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Relijewels Gioielli Religiosi
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Relijewels  una piccola missione volta alla diffusione della fede attraverso medaglie sacramentali della Chiesa Cattolica.
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MEDAGLIA DI SAN MICHELE ARCANGELO CON ESORCISMO INCISO
Dopo una lunga riflessione e soprattutto un attento studio della figura di San Michele, finalmente siamo arrivati alla sintesi di quello che secondo noi dev’essere la sua medaglia .Sul davanti ci siamo ispirati al Principe delle Milizie

Celesti che schiaccia negli inferi Satana nemico infernale. Sul retro è scritta in latino l’esorcismo breve di Leone XIII di San Michele con il simbolo del Cristo che sta  a significare che la nostra salvezza è soltanto attraverso di Lui.Sarà realizzata in acciaio inox 316L come tutta la linea dei nostri gioielli per dare ai nostri simboli sacri la solidità e l ‘eleganza che ci contraddistingue.

Michele (fonetico internazionale: [mixaˈʔel]; in ebraico: מִיכָאֵל‎?; in latino: Quis ut Deus?, Chi è come Dio?, che traduce Mîkhā’ēl; in greco antico: Μιχαήλ, letto Mikhaḗl; latino: Michahel; in arabo: ميخائيل| , letto Mīkhā’īl) è un arcangelo nell’Ebraismo, nel Cristianesimo Incarnato, e nell’Islam. Nel deposito della tradizione delle chiese Cattolica Romana e Ortodossa, nella fede Anglicana e Luterana, egli è chiamato “San Michele l’ Arcangelo” (l’ Arcangelo per antonomasia), o più brevemente “San Michele”. Nella tradizione delle Chiese ortodosse orientali e ortodossa, egli è chiamato “Tassiarca Arcangelo Michele”, o più brevemente “Arcangelo Michele”.
Come si vede, l’attribuzione direttamente nel nome del titolo di santo, che pure ha origine nell’Antico Testamento, non è universalmente accettata da tutte le confessioni religiose. Invece, il nome proprio Michele (in ebraico: מיכאל, di tipo antroponimo) è tra quelli a cui la Bibbia[7] attribuisce espressamente il titolo di arcangelo, così come anche nei passi biblici che si riferiscono agli altri due ultimi arcangeli riconosciuti dalle citate confessioni: Gabriele[7] e Raffaele[7].
Per la Chiesa cattolica, la solennità liturgica dei tre santi arcangeli ricorre il 29 settembre: in ordine, san Michele Arcangelo, san Gabriele Arcangelo, san Raffaele Arcangelo. San Michele si festeggia anche in queste date che ricordano particolari ricorrenze, e non si trovano nel comune calendario perché in tali date non compare come il Santo del giorno: l’8 novembre, l’8 maggio, il 6 settembre, il 16 ottobre e la terza domenica di Pasqua (la seconda domenica dopo Pasqua). L’8 maggio 490 d.C. ad esempio ricorre la data della sua apparizione a san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto, nella grotta sul Gargano, da cui la devozione riprese a diffondersi rapidamente in tutta Europa.[8].
Michele è menzionato sempre con la stessa parola ebraica equivalente di arcangelo (tradotto anche come “principe”), in: Gd 9; Ap 12, 7; Zc 13, 1-2, difensore degli amici di Dio (Dn 10, 13.21), protettore del suo popolo (Dn 12, 1). ). Nell’ultimo libro del Nuovo Testamento, l’Apocalisse di Giovanni, dopo la prima guerra in paradiso (menzionata in Ap 12:9, simmetrico a Genesi 3:20-24), l’arcangelo è protagonista nella seconda guerra terrena della donna (Maria, madre di Gesù Cristo Dio) contro il drago. San Michele Arcangelo guida di nuovo alla vittoria la milizia celeste degli angeli di Dio contro Satana e i suoi angeli (un terzo del totale), ribelli ed apostati. Secondo la profezia, alla fine dei giorni, san Michele Arcangelo è destinato a squillare la tromba annunziatrice del gran giudizio finale, quando dopo aver ricapitolato ogni cosa in Cristo, il Regno dei Cieli verrà riconsegnato da Gesù Cristo Dio a Dio Padre per l’eternità. Appunto, con riferimento alle religioni antiche pre-cristiane, l’arcangelo è anche pregato quale giudice (psicostasia) e guida salvifica (psicopompo) delle anime dal purgatorio al paradiso.
L’Islam accetta come rivelazione la totalità di Antico e Nuovo Testamento. Il nome di Mīkāʾīl (in arabo: ميخائيل‎), o Mīkīl (in arabo: ﻣﻴﻜﻴﻞ‎), è citato nel testo sacro principale, il Corano, quale angelo di pari rango con Jibrīl (Gabriele), inviati da Allah a istruire il profeta Maometto, dettandogli il Corano.

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29/01/18
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LA MEDAGLIA DI SAN BENEDETTO ORIGINALE Croce-medaglia di san Benedetto ha un’origine antica, ma non risale direttamente al Santo. Se ne trova notizia già nel secolo XI, in seguito alla guarigione miracolosa di un giovane, un certo Brunone dei Conti di Egisheim-Dagsburg, che poi si fece monaco benedettino e divenne più tardi papa san Leone IX, che ne aveva disegnato il modello. In questa Medaglia era inciso una Croce con all’interno della stessa le lettere: CSSML – NDSMD e ai lati della croce le lettere CSPB. Ma questa primissima medaglia era destinata a subire diverse variazioni. Infatti presumibilmente a causa della devozione al SS. Nome di Gesù diffusa da San Bernardino, iniziò a circolare la medaglia del Santo Nome della quale ne vediamo sotto il disegno:
Come possiamo vedere da questa immagine la medaglia al centro presenta il Trigramma di Cristo IHS sormontato dalla Croce, attorniate dalle lettere VRSNSMV – SMQLIVB. In un tempo non meglio precisato si pensò di unire le due medaglie così la nuova Medaglia aveva da un lato quella del SS. Nome di Gesù con le varie lettere, mentre dall’altro lato la Medaglia di San Benedetto con le proprie lettere. Dopo qualche tempo le due Medaglie furono fuse una dentro l’altra mettendo quella di San Benedetto al centro di quella del SS. Nome al posto del Trigramma, il quale fu posizionato sopra tra le due serie di lettere che abbiamo visto. Nell’altra faccia della Medaglia inserirono San Benedetto. La nuova medaglia così formata era secondo questo disegno: Qui sotto la copia dei disegni trovate in un manoscritto del XIV secolo: Ma la sua fama si diffuse in seguito a un processo per stregoneria in Baviera nel 1647. Nella località di Natternberg, alcune donne furono giudicate come streghe, e nel processo dichiararono che non avevano potuto danneggiare l’abbazia benedettina di Metten, perché era protetta dal segno della Santa Croce. Si cercò allora nel monastero e si trovarono dipinte rappresentazioni della croce, con l’iscrizione che conosciamo già, la stessa che accompagna sempre anche la medaglia. Grazie a questo particolare evento la Medaglia venne diffusa sempre più in diverse taglie e forme. Ma quelle iniziali misteriose non potevano essere interpretate, fino a che, in un manoscritto della biblioteca del monastero di Metten nel 1414, e conservato oggi nella Biblioteca Statale di Monaco (Clm 8201), si notò un’immagine di San Benedetto, con quelle parole. Un manoscritto anteriore, del secolo XIV e proveniente dall’Austria, e che si trova nella biblioteca di Wolfenbüttel (Helmst 2°,  35j), sembra essere stato l’origine dell’immagine e del testo. Nel  secolo XVII J. B. Thiers, erudito francese, la giudicò superstiziosa, per gli enigmatici caratteri che l’accompagnano, ma il Papa Benedetto XIV l’approvò nel 1742 e la formula della sua benedizione si incorporò al Rituale Romano. Nel secolo XIX si verificò un rinnovato fervore per la Croce-medaglia, sviluppato in Francia grazie allo zelo di Léon-Papin Dupont (1797-1876), chiamato il “santo uomo di Tours”. Uomo molto fervoroso, con molte relazioni negli ambienti ecclesiastici e dotato di gran generosità e carità, diffuse la devozione per il Sacro Volto, e propagò anche l’uso della medaglia di San Benedetto. Nell’opera di Dom Guéranger si riferiscono grazie e miracoli attribuiti all’invocazione del Santo ed alla medaglia. La prima edizione dello scritto dell’abate di Solesmes risale a 1862, ma è anteriore, del 1849, un’opera dell’abate di San Paolo fuori le Mura, D. Francesco Leopoldo Zelli Iacobuzzi (1818-1895), la quale, fu pubblicata in francese per l’iniziativa di Dupont e che Dom Guéranger usò nel suo proprio lavoro. In quest’opera, l’autore, che fu tra i sostenitori degli sforzi di riforma monastica nella sua patria, fa la storia della medaglia ricorrendo ad autori di fama, e questo testo ebbe influenza su coloro che scrissero sulla questione in Francia. Però questa medaglia doveva subire ancora un ultima modifica operata nel 1880, per ordine e sotto la supervisione del Priore di Montecassino Bonifacio Krug OSB. Così come oggi la si conosce, la medaglia fu disegnata dal monaco di Beuron, Desiderio Lenz, e fatta coniare per il  Giubileo benedettino del 1880.
Quell’anno si celebrava il 14° centenario della nascita di San Benedetto da Norcia, e gli abati di tutto il mondo si riunirono a Montecassino, da dove la medaglia si disseminò per tutto il mondo ovunque grazie le sono state attribuite. Nel celebrare il XIV centenario della nascita di San Benedetto si decise di “ridisegnare” la medaglia, stabilendo che da quel momento quella sarebbe stata considerata la “Medaglia di San Benedetto”. Ecco i disegni e le foto di una delle primissime Medaglie del Giubileo: Su un lato c’è l’effigie del Santo, che regge la croce nella mano destra e la Regola nella mano sinistra; Alla sua destra c’è una coppa da cui fugge una vipera
(il veleno a cui miracolosamente scampò); A sinistra un corvo porta via un pane avvelenato (altro episodio della vita del Santo).
La croce è sormontata da “PAX”, il motto dell’Ordine benedettino, tra due piccoli ramoscelli di ulivo (i benedettini vengono chiamati anche olivetani). Come possiamo vedere in questa modifica venne tolto il Trigramma di Cristo IHS e al suo posto venne inserito PAX.

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29/01/18
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LA MEDAGLIA MIRACOLOSA ORIGINALE
Cari lettori dopo un pò di tempo ritorno a dedicarmi a ciò che mi rende felice ,le mie ricerche. In questo periodo mi sono dedicato nuovamente al disegno della Medaglia Miracolosa. I cambiamenti che sono stati apportati sono solo estetici la sostanza non cambia. Tali cambiamenti sono dovuti a i nostri cari lettori che mi hanno richiesto perfezionamenti sul disegno.

fronte
I raggi delle grazie partono ora dalle mani in modo più evidente.
Il mondo tra le mani con una croce sopra più dettagliato
La scritta ora è in latino (O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Te): Lingua della chiesa cattolica che la rende internazionale.
sul retro
La spada trafigge in modo evidente il cuore di Maria

La M la I e la Croce si intersecano in modo più dettagliato in modo da non dare nessuna libera interpretazione.

Medaglia realizzata fedelmente secondo i racconti di Santa Caterina Labourè :“Il 27 novembre 1830, che era il sabato antecedente la prima domenica di Avvento, alle cinque e mezza del pomeriggio, facendo la meditazione in profondo silenzio, mi parve di sentire dal lato destro della cappella un rumore, come il fruscio di una veste di seta. Avendo volto lo sguardo a quel lato, vidi la Santissima Vergine all’altezza del quadro di San Giuseppe.
Il viso era abbastanza scoperto, i piedi poggiavano sopra un globo o meglio sopra un mezzo globo, o almeno io non ne vidi che una metà. Le sue mani, elevate all’altezza della cintura, mantenevano in modo naturale un altro globo più piccolo, che rappresentava l’universo. Ella aveva gli occhi rivolti al cielo, e il suo volto diventò splendente mentre presentava il globo a Nostro Signore. Tutto ad un tratto, le sue dita si ricoprirono di anelli, ornati di pietre preziose, le une più belle delle altre, le une più grosse e le altre più piccole, le quali gettavano dei raggi luminosi.
Mentre io ero intenta a contemplarla, la Santissima Vergine abbassò gli occhi verso di me, e si fece sentire una voce che mi disse: “Questo globo rappresenta tutto il mondo, in particolare la Francia e ogni singola persona…”. Io qui non so ridire ciò che provai e ciò che vidi, la bellezza e lo splendore dei raggi così sfolgoranti!… e la Vergine aggiunse: “I raggi sono il simbolo delle grazie che io spargo sulle persone che me le domandano”, facendomi così comprendere quanto è dolce pregare la Santissima Vergine e quanto Ella è generosa con le persone che la pregano; e quante grazie Ella accorda alle persone che le cercano e quale gioia Ella prova a concederle.
Cappella di Rue du Bac
Ed ecco formarsi intorno alla Santissima Vergine un quadro alquanto ovale, sul quale, in alto, a modo di semicerchio, dalla mano destra alla sinistra di Maria si leggevano queste parole, scritte a lettere d’oro: “O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te”.
Allora si fece sentire una voce che mi disse: “Fa’ coniare una medaglia su questo modello; tutte le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie; specialmente portandola al collo. Le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”.
All’istante mi parve che il quadro si voltasse e io vidi il rovescio della medaglia. Vi era il monogramma di Maria, ossia la lettera M sormontata da una croce e, come base di questa croce, una spessa riga, ossia la lettera I, monogramma di Gesù, Jesus.Voglio ringraziare tutti quelli che credono e ci sostengono nella nostra missione consigliandoci e criticandoci in modo costruttivo perché solo attraverso la Fede e il saper ascoltare si può arrivare a Dio. Un saluto in Cristo .Pietro

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29/01/18
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Gioielli Relijewels sono medaglie sacre, fedeli riproduzioni di antiche medaglie, sacramentali della Chiesa Cattolica. Esse sono state progettate e disegnate da Relijewels, con il supporto e la supervisione di sacerdoti biblisti ed esorcisti. Il tutto potrai trovarlo su http://www.relijewels.it .
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29/01/18
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