Profile cover photo
Profile photo
ARTEMA - Visite guidate Milano e itinerari culturali
45 followers -
SLOW ART - L'arte di guidarvi nell'arte
SLOW ART - L'arte di guidarvi nell'arte

45 followers
About
ARTEMA - Visite guidate Milano e itinerari culturali's posts

Post has attachment
Il Castello Sforzesco, perfettamente ricostruito da Luca Beltrami tra la fine Ottocento e i primi anni del Novecento, fu fortezza imprendibile che difese Milano lungamente, fu sede delle due potenti e sfarzose corti Viscontea e Sforzesca, ma fu anche teatro degli intrighi, delle congiure di palazzo di cui furono protagonisti sia i Visconti, sia gli Sforza con prevaricazioni brutali dell’uno sull’altro. Come ogni castello cortese era arredato riccamente, aveva sontuosi decori e tesori di inestimabile valore. Tutto irrimediabilmente perso con le dominazioni che si succedettero nei secoli e le soldataglie che occuparono le ricche stanze del maniero. Come in un romanzo avvincente, visitandone le sale faremo rivivere la storia delle due dinastie che regnarono la nostra città, una storia fatta di luci sfolgoranti e di profondissime ombre. Non mancheremo di visitare l’ala dell’ospedale spagnolo dove è esposta la struggente Pietà Rondanini di Michelangelo: ultima opera del grande Maestro, testamento spirituale e artistico che porta i segni del tormento e della pace ritrovata nei suoi ultimi giorni di vita.

Post has attachment
“Non viene alcun Principe o Signor grande a Milano,, che non vada, allettato dalla curiosità, a veder questo bellissimo luogo,, e nissun di là parte senza restar soddisfatto e ammirato…” (G..G.. Priorato 1660)
Un esempio meraviglioso di Villa di Delizia che, oltre alla dimora, ha conservato intatto il giardino con i viali di carpini, le serre, le fontane, il” teatro di verzura” e, meraviglia delle meraviglie, il Ninfeo con grotte artificiali, sculture e i maliziosi ed inaspettati giochi d’acqua!
Una serata piacevolissima in cui godere di tanta meraviglia  “a porte chiuse”: solo per noi i fontanieri della Villa attiveranno zampilli, spruzzi, giochi d’acqua in un percorso ricco di arte, storia, curiosità e… divertimento.

Post has attachment
“Il pittore, il vero pittore sarà colui che saprà strappare alla vita odierna il suo lato epico…”
Fu Baudelaire a pronunciare queste parole, parole rivelatesi profetiche se pensiamo a quanto la pittura impressionista ha reso epica la modernità, senza ricorrere alla retorica e alla mitologia. E fu Manet il primo ad aprire questa strada, a leggere il presente, il quotidiano, gli ambienti dei caffè e dei teatri, la mondanità e il demi-monde, ad immortalare la Parigi Ville Lumière, la modernità e la trasformazione della città con un piglio nuovo e audace che gli valse gli sprezzanti giudizi della critica, la derisione dei benpensanti, il rifiuto dai Salon.
Manet fu invece ammirato ed amato da poeti e letterati che difesero la sua causa, fu applaudito dai giovani pittori impressionisti che lo decretarono loro maestro. Renoir, Degas, Pissarro, videro in lui la via per superare l’accademismo, nonostante la pittura di Manet abbia guardato al passato, alla pittura veneta del Cinquecento e a quella spagnola; videro in lui la modernità dello stile e dell’approccio alla realtà. Manet li sedusse, come seduce noi in questa mostra che, attraverso un taglio tematico, ripercorre la pittura di Manet con opere/capolavori tutte provenienti dal Museo d’Orsay di Parigi: una garanzia dell’alta qualità dell’evento milanese. Accanto ai celeberrimi Il Pifferaio, memore del “giapponismo” che a Parigi imperversava fuori dagli ambienti accademici del Salon, Le Balcon, dove due donne e un uomo sembrano immersi nei loro pensieri mentre si affacciano dal balcone di una dimora borghese su di un boulevard parigino,il Ritratto di Emile Zola che fu sostenitore di Manet dalla prima ora, alcune opere dei giovani compagni, Monet, Degas, Renoir, Signac, Tissot… che diedero vita alle più belle immagini della Parigi capitale della modernità in quel momento d’oro che fu il secondo Ottocento.

Post has attachment
Quando si fa riferimento alla “Milano nascosta e segreta” si pensa a luoghi come quella meravigliosa Casa degli Atellani che finalmente è stata resa accessibile al pubblico, pur rimanendo luogo privato, privatissimo. Ancor oggi appartiene alla famiglia Conti che, all’inizio del Novecento, recuperò la dimora quattrocentesca di Giacomotto della Tela (Atellani). Sono visitabili il cortile, alcune sale affrescate tra il XV e il XVI sec. e il lussureggiante giardino che ci si aspetterebbe di vedere in una villa di campagna, non certo in città. Siamo in effetti in Corso Magenta, al cospetto della splendida San Maria delle Grazie dove Leonardo, alla fine del Quattrocento, andava dipingendo il Cenacolo. Fu in quegli anni, e in quella occasione, che Leonardo ebbe in dono da Ludovico il Moro la famosa Vigna: 16 pertiche di viti di cui oggi si sono recuperati i camminamenti dei filari e persino il DNA per poter far rinascere la Vigna di Leonardo.

Post has attachment
Il MUDEC rende omaggio a Vassilj Kandinskij con un’inedita mostra legata alla vocazione dell’artista e fondata sul rapporto tra arte e scienza e sulla metafora del viaggio come avventura cognitiva. Sarà anche un viaggio nell’arte del grande maestro russo dalla pittura figurativa del periodo formativo, ispirata alla cultura popolare russa, con opere dall’atmosfera sognante, all’esperienza del Blaue Reiter (il Cavaliere Azzurro), fino all’Astrattismo, che rivoluzionò l’arte aprendola ad infinite possibilità, e di cui Kandinskij fu l’inventore.

Post has attachment
“Il pittore, il vero pittore sarà colui che saprà strappare alla vita odierna il suo lato epico…”
Fu Baudelaire a pronunciare queste parole, parole rivelatesi profetiche se pensiamo a quanto la pittura impressionista ha reso epica la modernità, senza ricorrere alla retorica e alla mitologia. E fu Manet il primo ad aprire questa strada, a leggere il presente, il quotidiano, gli ambienti dei caffè e dei teatri, la mondanità e il demi-monde, ad immortalare la Parigi Ville Lumière, la modernità e la trasformazione della città con un piglio nuovo e audace che gli valse gli sprezzanti giudizi della critica, la derisione dei benpensanti, il rifiuto dai Salon.
Manet fu invece ammirato ed amato da poeti e letterati che difesero la sua causa, fu applaudito dai giovani pittori impressionisti che lo decretarono loro maestro. Renoir, Degas, Pissarro, videro in lui la via per superare l’accademismo, nonostante la pittura di Manet abbia guardato al passato, alla pittura veneta del Cinquecento e a quella spagnola; videro in lui la modernità dello stile e dell’approccio alla realtà. Manet li sedusse, come seduce noi in questa mostra che, attraverso un taglio tematico, ripercorre la pittura di Manet con opere/capolavori tutte provenienti dal Museo d’Orsay di Parigi: una garanzia dell’alta qualità dell’evento milanese. Accanto ai celeberrimi Il Pifferaio, memore del “giapponismo” che a Parigi imperversava fuori dagli ambienti accademici del Salon, Le Balcon, dove due donne e un uomo sembrano immersi nei loro pensieri mentre si affacciano dal balcone di una dimora borghese su di un boulevard parigino,il Ritratto di Emile Zola che fu sostenitore di Manet dalla prima ora, alcune opere dei giovani compagni, Monet, Degas, Renoir, Signac, Tissot… che diedero vita alle più belle immagini della Parigi capitale della modernità in quel momento d’oro che fu il secondo Ottocento.

Post has attachment
La Rinascente compie 100 anni, meglio il nome “La Rinascente” compie 100 anni. Un anniversario importante da ricordare attraverso una mostra ricca ed intrigante che parla di Rinascente, ma in realtà parla di storia, della nostra storia, parla del costume e della cultura di un intero secolo.
Correva l’anno 1917 quando Gabriele d’Annunzio diede ai Magazzini Bocconi il nome La Rinascente, un nome beneaugurante ed evocativo di un tempo di speranza, mentre infuriava la Grande Guerra.
100, gli anni che si festeggiano, e 100 i modi per raccontare quel tempo e quel che seguì… Passato il momento buio – due guerre, il regime – la rinascita e la svolta di una società aperta e pronta al rinnovamento. Tutto questo è ben rappresentato a Palazzo Reale dalle opere d’arte, di grafica, dagli oggetti di design, da immagini storiche e da contributi inediti, che fanno scoprire quanto La Rinascente, nella Milano di quel tempo, abbia scritto capitoli importanti nella storia del costume, della comunicazione e della grande distribuzione. Quanto sia stato importante il suo ruolo in un’economia moderna, tanto da generare cambiamenti nella vita quotidiana. Quanto abbia creato nuovi miti e archetipi nel gusto, rivoluzionando l’immagine femminile e maschile, stimolando la crescita del design (il premio Compasso d’Oro sta a dimostrarlo) e della moda, pilastri fondanti del Made in Italy.
Una mostra ricca di spunti di riflessione, di ricordi, accompagnata anche dalla proiezione di film e di testi di poeti e scrittori come D’Annunzio, Quasimodo, Gadda, Zavattini e Calvino.
I curatori si sono posti un obiettivo ambizioso, ma raggiunto: quello di mostrare a tutti come La Rinascente sia stata motore di modernità e innovazione.

Post has attachment
A dispetto della sobrietà con cui si presenta, con la sua facciata che “timidamente” prospetta sul trafficato Corso Magenta, San Maurizio al Monastero Maggiore è una delle chiese più affascinati di Milano, di una ricchezza e bellezza inaspettata.
Appena varcata la soglia si è circondati dal trionfo dagli splendidi affreschi del Cinquecento ad opera di Bernardino Luini e della sua bottega, di cui il recente restauro ne ha recuperato i colori luminosi. Un ciclo di pittura che ricoprendo ogni superficie muraria trasfigura l’architettura in uno scrigno prezioso. La chiesa ci appare nel suo volto cinquecentesco, ma la sua storia è antica e si lega con la fondazione di uno dei monasteri più autorevoli e prestigiosi di Milano, non a caso chiamato Maggiore, un monastero benedettino femminile di clausura… certamente una clausura dorata… Nella nostra visita parleremo di questo, parleremo della storia, dell’arte, del delicato recente restauro della chiesa di San Maurizio, degli spazi del monastero parzialmente sopravvisto in quello che oggi è il Museo Archeologico di Milano.

Post has attachment
I navigli milanesi nacquero con scopi diversi nel lontano medioevo, difesa, irrigazione … ma soprattutto divennero efficienti via d’acqua per il trasporto di merci (sabbia, derrate alimentari che giungevano dalle campagne della Bassa …), ma anche di persone. Nell’Ottocento venne istituito un vero servizio di “corriere” sull’acqua a orari fissi, con fermate lungo il percorso: un modo economico e veloce per raggiungere Milano dalla campagna, viceversa per recarsi nei paesi limitrofi alla città, borghi e paesi il cui sviluppo economico fu determinato proprio dall’essere affacciati su queste vie d’acqua. Fu un’impresa impegnativa e costosa scavare chilometri e chilometri di trincee da riempire con l’acqua del fiume Ticino; un lavoro costante la manutenzione dei canali per garantire la navigabilità, ma alla fine tutto questo diede risultati importanti per l’economia, il benessere, la crescita di Milano e non solo. Milano “città sull’acqua”, Milano e suoi barconi, Milano che in tempi moderni ha cancellato gran parte del suo sistema idrico, ma non la memoria di quel passato. Da qualche anno la navigazione squisitamente turistica è stata riattivata. Dapprima con la “Viscontea”, piccola imbarcazione a pannelli solari, oggi, con la riapertura della rinnovata Darsena, con un più grande e moderno battello dal quale assaporare il lento fluire delle acque e guardare con occhi diversi la città.
Si naviga lungo il Naviglio Grande fino all’altezza delle sedi della Canottieri Olona e Milano e, al ritorno, si entra in Darsena. Al termine percorso a piedi per completare la visita di quei luoghi che dal battello non si possono vedere.

Post has attachment
“Non viene alcun Principe o Signor grande a Milano,, che non vada, allettato dalla curiosità, a veder questo bellissimo luogo,, e nissun di là parte senza restar soddisfatto e ammirato…” (G..G.. Priorato 1660)
Un esempio meraviglioso di Villa di Delizia che, oltre alla dimora, ha conservato intatto il giardino con i viali di carpini, le serre, le fontane, il” teatro di verzura” e, meraviglia delle meraviglie, il Ninfeo con grotte artificiali, sculture e i maliziosi ed inaspettati giochi d’acqua!
Una serata piacevolissima in cui godere di tanta meraviglia  “a porte chiuse”: solo per noi i fontanieri della Villa attiveranno zampilli, spruzzi, giochi d’acqua in un percorso ricco di arte, storia, curiosità e… divertimento.
Wait while more posts are being loaded