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Paglialonga Cristina - Psicologa Pesaro
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CHE COSA ACCADE NELLA STANZA DELLO PSICOLOGO ?

"Un cliente è responsabile di se stesso, sta andando da qualcun'altro per avere aiuto, ma il centro di valutazione, di decisione è ancora dentro se stesso” (Rogers, Russell 2002)

Nella stanza di terapia, non c'è una persona del tutto passiva che si affida ad un esperto, ma ci sono due persone che fanno un percorso di crescita . Il ruolo del terapeuta non è più quello dell'esperto riparatore di una disfunzione, ma piuttosto una guida che permette di riorganizzare la propria vita. Lo psicoterapeuta rapportandosi al cliente con empatia, crea un clima che consente alla persona di lavorare sul proprio percorso di rivalutazione ed espressione del sé.

L'obiettivo è restituire potere alla persona favorendo la responsabilizzazione, affinché possa agire in modo autonomo e consapevole sulla propria vita.



Per chi desidera avere maggiori informazioni sull' argomento consiglio la lettura dell'approfondimento ;

Psicologo, cliente e percorso terapeutico

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UOVI  PADRI TRA DIFFICOLTA E POSSIBILITA
Gli uomini di oggi  si trovano a sperimentare una paternità che è completamente diversa dall'esperienza vissuta dai loro padri e dai loro nonni.
Il nuovo padre  spesso assiste al parto , cambia i pannolini, è deciso a trovare tempo libero per portare fuori i figli e,contemporaneamente,  cerca di non perdere i suoi spazi di gratificazione personale (carriera ,vita sociale, tempo libero).
Sicuramente per i loro padri e nonni la realtà era molto meno complessa, per loro era tutto più semplice : l'etica del lavoro dominava incontrastata e la vita di coppia era spesso inconsistente.
Il ruolo paterno veniva esercitato in modo indiscusso rifacendosi al modello  della generazione precedente. Il padre era colui che, anche in modo autoritario,  permetteva il rispetto delle regole.
Oggi per i nuovi padri tutto è più difficile : viene chiesto  loro un maggior coinvolgimento affettivo con i figli,  di riuscire a  sostenere la moglie e di avere una buona riuscita lavorativa. Questo sovraccarico di ruoli,  accanto all'impossibilità di fare riferimento al vecchio modello educativo paterno,  spesso, può provocare confusione e smarrimento. Il rischio,per questi genitori, è quello di non  riuscire ad assicurare una presenza continuativa nel rapporto con i figli o essere incapaci di dire “no”, per evitare di replicare l'educazione repressiva dei vecchi padri.
Talvolta i nuovi papà di fronte a tale complessità,  finiscono per esercitare la paternità in modo debole o poco chiaro, assumendo atteggiamenti passivi oppure coinvolgendosi poco o in modo discontinuo all'interno delle mura domestiche. Per l'uomo, quando la realtà familiare non è gratificante, è più facile ricercare soddisfazioni nella carriera, nella vita sociale o nel tempo libero.
Avviene, così, una perdita di contatto con i figli fonte di grande sofferenza per entrambi. Questa situazione si esaspera e si amplifica nel momento in cui ci sono conflitti nella coppia coniugale.
Nel caso delle separazioni, pur avendo il nuovo padre superato la prova del “cambio del pannolino” viene ancora considerato come  incompetente nella gestione continuativa dei figli sia dal contesto sociale( famiglia...) che dalle istituzioni ( tribunale....).  Infatti, nella maggior parte dei casi, i figli rimangono con la madre e il padre provvede al loro sostentamento. Questo, non solo, va ad accentuare situazioni  di  lontananza tra padri e figli già presenti prima della separazione, ma talvolta porta all'allontanamento di padri anche emotivamente molto coinvolti con i figli.  Per molti uomini,  la sola idea di perdere il contatto con i figli provoca grande sofferenza  (depressione, disperazione).
L'allontanamento rappresenta un modo per fronteggiare questo grande dolore; il padre abbandona il campo prima che si verifichi il doloroso distacco.
Lo sbilanciamento di potere a favore delle madri, e l'esclusione dell'uomo dall'educazione dei figli può essere fonte di grande rischio per i bambini.
La presenza del padre è per il figlio esperienza di profonda crescita; é il papà che incoraggia l'esplorazione del mondo esterno  rafforzando l'autonomia dei figli.
Oggi il compito della terapia è ,forse, quello di ristabilire un buon dialogo tra padri e madri aiutando i padri ad utilizzare il canale della negoziazione dei conflitti e della modulazione delle emozioni.
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NUOVE FAMIGLIE ALLARGATE: COME ESSERE FELICI
Cosa accade dopo che la famiglia tradizionale si spezza? E' possibile essere di nuovo felici ? Come può la famiglia allargate divenire fonte di benessere per tutti i membri ?
Entrambi i coniugi dopo un periodo di assestamento possono iniziare a pensare ad un nuovo progetto familiare che coinvolga nuovi compagni/e e figli.
La psicologia definisce famiglie allargate “ nuclei familiari che sono divisi in più di una casa e  in ognuna di queste  vivono persone diverse che hanno avuto precedenti esperienze matrimoniali e/o convivenze; perciò acquisito stili di vita diversi”
La sola definizione mette in evidenza le caratteristiche essenziali di tali famiglie  : la complessità e la varietà.
Questo significa che la famiglia ricostituita è fonte di varietà e risorse, ma  allo stesso tempo la sua costruzione comporta notevoli sfide.
L'integrazione di elementi vecchie nuovi non è facile. Le nuove coppie potranno trovarsi difronte a varie difficoltà.  Dovranno coordinare il proprio spazio e  tempo con quello da dedicare ai figli evitando  di suscitare incomprensioni e gelosie, dovranno gestire l'educazione dei figli con il genitore  affidatario fronteggiando sentimenti di esclusione e atteggiamenti di svalutazione e infine dovranno facilitare l'accettazione del patrigno o matrigna . Questi compiti risulteranno più ardui e il benessere familire più difficile da raggiungere, se sono presenti anche difficoltà finanziarie e forte conflittualità tra i coniugi.
Malgrado ciò la complessità della famiglia aperta racchiude una grande ricchezza, poiché consente ai membri della famiglia di sperimentare modelli affettivi diversi e costruire nuove  relazioni con adulti o  fratellastri che diventano parte della rete  affettiva.
Come può la famiglia  allargata divenire veramente fonte di benessere e felicità ?
Gli adulti per poter realizzare tale obiettivo, devono essere consapevoli che è necessario del tempo per realizzare il cambiamento; devono saper comunicare con efficacia e saper ascoltare cercando di mettersi nei panni altrui. Solo così le nuove famiglie potranno creare legami stabili, che siano fonte di felicità per ogni membro.
Nei momenti di passaggio e di crisi, può accadere che  queste abilità emotive ed affettive  rimangano bloccate   : il sostegno psicologico permette lo sviluppo di queste abilità  indispensabili per imparare a gestire i conflitti e a superare positivamente le sfide che la famiglia allargata impone.
 
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Come evitare il Tradimento? | Dott. Andrea Carubia
Come evitare il Tradimento? | Dott. Andrea Carubia
psicologo-psicoterapeuta-sessuologo.it

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ADOLESCENTI IN RETE
 
Gli adolescenti oggi utilizzano videogiochi, e autostrade virtualli di internet meglio degli adulti.
Internet permette di entrare, viaggiare,scoprire avventurarsi nel mondo senza segreti e senza censure e la maggiorparte delle volte lo fanno senza adulti al loro fianco. Molti entrano in contatto alla ricerca di amici, alla ricerca di informazioni e confidenze, formare un gruppo o corteggiare.
E' ideale alla loro età girare il mondo standosene al "sicuro" nella cameretta, avventurarsi nelle relazioni senza essere visti. Solo la parola, il corpo rimane celato e invisibile. Chattare con degli sconosciuti con nickname, selezionarne alcuni e poi decidere se far comparire anche il corpo o scomparire del tutto o non fidarsi o rimanere introvabile. Si possono stabilire relazioni virtuali, ma sempre sull'orlo della realtà, si può sempre telefonare e farlo divenire reale. Attraverso i social network social si possono condividere i propri interessi e attività, trovare nuovi amici e comunicare con loro.
Questo tipo di comunicazione consente ai giovani di essere molto sinceri e di usare un livello di confidenza reciproca che rasenta la spudoratezza perchè tutelati dall'anonimato o perchè non c'è contatto reale e corporeo con la persona. Per questi motivi, spesso, gli adolescenti hanno la sensazione che si costituiscano legami addirittura più profondi di quelli reali.
A volte proprio questa percezione d'invisibilità, io non ti vedo ma anche tu non puoi vedere me, permette ai ragazzi di esprimersi con comunicazioni aggressive che nella realtà non utilizzerebbero. L'impossibilità di vedere la reazione dell'altro non consente una vera consapevolezza degli effetti delle proprie azioni, può quindi incentivare comportamenti offensivi e aggressivi on line.
Ci sono anche ragazzi che incontrano difficoltà nel mondo delle relazioni reali. Per loro il rischio è che i rapporti virtuali divenendo predominanti e per mancanza di esperienza finiscano intrappolati nella rete,(dipendenza da intrernet ) trasformandosi in alcuni casi anche in vittime di cyberbullismo.
Molti genitori pensano che se loro figlio rimane a casa ad usare il computer, è al sicuro e non combinerà guai.
Non è detto! Potrebbe essere vittima di cyberbullismo oppure potrebbe attuare delle prepotenze on line su altri coetanei.
Per i genitori è importante comprendere che i filtri applicati al computer possono solo in parte proteggere i propri figli da esperienze spiacevoli, la protezione più efficace è data dal tempo che ogni genitore dedica al proprio figlio per parlare insieme dei suoi problemi.
Se una mamma o un papà si accorgono che il proprio figlio passa troppo tempo chiuso in casa a chattare ed ha abbandonato interessi e attività nel mondo esterno. Che cosa deve fare ?
E' importante che i genitori provino a comprendere insieme al proprio figlio l'origine del disagio. In questi casi, non bastano divieti e censure, ma sono necessari l'ascolto e il dialogo. E se questo non è possibile, l'aiuto di uno psicologo può consentire di attivare una comunicazione familiare bloccata o inefficace.
ADOLESCENTI IN RETE
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psicologo-pesaro.it

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SEPARAZIONE E DIVORZIO : IL DOLORE DI UN LEGAME INFRANTO

“Ogni volta che viviamo un conflitto viene a crearsi uno spazio,un vuoto che isola ciascuno nel proprio vissuto.Vuoto che ognuno cerca disperatamente di colmare attraverso parole che restano prive di significato per colui al quale sono rivolte. Sono parole che in fondo ognuno dice per se stesso, dal momento che l'altro mom può intenderle. I due monologhi si corrispondono, ma ognuno di essi rimane isolato da un muro invalicabile. Tale muro è quello della separazione che rimane una delle esperienze umane di abbandono più dolorose. Diventare estranei, soprattutto a qualcuno che è stato prossimo, che si ama o si è amato, può provocare una profonda disperazione...qualcosa di essenziale è stato toccato....nella separazione ritroviamo una delle prime esperienze traumatiche della nostra vita.......”.
        (Jacqueline Morineau, 1998)

Al giorno d'oggi in situazioni coniugali caratterizzate da  tensioni nella coppia e allontanamento affettivo dei coniugi,  sempre più spesso la separazione viene vista da entrambi i partner o da uno dei due come l'unica soluzione possibile per poter autorealizzarsi e crescere in nuovi rapporti. Tuttavia la  decisione di separarsi segna l'inizio di un percorso complesso ed emotivamente coinvolgente per entrambi i coniugi. Spesso il  coniuge che non ritiene ancora la separazione come il miglior modo per risolvere i contrasti, manifesta reazioni di rifiuto e rabbia aumentando così l'ansia e le reazioni depressive. Ma anche per chi è convinto della propria decisione, non è così facile e spesso si troverà a sperimentare sentimenti di colpa e di inadeguatezza per il fallimento di tale esperienza.
A tutto ciò si aggingono sentimenti di disagio e paura per i cambiamenti che la separazione comporta: chi si allontana dovrà fare i conti con una casa nuova magari in un nuovo quartiere e anche riabituarsi ad una vita da single, mentre chi rimane nella vecchia casa dovrà affrontare tutti i ricordi del passato ancora presenti e con il vuoto lasciato da una persona che se ne andata.
Inolre, spesso, quando i coniugi si separano possono venire a mancare i sostegni esterni, parenti ed amici tendono a sostenere uno, abbandonando l'altro e svalorizzando i comportamenti di chi è ritenuto il colpevole. A tutto ciò si aggiunge il fattore economico;  il coniuge che si è allontanato, spesso,  è costretto ad ritorno non voluto nellla famiglia d'origine.  Per questi motivi la forte  insicurezza  emotiva  derivata da queste situazioni può  aumentare la conflittualità tra i coniugi, anche se la decisione di separarsi è già stata atttuata. Entrambi ritengono responsabili l'altro del fallimento coniugale.
Il superamento della crisi può essere laborioso e non sempre condotto a termine. E' necessario che  ambedue i coniugi accettino emotivamente il cambiamento e trovino in sé stesse la capacità di vivere e crescere con diverse prospettive. E' un cammino che alcuni riescono a realizzare ancor prima di dividersi, mentre altri rimangono bloccati in una situazione di crisi  eterna. I coniugi non fanno altro che pensare al passato nell'intento di trovare elementi di colpa nell'altro per poter scagionare sé stessi. Questo colpevolizzarsi a vicenda aumenta  l'ostilità e la rabbia  e quindi le occasioni di scontro fino all'incapacità di vedere la realtà in modo obiettivo. Inoltre la coflittualittà aumenta se  si è in presenza dei figli. Gli ex-coniugi non perdono occasione  per svalutare l'altro agli occhi del figlio  rispetto al ruolo genitoriale.
I coniugi che riescono a superare la crisi sono capaci di valutare la realtà in modo più realistico, riescono a vedersi in modo nuovo senza necessità di svalutare l'altro per avere più fiducia in sé e hanno un rapporto più sereno con i propri figli  .
E per chi non ci riesce ed è impegnato dopo molti anni ancora nel conflitto di coppia quali sono le strade da intraprendere ?
L'intervento di un professionista esperto può aiutare i coniugi a rielaborare il  dolore della separazione e  inoltre, sostenerli, se ci sono figli, nel difficile compito della condivisione del ruolo genitoriale. Purtroppo, però, non sempre l'altro è disposto a partecipare agli incontri di coppia, allora in questi casi può essere utile anche un sostegno psicologico individuale rivolto solo ad uno dei coniugi.

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SEPARAZIONE E DIVORZIO:
SEPARAZIONE E DIVORZIO:
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