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SPI - Scuola Posturologia Integrata
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Introduzione all'analisi posturale integrata // venerdi 11 e sabato 12 Novembre // crediti ecm: 22,3 !! #educam
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Corso di riequilibrio articolare-legamentoso secondo Conrad Speece // 1°livello sabato 19 e domenica 20 novembre // 2°livello sabato 10 e domenica 11 dicembre // crediti ecm: 45.1 !! #educam
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Trigger Point e trattamento del dolore muscolo-scheletrico // sabato 12 e domenica 13 novembre 2016 // crediti ecm: 22.3 !! #educam
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Dal 1996…La Prima Scuola di Posturologia Integrata in Italia!
La Scuola che Qualifica e Certifica le tue Competenze,
coinvolgendo Enti nazionali e/o internazionali! SCEGLI OGGI #EDUCAM #SPI
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Corso A.P.I. Analisi Posturale Integrata 11/12/13 Novembre 2016! 26,5 Crediti ECM! La Formazione con #Educam #SPI è aperta a tutti! Scuola di Posturologia Integrata
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Osteopathic Sport Day 3.0

La terza edizione dell'Osteopathic Sport Day è alle porte! Nella scorsa edizione più di 100 atleti, oltre 150 persone che si sono sottoposte a consulenze, valutazioni e trattamenti nelle medicine alternative complementari! Tanto SPORT e BENESSERE caratterizzano ogni anno questa movimentata e fantastica giornata!!

TI ASPETTIAMO A FREGENE PRESSO IL LIDO "MIRAGGIO" Domenica 19 GIUGNO 2016!!!!
NON MANCARE ‪#‎osteopathicsportday‬ ‪#‎fregene‬ ‪#‎benessere‬
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CORSO A.P.I. e R.N.P. del Sistema Neurovegetativo: VIsceri, Psiche e Postura / 24 - 25 - 26 Giugno 2016
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La Promozione della Salute e l’OMS

Il concetto di “Salute” formulato nel 1948 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è ancora oggi alla base della definizione ufficiale del termine: "La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un’assenza di malattia o d’infermità".
Questa definizione ha portato in primo piano i fattori ambientali, culturali, psicosociali, gli stili di vita ed è stata rielaborata ed approfondita nel corso degli anni dal mondo scientifico (Seppilli A., 1966; Antonovski, 1979). Il concetto di Promozione della Salute, pur essendo stato teorizzato in varie epoche storiche, è stato codificato in maniera puntuale sotto forma di impegno ed obiettivo di ogni società civile nel 1986 dalla Carta di Ottawa ad opera dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Sono ormai trascorsi quasi trent'anni e la Carta di Ottawa costituisce un importante ed attuale documento di riferimento per lo sviluppo di politiche orientate alla Salute. Secondo la Carta, sottoscritta dagli Stati appartenenti all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), essa viene definita come "il processo che consente alle persone di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e di migliorarla".

Questa definizione implica:
1. Costruire una politica per la salute e promuovere idee, dare mezzi (per attuarle) e mediare
2. Rinforzare l’azione comunitaria (partecipazione), sviluppo della capacità individuali (operare autonome scelte per quanto riguarda i problemi relativi alla salute dei cittadini che vi appartengono)
3. Creare un ambiente favorevole (in modo da offrire un adeguato supporto alle persone per il perseguimento della salute negli ambienti di vita e di lavoro, attraverso condizioni di maggiore sicurezza e gratificazione)
4. Riorientare i servizi sanitari (nella logica di renderli più adeguati ad interagire con gli altri settori in modo tale da svolgere un'azione comune per la salute della comunità di riferimento, anche rafforzando campi di intervento specifici ed autonomi dai Sistemi Sanitari ed attivi nel rilanciare il potenziale di adattamento e regolazione degli individui)

Da questa definizione discendono una serie d’implicazioni, tra le quali assume importanza primaria il “ri-orientamento dei Servizi Sanitari” (Punto 4).
La strada tracciata dall’OMS è chiara: favorire in ogni modo la De-Medicalizzazione della Salute.

Il principio di Promozione della Salute mira a conseguire il potenziale raggiungimento per tutti gli individui della società, anche i più deboli e disagiati, delle ottimali condizioni di salute. Tutti gli interventi in tal senso, non relegati solo ai Servizi Sanitari, si prefiggono di ridurre le differenziazioni evidenti nell'attuale stratificazione sociale della salute, offrendo a tutti eguali opportunità e risorse per conseguire il massimo potenziale di salute possibile. Questo comprende: un saldo radicamento in un ambiente accogliente, l'accesso alle informazioni, le competenze necessarie alla vita, la possibilità di compiere scelte adeguate per quanto concerne la propria salute, una serie di interventi in grado di rilanciare il potenziale di mantenimento, ripristino ed autoregolazione relativo alla salute.

Non è possibile conquistare il massimo potenziale di salute se non si è in grado di controllare i fattori determinanti della Salute.
La salute, del singolo individuo e della società nel suo insieme, è un bene essenziale per la libertà e lo sviluppo individuale, economico, sociale ed antropologico, ed è aspetto fondamentale della qualità della vita. I fattori politici, economici, sociali, culturali, ambientali, comportamentali e biologici possono favorirla così come possono lederla.

Anche gli individui e i gruppi possono diventare soggetti attivi nel perseguimento di uno stato di buona salute quando sono in grado di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni, di modificare l'ambiente o di aumentare le capacità di adattamento e di autoregolazione.
La Promozione della Salute non è responsabilità esclusiva del settore sanitario, dovendo coinvolgere anche i settori che influiscono sulla salute stessa con un approccio definito "intersettoriale"; che preveda, cioè, l'intervento, la collaborazione e il coordinamento di settori diversi dalla sanità (istruzione, cultura, psico-pedagogia, trasporti, agricoltura, lavoro, turismo, ecc.) per realizzare iniziative in grado di migliorare lo stato di salute della popolazione. Essa porta il problema all'attenzione dei responsabili delle scelte in tutti i settori, a tutti i livelli, invitandoli alla piena consapevolezza delle conseguenze sul piano della salute di ogni loro decisione e ad una precisa assunzione di responsabilità in merito.

Accreditati studi internazionali hanno effettuato una stima quantitativa dell'impatto di alcuni fattori sulla longevità delle comunità, utilizzata come indicatore della salute. I fattori socio-economici e gli stili di vita contribuiscono per il 40-50%; lo stato e le condizioni dell'ambiente per il 20-33%; l'eredità genetica per un altro 20-30%, ed i servizi sanitari per il restante 10-15%.

Il differenziale socio-economico è quindi il fattore più rilevante della quantità e qualità di vita, mentre il contributo dei sistemi sanitari appare di minore impatto. Tra i paesi industrializzati avanzati che garantiscono un accesso equo ai servizi non si registra praticamente nessuna correlazione tra la spesa (e quindi le disponibilità di servizi e operatori sanitari) e la speranza di vita. Questo fatto non deve in effetti sorprendere perché, come visto, altri fattori sono più atti a produrre "longevità", e quindi a spiegare tali differenze.

Nel 1966 A. Seppilli, introduceva alcuni elementi che offrivano una chiave di lettura innovativa del concetto di salute: “La salute è una condizione di armonico equilibrio, fisico e psichico, dell’individuo, dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale”.
Le parole “armonico equilibrio” danno una dimensione dinamica alla salute. L’equilibrio diventa una costante giocata tra il bilanciamento di varianti interne (omeostasi) e l’adattamento alle variabili esterne in relazione alla situazione favorevole o sfavorevole dell’ambiente reale o percepita (allostasi). Principi attorno ai quali si gioca la valutazione e l’intervento Osteopatico.

Antonovski, nel 1979, nel definire il suo modello di salute, sostiene che essa si presenta come “un continuum”, una proprietà del sistema vivente, che non è perfetto ed è soggetto a processi antropici e a inevitabile morte.

L’OMS ha preso spunto da questi ed altri modelli articolando ulteriormente il concetto nella Carta di Ottawa: "(...) questa prospettiva nasce da una concezione di "salute" intesa come campo di applicazione delle capacità individuali o di gruppo, intese a modificare o a convivere con l’ambiente. La salute è quindi vista come una risorsa della nostra vita quotidiana, e non come lo scopo della nostra esistenza; si tratta di un concetto positivo che pone l’accento sia sulle risorse personali e sociali che sulle capacità fisiche".
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CORSO A.P.I. e R.N.P. del Sistema Cranio-Sacrale / 6 - 7 - 8 maggio 2016
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