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Felipe Cardena
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Gioia e Rivoluzione, By Felipe Cardeña Crew
"Il sistema dell’arte è morto, sepolto sotto cento e passa anni di opere inutili e formalmente sciatte, da idee malsane e stomachevoli, da pippe mentali spacciate per brillanti intuizioni artistiche. È una carogna in putrefazione, un golem abbruttito dalla sua stessa reiterata stupidità, uno zombie che, come in un filmaccio per bambini deficienti, porta a spasso la sua carcassa infettando chi si trova per caso a incrociare la sua strada. Credendo, o fingendo di credere, di essere ancora vivo, esso continua imperterrito i suoi vecchi e stanchi riti, spacciando spumante a buon mercato nelle inaugurazioni, promuovendo decerebrati alla guida di giornali e di poli museali, prendendo ordini da ometti senza uno straccio di idea per rimpinzare i conti in banca di quattro furbastri diventati per grazia ricevuta i padroni del vapore.
Ma il sistema è morto. E quando lo scoprirà, sarà troppo tardi per tornare indietro, troppo tardi per tentare una respirazione a bocca bocca, troppo tardi per salvare dal disastro i pochi gaglioffi ignoranti che credevano di potersi arricchire impunemente a spese dei creduloni che hanno comprato le quattro cianfrusaglie che i camerieri di turno, improvvisatisi curators, hanno malauguratamente consigliato loro di comprare.
Il sistema è morto, e non c’è riforma o riformicchia che tenga: l’unica è abbatterlo con un colpo alla nuca, o tirarsene fuori, e lasciare che s’impicchi con le proprie mani.
Noi, che del sistema ce ne freghiamo, abbiamo la forza, l’ardire e la giovinezza per starne allegramente alla larga...."
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"Si intitola “Gioia e Rivoluzione”, come la famosa canzone degli Area, gruppo sperimentale e fortemente politicizzato degli anni Settanta. E sperimentale e rivoluzionaria (benché assai ironica, un po’ folle e a tratti parodistica) è stata senz’altro la performance inscenata l’altra sera al Mondadori Megastore di Piazza Duomo, a Milano, da un gruppo di giovanissimi membri di una crew artistica (“il più vecchio di noi non ha ancora compiuto vent’anni”, hanno rimarcato con orgoglio), la Felipe Cardeña Crew...."
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"Sfuggevole e misterioso come Banksy, il cubano Felipe Cardeña sbarca nel Mondadori Store di piazza Duomo a Milano. Non si sa se veramente ci sia stato lui, celato dietro una delle maschere con cui erano agghindati i ragazzi della sua crew che simbolicamente hanno occupato il negozio proclamando in africano e spagnolo la libera repubblica dei fiori e dell’immaginazione, ma di sicuro c’erano le sue opere appese, a decine, e i suoi multipli...."
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"Me gusta sonar, La verdadera historia de Felipe Cardeña" by Desiderio Sanzi on TGCOM24, http://mdst.it/03v600572/ #videomediaset
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HALLAN PLACA CONMEMORATIVA DEL MISTERIOSO ARTISTA FELIPE CARDEÑA. Mimo, trotamundos y huidizo como Banksy, fue avistado en todo el mundo con sus pinturas florales; su vida permanece en el misterio. http://ar.blastingnews.com/mundo/2016/02/hallan-placa-conmemorativa-del-misterioso-artista-felipe-cardena-00810761.html
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It's on line the uncut version of the movie "Me gusta soñar, La verdadera historia de Felipe Cardeña" by Desiderio!
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A beautiful documentary about the social project Deu na Telha the Morro de Alemao, the largest favela in Rio with the works of many contemporary artists
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