora ha fatto bla bla bla... Quando il cliente alla fine gli ha chiesto: come mai, se siete bravi come dite, voi non siete in prima pagina?
La sconcertante risposta del responsabile della Web Agency è stata:
SIAMO NOI CHE CERCHIAMO I CLIENTI, MICA GOOGLE!!!

Infatti è per questo che passano le giornate a rompere i maroni ai clienti :-)

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QUALI SONO I FATTORI CHE INCIDONO SUL POSIZIONAMENTO DI UN NUOVO SITO IN GOOGLE?

Oggi mi è stato chiesto quali sono i fattori che incidono sul posizionamento di un nuovo sito in Google.

Premesso che in totale sono oltre 200 e che nessuno al mondo li conosce tutti, posso fornire le percentuali dei più importanti.

Queste percentuali, basate sulla nostra esperienza (oltre 500 siti web creati e posizionati) sono però da valutare caso per caso in quanto dipendono essenzialmente da tre fattori:

1) la disponibilità o meno di un nome di dominio adeguato
2) il numero dei competitor, ossia il numero dei risultati mostrati da Google per le keyword con cui ci interessa essere trovati
3) l'anzianità, la qualità, la dimensione e la popolarità dei siti concorrenti presenti in prima pagina nei risultati organici.

Nel caso dell'utente che mi ha posto la domanda, il numero dei competitor è di 400.000 e la qualità dei siti presenti in prima pagina è medio-alta.

Vediamo quali sono le percentuali dei fattori che incidono, nel caso dell'utente in questione, sul posizionamento:

32% Qualità, quantità, originalità ed utilità per gli utenti dei contenuti testuali;
20% nome del dominio;
30% esperienza SEO di chi crea e ottimizza il sito (suggerimenti sulla stesura dei testi, ottimizzazione dei testi, struttura del sito, immagini, link interni e codice);
15% link in ingresso spontanei provenienti da siti autorevoli.
0% sito responsive
0% qualità della grafica
1% aggiornamento periodico del sito
2% presenza su Facebook e altri social

La parte più importante, ossia i contenuti testuali, è di responsabilità del cliente. Se il cliente non è in grado di fornirci testi abbondanti, originali ed utili per i visitatori, viene ridotta di 1/3 la speranza di posizionare il sito in prima pagina. Noi possiamo contribuire solo con i 2/3 dei suddetti fattori. E i 2/3 non bastano per ottenere la prima pagina, a meno che i siti competitor siano pochi e di scarsa qualità. Se vogliamo ottenere la prima pagina con "ecografia 3d Brescia" (23.000 siti competitor) ci basta il nome del dominio appropriato e un minimo di esperienza. Non ci servono testi abbondanti ne di qualità, e nemmeno link in ingresso.

A proposito, noi siamo in prima pagina anche con "lumache da corsa" (www.viasetti.it/lumache-da-corsa.htm) e "formiche rosse da combattimento" (www.viasetti.it/formiche-da-combattimento-online.htm) e vi assicuro che non abbiamo fatto molta fatica per arrivarci :-)


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NON BASTA IL BOLLINO "MOBILE-FRIENDLY" DI GOOGLE PER FARE DI UN SITO UN SITO USABILE!

"Fantastico. Questa pagina è ottimizzata per i dispositivi mobili!"

Questo è ciò che dice Google del sito www.centrofiera.it - il sito della fiera di Montichiari. Mi sa che Google testa la compatibilità solo su dispositivi Android. Provate a guardare il sito con un iPhone 5.
Un sito deve essere "Mobile Friendly" per gli utenti, non per Google! ;-) 
www.viasetti.it 

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Finalmente un obiettivo facile da raggiungere! 😀

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SITO STATICO VS SITO IN WORDPRESS

Come scrissi in un post di qualche mese fa, un sito dinamico è più a rischio di subire attacchi da parte di malintenzionati rispetto ad un sito statico. Per evitare o ridurre questo rischio è necessario aggiornare settimanalmente i vari plug-in installati nel sito stesso. Inoltre dissi anche che un sito dinamico è in genere strapieno di cartelle, fogli stile, e altri file indispensabili al funzionamento dello stesso. Il messaggio voleva essere: se per la vostra attività non è indispensabile di un sito dinamico non fatelo. Fate un semplice sito statico. In fondo le attività che non necessitano di un sito dinamico sono molte. Alcune le trovate elencate in questa pagina: http://www.viasetti.it/cosa-facciamo-creazione-siti.htm

A riprova di quanto scrissi voglio raccontare un fatto accaduto oggi.

Tra i circa 500 siti che abbiamo realizzato, tutti statici, ce n'era uno dinamico, un sito in Wordpress creato un anno fa come test, comecreareunsito . net. Oggi il sito in oggetto è stato hackerato e il provider, giustamente, lo ha bloccato, chiedendomi di eliminare il codice malevolo inserito dagli hacker.

Ho iniziato a farlo ma ho rinunciato dopo poco e l'ho cancellato. Il sito in questione, pur avendo sono una decina di pagine, era composto da 4.621 file disposti in 505 cartelle, per un totale di 97 MegaByte.

Eppure i contenuti testuali e le immagini di questo sito erano praticamente gli stessi presenti nel sito creareunsito . eu, un sito statico. Questo sito statico, pur avendo gli stessi contenuti è composto da 458 file, 4 cartelle e occupa 7 MegaByte.

Riepilogando:
Sito in Wordpress di 10 pagine
N. di file: 4.621
N. di cartelle: 505
Spazio occupato: 97 MegaByte
Vantaggi: è più facile da aggiornare per chi non conosce l'html
I visitatori possono interagire inserendo commenti
Svantaggi: anche gli hacker possono "aggiornarli" facilmente

Sito statico di 10 pagine
N. di file: 458
N. di cartelle: 4
Spazio occupato: 7 MegaByte
Vantaggi: veloce da aprire, occupa poco spazio, si posiziona meglio
Svantaggi: non tutti sono in grado di modificarlo (hacker inclusi)
Non è possibile per i visitatori inserire commenti

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PER CREARE UN SITO DI SUCCESSO SERVE SAPER PROGRAMMARE?
Negli ultimi 4 o 5 anni ho ricevuto migliaia di richieste di aiuto da parte di titolari di siti web. Spesso le loro email iniziano con frasi tipo queste: “Il sito mi è stato realizzato da un ingegnere informatico….”, “Il programmatore che mi ha realizzato il sito….”, “il sito è stato creato da un amico esperto in programmazione…”
E terminano con frasi tipo:
“Non capisco perché non ho visitatori”, “non capisco perché nessuno mi contatta”, “in 2 anni non ho venduto nulla!”, “il sito è introvabile in Google”, “il sito è in prima pagina ma non ho contatti”.
Ho scritto e pubblicato sul sito www.viasetti.it decine di articoli su questo argomento.
PER CREARE UN SITO DI SUCCESSO NON SERVE SAPER PROGRAMMARE, NON SERVE UN INGEGNERE INFORMATICO.
Se qualcuno avesse dei dubbi può leggere le testimonianze dei nostri clienti, le trova sul sito viasetti.it alla pagina “dicono di noi”. Abbiamo realizzato centinaia di siti di successo, eppure né io né i miei collaboratori sappiamo programmare.
Per creare un sito di successo servono ben altre competenze:
• Bisogna saper scrivere contenuti utili per i motori e soprattutto per gli utenti (persuasive copywriting)
• Servono nozioni, anche basilari, di marketing e web marketing
• Serve saper comunicare
• Bisogna saper rendere UNICO il proprio prodotto o servizio
• Serve saper vendere
• Ed infine, serve sapere come creare un sito che venga considerato da Google più importante di altre centinaia di migliaia o milioni di siti.
Tra i suddetti punti non ho inserito la grafica, non per una dimenticanza, ma perché i tempi in cui la gente andava in internet per cercare i siti con elevato impatto grafico sono finiti da quasi 20 anni. Ora gli utenti vogliono INFORMAZIONI, e le vogliono trovare il più velocemente possibile.
Quando 20 anni fa iniziai a navigare in internet non sapevo cosa cercare, cosa vedere di interessante. Ricordo che appena avuto l’accesso ad internet chiesi all’amico Raimondo Bruschi (che era anche il mio provider) di darmi l’indirizzo di qualche bel sito perché non avevo idea di cosa cercare.
E lui mi rispose: cerca yahoo.com e poi questi altri siti (non ricordo quali). Guarda che belle animazioni hanno! Impiegavo 2 minuti per aprirne uno ma poi passavo molto tempo ad ammirarli. Non ci pensavo minimamente ad acquistare i servizi che proponevano, mi bastava ammirare le loro animazioni ed ascoltare la musica di sottofondo, e pensare quanto sarebbe piaciuto anche a me saper realizzare siti simili.
E in effetti imparai a farli, anche se poi ne feci solo uno, per me. Ero orgoglioso della home page del mio sito, fatta in flash. C’era un bellissimo tramonto, il sole che si muoveva sullo schermo e quando, dopo 2 o 3 minuti spariva, arrivavano le stelle e appariva il mio logo e, subito dopo una serie di palline che si formavano gradualmente sul video e costituivano il menu. Lo mostravo agli amici e tutti mi dicevano “che meraviglia!”.
Durò 3 o 4 mesi, poi mi resi conto che solo io ed i miei amici vedevamo quel sito. Nessuno lo trovava in Altavista o in Yahoo. Ci misi poco a capire che un simile sito, meraviglioso o no, non mi sarebbe servito a nulla. Non avrei mai trovato un cliente.
Ma stiamo parlando di 20 anni fa, prima che nascesse Google e prima che le aziende, gli artigiani ed i professionisti capissero davvero a cosa serviva internet e quali benefici avrebbero potuto trarne.
A proposito di persuasive copywriting, chi avesse bisogno di un bravo copywriter può rivolgersi a Leonardo Guerrini. Lui sa come si scrive per il web: http://www.leonardoguerrini.com/
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