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Vitassistance agenzia badanti
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Vitassistance assistenza anziani disabili. Agenzia badanti a Torino, Milano, Aosta e Savona.
Vitassistance assistenza anziani disabili. Agenzia badanti a Torino, Milano, Aosta e Savona.

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COME TUTELARSI DA AGENZIE, ASSOCIAZIONI E COOPERATIVE DI BADANTI ILLEGALI ?

Non tutte le società  possono fornire colf o badanti alle famiglie che ne hanno bisogno.
 
Quando una società assume una badante e la manda a lavorare a casa di una famiglia, sta svolgendo somministrazione di lavoro o fornitura di manodopera.
 
In Italia, la ricerca e la selezione di personale, l’intermediazione di personale e la fornitura di personale (somministrazione di lavoro) sono tutte operazioni che possono essere svolte solo da società che sono iscritte all’Albo delle Agenzie Per il Lavoro gestito dal Ministero del Lavoro.
 
Chi non è abilitato dall’albo e dal ministero del Lavoro NON può fornire legalmente badanti a degli utilizzatori. 
 
La badante che viene mandata a casa vostra è un lavoratore subordinato che è alle vostre dipendenze. Avere qualcuno alle proprie dipendenze, ovvero stabilire gli orari di lavoro e le mansioni lavorative, è legale  solo se il contratto di lavoro è di tipo subordinato(dipendente).
 
Per le badanti le tutele previste sono regolate dal Contratto Collettivo Nazionale Del Lavoro Domestico (CCNL domestico).
 
Molte associazioni o cooperative di badanti che non hanno l’autorizzazione ministeriale, assumono invece con forme contrattuali diverse o addirittura con contratti di lavoro autonomo (Partite Iva  - CO. CO. CO. – CO. CO. PRO. ).
 
Queste società non autorizzate che utilizzano forme contrattuali alternative  mettono a rischio le famiglie che possono essere soggette a rivendicazioni da parte dei lavoratori forniti e assunti con contratti non a norma di legge. Una badante fornita con un contratto di lavoro non regolare potrà rivendicare di essere stata una vostra dipendente e farsi risarcire di tutte le tutele previste dal relativo CCNL e di farsi assumere regolarmente e direttamente dalla famiglia utilizzatrice.
 
Il fatto di aver pagato delle fatture a queste società irregolari, non vi esonera da eventuali rivendicazioni. Infatti le fatture non riguardano il diritto del lavoro.  Chiunque può fare una fattura, ma ciò che conta è se l’attività di fornitura di personale è svolta a norma di legge rispettando il diritto del lavoro.
 
Per tutelarvi verificate sempre la risposta a queste due domande: 
 
1) La società che mi fornisce le badanti è una Agenzia Interinale iscritta all’albo della Agenzie Per il Lavoro?
2) La badante, che viene messa alle proprie dipendenze da questa Agenzia, è assunta regolarmente e tutelata dal CCNL domestico?
 
Questi sono requisiti fondamentali quando si tratta di mettersi in casa personale fornito da altri.

http://www.vitassistance.it/news/301-come-tutelarsi-da-agenzie-associazioni-e-cooperative-di-badanti-illegali.html

#assistenzanziani #agenziabadanti #badante
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Badanti, nella rete è boom di ricerche

Negli ultimi 5 anni, «il volume di ricerche sul web per parole chiave legate al lavoro domestico è aumentato sensibilmente». Sono le parole del segretario generale di Domina (Associazione Nazionale Famiglie Datori di lavoro domestico), Lorenzo Gasparrini. I dati forniti dimostrano che il volume di ricerca per costo badante ad ore è aumentato del 50%, costo badante convivente è aumentato del 90%, contratto badante convivente è aumentato del 130% e voucher baby-sitter è aumentato del 2.000%. L'incremento del volume delle ricerche denota - spiega Gasparrini - una crescita nella richiesta di figure dedicate all’assistenza alla persona». Mentre la ricerca legata alle colf resta quasi invariata nell’ultimo quinquennio, la ricerca di badanti mostra un’impennata considerevole.

FONTE: http://www.metronews.it/16/09/20/badanti-nella-rete-%C3%A8-boom-di-ricerche.html

#badante   #anziani   #disabili   #assistenzaanziani   #assistenzadisabili   #colf   #badantetorino   #badantemilano   #badanteaosta   #badantesavona   #agenziabadanti   #assistenzaanzianitorino   #assistenzaanzianimilano  
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ANZIANI: FARE GINNASTICA ABBATTE IL RISCHIO DI DEMENZA

Una vita attiva aumenta anche il volume del cervello, in particolar modo l'area dell'ippocampo, che è la regione tra le altre cose della memoria a breve termine. Questi benefici aumentano ancora di più in chi ha compiuto almeno 75 anni

Fare regolarmente attività fisica quando si è anziani aumenta il volume del cervello e fa diminuire il rischio di declino cognitivo. Condotto dalla prestigiosa Università della California, lo studio sottolinea per l’ennesima volta quanto sia fondamentale una vita attiva per il nostro benessere sia fisico sia mentale.

Per capire la correlazione tra l’esercizio fisico, il volume del cervello e il rischio di demenza, i ricercatori americani hanno preso in esame i dati del Framingham Heart Study, un’imponente raccolta dati partita nel 1948 sulla salute degli americani.

L’équipe ha messo sotto osservazione 3.700 persone con più di 60 anni, 2.000 dei quali sono stati anche sottoposti a una risonanza magnetica cerebrale per misurare il volume del loro cervello. I volontari, che all’inizio dei test non soffrivano di demenza, sono stati seguiti per più di dieci anni.

I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica the Journals of Gerontology Series A: Biological Sciences and Medical Sciences, non lasciano spazio a dubbi. Chi fa poco esercizio fisico ha un alto rischio di sviluppare demenza. Ma non solo. Una vita attiva aumenta anche il volume del cervello, in particolar modo l’area dell’ippocampo, che è la regione, tra l’altro, della memoria a breve termine.

I ricercatori hanno anche scoperto che tutti questi benefici aumentano ancora di più in chi ha compiuto almeno 75 anni. Ora gli scienziati si concentreranno su altri studi per capire quale debba essere l’intensità di questa attività fisica, quanto debba durare e se ci sono esercizi che sono migliori di altri.

Uno studio precedente sosteneva che gli anziani possono avere effetti benefici già solo con una passeggiata di soli 15 minuti a passo svelto. Almeno secondo una ricerca francese condotta presso il Policlinico di Saint-Etienne con uno studio su oltre 20.000 anziani durato dodici anni. Maggiore è la ”dose” di attività fisica svolta settimanalmente dall’anziano, maggiore la riduzione del rischio di morte: diminuisce del 22% con un quarto d’ora di camminata veloce al giorno, e fino al 35% se l’esercizio fisico aumenta.

FONTE: http://www.ok-salute.it/benessere/anziani-fare-ginnastica-abbatte-il-rischio-di-demenza/

#demenza #demenzasenile #prevenzione #badante #anziani #disabili #sport #assistenzaanziani #assistenzadisabili  
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VANTAGGI DEI SERVIZI VITASSITANCE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI

I clienti possono usufruire delle agevolazioni fiscali e contributive per le colf badanti.

Il cliente può dedurre dal proprio reddito, per un importo massimo di 1.549,37 euro l'anno, i contributi previdenziali obbligatori da noi versati per la colf. A tal fine è tenuto a presentare la Dichiarazione sostitutiva contributi corrisposti rilasciata dalla Società Vitassistance® L'importo massimo deducibile è fisso e non varia in base ai redditi dichiarati.
 
Il cliente può anche detrarre dall'imposta lorda il 19% delle spese sostenute per gli addetti all'assistenza di persone non autosufficienti, per un importo massimo di 2.100 euro l'anno. La detrazione spetta al soggetto non autosufficiente o ai familiari che sostengono la spesa.

Per poter usufruire di questa agevolazione sono necessari:

- il certificato medico, rilasciato da un medico specialista o generico, che attesti la condizione di non autosufficienza, da esibire a richiesta dell'amministrazione finanziaria;
- le Fatture erogate dalla società Vitassistance®

Si può usufruire di tale detrazione se il reddito complessivo non supera 40.000 euro. La deduzione fiscale per la colf si può sommare alla detrazione prevista per l' assistente familiare, e viceversa.

http://www.vitassistance.it/chi-siamo/i-vantaggi.html

#agevolazionifiscali #badante #anziani #disabili #agenziabadanti #assistenzaanziani #assistenzadisabili #badanteanziani #badantedisabili #badantetorino #badantemilano #badanteaosta #badantesavona  
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LA CANNELLA MIGLIORA LA MEMORIA E CURA IL PARKINSON

La natura ci offre una nuova opzione terapeutica per migliorare la memoria e trattare una malattia grave come il Parkinson. Si tratta della cannella che, secondo uno studio del Rush University Medical Center di Chicago, avrebbe la capacità di invertire le alterazioni biochimiche e cellulari che caratterizzano il cervello dei topi con capacità di apprendimento limitate.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Neuroimmune Pharmacology, è stato coordinato dal dott. Kalipada Pahan, che spiega: «Se questi risultati venissero replicati anche sugli esseri umani con le stesse caratteristiche, sarebbe un notevole passo in avanti».

Nell'ippocampo dei soggetti con difficoltà di apprendimento vi sarebbero livelli meno elevati di Creb, una proteina coinvolta nei processi mnemonici, e più subunità alfa-5 di recettori Gabaa (Gabra5, le proteine che generano segnali inibitori).

Nel corso della sperimentazione, i topi hanno assunto cannella in polvere. Una volta nell'organismo, la spezia viene metabolizzata in benzoato di sodio, sostanza chimica impiegata come farmaco in caso di danni cerebrali. Arrivato nel cervello dei topi, il benzoato di sodio ha aumentato i livelli di Creb, ridotto quelli di Gabra5 e stimolato la plasticità neuronale dell'ippocampo. Il risultato è stato un miglioramento chiaro delle capacità mnemoniche e di apprendimento.

Lo stesso team di ricerca ha anche scoperto un effetto positivo della spezia in caso di Parkinson. In questo caso, il benzoato di sodio previene la perdita delle proteine Parkin e DJ-1, che nei soggetti affetti da Parkinson sono carenti.

La sostanza, inoltre, protegge i neuroni, normalizza i livelli dei neurotrasmettitori e migliora le funzioni motorie. Secondo il dott. Floyd A. Davis, un altro ricercatore dell'ateneo statunitense, la cannella potrebbe effettivamente essere utilizzata per ostacolare la progressione della malattia.

FONTE: http://www.italiasalute.it/12925/pag2/La-cannella-migliora-memoria-e-cura-Parkinson.html

#cannella #parkinson #prevenzione #badante #anziani #disabili #assistenza #assistenzaanziani #assistenzadisabili #agenziabadanti #badantetorino #badantemilano #badanteaosta #badantesavona
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VANTAGGI DEI SERVIZI VITASSITANCE: LA COPERTURA TOTALE DEL SERVIZIO

Possibilità di chiedere la sostituzione della badante se non entra o non è più in armonia con l’anziano e il suo ambiente, in qualsiasi momento.

Se infortunata, VitAssistance® Srl provvede alle denunce a norma di legge e sostituisce la badante titolare con una supplente fino alla guarigione della titolare.

Se ammalata, VitAssistance® Srl provvede alle denunce a norma di legge e sostituisce la badante titolare con una supplente fino alla guarigione della titolare.

Sostituzione della badante durante le ore di permesso o i giorni di ferie spettanti.

Detrazioni dal corrispettivo mensile del servizio non usufruito.

Possibilità di usufruire, negli eventuali periodi di ricovero ospedaliero del vostro caro, della stessa badante domiciliare che seguirà l’anziano anche in ospedale, pronta a riprendere il normale servizio a domicilio una volta dimesso.

Possibilità di sospendere parzialmente o definitivamente il servizio e riprenderlo quando si desidera, senza oneri o costi aggiuntivi.

Totale elasticità e spirito di adattamento a problematiche personali con risposte di servizio e orari personalizzati.

Un’organizzazione che vi segue con totale disponibilità in ogni momento con personale sempre disponibile anche nei giorni festivi per agire in caso di emergenze o richieste di informazioni.

VitAssistance® Srl preserva anche la vostra salute togliendovi oneri e angosce, risolvendo totalmente il problema della gestione della badante del vostro familiare.

http://www.vitassistance.it/chi-siamo/i-vantaggi.html

#badante #anziani #disabili #assistenza #anziani #disabili #assistenzaanziani #assistenzadisabili #colf #badantetorino #badantemilano #badanteaosta #badantesavona
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Equilibrio precario in anziani segnala più rischio demenza

Disturbi dell'equilibrio nelle persone più anziane predicono un maggior rischio di sviluppare declino cognitivo. La conferma arriva da uno studio pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society, che ha focalizzato l'attenzione sul legame tra scarsa prestazione fisica e demenza negli ultranovantenni, una fascia della popolazione che in Italia ha ormai raggiunto il mezzo milione di persone.

I ricercatori dell'Università della California hanno seguito per due anni e mezzo 578 persone over 90, controllandoli ogni sei mesi attraverso esami fisici, neurologici e cognitivi.

All'inizio dello studio, la metà dei partecipanti aveva segni di deterioramento cognitivo (con problemi nel pensare o ricordare), ma non aveva demenza, e il resto era cognitivamente normale. Nel corso del periodo di studio, quasi il 40 per cento dei partecipanti ha sviluppato una demenza. I ricercatori hanno osservato che il rischio di ammalarsi era strettamente collegato allo scarso rendimento su due test di prestazione fisica: mantenere l'equilibrio in piedi e camminare per 4 metri.

"Disturbi di equilibrio e disturbi cognitivi - spiega all'Ansa Giuseppe Paolisso, Rettore della Seconda Università di Napoli e past president della Società italiana di gerontologia e geriatria - sono legati perché possono avere una causa in comune, ovvero deficit vascolari, come sbalzi di pressione, ridotto afflusso di sangue al cervello o micro ischemie. Il singolo fenomeno può non esser percepito, ma la somma del danno si traduce in lacune sempre più frequenti della memoria, fino alla perdita di contatto con la realtà.

La demenza a oggi non si cura, ma individuarne sintomi premonitori, come può essere la difficoltà di equilibrio, aiuta a intervenire sulle cause che possono provocarla, in particolare l'alta pressione. In questo caso i farmaci sono fondamentali, ma non devono essere 'fai da te', bensì sotto stretto controllo del medico, che sarà in grado di individuare quelli più adatti".

FONTE: http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute_65plus/medicina/2016/07/27/equilibrio-precario-in-anziani-segnala-piu-rischio-demenza_87dbb4cf-f31b-44e8-b50a-6d702161f2bc.html

#demenza #demenzasenile #anziani #disabili #badante #assistenza #assistenzaanziani #assistenzadisabili #badantetorino #badantemilano #badanteaosta #badantesavona #agenziabadanti  
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VITASSISTANCE ASSISTENZA ANZIANI DISABILI DOMICILIARE OSPEDALIERA

VitAssistance e’ una AGENZIA PER IL LAVORO, conosciute anche come Aziende di lavoro interinale, o anche Agenzie di somministrazione lavoro, sono imprese private autorizzate alla fornitura di lavoro, in Italia secondo il Decreto legislativo 10 settembre 2003 n. 276, variamente modificato, cosiddetta Legge Biagi
Il D. Lgs n. 276/2003 ridisegna completamente la procedura di autorizzazione da parte dello Stato per le Agenzie per il Lavoro, abrogando completamente le precedenti Agenzie di lavoro interinale, di cui alla legge 24 giugno 1997, n. 196, relativa al cosiddetto Pacchetto Treu. Le nuove Agenzie per il Lavoro svolgono attività di somministrazione, intermediazione, ricerca e selezione del personale e attività di supporto alla ricollocazione professionale. Tutte le attività sopra indicate devono essere svolte nell'ambito di un sistema coordinato, attraverso il collegamento con la Borsa continua nazionale del lavoro, quale strumento telematico di collegamento e raccordo tra pubblico e privato al fine del collocamento dei lavoratori – completamente liberalizzato con la soppressione dei vecchi Uffici di collocamento e delle relative liste di collocamento – al fine di garantire un mercato del lavoro aperto e concorrenziale.

Vitassistance® Srl è un' Agenzia di somministrazione lavoro specialista. Il marchio Vitassistance ® è attivo nel settore dell’assistenza agli anziani ed ai disabili dal 1994, siamo stati autorizzati dal Ministero del Lavoro ad assumere direttamente la colf badante, con il contratto nazionale di lavoro domestico, riferito alla sua posizione (colf, badante, giardiniere, infermiera, cameriere, autista, ecc..).

Il Cliente non ha rapporti contrattuali diretti con le assistenti ma solo con VitAssistance® Srl, che si assume tutte le responsabilità della gestione del servizio e gli oneri previdenziali o fiscali. La durata dei contratti è determinata dalla volontà del Cliente, che può sospendere o interrompere del tutto il contratto a seconda del bisogno.

In Italia siamo stati i primi a poter assumere con contratti così legali in maniera specialista.
Cerchi una badante? Vitassistance® è la soluzione per tutto il nord Italia.

VitAssistance® srl si rivolge all'anziano che ha diritto ad invecchiare nella sua casa e che non vuole staccarsi dalle sue abitudini, dai suoi rapporti sociali, dalla sua vita di tutti i giorni.
VitAssistance®srl è la sicurezza di un gruppo di ASSISTENTI DOMICILIARI, OSPEDALIERI, TUTELARI che operano per il benessere dell’anziano e del disabile.
Infermieri generici, assistenti domiciliari, badanti, vegliatrici, vigilatrici, baby-sitter, collaboratrici domestiche, giardinieri ,… a casa vostra per servizi parziali o continuativi.
Personale dipendente Vitassistance® srl al vostro servizio, con la sicurezza della copertura oraria e dell’eventuale ricambio.
Da una a ventiquattro ore al giorno continuative di erogazione del servizio con personale capace e responsabile.
VitAssistance® srl gestisce il servizio intervenendo in caso di bisogno 24 ore su 24.
VitAssistance® srl, con la FORMULA ” IN CONVIVENZA”, è una valida alternativa al ricovero dell’anziano in case di riposo, case protette, ospizi e dà la possibilità, ad un prezzo concorrenziale, di avere sempre personale disponibile per tutta la giornata a casa propria fornendo in modo ottimale i servizi seguenti:

- Assistenza domiciliare Anziani (spese, commissioni, pulizie, compagnia)
- Assistenza domiciliare anziani non autosufficienti (igiene e cura della persona, alimentazione, vestizione, mobilità, attività motoria, terapia occupazionale, animazione, comunicazione, relazione, dialogo)
- Assistenza disabili
- Assistenza ospedaliera post-operatoria
- Assistenza ospedaliera lungodegenza
- Assistenza lungodegenza in case protette
- Servizi domiciliari generali integrati
- Consulenza su materiali e attrezzature inerenti le cure dell’anziano o disabile

http://www.vitassistance.it/chi-siamo/cos-e-vitassistance.html

#badante   #anziani   #disabili   #assistenza   #assistenzaanziani   #assistenzadisabili   #assistenzadomiciliare   #malattia   #colf   #badantitorino   #badantimilano  
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RISCHIO CARDIOVASCOLARE E COLESTEROLO: QUANTO PESA DAVVERO AVERE I VALORI ALTI

È l’incubo di tutti noi quando ritiriamo le nostre analisi del sangue: avrò il colesterolo entro i limiti? E quello buono è sufficientemente alto da contrastare gli effetti di quello cattivo? Poi puntualmente se i valori risultano nella norma allora ci sentiamo tranquilli che il nostro cuore naviga in acque serene e che per il momento non dobbiamo preoccuparci. Le cose però in realtà non sono così semplici: il colesterolo non è infatti il principale parametro per la valutazione del rischio cardiovascolare, o per meglio dire, non possiamo pensare di avere una risposta sulla nostra situazione cardiovascolare considerando questo valore da solo.
Si tratta di un parametro che va incrociato con altri valori altrettanto importanti, come lapressione arteriosa, l’età, il sesso, l’essere o meno fumatori, la presenza di diabete, di malattie renali e respiratorie. Insomma, preoccuparsi solamente di colesterolo alto è assai riduttivo, tanto che in alcuni casi, nonostante valori di colesterolo totale superiori al valore soglia indicato, non è appropriato nessun intervento terapeutico. Al contrario, in situazioni particolarmente compromesse, come nel caso di chi ha già avuto episodi di infarto o ictus, il valore soglia per il cosiddetto colesterolo cattivo (LDL) non è 115 mg/dL come per la popolazione generale, ma 70 mg/dL.
Bombardati da innumerevoli messaggi, specie da parte dei media, e da qualche tempo anche dalle campagne pubblicitarie di alimenti o integratori alimentari che si focalizzano sul problema dell’ipercolesterolemia più che su altri importanti fattori di rischio – tra i quali l’eccesso di peso, la sedentarietà e il fumo – dobbiamo quindi stare attenti a non pensare alla nostra salute cardiovascolare solamente in termini di colesterolo.
Che cosa si intende dunque per rischio cardiovascolare, e come valutarlo nella sua complessità? Ne abbiamo parlato con Roberto Tramarin, Direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia Perioperatoria e Riabilitativa dell’Istituto Scientifico Policlinico San Donato di Milano.
Un modo per rendersi conto rapidamente del reale peso dell’ipercolesterolemia è osservare lecarte di rischio cardiovascolare, che sono realizzate dalle società scientifiche a livello mondiale e aggiornate periodicamente. Queste tabelle, come nel caso dello SCORE elaborato dalla Società Europea di Cardiologia, descrivono il rischio in percentuale di morte per un evento cardiovascolare nei successivi 10 anni, a seconda di età, sesso, essere fumatori oppure no, pressione arteriosa (asse verticale) e infine colesterolo (asse orizzontale).
“Balza subito all’occhio che l’ipercolesterolemia incide di meno rispetto all’ipertensione (ancora oggi non diagnosticata in un soggetto su tre) o all’essere o meno fumatori”, spiega Tramarin. “Prendiamo il caso di un uomo di 60 anni non fumatore con un valore di colesterolo totale di 190, e quindi apparentemente normale: il suo rischio aumenta dal 2% in assenza diipertensione (cioè con pressione arteriosa sistolica di circa 120-140 mmHg) al 4% se la pressione è intorno a 160 fino al 6% se la pressione tocca i 180: il suo rischio cardiovascolare risulta quindi triplicato.”
Per contro, se il suddetto sessantenne ha una pressione stabile a 120 mmHg, il suo rischio cardiovascolare passa dal 2%, se il colesterolo è inferiore o uguale a 200 mg/dL, al 3% se è intorno a 250 mg/dl e rimane tale anche se i suoi valori di colesterolo arrivassero a 300 mg/dL, valori che identificano una grave ipercolesterolemia. Insomma, se il paziente non soffre di ipertensione e non fuma, il colesterolo incide molto meno sul suo rischio cardiovascolare rispetto alla stessa ipercolesterolemia in un paziente iperteso e/o fumatore. Se oltre tutto il paziente è fumatore, all’aumentare di ipertensione e colesterolo il rischio è ancora maggiore. Altrimenti detto: il colesterolo alto da solo ci dice relativamente poco. “Nella definizione accurata del reale rischio cardiovascolare dobbiamo quindi valutare i vari fattori di rischio non individualmente, ma nella loro globalità – precisa Tramarin – anche per evitare pericolosi e fuorvianti fai-da-te.”

Colesterolo buono e cattivo: vanno valutati entrambi

Facciamo un passo indietro. Il colesterolo che va tenuto sotto controllo è in realtà quello “cattivo” cioè quello che nelle nostre analisi del sangue viene definito LDL, e che è molto pericoloso perché è quello che tende ad accumularsi nei nostri vasi sanguigni. “Non basta però l’indicazione di questo colesterolo cattivo per valutare il nostro reale rischio cardiovascolare” spiega Tramarin. “Le analisi del sangue devono contenere almeno cinque parametri, che permettono al nostro medico di valutare la nostra situazione, e sono, oltre alla glicemia che indica la presenza di diabete, il colesterolo totale (il cui valore, non “normale”, ma “desiderabile” è indicato come inferiore a 190 mg/dl), il colesterolo “buono” (HDL), considerato buono perché contribuisce a eliminare il colesterolo presente nelle arterie, quello cattivo cioè LDL, e i trigliceridi. È indispensabile quindi disporre di tutti questi cinque valori. Infatti una persona con valori di colesterolo totale e cattivo accettabilmente bassi potrebbe in realtà avere, in presenza di valori di colesterolo HDL (quello buono) particolarmente bassi, un elevato profilo di rischio cardiovascolare.

Alimentazione sana e attività fisica e il rischio diminuisce

“Il concetto chiave di cui dobbiamo convincerci è che le malattie cardiovascolari si possono prevenire attraverso una dieta sana e uno stile di vita che comprenda un po’ di attività fisicaeseguita con costanza”, conclude Tramarin. “Secondo le più recenti evidenze scientifiche la mortalità per malattie cardiovascolari potrebbe essere dimezzata solo attraverso modeste riduzione dei rischi connessi all’alimentazione e alla sedentarietà. Sembra il solito mantra trito e ritrito, ma non è così: un’alimentazione sana, basata sulla dieta mediterranea ricca di carboidrati, frutta e verdura e povera di grassi di origine animale, il non fumare, e camminare a passo sostenuto 30 minuti al giorno possono salvarci la vita, non solo attraverso il loro contributo alla riduzione del colesterolo, ma anche attraverso la loro azione benefica sulla riduzione della l’ipertensione, sul miglior controllo di un eventuale diabete, e sul mantenimento di un buon peso forma. Questo significa fare davvero prevenzione delle malattie cardiovascolari”.

FONTE: http://www.agoravox.it/Rischio-cardiovascolare-e.html

#colesterolo #cardio #cardiovascolare #cuore #sangue #valori #anziani #disabili #prevenzione #assistenza #assistenzaanziani #assistenzadisabili #badante  
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IL GLAUCOMA POTREBBE CAUSARE ALZHEIMER, SLA E PARKINSON

Il glaucoma potrebbe avere uno stretto legame con Alzheimer, Sla e Parkinson. Sono i risultati di uno studio dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in collaborazione con Irifor (centro di formazione, ricerca e riabilitazione per la disabilità visiva), che ha analizzato gli aspetti clinici del glaucoma, individuando uno stretto legame con altre patologie neurodegenerative.
I glaucomi sono un tipo di malattie oculari che oggi costituiscono la seconda causa di cecità al mondo, dopo la cataratta. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che ne soffrono circa 55 milioni di persone al mondo. Più di un milione si trovano solo in Italia e, nella maggior parte dei casi, una persona su due non ne è al corrente.
Nei giorni scorsi è inoltre arrivato un ulteriore monito dall’Oms, che ha descritto il glaucoma come una patologia da non sottovalutare sia perché non ha sintomi particolari e ci si accorge della sua presenza solo una volta che la vista è già compromessa, sia perché non comporta esclusivamente la perdita della vista ma influisce negativamente anche sul nostro sistema cerebrale.

COS’È IL GLAUCOMA

Con il termine glaucoma si intendono tutte quelle malattie che colpiscono gli occhi, accomunate dall’aumento della pressione endooculare, principalmente in soggetti con più di 40 anni. All’interno dell’occhio è presente un liquido, l’umore acqueo, che assicura il nutrimento delle strutture oculari e viene continuamente prodotto e riassorbito da specifiche vie di deflusso. Quando queste vie si ostruiscono si ha un aumento della pressione all’interno dell’occhio superando i normali 14-16 mmHg, la soglia massima.
Se questa condizione peggiora e perdura nel tempo può danneggiare il nervo ottico, incaricato di trasmettere le informazioni visive direttamente al cervello. La lesione delle fibre nervose porta ad un progressivo restringimento del campo visivo tipico del glaucoma in stadio avanzato. Il danno alla vista è infatti progressivo e, dato che inizialmente interessa solo la visione laterale, passa inosservato fino a quando non si arriva alla perdita di gran parte della vista.

IL LEGAME TRA GLAUCOMA E MALATTIE DEGENERATIVE

La ricerca finanziata dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e condotta dall’oculista Paolo Frezzotti e dal neurologo Nicola De Stefano è partita prima di tutto dall’osservazione dei pazienti affetti da glaucoma, nello specifico quello primario angolo aperto (GPAA).
“Il nostro obiettivo – hanno dichiarato i responsabili della ricerca – “era quello di analizzare se i diffusi cambiamenti del cervello che si verificano nel GPAA sono un fenomeno tipico dello stadio avanzato o rilevabile sin dalla fase iniziale”. Dai dati raccolti attraverso l’utilizzo di risonanze magnetiche è emerso uno stretto legame con patologie neurodegenerative classiche come Alzheimer e Parkinson.
Lo studio ha dato spazio a nuovi stimoli di ricerca e ha messo in luce quanto sia importante la prevenzione e una diagnosi precoce per bloccare l’evoluzione del glaucoma e i danni che provoca su tutto il nostro organismo.

FONTE: http://www.bussolasanita.it/schede-2024-il_glaucoma_potrebbe_causare_alzheimer_sla_e_parkinson

#glaucoma   #sla   #alzheimer   #parkinson   #prevenzione   #anziani   #disabili   #assistenza   #assistenzaanziani   #assistenzadisabili   #cercobadante   #agenziabadanti  
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