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Salvatore Incardona
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Lutero sconosciuto (nascosto): l’anticipatore della “Soluzione Finale”


di Antonio Margheriti Mastino


QUELLA SUA VECCHIAIA UN PO’ SUINA
Ma come fai a non ridere? Stavo leggendo le cronache, diciamolo, un po’ suine degli ultimi anni di Lutero. Soprattutto mi fa ridere che gli scribacchini presenti, con quella loro pignoleria tutta teutonica, annotassero ogni sciocchezza. Oltre che le perle di saggezza che l’eresiarca sempre più raramente perdeva dalla bocca, fra un bicchiere e l’altro, anche, diciamo… le perdite d’aria: dalla bocca certo, e dai restanti orifizi. Ormai anzianotto, ebbe alle calcagna uno scribacchino in particolare, che “catalogava” come un entomologo tutto quanto dicesse (e facesse) l’ex monaco, come fosse un oracolo. E spulciando fra le righe vedi il crescendo degenerativo: andando sempre più avanti dovette prender nota, questo qui pure, più di rutti, peti, e bestemmie “per far dispetto al diavolo”, che non colate di sapienza cristiana. E fra poco ve lo faccio vedere.

Di buona forchetta (e direi, aumentando il suo peso e il suo spirito belluino, di buona “forca”) e di ottimo e abbondante bicchiere, divenne quasi subito obeso. Dice: pure san Tommaso era obeso: sì, è vero, ma dalla nascita quasi, e perchè aveva disfunzioni ghiandolari, pare.gruppo di sofisticati gastronomi ha studiato il suo caso e ha stabilito che l’ultima “Dieta” che dovette affrontare, fu quella di Worms, nel 1591, quando, fallito il tentativo di ricucitura con Roma, fu scomunicato e messo al bando dal papa e dell’imperatore. E infatti scrivono i buongustai di professione: “I protestanti sono passati alla storia perché contestavano la vita dispendiosa che si conduceva a Roma, ma Lutero quando si sedeva a tavola non era molto diverso dai suoi avversari. Forse perché aveva trascorso l’infanzia tra i digiuni impostigli dai teutonici genitori, e la giovinezza tra quelli previsti nel convento Agostiniano di Erfurt. Quando Lutero uscì dall’ordine Agostiniano poté dare libero sfogo alla sua ghiottoneria, che pagò con i calcoli renali, la colite e l’ulcera”.

Dicevo dei “bicchieri”. Un altro dato di colore del Lutero sconosciuto, cioè ad arte “nascosto”. Dipinto dagli anti-papisti come campione di mitezza e ascetismo penitenziale, dimenticarono un solo insignificante particolare: era un maledetto beone. Dice: ma no, era solo sanguigno. Eh no, ragazzi: era ‘mbriaco!… e la penitenza semmai la voleva far fare agli altri. Anche a dar retta agli “scribacchini” del Maestro risulta che, negli ultimi anni, l’alcol sempre più spesso andò prendendo nelle sue giornate il posto dello Spirito.

Annotano gli studiosi di gastronomia di cui sopra: “Al cibo, ma soprattutto alla birrasapeva resistere”. Si scolava parecchie pinte della bionda bevanda mentre tuonava contro il vizio nazionale dei tedeschi, e a chi gli faceva notare l’incoerenza rispondeva: “Se il buon Dio mi perdona per averlo tradito per vent’anni come monaco cattolico, può perdonarmi anche un bicchierozzo trangugiato”.

HITLER: “LUTERO È IL VERO TEDESCO”
Siccome la Chiesa è per tutti gli “illuminati” la titolare di ogni nefandezza, corruzione e soprattutto omicidio passato, presente e futuro, e lo è nero su bianco, stranamente solo da inizio ’700 (oralmente lo è dai tempi della Riforma sino a… Chi l’ha Visto?), vediamo un po’ da che fogna sale la predica .
E’ bastata una mediocre commedia teatrale (opera di fantasia fatta filtrare come “opera storica” da certi segreti ma non sconosciuti uffici speciali sovietici messi su per sputtanare 24 ore su 24 la Chiesa cattolica) di un certo Hocchurth, comunista tedesco, per inventare da capo a piedi la frescaccia del “Silenzio” del Vicario. Che per essere “silenzio” ha già fatto troppo casino, a vuoto; e interi libri son stati costruiti su questo vuoto, vuoto che alimenta altro vuoto. Non un solo documento, che non fosse coniato in casa dalla STASI seduta stante, che abbia mai provato quel che insinuavano.

Consapevoli della dinamica calunniosa, alla quale le cellule comuniste erano addestrate contro i “nemici del popolo”, e anche ben coscienti della maggiore efficacia e fascino sinistro delle “voci” fatte circolare ad arte senza troppi fronzoli probatori, si sono tenuti a debita distanza di sicurezza dai documenti originali dell’epoca. Che sapevano benissimo avrebbero smontato i loro teoremi: se potettero marciarci sino a tal punto è perché, almeno nei pochi paesi dove non comandavano loro, ancora su moltissimi documenti relativi alla Seconda Guerra, vigeva il segreto di Stato. Ma questo è un altro discorso.

Scendiamo direttamente nella fogna, fino alle falde. Lì troveremo Lutero. Apriamo il tombino e risalendo tiriamoci dietro, turandoci il naso, l’olezzo di questo “arcangelo”.
E tiriamo pure fuori dalla naftalina una domanda che da decenni inutilmente attende d’essere pronunciata.

Signori anti-papisti, seguaci dell’arcangelo Lutero, se ancora esistete, come spiegate la faccenda dell’intera chiesa luterana, con (quasi) tutti i suoi vertici pastorali, che anima e core si schierò con Adolf Hitler? Non v’è nella città dove iniziò l’avventura luterana, nel museo che celebra l’ex agostiniano, anche una foto di un Fuhrer circondato da tutto l’establishment luterano a braccio teso, mentre Hitler proclama Lutero “vero rappresentante dello spirito tedesco”?

Escluso che questa associazione… a delinquerestatapuro caso, proviamo a vedere invece da dove nasce. E sorpresa: nasce da Lutero stesso. Lasciamo la parola direttamente all’arcangelo della cosiddetta Riforma.
Ce n’è per gli Ebrei, le donne, il papa, i contadini, gli handicappati, per tutti. Un posseduto da Patzuzu sarebbe stato più prudente. Ma scherzi a parte non è difficile scorgere l’ombra di Lui, il Principe dell’Omicidio, nell’opera e nel furor teutonicus di questo come di altri eresiarchi. Guardacaso quasi sempre di area mitteleuropea.

LUTERO CONTRO I CONTADINI: “SCANNATELI TUTTI”
Ecco l’edificante campionario del Lutero-pensiero. Non è difficile immaginare perchè piacesse a Hitler.

1 <>>. Un incipit che non promette niente di buono.

2 Lutero esortò i prìncipi a uccidere i contadini ribelli:

<<Ritengo che sia meglio uccidere dei contadini che i principi e i magistrati, poiché i contadini prendono la spada senza l’autorità divina. [...] Il momento è talmente eccezionale che un principe può, spargendo sangue, guadagnarsi il cielo. Perciò cari signori sterminate, scannate, strangolate, e chi ha potere lo usi. Che ognuno pugnali, picchi e strozzi chi può e se morirai, buon per te, perché non potrai trovare una morte più beata. Muori infatti nell’ubbidienza alla parola e all’ordine divino>>.
Il risultato dell’intervento dei principi aizzati dallo stesso Lutero contro i contadini ribelli, è da infarto: nella battaglia finale di Frankenhausen fu atrocemente annientato un esercito di 10.000 contadini e cittadini comuni. Ma è solo la punta dell’iceberg: nella lotta campale lasciarono la pelle la bellezza di 100.000 persone, civili soprattutto. “Lasciarono la pelle” è usare un eufemismo: furono arsi vivi, trafitti, torturati, massacrati, accecati.

3 Lutero esorta a perseguitare coloro che predicano una fede diversa:
<<Se volessero predicare subito il vangelo puro, anche se fossero angeli o Gabriele che scende dal cielo … Se vogliono predicare, che dimostrino la propria vocazione o il proprio mandante … Se non lo vogliono fare, le autorità consegnino questi uomini al giusto compare, al mastro Hans (il boia) …>>

LUTERO FURIOSO ANTISEMITA: CHIEDE LA SOLUZIONE FINALE!

4 Lutero calunnia la popolazione ebraica e ne richiede la distruzione:
<<Se potessi lo (il concittadino ebreo) schiaccierei e lo trapasserei con la spada nella mia rabbia… Incendiate le loro sinagoghe o le loro scuole e ciò che non brucia seppellitelo con la terra e ricopritelo di sassi, in modo che nessuno ne possa più vedere una sola pietra o una sola macchia. E lo dovremmo fare in onore di nostro Signore e della cristianità, affinché Dio veda che siamo cristiani… Che si abbattano e si distruggano anche le loro case… Questi fannulloni e saccheggiatori non meritano alcuna grazia e alcuna pietà… Vietate loro di lodare, ringraziare e pregare pubblicamente Dio quando sono vicini a noi e di insegnare, punendoli con la perdita del corpo e della vita …Questi ebrei sono una cosa talmente disperata, malvagia, avvelenata e impossessata dal diavolo che sono stati e sono da 1400 anni la nostra piaga, la nostra pestilenza e la nostra sciagura. Infine, con loro abbiamo veramente il demonio>> (Martin Lutero, Gli ebrei e le loro menzogne, Wittenberg 1543)

Lutero arrivò ad affermare che Mosè, se “fosse stato ancora in vita, avrebbe incendiato lui stesso le scuole e le case degli ebrei”. Questo accadeva mentre nella “Roma dove siede in trono Lucifero”, gli ebrei potevano vivere una vita normale e tranquilla, portando avanti i loro mestieri, dei quali per primo il pontefice usufruiva, retribuendoli lautamente. E fra l’altro, il Ghetto famoso non glielo impose nessuno, lo richiesero loro stessi al papa, per “sentirsi più sicuri”, e in più ne chiesero anche la “chiusura” al tramonto: non tanto per difendersi da qualche eventuale improbabile “antisemita” nottambulo, ma piuttosto, essendo gli ebrei spesso banchieri e gioiellieri, per paura di qualche sicuro ladro notturno. Si fossero trovati male e insicuri nella città del papa, se ne sarebbero andati, come erano liberi di fare. Invece rimasero fino alla fine. E anche dopo. Anzi, le loro fortune economiche le dovevano proprio alla clientela prelatizia e cattolica, non di rado al papa stesso, il quale aveva sempre medici personali ebrei. E questo dimostra quanta fiducia ci fosse fra le due parti. Lutero di sarebbe fidato di un medico ebreo? O meglio: quale medico ebreo avrebbe accettato di curare Lutero?
Lutero pretendeva inoltre che agli ebrei venissero sottratti tutti gli scritti religiosi, che essi venissero arrestati, che venisse sottratto loro tutto il denaro e ogni bene e infine inviati ai lavori forzati. Pari pari il programma politico di Hitler e Himmler: la Soluzione Finale! Come si dice: da niente non nasce niente, ma da cosa nasce cosa.

LUTERO CONTRO TUTTI (BAMBINI HANDICAPPATI COMPRESI)
5 Lutero chiama anche alla “guerra” ed esorta ad “assassinare” gli avversari turchi:
<<… Agitate con gioia i pugni e colpite senza rimorsi, uccidete, saccheggiate e danneggiate fin che volete …>>
6 Lutero pretende la morte degli usurai:
<<… se vengono sottoposti al supplizio della ruota e decapitati i briganti e gli assassini, quanto più si dovrebbero arrotare e svenare tutti gli usurai e cacciare, maledire e decapitare tutti gli spilorci…>>
7 Lutero pretende la morte dei coniugi fedifraghi:
“Perché non uccidere gli adulteri?”, e la tortura per le prostitute: “Se io fossi il giudice, farei arrotare e svenare una prostituta francese velenosa come quella”. E qui rischia davvero di fare il deserto.
8 Per Lutero le donne che avevano “facoltà magiche” dovevano essere torturate e uccise:
<>.
9 Circa i bambini handicappati Lutero è chiaro:
<<E quando si parla dei bambini che assomigliano al diavolo … sono del parere… che essi siano stati rovinati dal diavolo … o che siano veri diavoli>>
Qualcuno ha notato e scritto, ricordandosi di questo precedente storico, che nel 1940/41 molte persone handicappate che erano state affidate ad apposite istituzioni protestanti (per esempio a Neuendettelsau in Baviera) furono da queste consegnate alle autorità statali; proprio perché si rifacevano espressamente alla dottrina statale di Lutero (ubbidienza alle autorità). “I responsabili sapevano che le persone consegnate sarebbero state tutte uccise”.

10 Infine Lutero avrebbe ucciso, va da sé, anche il papa:
<<Il papa è il diavolo; se potessi uccidere il diavolo, perché non dovrei farlo?>>
Ancora nelle scuole, sui libri di testo, ci insegnano quanto bravo e buono è Lutero, e della sua “civiltà” poi non ne parliamo! E manco a dirlo, di quanto è cattivo, ladro, cruento e pure un po’ zozzone il papa, qualsiasi papa. A qualcuno dei marxisti che compilano testi scolastici fosse mai venuto in mente che tale personaggio è il primo gradino, l’antesignano, l’anticipatore della futura dottrina e pratica nazista? Ma sì, ci avranno pensato di certo: solo che dinanzi al cattolicesimo, per questi marxisti, persino il nazismo è un male minore. Tanto più che all’epoca non ci pensarono due volte a farci un patto e dividersi la Polonia, guardacaso la cattolicissima fra tutte le nazioni.
Conclude in bellezza il “vescovo” luterano della Bavaria, per sua e nostra pace deceduto nel 1999, Hermann von Loewenich: “Vogliamo conservare l’eredità storica e la tradizione luterana quale nostra patria culturale e spirituale”. Auguri e figli maschi! Purché non handicappati…
dal sito papalepapale.it
http://www.cristianicattolici.net/lutero_e_misfatti_crimini_protestanti.html

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LUTERO ERA ANTISEMITA (E MOLTO ALTRO...)


Lutero auspicava la distruzione di tutte le sinagoghe e delle stesse case private degli ebrei ed infatti Hitler fece ristampare le sue opere chiamandolo ''Propheta Germaniae''
di Angela Pellicciari

L'Italia politica nasce centocinquanta anni fa partorita da un pugno di protestanti e liberal-massoni alleati delle grandi potenze protestanti e liberal-massoniche. Da allora di Lutero, in Italia, non si fa che parlar bene. Padre della modernità e dello spirito di libertà sempre osteggiato da Roma, si dice. In effetti è all'origine delle dinamiche che sono all'origine del risorgimento.

Ma chi era Lutero?

Se si parte dagli scritti il suo pensiero pieno di contraddizioni violente e insanabili. Con conseguenze drammatiche.

Qualche esempio: in nome della libertà, libertà da Roma, dal Magistero, dal Papa, dalla gerarchia, Lutero consegna la vita della Chiesa alla "santa" volontà dei principi. La libertas ecclesiae è annullata per volere di un monaco che riporta l'orologio della storia indietro di millecinquecento anni quando ancora non esisteva la distinzione fra Cesare e Dio.

Libertà? Sì, e assoluta, ma solo per i prìncipi.

Quando i cavalieri e i contadini (cioè il popolo) ne pretenderanno un po' anche per loro, sarà guerra e guerra spietata. Benedetta e incoraggiata dall'uomo di Dio, all'origine di un assolutismo allora sconosciuto in Europa, diretto antenato della statolatria moderna.

Libertà? Lutero nega che la volontà umana sia libera. La vita dell'uomo dipende dalla lotta che Dio e Satana combattono per aggiudicarsi la sua anima.

Dio crea gli uomini per mandarli o all'inferno o al paradiso senza che questi possano minimamente incidere sulla loro sorte: doppia predestinazione. Le opere non contano perché, essendo la volontà schiava, le persone non sono responsabili delle proprie azioni.

Fra le opere impossibili da compiere ci sono i voti monastici che Lutero nega alla radice: se ci impegnassimo per sempre, per tutta la vita, che fine farebbe la nostra libertà? Seguendo questa logica (radicalmente contrastante con le premesse) i voti, tutt'al più, potrebbero essere emessi pro tempore: fino a quando saremo in grado di osservarli.

Siamo di fronte ad uno dei passaggi costitutivi della modernità: quello che dalla libertà della volontà porta alla libertà sganciata dalla verità. Al libero desiderio.

Lutero apre la strada a quel relativismo affettivo-sentimentale che rende l'uomo schiavo della volubilità delle passioni. Con lui finiscono le scelte fatte per sempre. Nella buona e nella cattiva sorte. Scelte assolute che poggiano sul comandamento divino di essere santi perché Lui è santo. Che poggiano sull'onnipotenza dell'amore di Gesù, figlio di Dio incarnato, unita alla libertà della nostra volontà.

La libertà tratteggiata da Lutero si coniuga con l'odio: per Roma, per il Papa e per gli ebrei.

Nel testo Su gli Ebrei e le loro menzogne Lutero auspica la distruzione di tutte le sinagoghe e delle stesse case private degli ebrei. Che lavorino! "Sia imposta – scrive - la fatica ai Giudei giovani e robusti, uomini e donne, affinché si guadagnino il pane col sudore della fronte".

Non fa meraviglia che nel 1936 sia Hitler a ristampare il testo scritto nel 1543 dal padre spirituale della Germania, apostrofato con gli appellativi di Hercules Germanicus e Propheta Germaniae.


Quanto al papa e a Roma il fatto che continuino ad esistere nonostante il monaco rivoluzionario li abbia scomunicati con tutte le sue forze è, per Lutero, un'ossessione.

Un'ossessione insopportabile. Abolito il culto cattolico, distrutte le immagini ritenute idolatriche della devozione a Maria e ai santi, Lutero compone, fa incidere da Lucas Cranagh il Vecchio, e diffonde a tappeto, immagini blasfeme, immonde, su Roma, sui monaci e sul papato.

Immagini che faranno scuola ai rivoluzionari francesi. Di queste immagini si è persa la memoria. All'inizio del Novecento due gesuiti le hanno con fatica riportate alla luce, poi più nulla.

Grazie a Dio il flagello luterano è rimasto al di là delle Alpi. Perlomeno fino a metà dell'Ottocento.

Nota: Angela Pellicciari è autrice di "Martin Lutero" (edizioni Cantagalli 2012, pp. 174, 12,90 Euro), un volume che riporta in appendice la ristampa di alcune immagini blasfeme diffuse da Lutero.

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana, 01/12/12
http://www.cristianicattolici.net/lutero-antisemita-e-molto-altro-predestinazione.html

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CON LUTERO L'EUROPA PERDE LA SUA UNITA' E APRE LE PORTE AL TOTALITARISMO
Finisce l'esperienza del sovrano medievale e inizia quella del re moderno che esprime un potere assoluto che sarà la base dei totalitarismi del XX secolo

http://www.cristianicattolici.net/lutero-rovina-dell-europa-cristiana.html

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LA CARITA' SILENZIOSA CHE FA LA CHIESA CATTOLICA

La Carità Silenziosa della Chiesa Cattolica

Ogni giorno la Chiesa cattolica, con i suoi vescovi, le sue religiose e i suoi sacerdoti aiuta milioni di persone in tutto il mondo, senza fare annunci, senza proclami, senza telecamere. Ogni tanto qualcosa arriva alle orecchie di qualche giornalista e così la notizia diventa pubblica. Vale la pena allora parlarne.

In Sicilia migliaia i migranti sono ospiti in strutture messe a disposizione dalle diocesi siciliane ormai da anni, con le Caritas in prima fila. «Tutte le Chiese locali hanno manifestato la loro disponibilità – racconta il direttore della Caritas regionale, don Enzo Cosentino –. Hanno offerto strutture che avevano, vecchi istituti, conventi, in raccordo con le singole prefetture territoriali».

A Siracusa, nuova frontiera della recente ondata di migranti in fuga, don Carlo D’Antoni ospita 80 persone nella sua casa e nella chiesa di Bosco Minniti, le suore Francescane di Maria hanno aperto la loro casa ad alcune famiglie siriane e donne sole. 300 ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, egiziani, somali, vengono seguiti da professionisti per attività come le visite mediche, l’accompagnamento dal giudice. Cinque di loro sono riusciti ad avere il ricongiungimento familiare in altri Paesi europei, grazie a questo servizi.

A Caltanissetta sono nate quarantasei nuove piccole imprese, in circa due anni, in un territorio che sembrerebbe ormai il deserto dell’imprenditoria. E’ stato possibile grazie al progetto Microcredito della Caritas, nato da un’idea del vescovo di Caltanisetta, mons. Mario Russotto. Lo stesso progetto fino a due anni fa era rivolto solamente alle famiglie, oggi è stato aperto anche a sostengo delle imprese.

A Lampedusa i migranti più vulnerabili (donne, minori e i malati) sono accolti in alberghi della città a spese della Caritas italiana e di quella diocesana di Agrigento. Il cardinale di Palermo, Paolo Romeo, ha messo a disposizione una tenda per far giocare i bambini figli dei migranti sbarcati sulla costa, può ospitare 166 minori durante le ore diurne in una ludoteca nel centro fraternità della parrocchia di San Gerlando.

In Siria sono già arrivati 78 milioni di dollari di aiuti dalla Chiesa cattolica, intervenuta in 20 città colpite dalla guerra. Aiuti sono stati portati anche ai rifugiati presenti in Libano, Giordania, Turchia, Iraq, Cipro, Egitto.

A Noto, il vescovo Antonio Staglianò ha informato di aver dato ordine di individuare tutti gli immobili della Diocesi che non sono utilizzati per controllare la loro stabilità e cercare di metterli a disposizione nel più breve tempo possibile a favore degli immigrati e dei senza tetto. E’ già stata individuata un’ala del seminario di Noto e il convento di Valverde a Scicli.

A Milano la Diocesi del card. Angelo Scola ha stanziato 4,3 milioni a favore di 1200 famiglie bisognose tramite il Fondo Famiglia Lavoro organizzato dalla Curia. A molte altre persone sono stati offerti corsi di formazione specie nella ristorazione e nel settore alberghiero.

A Napoli don Maurizio Patriciello, collaboratore di “Avvenire”, ha pubblicato in un libro (“Vangelo dalla terra dei fuochi“, Imprimatur editore 2013) il suo diario di missionario nell’inferno della camorra, dei rifiuti tossici, dei morti ammazzati, dei bambini morti di cancro.

A Roma il centro dei Salesiani di via Tiburtina ha accolto 91 giovanissimi profughi eritrei sui 155 del drammatico sbarco a Lampedusa del 3 ottobre scorso.

In tutta Italia si è svolta nel frattempo la XVII edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare in oltre 11 mila supermercati, raccogliendo alimenti per 5,5 milioni di persone in difficoltà. L’iniziativa è organizzata dal movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione.

Infine il “Corriere della Sera” ha rivelato che l’arcivescovo Konrad Krajewski, elemosiniere di Papa Francesco, si alza alle 4.30 del mattino e passa buona parte del suo tempo in giro per l’Italia in aiuto di chi ha bisogno. Nell’ultimo anno l’elemosina del Papa ha raggiunto 6.500 persone, un milione di euro circa, «tutti i soldi sono spesi per i poveri. Il Papa mi ha detto: “Il conto è buono quando è vuoto, così si può riempire. Non investire, non vincolare: spendi tutto per i poveri”. Poi, ogni volta che mi vede, chiede: “Hai bisogno di soldi?”», ha spiegato l’arcivescovo.

Come abbiamo avuto modo di sottolineare, una Chiesa povera non potrebbe aiutare nessuno. La povertà come la intende Papa Francesco, occorre intendersi in senso cristiano, che non equivale a non possedere denaro ma usarlo nel modo corretto, essere liberi dal possesso del denaro. Per questo l’8×1000 alla Chiesa cattolica è un servizio al mondo, essendo essa l’unica istituzione davvero radicata tra gli uomini. Da oltre 2000 anni. (dal sito http://www.uccronline.it)

http://www.cristianicattolici.net/missioni-chiesa-cattolica-opere-carita-silenziosa.html

Preghiamo per il piccolo Tommaso in fin di vita, colpito da meningite

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Prendendo in esame alcuni punti del N.T., vediamo che:
1) Ad un giovane che lo aveva interrogato su che cosa dovesse fare per conseguire la vita eterna Gesù Cristo rispose: “Osserva i comandamenti” (Mt 19,17). Osservare i comandamenti è praticare opere buone.
2) Altra volta Gesù diceva: “Non chiunque mi dice Signore, Signore, entrerà nel Regno dei Cieli, ma colui che fa la Volontà del Padre mio che è nei Cieli” (Mt 7,21).
3) “…Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel Regno dei Cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel Regno dei Cieli” (Mt 5,19).
4) “Se la vostra giustizia non sarà maggiore di quella degli scribi e dei Farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli” (Mt 5,20).
5) Diceva ai discepoli: “La vostra luce dinanzi agli uomini risplenda tanto che vedano le vostre opere buone e glorifichino il vostro Padre che è nei Cieli”
6) E ai Giudei che si vantavano di Abramo: “Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo” (Gv 8,39).
7) Gesù stesso avvertiva: “Chi vuol venire dietro me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mt 16,24).
8) Gesù poi con varie parabole confermò il suo insegnamento. Vedi: Le vergini stolte escluse dal banchetto; l’albero infruttuoso tagliato e gettato nel fuoco; il servo pigro punito perché non fece fruttificare i talenti; l’invitato a nozze senza l’abito nuziale, anch’egli punito. Inoltre la sentenza del giudizio universale è motivata sulla pratica e sulla omissione delle opere buone di misericordia, ecc..
9) Ancora, Gesù aveva detto: “Il Figliuolo dell’uomo verrà nella gloria del Padre… e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni” (Mt 16,27).
10) Gesù affidò agli Apostoli la missione di insegnare “a osservare tutto quello che vi ho comandato” (Mt 28,20).
11) Altra volta disse di essere Egli la vite e i fedeli i tralci: “… ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie (il Padre)”; Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca… e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano” (Gv 15,1-6).
12) Lo Spirito Santo per mezzo dell’Apostolo Giacomo ci avverte: “La fede se non ha in sé le opere è morta”; e perciò essa non basta da sola a salvarci.

S. Paolo non si contenta di una fede qualsiasi, esige la fede che opera per la carità (cf Gal 5,6), anzi precisa: “…Non vi fate illusioni, non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna. E non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli della fede” (Gal 6,6-10).

Ma le nostre opere così meschine possono meritare il Paradiso?
Le opere degli uomini PER SE’ non meriterebbero mai il Paradiso; lo meritano perché il Signore si è degnato di avvalorarle con la grazia che ci ha conferito nel Battesimo o restituito nel Sacramento della Penitenza. Le nostre opere buone hanno merito perché compiute in grazia di Dio, esse partecipano dei meriti stessi di Gesù Cristo.
Non bastano a salvarci i meriti infiniti di Gesù Cristo?
No, non bastano, non perché essi non abbiano valore sufficiente, ma perché Gesù Cristo stesso ha voluto il concorso e la cooperazione delle nostre opere buone, perché per applicarcene il merito, vuole che noi pratichiamo il Vangelo e viviamo la vita cristiana. Perciò S. Paolo diceva di sé: “Sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo Corpo che è la Sua Chiesa” (Col 1,24).

Perché Paolo ha scritto: “Noi riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede, senza le opere della legge”? (Rm 3,28).

Si può mai pensare che l’Incarnazione di Cristo, la sua passione e morte, e tutta la grazia che ci ha portato, siano dipese dalle nostre opere buone? Certamente non lo si può pensare!
Gesù è venuto proprio perché eravamo peccatori e non avremmo mai potuto con i nostri meriti ottenere la salvezza. Egli è stato esplicito: “Non hanno bisogno del medico i sani, ma gli ammalati; non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori; molti pubblicani e peccatori si misero a tavola con Gesù; era amico dei pubblicani e dei peccatori” ecc. (cf Mt 9,10.12-13; 11,19; cf anche Lc 7,37; 15,1 ss.; 19,7 ecc.).

Lc 21,19 “Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.”

Luca qui non sta parlando della sola fede, ma di una fede che opera, persevera.
Naturalmente, se vuoi perseverare non ti basterà appog¬giarti solo sulle tue forze.
Ti occorrerà l'aiuto di Dio.
Paolo chiama Dio: « Il Dio della perseveranza » (Rom. 15, 5).
E a Lui dunque che devi chiederla ed Egli te la darà.
Perché se sei cristiano non ti può bastare l'essere stato battezzato o qualche sporadica pratica di culto e di carità. Ti occorrerà crescere come cristiano. E ogni crescita, in campo spirituale, non può avvenire se non in mezzo alle prove, ai dolosi, agli ostacoli, alle battaglie.
C'è chi sa perseverare per davvero: è colui che ama. L'amore non vede ostacoli, non vede difficoltà, non vede sacri¬fici. E la perseveranza è l'amore provato.
La Madonna è il tipo della persona perseverante. Sceglie Dio da piccola, come suo unico tutto, e vi rimane fedele tutta la vita.

Ef 6,5-8 “Schiavi, obbedite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore, con semplicità di spirito, come a Cristo, e non servendo per essere visti, come per piacere agli uomini, ma come servi di Cristo, compiendo la volontà di Dio di cuore, prestando servizio di buona voglia come al Signore e non come a uomini. Voi sapete infatti che ciascuno, sia schiavo sia libero, riceverà dal Signore secondo quello che avrà fatto di bene.”
Molti protestanti forse senza accorgersene danno alle frasi bibliche, significati che esse non hanno. L’Apostolo Paolo infatti intende riferirsi alle opere che seguono la giustificazione per grazia, quando si accetta Gesù non lo si accetta solo dopo aver fatto un certo numero di opere che ci portano ad accettarlo o a farci accettare da Lui Gesù ci accetta così come siamo. Egli è venuto a salvare i peccatori, quindi il peccatore che accetta Gesù come salvatore, lo fa nella sua condizione di peccatore, Gesù accetta e salva i peccatori, che cosa vuol dire questo?
I peccatori se sono tali, ovviamente non hanno fatto opere buone, o in ogni caso hanno peccato, quindi vengono salvati per sola fede, ma dopo essere stati salvati, mondati dai loro peccati tramite il battesimo, le opere buone saranno la manifestazione naturale della loro fede. Paolo si riferisce alle opere precedenti il battesimo, ci fa capire che veniamo salvati a prescindere delle opere precedenti che abbiamo fatto, ma dopo aver accettato Gesù, i frutti della nostra fede saranno (o dovrebbero essere) le opere buone, cioè il metro del giudizio che riceveremo alla fine dei tempi, in ogni caso il Padrone ricompenserà a ciascuno come Lui vuole. Cioè sia chi ha fatto un’intera vita di opere buone nella fede, e chi ne ha fatto anche una sola in punto di morte, o anche chi in punto di morte accetta Cristo come salvatore, e non ha modo di compiere nessuna opera, in quelle condizioni non ne ha il tempo (come il ladrone sulla croce). I giusti non potranno lamentarsi con il Padrone, che concede gratuitamente a chi vuole, perché Lui è il padrone della vita. Paolo come abbiamo visto, si riferisce pure alle opere della legge mosaica, ossia ai cerimoniali, alla circoncisione, alle abluzioni, ecc., ormai non più necessarie per i cristiani. Quando Giovanni (6,28-29) dice che la migliore opera di Dio è credere in Colui che Egli ha mandato, dice il vero, ma non intende separare dalla fede le opere buone. Così anche quando l’apostolo dice (2 Tm 1,9) che Dio ci ha salvati “secondo il proponimento e la grazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità”, certamente non vuole escludere le opere buone dopo aver ottenuto la sua grazia, ma di quelle di prima che, purtroppo, non c’erano e non ci potevano essere perché la Fonte della grazia (=Gesù), non era ancora venuta tra noi per salvarci. Perciò è giusto ripetere con l’apostolo (Ef 2,8-9): “è per grazia che voi siete stati salvati…non in virtù di opere, affinché niuno si glori”.
E chi di noi non ha fatto l’esperienza che senza la divina grazia non riesce a far nulla di buono?

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Valdesi

Le notizie sul fondatore del movimento dei valdesi sono purtroppo scarse. Perfino sul suo nome, i vari autori si sbizzarriscono in Valdo, Valdes, Valdesio, Vaux, con la V o la W iniziale, e, dall'inizio del XIV secolo, con il nome Pietro probabilmente aggiunto postumo dai suoi seguaci, in onore dell'apostolo Pietro.

Valdo, un ricco mercante di Lione (in Francia), fu vivamente impressionato nel 1175 da un racconto di un menestrello che gli descrisse la vita di Sant'Alessio (IV secolo) e della moglie: essi, il giorno stesso del loro matrimonio, decisero di vivere in castità e di donare tutti i loro averi ai poveri. A quel punto, V. espresse il desiderio di approfondire la lettura della Bibbia, tuttavia egli non conosceva il latino. Chiese quindi a due sacerdoti di tradurgli i Vangeli in francese, ai quali si aggiunsero poi altre parti della Bibbia.

Leggendo il Vangelo di Matteo, V. fu colpito dal passaggio della predica di Gesù al giovane ricco: Gli disse Gesù: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi" (Matteo XIX, 21), e decise nel 1176 di abbandonare la moglie e di donare tutto i suoi averi, parte al monastero di Fontevrault - dove fece accogliere le sue due figlie minori - ma la maggior parte ai poveri.

All'inizio non si notarono elementi eterodossi nella predicazione di V. La sua fedeltà al Vangelo ed il desiderio di un ritorno alle origini apostoliche della Chiesa come reazione alla dilagante corruzione ecclesiastica erano caratteristiche di molti altri movimenti cristiani medioevali sia tra quelli perseguitati (arnaldisti, petrobrusiani, enriciani) che tra quelli accettati (patarini, francescani).

Tuttavia la stessa persecuzione nei loro confronti portò i v. ad accostarsi a dottrine di altri eretici del tempo (soprattutto catari) come il rifiuto del purgatorio, dei pellegrinaggi, del ricorso all'intercessione dei santi, della venerazione delle reliquie. Molte di queste idee comunque erano già stati espressi nel IX secolo dal vescovo Claudio di Torino, che i v. considerano come un loro precursore.

Inoltre, come i catari, i v. recitavano preferibilmente il Padre Nostro, si erano divisi in perfetti (i predicatori itineranti poveri e casti, denominati "barba") e uditori e utilizzavano un battesimo per imposizione delle mani, sebbene, dal punto di vista teologico, i v. rimasero profondamente cristiani, riconoscendo la deità del Figlio, senza tentazioni dualiste come i catari.

Successivamente, nel 1655, come si è già detto, la Chiesa Valdese aderì alla Riforma, conformandosi ad una dottrina di ispirazione calvinista, riconoscendo solo due sacramenti: il Battesimo e la Cena del Signore. La Cena del Signore viene celebrata, a seconda delle usanze locali, ogni domenica, o una volta al mese o solamente a Natale e a Pasqua, con il pane ed il vino (quest'ultimo, o in calice comune o in calice individuale): vi sono ammessi, secondo alcune fonti, solo i membri comunicanti, cioè coloro che hanno fatto una confessione di fede. Altri segnalano, invece, che vengono accettati, oggigiorno, anche membri di altre confessioni protestanti, ed in genere tutti coloro che vogliono accostarsi alla Cena del Signore. Infine le singole congregazioni sono oggigiorno gestite da un consiglio generalmente presieduto da un laico o dal pastore locale.

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TESTIMONIANZA EX GAY... l'omosessualità non è un fattore di DNA ma solo psicologico.
Non esistono neri che diventano bianchi... perchè è una questione genetica, invece esistono omosessuali che ritornano etero, e viceversa, ed è la prova che l'omosessualità è solo una questione psicologica.

http://www.lanuovabq.it/it/yo-fui-gay-il-libro-verita-sfida-gaystapo-e-censura-spagnola

IMMACOLATA CONCEZIONE CHE SIGNIFICA?
E' possibile che Maria sia stata santificata fin dal suo concepimento nel grembo di sua madre Anna?

Maria è l’unica Donna a essere concepita Immacolata.
Ecco cosa ci dice s.Tommaso d’Aquino in merito al concepimento di Maria:

La Chiesa celebra la natività della Beata Vergine. Ma nella Chiesa non si celebrano le feste se non dei santi. Quindi la Beata Vergine già dalla nascita era santa. Fu perciò santificata nel seno materno.

Dimostrazione: Sulla santificazione della Beata Vergine nel seno materno nulla viene detto dalla Scrittura canonica, che non parla neppure della sua nascita. Ma come S. Agostino [De assumpt.] argomenta con ragione che essa deve essere stata assunta in cielo con il corpo, sebbene su ciò la Scrittura taccia, così pure con ragione possiamo pensare che sia stata santificata nel seno materno.

Infatti è ragionevole credere che abbia ricevuto maggiori privilegi di grazia, al di sopra di tutti gli altri, colei che generò «l‘Unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità» [Gv 1, 14], così da essere salutata dall‘Angelo con le parole: «Ave, piena di grazia» [Lc 1, 28].

Ora, risulta che ad alcuni altri fu concesso il privilegio della santificazione nel seno materno:

a Geremia,

p. es., al quale fu detto [1, 5]: «Prima che tu uscissi alla luce ti avevo consacrato»;

e a S. Giovanni Battista, di cui sta scritto [Lc 1, 15]: «Sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre».

Per cui è ragionevole credere che la Beata Vergine sia stata santificata nel seno materno prima della nascita. Analisi delle obiezioni:

1. Anche nella Beata Vergine fu prima ciò che è animale e poi ciò che è spirituale, poiché fu prima concepita nella carne e poi santificata nello spirito.

2. S. Agostino parla secondo la legge comune, per cui soltanto dopo la nascita si ricevono i sacramenti della rigenerazione. Ma Dio non ha legato la sua potenza a questa legge dei sacramenti, così da non poter conferire la sua grazia ad alcuni per privilegio speciale prima della loro nascita.

3. La Beata Vergine fu mondata dal peccato originale nel seno materno per quanto riguarda la macchia personale; non fu però liberata dalla pena che colpiva l‘umanità intera, secondo la quale cioè non poteva entrare in Paradiso se non in virtù del sacrificio di Cristo: come si dice anche dei santi Patriarchi che vissero prima di Cristo [Agost., Epist. 187, 11].

4. Il peccato originale si contrae per generazione in quanto questa comunica la natura umana, alla quale tale peccato propriamente appartiene. Ora, la trasmissione della natura umana avviene nel momento in cui la prole concepita riceve l‘anima. Quindi dopo l‘animazione nulla impedisce che la prole concepita venga santificata: essa infatti da quel momento non rimane nel seno materno per ricevere la natura umana, ma per raggiungere una certa perfezione.

Come si è detto [a. prec.], alla Vergine Madre di Dio fu concessa più grazia che a qualsiasi altro santo. Ma risulta che a qualche santo fu concessa la santificazione prima dell‘animazione. Si legge infatti di Geremia [1, 5]: «Prima di formarti nel grembo materno, io ti conoscevo»; ora, l‘anima non viene infusa prima della formazione del corpo.

E altrettanto di S. Giovanni Battista pensa S. Ambrogio [In Lc 1, su 1, 15]: «Non aveva ancora lo spirito della vita, e già aveva lo Spirito della grazia».

Molto più dunque poteva essere santificata prima dell‘animazione la Beata Vergine. 2. Era conveniente, come dice S. Anselmo [De concept. virg. 18], «che la Vergine risplendesse di una così grande purezza da non potersene pensare una più grande al di sotto di Dio», secondo l‘espressione del Cantico [4, 7]: «Tutta bella tu sei, amica mia, in te nessuna macchia». Ma la purezza della Beata Vergine sarebbe stata più grande se ella non fosse stata mai contagiata dal peccato originale. Quindi le fu concesso di essere santificata prima che la sua carne ricevesse l‘anima. Le realtà dell‘antico Testamento sono figure del Nuovo, secondo le parole di S. Paolo [1 Cor 10, 11]: «Tutte queste cose accaddero loro come in figura».

Ora, la santificazione del tabernacolo, a cui si applicano le parole [Sal 45, 5 Vg]: «L‘Altissimo ha santificato il suo tabernacolo», Pare che rappresenti la santificazione della Madre di Dio, che la Scrittura chiama tabernacolo di Dio là dove dice [Sal 18, 6 Vg]: «Nel sole ha posto il suo tabernacolo».

Ma del tabernacolo si legge nel testo sacro [Es 40, 33 s.]: «Mosè terminò l‘opera. Allora la nube coprì il tabernacolo e la Gloria del Signore lo riempì». Quindi la Beata Vergine non fu santificata se non dopo che tutto il suo essere, corpo e anima, fu portato a compimento. Dimostrazione: La santità della Beata Vergine non può essere concepita come anteriore alla sua animazione per due motivi.

Primo, perché la santificazione di cui parliamo è la purificazione dal peccato originale, essendo la santità una «mondezza totale», come scrive Dionigi [De div. nom. 12]. Ma la colpa può essere mondata soltanto con la grazia, e il soggetto della grazia è solo la creatura razionale.

Perciò prima dell‘infusione dell‘anima razionale la Beata Vergine non fu santificata. Secondo, perché non potendo la colpa trovarsi che in una creatura razionale, prima dell‘infusione dell‘anima razionale la prole concepita non è soggetta alla colpa.

Quindi, comunque fosse stata santificata la Beata Vergine prima dell‘animazione, non avrebbe mai contratta la macchia della colpa originale, e allora non avrebbe avuto bisogno della redenzione e della salvezza che viene da Cristo, di cui il Vangelo [Mt 1, 21] dice: «Egli salverà il suo popolo dai suoi peccati». Ma non è ammissibile che Cristo, secondo le parole di S. Paolo [1 Tm 4, 10], non sia «il Salvatore di tutti». Quindi non rimane che porre la santificazione della Beata Vergine dopo la sua animazione.

Analisi delle obiezioni: 1. Dio afferma di «aver conosciuto» Geremia prima che venisse formato nel seno materno perché lo conobbe con la sua predestinazione; ma dice [ib.] di «averlo consacrato» non prima della sua formazione, bensì «prima che uscisse alla luce». Nell‘espressione poi di S. Ambrogio secondo la quale S. Giovanni Battista, pur non avendo ancora lo spirito della vita, avrebbe tuttavia già avuto lo Spirito della grazia, lo «spirito della vita» non è l‘anima vivificante, ma l‘aria esterna che si respira. - Oppure si può intendere che non aveva ancora lo spirito della vita, cioè l‘anima, quanto alle sue operazioni manifeste e complete.

2. Se l‘anima della Beata Vergine non fosse stata mai contagiata dal peccato originale, Cristo perderebbe la dignità di essere il Salvatore universale di tutti. Perciò la purezza della Beata Vergine fu la più grande, ma al di sotto di quella di Cristo, che in qualità di Salvatore universale non aveva bisogno di essere salvato.

Cristo infatti non contrasse in alcun modo il peccato originale, ma fu santo nella sua stessa concezione, secondo le parole evangeliche [Lc 1, 35]: «Il santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio». Al contrario la Beata Vergine contrasse il peccato originale, ma ne fu mondata prima di uscire dal seno materno.

Al che si possono applicare le parole di Giobbe, là dove dice [3, 9] che la notte del peccato originale «aspetterà la luce», cioè Cristo, «e non vedrà neppure il sorgere dell‘aurora», cioè della Beata Vergine, che alla sua nascita era immune dal peccato originale (poiché, come si legge [Sap 7, 25], «nulla di contaminato si infiltrò in lei»). (cfr, Summa Teologica S. Tommaso d’Aquino)
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