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Piernicola Pedicini - Portavoce M5s Europarlamento
Padre, marito, fisico medico, cittadino, portavoce a 5 stelle al Parlamento Europeo nella Circoscriz. Meridionale: www.piernicolapedicini.it
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LA COMBUSTIONE DELLE FONTI FOSSILI È LA CAUSA PRINCIPALE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI. IN ITALIA I SUSSIDI ALLE FONTI FOSSILI RAGGIUNGONO I 13 MILIARDI DI EURO ALL'ANNO. OCCORRE ELIMINARE I SUSSIDI ALLE FONTI FOSSILI A FAVORE DI ENERGIE 100% RINNOVABILI

Ho richiesto un’analisi approfondita sui sussidi alle fonti fossili alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo. Il dossier è stato pubblicato dalla Direzione generale per le politiche interne – Dipartimento tematico A: Politiche economiche e scientifiche.
Per chi volesse approfondire, lo trova qui: http://gg.gg/Dossier-Fossil-Fuel-Subsidies

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, nel 2015, i sussidi alle fonti fossili sono stati di 5.300 miliardi di dollari. Stiamo parlando del 6,5% del PIL mondiale e più della spesa sanitaria complessiva di tutti i Paesi del mondo.

In Italia i sussidi alle fonti fossili in rapporto al PIL si collocano allo 0,63%, laddove la media europea è di 0,17% e 0,20% per gli Stati Uniti.
Il Fondo Monetario Internazionale parla di 13 miliardi di euro destinati al consumo o alla produzione delle fonti fossili, mentre Legambiente e InfluenceMap hanno individuato 14,8 miliardi di euro l’anno di sussidi diretti o indiretti che vengono distribuiti tra aziende petrolifere, autotrasportatori, centrali per fonti fossili e imprese che richiedono molta energia. Queste attività stanno contaminando l'aria a discapito della nostra salute!

Il Climate Action Network, ha assegnato polemicamente il “Premio per i sussidi alle fonti fossili” peggiori e l'Italia si posiziona tra le prime cinque candidate nella competizione sulle “tasse sporche”. Questo riconoscimento lo dobbiamo alla riduzione dell'accisa sul gas naturale impiegato per l'estrazione di idrocarburi, che è costata 54 milioni di euro in due anni ed ha favorito l’estrazione dei combustibili fossili e ridotto i costi di estrazione per le lobby petrolifere.

Noi siamo convinti che questi fondi possono essere impiegati in modo decisamente più efficace. Vogliamo portare l’Italia verso un futuro diverso, nel quale sostenibilità ambientale e indipendenza energetica non saranno più un’alternativa, ma una realtà.

L'International Energy Agency stima che anche una parziale eliminazione delle sovvenzioni ai combustibili fossili entro il 2020 ridurrebbe le emissioni di gas a effetto serra di 360 milioni di tonnellate, il che equivale al 12% della riduzione delle emissioni di gas necessaria a contenere il surriscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi.

Il nostro programma energetico parte dall’efficienza energetica per poi arrivare progressivamente, entro il 2050, alla completa eliminazione di carbone, petrolio (fuori entro il 2040) e gas, che verranno sostituiti da solare, fotovoltaico, eolico, idroelettrico e bioenergie.

Non si può più rimandare: è necessario eliminare i sussidi alle fonti fossili e spostare le risorse verso le energie rinnovabili e l’efficienza energetica.

E proprio efficienza energetica e fonti rinnovabili saranno i temi cardine della Settimana Europea Per L’energia Sostenibile, evento promosso dalla Commissione europea che si svolgerà dal 19 al 25 giugno in tutta l'Ue. L’evento prevede varie iniziative, quali l’assegnazione di premi a progetti nel settore energetico particolarmente innovativi, la conferenza (dal 20 al 22 Giugno a Bruxelles) nel corso della quale saranno affrontati i principali argomenti della politica energetica europea e gli Energy Days, che si svolgeranno nei Paesi Ue. Si tratta di eventi no profit organizzati da organizzazioni pubbliche e private locali, incentrati sui temi dell'energia sicura, pulita ed efficiente.

- Per maggiori informazioni e per registrarsi: http://www.eusew.eu/about-energy-days

- Leggi: https://www.facebook.com/piernicolapedicini.m5sbasilicata/photos/p.843503559134434/843503559134434/
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VAL D'AGRI, DICHIARAZIONE CHOC DELL'#ENI: DAI SERBATOI DEL COVA POTREBBERO ESSERCI STATE ALTRE PERDITE DI #PETROLIO E NON CE NE SIAMO ACCORTI
Ennesima riprova dell'irresponsabilità e delle colpe dell'Eni rispetto al disastro ambientale in Val d'Agri provocato dalle estrazioni petrolifere.
Ieri, durante l'audizione del Cane a sei zampe nella Commissione parlamentare ecomafie, i rappresentanti della multinazionale del petrolio hanno dichiarato che dai serbatoi del Cova di Viggiano potrebbero già esserci state altre fuoriuscite di petrolio senza che nessuno se ne sia accorto.
La denuncia choc è stata resa nota dalla senatrice del M5S Paola Nugnes, componente della commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
Quindi, l'Eni ha saputo dell'immane perdita di idrocarburi derivata dal serbatoio C di Viggiano solo quando c'è stata la denuncia del proprietario del depuratore di Viggiano e a seguito della visita dei Noe. E solo a quel punto hanno dato avvio agli accertamenti. Insomma hanno detto che una perdita di 400 tonnellate di idrocarburi corrisponde a pochi millimetri nei serbatoi che sono da 12 mila tonnellate l'uno. Per cui, come dicevamo, un disastro ambientale può passare inosservato e potrebbe essere anche accaduto in passato.
E non basta certo sapere che ora l'Eni sta correndo ai ripari rafforzando col doppio fondo le cisterne e rispondendo alle tardive prescrizioni della Regione Basilicata che in un primo tempo aveva anche impugnato. È un'ammissione gravissima e intollerabile se si considera che i controlli sulle tubazioni che trasportano il greggio avvengono con cadenza decennale, e quindi in maniera assolutamente insufficiente.
Anche questa notizia mette in luce che sull'intera vicenda della gestione delle estrazioni petrolifere in Val d'Agri ci sono tantissimi punti oscuri sui quali occorre fare al più presto chiarezza.

- Leggi: https://www.facebook.com/piernicolapedicini.m5sbasilicata/photos/a.250044751813654.1073741830.248484788636317/843689275782529/
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"Cominciate a fare il necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile":
http://www.ilblogdellestelle.it/il_movimento_5_stelle_e_lesempio_di_san_francesco.html
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Altri morti innocenti e decine di feriti. Siamo vicini al popolo britannico colpito dal gravissimo attacco di ieri a Manchester. Esprimiamo la nostra solidarietà e ci stringiamo intorno alle famiglie colpite.

- http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/05/manchester-solidarie.html
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IL PARLAMENTO EUROPEO MULTA I DEMOCRATICI ITALIANI
Giovedì 18 maggio il Tribunale della Corte di Giustizia UE ha ordinato al parlamentare italiano Pier Antonio Panzeri (ex PD al tempo delle elezioni europee, oggi a fianco di Bersani), presidente della sottocommissione per i diritti umani del Parlamento europeo, di pagare 83,764 Euro al Parlamento europeo (causa T-166/16).
La vicenda riguarda la legislatura 2004-2009, e il contratto di prestazione di servizi di assistenza parlamentare stipulato da Panzeri nel 2004 con l'associazione "Milano Più Europa". Dopo il ricorso è dunque arrivato il verdetto e la corte di giustizia ha dato torto al democratico Panzeri.
Tale somma costituisce parte di una dotazione di 125,774 Euro indebitamente versata dal Parlamento al deputato europeo, in violazione delle regole in materia di indennità. Nel corso del 2012, un'indagine svolta dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha stabilito che Panzeri non è stato in grado di fornire la prova dell'assunzione del personale, dell'esistenza di attività rimborsabili o di spese di viaggio e di alloggio.

- Leggi: https://www.facebook.com/5stelleeuropa/posts/1881427322116267
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SIRIA, VOGLIAMO UN'INCHIESTA ONU INDIPENDENTE
di Fabio Massimo Castaldo, EFDD - M5S Europa

I morti si contano o si pesano? Per me, per noi, si contano e basta, e il loro numero è inaccettabile nella sventurata terra siriana, un tempo culla di civiltà e di coesistenza tra religioni ed etnie, oggi un inferno di sangue, estremismo e violenza. Tutti abbiamo appreso i tragici fatti di Khan Shaykhun, morti che piangiamo, violenze che condanniamo senza alcuna riserva, chiedendo un'inchiesta ONU indipendente che accerti le responsabilità perché i colpevoli devono pagare.
Purtroppo però noto che non tutti i morti sono pianti dai media nello stesso modo. Qualche giorno fa altre 23 vittime, di cui 12 donne, sono state trucidate dalle bombe della coalizione internazionale ai confini con l'Iraq. Si aggiungono ai 352 ufficiali dal 2014, forse sono anche di più, sospetto. Tanti sono i disastri umanitari e siriani dimenticati. A Deir ez-Zor da quasi tre anni sono sotto assedio da parte di Daesh, ben 120mila civili intrappolati, che sopravvivono solo grazie ai lanci aerei ad alta quota delle Nazioni Unite. Nessuno li ricorda. Se quella zona fosse controllata dai miliziani, mi e vi chiedo, ci sarebbe forse maggiore attenzione?
Mentre a Ginevra si parla, la Siria brucia e ad Astana si decide. I negoziati ufficiali delle Nazioni Unite sembrano essere ridotti a un mero proforma. Al contrario, nella capitale kazaka viene sempre più definito il piano delle quattro zone di de-escalation, un piano grazie al quale le principali potenze globali e regionali si stanno confrontando sul posizionamento anche delle rispettive milizie satellite, spartendosi di fatto le rispettive zone di influenza nel martoriato scacchiere siriano. La verità è che ormai in questo complicatissimo scenario a tutti conviene quasi cristallizzare il conflitto, piuttosto che rischiare che sia solo uno a vincerlo.
Ma la vera domanda è: chi sarà a liberare Raqqa? Potranno farsi carico di questo immane e terribile compito, pur con i maggiori aiuti statunitensi, solamente i valorosi curdi dell'YPG che per anni hanno dovuto fronteggiare Daesh? Continueremo a tacere sulle pressioni turche, che continuano a considerarli un'organizzazione terroristica e dimostrano con minacce tutt'altro che velate la propria volontà di arrivare a uno scontro armato? Continueremo a tollerare che chi da anni sta pagando un prezzo altissimo in termini di vite, chi combatte questi miliziani pronti a farsi saltare in aria, possa essere aggredito da un paese candidato all'adesione?
Le chiedo inoltre una verifica attenta delle sanzioni anche sui beni dual use, perché, da quello che ci riferisce anche la Mezzaluna rossa presente sul campo, pompe idrauliche e medicine antitumorali incontrano difficoltà enormi per arrivare sul campo e sul terreno in Siria e a farne i conti, come sempre, è il popolo, non certo i leader di qualsivoglia natura e qualsivoglia posizione.
Fortunatamente non siamo un attore armato e non dobbiamo assolutamente diventarlo. Io condivido l'analisi, ciò ci rende più credibili nella transizione e nella ricostruzione, purtroppo è impossibile però implementare efficacemente un piano post-conflitto finché i vari contendenti continuano a disputarsi le spoglie di un paese ormai in macerie. Qui noi possiamo fare la differenza, con il nostro peso geopolitico e soprattutto geoeconomico e commerciale, verso gli attori regionali e non.
Questa brutale guerra per procura, perché di guerra per procura si tratta, deve finire. Il popolo siriano non può continuare a pagare colpe non sue e a piangere morti che sono tutti uguali, perché nessuno di loro è più uguale degli altri.

- Guarda il video: https://youtu.be/NZ5s1Lse26k

- Leggi l'articolo: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/05/siria-vogliamo-uninc.html
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LE BANCHE OMBRA GESTISCONO IL MONDO
Il settore bancario (e quello della finanza ad esso collegato) è completamente fuori controllo. Nessuno con precisione sa quanti soldi girino nel mondo, esiste un universo immerso nell'ombra dove il tracciamento diviene impossibile da qualsiasi autorità. E la cosa più spaventosa e che questa montagna silenziosa di denaro potrebbe distruggere qualsiasi economia occidentale, visto che il suo ammontare - come ci riferisce un rapporto pubblicato il 10 maggio dal Financial stability board (Fsb) - è pari al 120% del PIL di tutti i Paesi del mondo messi insieme.
Questi OFI, definiti dallo studio "altri intermediari finanziari", sono cresciuti di 3mila miliardi di dollari rispetto al 2014. Specialmente perché al crescere delle borse molti capitali hanno lasciato il settore bancario cosiddetto tradizionale. Il dato di cui sopra non comprende Paesi come la Cina, il cui settore OFI vale 7300 miliardi di dollari alla fine del 2015 e dove le banche ombra hanno avuto una crescita del 31% tra il 2014 e il 2015 stesso. I soldi generati vanno a finanziare i debiti delle imprese di Stato e i precari progetti immobiliari dei Governi locali.
Come riporta Internazionale, gli esperti dell'Fsb, però, si aspettavano indicazioni molto più interessanti dallo studio, soprattutto perché non hanno ricevuto tutti i dati che volevano avere. Un importante centro finanziario come il Lussemburgo - del celebre presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker - non ha inviato i suoi dati.
Alla luce di questo mostro oscuro è davvero impossibile pensare che non capiterà più alcuna crisi. I mezzi per mettere in sicurezza il sistema ci sarebbero anche, il MoVimento 5 Stelle propone da anni la creazione di un moderno Glass-Steagall Act basato sulla separazione delle attività di credito tradizionali dalle attività finanziarie speculative, una regolamentazione severa anche per gli intermediari del sistema ombra e un solido strumento di protezione dei depositi bancari basato sulla garanzia illimitata di una banca centrale, che funga da prestatore di ultima istanza.
Solo così potremo mettere in sicurezza il sistema e allo stesso tempo proteggere i cittadini e i loro risparmi. Ma l'UE non vuole ascoltare e le sue scelte politiche (per il momento) vanno in un'altra direzione. Il commento di Marco Valli, portavoce M5S in Europa: "Per scongiurare davvero il pericolo delle crisi sistemiche è fondamentale agire sul sistema finanziario in modo deciso. Oltre a proporre la separazione Bancaria, il M5S sta provando da tempo a suonare l'allarme sul sistema bancario ombra, prima che esploda l'ennesima crisi improvvisa, dove i cittadini potrebbero essere chiamati ancora una volta a pagare il prezzo della speculazione e l'incapacità della politica di agire. Stiamo presentando da tre anni emendamenti in quasi tutti i testi del Parlamento europeo che trattano il tema bancario, ma poche volte vengono supportati da una maggioranza. Le lobby finanziarie sono influenti, potenti ed interessate a mantenere il sistema bancario ombra deregolamentato. La politica deve andare oltre queste pressioni ed agire nella tutela dell'interesse collettivo".

- Leggi l'articolo: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/05/le-banche-ombra-gest.html
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LA NOSTRA RICETTA PER RIDURRE GLI SPRECHI ALIMENTARI.
Intervista per la trasmissione PuntoEuropa del 20.05.2017
La FAO ha stimato che ogni anno un terzo del cibo prodotto per il consumo umano va perduto o sprecato e questo ha gravi ripercussioni in termini di costi sociali, ambientali ed economici: secondo le stime della Commissione europea si parla di circa 143 miliardi di euro.
Contrastare gli sprechi alimentari è un obiettivo prioritario nell'agenda dell'UE, perché questi impattano negativamente sull'ambiente, contribuendo fortemente al riscaldamento globale, sia quando il cibo viene prodotto, sia quando il cibo in eccesso dev'essere smaltito. Infatti i rifiuti alimentari producono metano, gas a effetto serra 21 volte più potente del biossido di carbonio.
La ricetta del M5S per ridurre le enormi quantità di cibo non consumato è la prevenzione del rifiuto alimentare, che si fa soprattutto incentivando il consumo consapevole attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione, ma anche vietando l’incenerimento o la messa in discarica di questi rifiuti. Si tratta di pratiche in pieno contrasto con il principio di economia circolare, che producono un impatto negativo sulla salute dei cittadini.

- Guarda il video: https://www.facebook.com/piernicolapedicini.m5sbasilicata/videos/841855335965923/
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MULTA PER L'ITALIA SUL CASO FCA, CORNUTI E MAZZIATI
La UE mette in procedura d'infrazione l'Italia per le emissioni delle auto FCA, un fatto ampiamente annunciato che il MoVimento 5 Stelle aveva anticipato mesi fa chiedendo al Governo di sbrigarsi nel fornire delucidazioni in Europa. Il comportamento da "presa in giro" costante che Renzi e compagnia adottano giorno dopo giorno in Italia non può funzionare anche oltre confine. La loro incompetenza corredata da uno spesso strato di arroganza condannano ancora l'Italia alla presa in giro a livello internazionale. I portavoce del MoVimento 5 Stelle in Europa avevano già deciso di rendere pubblico l'imbarazzante rapporto italiano sul comportamento emissivo di alcune vetture. Questo "studio" è stato consegnato, dopo numerose insistenze, dal Ministro Graziano Delrio alla Commissione EMIS. Era un documento scandaloso, che rasentava il ridicolo. Il Governo italiano ha tentato di prendere in giro i parlamentari europei destinatari del dossier, cercando di scagionare in particolare il produttore FCA con a capo Sergio Marchionne e continuando a negare l'evidenza. Coprendo un'azienda che non si può più nemmeno considerare italiana.

Ora l'Europa (in particolare la Commissione europea) ci contesta tre cose:
- l'impianto di manipolazione usato, ovvero un sistema che permetteva alle auto di inquinare meno per 22 minuti esatti. Tempistica che casualmente coincide con la durata dei test di omologazione;
- non aver effettuato i dovuti controlli e applicato le giuste sanzioni sul caso italiano;
- non aver ordinato i richiami obbligatori (fatti parzialmente e in via volontaria da FCA).

Tanto per cominciare, si può affermare che la Commissione europea abbia perso l'ennesima buona occasione per indicare una metodologia univoca da far seguire per le misurazioni. Il Governo italiano si è voluto spingere oltre: se gli altri Paesi hanno adottato strumenti quantomeno omogenei, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trattato le vetture in modi diversi, occultando scientificamente i dati più scomodi. Non solo, fisicamente le automobili sono state testate in stabilimenti diversi. Ad esempio, le Fiat in quelli della FCA di Torino: alla faccia del conflitto d'interessi.
Nel report in questione si dice siano stati analizzati 15 veicoli, come dicevamo solo 8 di questi al CNR. I cicli utilizzati per le prove sono stati: "NEDC a freddo" e "caldo", "NEDC invertito" e "Urban". A figura 14 si dividono due grandi gruppi: da una parte FCA, dall'altra il resto. Qui compaiono per la prima volta i nomi delle vetture relativi alle emissioni di ossidi di azoto, ma viene completamente persa traccia della quindicesima macchina. Ebbene, con i test a caldo tutte le automobili Fiat superano il limite del 200% o anche 300%: parliamo della Panda 1.3, dell'Alfa Romeo Giulietta 2.0, del Doblò 1.3, della Giulietta 1.6, della Jeep Cherokee 2.0, della Lancia Y 1.3 e della Fiat 500L. Sono le performance peggiori in assoluto.
Compare poi un dato che rappresenta il rapporto tra i test effettuati a caldo e freddo, e tra quelli inverso e freddo. In questa fase scompaiono del tutto l'Alfa Romeo 1.6, la Lancia Y e la Jeep Cherokee, ovvero la vettura che aveva segnato i valori più alti fino a quel momento. Si entra ancora nel dettaglio delle macchine non Fiat, riportando i valori coi cicli a caldo, freddo, inverso e Urban. Ma proprio l'Urban, misteriosamente, scompare dalle italiane, per lasciare il posto a un nuovo ciclo inverso a caldo (mai apparso prima), abbellito da voluminosi cerchi rossi.
Come ciliegina sulla torta, nell'ultimo grafico è assente dalla Fiat 500 e dal Doblò anche l'ultimo ciclo inserito. Il report si chiude con le prove su pista, dove le italiane superstiti sono appena quattro. Per tutte le macchine non Fiat è stato studiato il rapporto tra temperatura esterna e percentuale di attivazione del dispositivo EGR (una tecnologia per abbattere gli ossidi di azoto). Per FCA, invece, si segue lo stesso copione: l'omissione del dato.
Questo imbarazzante report che avrebbe dovuto destare molte polemiche era invece sprofondato nel nulla delle finte strette di mano tra il Governo italiano e Sergio Marchionne. Ora l'Italia ha due mesi per rispondere e giustificarsi, se la Commissione europea non si riterrà soddisfatta invierà il suo "parere motivato" e la sentenza della Corte di Giustizia quantificherà il danno e comminerà la multa (che pagheranno i cittadini). Peccato che la credibilità dell'Italia a livello internazionale, la qualità dell'aria che respiriamo e di conseguenza la nostra salute, come al solito, vengono all'ultimo posto.

- Leggi la pubblicazione esclusiva del rapporto Delrio: http://www.youblisher.com/p/1554248-Rapporto-di-Delrio/

- Qui la pubblicazione sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/pg/Eleonora-Evi-Portavoce-M5S-Parlamento-Europeo-501049046603288/photos/?tab=album&album_id=1237027883005397

- Leggi l'articolo: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/…
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I DATI ISTAT MOSTRANO UN PAESE A PEZZI: È ORA DI CAMBIARE
Nel rapporto 2017 dell’Istat (lo trovi qui: https://www.istat.it/it/archivio/199318) è scolpito nero su bianco il fallimento di un’intera classe politica. L’Italia, soprattutto negli ultimissimi anni in cui Monti, Letta e Renzi hanno governato a suon di austerità, si è trasformata in un Paese diseguale, impoverito e senza più mobilità sociale.
Emergono infatti tre dati su tutti:
1) la spesa mensile delle famiglie ricche è più che doppia rispetto a quella delle famiglie a più basso reddito (3.810 euro contro 1.697)
2) 1,6 milioni di famiglie sono in povertà assoluta (6,1% del totale) mentre 3,5 milioni non hanno redditi da lavoro o da pensione lavorativa (13,9% del totale)
3) dal 2008 al 2017 abbiamo perso 1,1 milioni di giovani (18-34 anni) mentre abbiamo 2,2 milioni di giovani che non lavorano, non studiano e non si formano nel 2016 e il 68,1% che vive con i genitori (8,6 milioni di persone)
Diseguaglianza, povertà, invecchiamento.
Le conseguenze, ancor prima che economiche, sono politiche: solo l’8,1% della popolazione dai 14 anni in su segue la politica attiva attraverso forme di militanza e partecipazione. Viene da chiedersi come saremmo messi senza la ventata di aria fresca che ha portato il MoVimento 5 Stelle.
La politica, poi, è sempre più affare per ricchi. Se è vero infatti quanto dice l’Istat, cioè che le classi sociali tradizionali sono state disarticolate e la popolazione si è dispersa in numerose classi di reddito, è facile concludere che chi è più ricco rimane al vertice della società mentre tutti gli altri si limitano a sopravvivere perché non hanno più alcun potere di entrare nelle istituzioni o di condizionare le decisioni politiche. Siamo di fronte ad una società sempre meno politicizzata, dove i corpi intermedi stanno sparendo insieme alla classe media e a quella operaia. Non che non ci siano più operai o impiegati, anzi, ma si tratta di individui isolati e privi di potere contrattuale. Cittadini che hanno bisogno urgente di una rappresentanza politica forte.
C’è poi il problema fondamentale in una prospettiva di lungo periodo: le nascite sono al palo (minimo storico nel 2016 con 474 mila), il saldo totale nati-morti è in deficit di 134 mila persone (secondo record di sempre) e gli ultra 65enni (13,5 milioni) sono ormai il 22% della popolazione totale, la percentuale più alta d’Europa.
Se non fosse per il contributo degli stranieri, che fanno figli ad un ritmo molto più alto degli italiani, il saldo sarebbe ancora peggiore. Ma va detto che questi stessi stranieri compongono la fascia più povera e quindi più ricattabile della popolazione, perché disposti ad accettare salari inferiori e ritmi di lavoro disumani pur di lavorare. L’immigrazione incontrollata non serve quindi solo a compensare le minori nascite degli italiani, ma anche a instaurare un regime di concorrenza tra poveri nel mondo del lavoro. Se ne avvantaggia solo la classe dirigente economica, che diminuisce i costi e aumenta i profitti.
Questo rapporto Istat è importante perché ci consente di individuare chi ha perso e chi ha vinto nell'Italia degli anni 2000. Il disastro sociale che abbiamo appena visto deriva infatti da scelte di politica economica molto precise. Attraverso il 7% di Pil accumulato dal 2008 al 2017, il -6,2% di produttività e -7,1% del Pil pro capite tra 2000 e 2014 la maggioranza degli italiani ha subìto una enorme redistribuzione dei redditi e della ricchezza a favore di una sola classe, sempre più ricca e meno numerosa. L’unica che oggi abbia ancora coesione e identità.
Hanno vinto loro, attraverso i Monti e i Renzi travestiti da cambiamento, ma non può durare per sempre. E' ora di cambiare.

Leggi l'articolo: http://www.beppegrillo.it/2017/05/i_dati_istat_mostrano_un_paese_a_pezzi_e_ora_di_cambiare.html
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