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Stefano Bruschi
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COME CI TRATTA LA UE………………………..
Scrive Maurizio Blondet (27 luglio 2018)

Donald Trump ha minacciato di alzare i dazi sulle auto estere del 25%. Berlino spedisce in tutta fretta Claude Juncker per trattare, senza nemmeno avvertire Parigi (sicché Juncker forse non ha il mandato per tratttare a nome di tutti). Costui, ovviamente assistito dal suo badante Martin Selmayr che è tedesco e molto capace (è il vero commissario), ha grande successo. Trump rinuncia ai dazi sulle auto; in cambio, la UE deve comprare il gas liquefatto americano e abolisce i dazi sui prodotti agricoli che gli USA vogliono esportare.
Marco Zanni, eurodeputato Lega:
Come ormai prassi in UE, ieri Juncker è andato in USA con l’unico scopo di proteggere gli interessi della Germania, e per ora ci è riuscito, anche a costo di arrecare danno agli altri stati membri. EUsolidarity
Ciò è letteralmente vero. E’ l’Italia che produce il 40 per cento della soia europea, è dunque quella che sarà penalizzata dalla concorrenza della soia americana. Inoltre, siccome l’Italia ha i rigassificatori e la Germania no, sarà l’Italia a cui sarà chiesto di comprare il gas di petrolio liquefatto (LNG), che costa il 20% in più del gas russo.
Questa notizia avrebbe dovuto aprire i telegiornali serali; ed oggi, essere ben spiegata sulle prime pagine dei giornali.
…….Ma torniamo alla notizia vera, il successo ottenuto da Juncker (Selmayr) nel solo interesse della Germania e a danno degli altri che, chissà perché, ci ostiniamo a chiamare “partner” europei. Per fortuna,la Francia – anch’essa penalizzata nel suo agro-alimentare dal “successo” di Juncker, sembra si opporrà: Bruno Le Maire (il ministro dell’economia) “esige che l’agricoltura resti al di fuori del campo delle discussioni: “Noi abbiamo norme sanitarie, alimentari ed ambientali a cui siamo attaccati perché garantiscono la protezione e la sicurezza dei consumatori”.
Dunque Parigi si opporrà. Ma, con Macron invischiato nello scandalo che sappiamo, la forza negoziatrice di Parigi non sembra al suo meglio….

E l’Italia di Salvini e Di Maio e di tutti gli italiani che li hanno votati, e che si aspettano reazioni adeguate e non annacquate, cosa farà? (ndr)
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Sanzioni alla Russia – Il “Sarchiapone” che si morde la coda.
( di Alessio Trovato pubblicato su Sputnik)
Le controsanzioni russe sono un insieme di decreti emanati dal Governo russo in risposta alle sanzioni emanate da USA, Canada e UE contro la Federazione Russa stessa. Si tratta di limitazioni ed esclusioni all’importazione di alcune categorie merceologiche alimentari provenienti dagli stessi Paesi sanzionatori della Russia. In particolare parliamo di frutta, verdura, insaccati e formaggi. Alcune testate nazionali già nel 2014 titolavano a tutta pagina di scaffali vuoti, di bluff del Governo russo e cercavano di spiegarci di come questi provvedimenti irresponsabili ed autoritari si sarebbero presto ritorti contro il ‘dispotico regime di Mosca’. Bene, senza farla tanto lunga e tanto politico-macroeconomica, andiamo quindi a vedere questi scaffali vuoti e questo bluff — andiamo insieme semplicemente… a fare spesa!
https://video.img.ria.ru/Out/Flv/20180809/2018_07_30_Controsanzioni_5axnbtu0.tca.mp4

Pur se in maniera molto casalinga e artigiana abbiamo però dimostrato una cosa che è sempre stata lì sotto gli occhi di tutti e in tutto questo tempo — i russi se la cavano bene anche senza di noi, gli scaffali non solo non sono vuoti ma ci sono arance ed uva anche in piena estate e formaggi e salumi nostrani mano a mano vengono sostituiti con produzioni interne o provenienti dai Paesi più disparati. Se qualcuno di voi storce il naso all’idea del gorgonzola iraniano, brasiliano o fatto appena fuori Mosca, allora vi dico che sì, certo, il nostro è più buono, ma una pasta ai quattro formaggi ci viene lo stesso e, anzi, magari in un prossimo video vi faremo vedere proprio come si fanno piatti tipicamente italiani qui a Mosca pur senza prodotti italiani. Insomma i russi sarebbero stati ben lieti di continuare ad importare le nostre rinomate leccornie ma, se proprio bisognava farne una questione di principio, ecco allora dimostrato quanto per i russi sia facile farne a meno. Per ora non parliamo dei dati macroeconomici e dell’incidenza negativa per la nostra bilancia commerciale, per ora limitiamoci al dato visivo, e il dato visivo è chiaro — i russi amano tanto l’Italia ma vivono bene anche senza.
Le sanzioni:
Si tratta di un insieme di misure restrittive contro la Russia adottate principalmente da USA e Unione europea nei confronti di Mosca, come risposta alla “deliberata destabilizzazione dell’Ucraina” e “all’annessione della Crimea”, come si legge sul sito dell’Unione europea. L’Ue impone diversi tipi di misure restrittive, misure diplomatiche, individuali ed economiche.
Prendiamo per esempio la DECISIONE 2014/512/PESC DEL CONSIGLIO del 31 luglio 2014 che inizia così:
“Il 6 marzo 2014 i capi di Stato o di governo dell’Unione europea hanno condannato fermamente la violazione ingiustificata della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina da parte della Federazione russa e hanno esortato la Federazione russa a ritirare immediatamente le sue forze armate nelle zone in cui sono stazionate in permanenza”. Sulla base di questo sono state imposte le prime sanzioni.
Ora, secondo logica, o queste forze armate stanziate in permanenza la Russia le ha poi ritirate, e quindi la risoluzione 512 ora la si potrebbe ridiscutere, oppure ha ragione il Consiglio ma allora quelle ‘forze armate stanziate in permanenza’ dovrebbero essere ancora là. DOVE? Se ce lo dicessero pubblicamente chiunque volesse potrebbe fare una ricerca e verificare, magari anche sul posto, no?
Prendiamo in esame ora un’altra risoluzione — quella pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 19 dicembre 2014 chiamata “Regolamento UE n. 1351/2014 del Consiglio” in risposta all’annessione illegale di Crimea e Sebastopoli da parte della Russia ed in considerazione del suo protrarsi. l’UE, già a partire dal mese di giugno 2014, aveva imposto restrizioni sulle merci originarie di quei territori e sulla fornitura di finanziamenti o assistenza finanziaria connessi all’importazione di tali merci, nonché restrizioni degli scambi e degli investimenti relativi a progetti infrastrutturali in certi settori.
A proposito della Crimea posso portare la mia testimonianza diretta dato che ho vissuto due anni a Sebastopoli, prima e dopo la riunificazione (così la chiamano da quelle parti, non certo annessione) — la Penisola ha superato tutte le principali difficoltà ma c’è stato un periodo in cui hanno veramente provato a prenderla per fame. Tagliato le forniture d’acqua, gas e luce dall’Ucraina, chiusura della frontiera continentale, embargo finanziario e commerciale praticamente totale dall’Europa. Farsi mandare un bonifico dall’Italia era impossibile, i russi hanno sostenuto uno sforzo veramente serio per portare le forniture necessarie attraverso lo stretto di Kerch’ e il ponte allora era ancora solo un miraggio che pareva irrealizzabile. Quindi le sanzioni specificatamente contro la Crimea sono state una faccenda seria. Inutili anche lì, ma seria. Inutili, per altro, dal punto di vista economico, dal punto di vista politico addirittura un boomerang perchè se mai i crimeani avessero avuto dubbi, dopo quel tipo di atteggiamento fu chiaro a tutti da che parte giusto schierarsi.
Proviamo invece ad analizzare l’impatto delle sanzioni sulla Russia continentale, cosa hanno colpito esattamente? Questo è molto difficile da dire perché se le controsanzioni hanno provocato il fiorire della produzione interna casearia, per esempio, e moltiplicato i fornitori sostitutivi di prodotti ortofrutticoli, cosa abbiano prodotto le sanzioni, a tutt’oggi, non lo abbiamo capito. La Russia sta sostituendo il percorso di avvicinamento all’Europa, vista la chiusura, con un intensificarsi delle relazioni con i Paesi BRICS (Brasile, Cina, India, Sud Africa), oltre Iran e America Latina, isolare una Nazione così grande è inutile e velleitario. Andando a vedere tra i provvedimenti presi notiamo però una cosa molto particolare — se le controsanzioni russe hanno carattere generico e concettuale (rivolte a tutte le esportazioni e gli esportatori), le sanzioni hanno invece molto spesso carattere ‘ad personam’. Esistono liste di personaggi pubblici russi singolarmente sanzionati. Se andiamo a guardare nel dettaglio questa lista troviamo delle cose veramente interessanti. Troviamo rappresentanti delle autorità democratiche russe, crimeane, personaggi del mondo dell’arte, della cultura. Sì è così. Nel terzo millennio, le democrazie, sanzionano ad personam individui che servirebbero al dialogo ed al confronto appunto… democratico.
http://www.russiaaffari.blog/2018/08/13/sanzioni-alla-russia-il-sarchiapone-che-si-morde-la-coda/
www.russiaaffari.blog


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Sanzioni alla Russia – Il “Sarchiapone” che si morde la coda.
Sanzioni alla Russia – Il “Sarchiapone” che si morde la coda. ( di Alessio Trovato pubblicato su Sputnik) Le controsanzioni russe sono un insieme di decreti emanati dal Governo russo in risposta alle sanzioni emanate da USA, Canada e UE contro la Federazion...
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Il commercio tra Russia e USA nel 2018 è aumentato dell'11,3%
……..Il
commercio tra Russia e USA nel 2018 è aumentato dell'11,3%. Il fatturato
commerciale tra la Russia e gli Stati Uniti nel primo semestre 2018 è aumentato
del 11,3%, rispetto allo stesso periodo del 2017, per un ammontare di 11.816
miliardi di dollari....
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……..Il commercio tra Russia e USA nel 2018 è aumentato dell'11,3%.
Il fatturato commerciale tra la Russia e gli Stati Uniti nel primo semestre 2018 è aumentato del 11,3%, rispetto allo stesso periodo del 2017, per un ammontare di 11.816 miliardi di dollari. Lo riferisce il Servizio federale russo delle dogane………..
…….."Il confronto in corso tra la Russia e gli Stati Uniti assomiglia per molti versi alla storia delle sanzioni contro la Cina dopo i tragici eventi del 1989 in piazza Tiananmen…
Tuttavia la Cina ha superato con successo le sanzioni e ne è uscita addirittura molto più forte. Possiamo dire che oggi le cose con la Russia stanno andando allo stesso modo", afferma l'esperto Andrey Fesyun, della Scuola Superiore di Economia……………….
…….Matteo Salvini a Mosca: una nuova era di buone relazioni tra Italia e Russia.
Ecco un breve commento di Matteo Salvini a Sputnik Italia su questa delicata tematica: — Ministro, in agenda ritorneranno questioni importanti come l'abrogazione delle sanzioni contro la Russia uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale della Lega?
— Assolutamente! Immigrazione, commercio, sicurezza, buoni rapporti con la Russia, la questione delle sanzioni.. porteremo avanti tutto!.............
(Estratti da Sputnik)

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Prosegue il tour in Russia del circo Togni che riscuote un grande successo anche nella seconda tappa.

Per un mese il circo Togni si esibisce ad Izhevsk dove effettuerà molte repliche per più giorni la settimana e durante tutte le 4 settimane di permanenza in loco.

A detta del pubblico e della critica il livello di spettacolo proposto dalla famiglia Togni è molto alto, sia per estetica che per le performances.

Strabiliante la comicità di Corrado Togni che, in scompleta sintonia con le sue due elefantesse e con l'ausilio della sua assistente e Moglie Susan, cattura la completa attenzione del pubblico che partecipa ad ogni iniziativa proposta dal famoso Clown, sbellicandosi dalle risate.

Massima attenzione del pubblico anche per Davio Togni, al centro dello spettacolo, famoso addestratore di tigri, che con le sue 5 "Striate Collaboratrici " riesce a mettere in risalto l'abilità interpretativa e l'intelligenza di questi possenti animali.

Il divertimento è assicurato per grandi e bambini anche da Yvan che fa parte ormai da tempo degli artisti del circo Togni, abile addestratore di vari animali, tra cui un canguro e un bisonte, oltreché di cammelli, zebre e cavalli, che si esibisce in vari divertenti numeri per il grande piacere del pubblico che risponde con grande calore.

Apprezzamento è stato espresso ai Togni per il modo in cui trattano i loro animali, che loro stessi definiscono parte della loro famiglia.
Gran parte della giornata è dedicata alla cura degli stessi animali con una grande attenzione per la libertà di movimento e la pulizia, una maniacale scelta del cibo più adatto a tutela della loro salute e particolare attenzione e affetto profusi con un'ampia presenza per fare loro compagnia e mantenere il rapporto affettivo creato.

Quasi una simbiosi fra artisti uomini e artisti animali in un rapporto dove sembra esservi la stessa considerazione per entrambi.

Complimenti alla Famiglia Togni e ai circensi italiani in genere.

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I Mondiali 2018 in Russia si sono conclusi oramai quasi due settimane fa, però la stampa internazionale ne continua a parlare quasi senza sosta.
I giornalisti occidentali, sempre impegnati nella demonizzazione della Russia, hanno dovuto ammettere che il vero trionfatore di questa Coppa del Mondo è stato il presidente russo Vladimir Putin.
«Nonostante il clima particolarmente teso con l'Occidente», scrive il Corriere della Sera, «Putin chiude il Mondiale perfetto»; l'emittente UsaToday lo definisce «il migliore fino ad ora»; la Coppa del mondo «perfetta», ha detto il presidente francese Emmanuel Macron a Vladimir Putin; «la migliore di sempre», sostiene il britannico Telegraph.
Questa posizione condividono anche alcuni politici italiani. Sputnik-Italia ha raggiunto per un approfondimento Carlo Fidanza, Deputato di Fratelli d'Italia.
— Parlando dei Mondiali, il presidente della Fifa Gianni Infantino ha chiamato la Coppa del mondo in Russia "la migliore della storia", sottolineando la "grande organizzazione" della manifestazione. Condivide questa visione? Cosa Le ha impressionato di più?
— Penso che la Coppa del Mondo sia stata molto ben organizzata e la Russia abbia dato una dimostrazione di serietà, di capacità organizzativa, di efficienza e anche di una affermazione di identità e di orgoglio nazionale senza fanatismi. Russia si è dimostrato come un paese solido, consapevole al suo passato ma aperto al mondo, che un po' è contrario di come viene dipinta spesso la Russia di Putin. Per cui sono d'accordo con il giudizio del Presidente della Fifa e credo che la cosa che abbia impressionato di più sia stata la gestione dell'ordine pubblico. Perché questo forse è stato il primo Mondiale dove praticamente non ci sono stati gli incidenti da parte degli hooligans stranieri e russi, che pure c'erano, ma che però non hanno causato nessun problema. Questo vuol dire che la macchina di stato è stata assolutamente efficiente.
— Nonostante che la Coppa del Mondo è andata in Francia, la stampa internazionale, compreso quella più russofoba, ha chiamato "Putin il vero vincitore" dei Mondiali. A che cosa, a Suo avviso, è dovuto questo inaspettato cambio di linguaggio nei confronti del presidente russo che è molto spesso viene demonizzato dalla stampa occidentale?
— Io penso che si siano dovuti arrendere alla realtà. Era di tutta evidenza che la centralità che la Russia ha avuto durante il mese dei Mondiali. Spero che questa esperienza sia un passo avanti, soprattutto per l'opinione pubblica. Abbiamo visto che negli ultimi anni l'opinione dei cittadini del mondo è sempre meno mediata dalla grande stampa mainstream. Hanno potuto constatare direttamente queste cose positive ( della Russia) senza il filtro dei grandi media occidentali che hanno riempito il mondo di propaganda antirussa in questi anni.
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Gérard Depardieu lancia in Russia la propria vodka e altri prodotti alimentari. In un mese e mezzo venduti 25.000 prodotti del suo marchio.

Lui stesso ha partecipato all’elaborazione della ricetta. Oltre al distillato, l’attore francese ha introdotto sul mercato di Mosca anche salsicce, dolci e latticini che portano il suo nome. E sono subito andati a ruba: in un mese e mezzo sono già stati venduti 25.000 prodotti di marca Depardieu
Il celebre attore francese Gérard Depardieu ha da poco lanciato sul mercato russo dei prodotti alimentari che portano il suo nome. Salsicce, dolci, latticini e addirittura vodka, che saranno venduti nei negozi della catena Auchan. La notizia è stata annunciata durante una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche il direttore del gruppo Auchan per la Russia, François Remy.
Com'è noto, Gérard Depardieu ha rinunciato alla cittadinanza francese per quella russa, come hanno fatto anche altri noti personaggi, dichiarando anche che: " La dolce vita è qui ( in Russia) "
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