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2015-05-26
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Baccarat Hotel, l'albergo di cristallo nel cuore di Manhattan

Premi il tasto “Champagne” sul telefono e, in pochi minuti vengono recapitati nel tuo pied-à-terre la bottiglia preferita e flute di cristallo francese. Apri il mini bar di smalto rosso e ti servi foie gras e altri amuse-bouche di Fauchon. Ti fai la doccia con la linea firmata dal profumiere parigino-armeno Francis Kurkdjian e ti imbelletti con cosmetici La Mer. Una Citroën d'antan ti accompagna dove vuoi, nel raggio di 15 isolati. Un inno alla Francia, però nel centro di Manhattan, sulla 53a Strada, a qualche passo dalla Quinta, con vista sul MoMA e sul suo giardino pensile. Intorno al Baccarat Hotel & Residences si è chiacchierato molto nei mesi precedenti l'inaugurazione, lo scorso 18 marzo. Come sarebbe stata una preannunciata Versailles contemporanea in mezzo ai grattacieli di New York? Ora che è stato svelato cosa c'è dietro la facciata di cristallo, ondulata come un sipario da palcoscenico, è tutto chiaro.
Il lusso è una categoria in continua definizione, che varia secondo il momento e i gusti dell'epoca. Nell'alta hotellerie, per esempio, di certo non bastano più le cinque stelle a certificarne la presenza. Lusso vuol dire stuzzicare i sogni o la curiosità, e poi soddisfare le attese create per meritarsi il titolo. E ridefinire lo stato dell'arte del lusso oggi è ciò a cui ambiscono le 114 camere e 60 residenze Baccarat, che portano infatti il nome di una delle cristallerie più famose del mondo, con 250 anni di storia della decorazione, partendo appunto dall'opulenza tardo barocca di Versailles per arrivare alla modernità avveniristica di Fifth Avenue.

La torre alta 50 piani (12 sono occupati dall'albergo e 31 dagli appartamenti) è un progetto dello studio Skidmore, Owings & Merrill; le residenze, in vendita fino a 60 milioni di dollari, sono firmati dall'architetto Tony Ingrao, di New York, mentre l'hotel è del duo parigino Gilles & Boissier, che ha coniugato l'eleganza classica francese al gusto contemporaneo newyorchese, utilizzando pezzi appositamente creati oppure attinti negli archivi Baccarat. Tra questi, 17 chandelier stupendi che illuminano ambienti con pavimenti in legno, tappeti tessuti a mano, pellicce e sete plissettate, soffitti in acciaio, pareti in marmo, a specchio o rivestite di mica. Stéphanie e Frédéric Chambre hanno invece curato la collezione d'arte, con opere dei principali movimenti nati nei 250 anni di attività della Maison.
I richiami a Baccarat sono ovunque, dal camino sempre acceso, che ricorda la fornace della fabbrica, alla parete con 2000 vetri della collezione Harcourt, ai cristalli a Led accesi giorno e notte. Il tema si svolge in tutto l'albergo, nelle camere, dove persino i bicchieri per gli spazzolini sono di cristallo, nella spa con piscina in marmo bianco e nero che sembra una sala da ballo, al ristorante Chevalier, intitolato allo storico direttore creativo di Baccarat. Il ristorante è ovviamente francese, con executive chef stellato Shea Gallante in cucina, e Charles Masson in sala, leggendario patron del ristorante La Grenouille (sempre a New York), dove non si serve nemmeno un ricciolo di burro senza aver prima studiato contenitore, temperatura, posata.

Dietro le quinte del nuovo cinque stelle c'è Barry Sternlicht, presidente di della società di investimenti Starwood Capital Group. L'imprenditore che all'inizio degli anni Novanta fondò la Starwood Hotels & Resorts, viene spesso citato come il “re dell'hotellerie” per la sua capacità di creare nuovi concept di ospitalità (suo anche il modello della catena di lusso casual “W”), e con l'indirizzo di New York ha inaugurato anche una nuova collezione di alberghi che, partendo dalla «perfezione del cristallo e della Maison Baccarat», dice, «vuole essere sensuale, elegante ma funzionale, divertente, confortevole, ma mai eccessivamente formale». E infatti nuove aperture sono già in programma. La prossima nel 2016 a Rabat, in Marocco, e prossimamente a Dubai e Doha.

FONTE: Il Sole 24 Ore.it
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