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Rita Monna
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Rita Monna

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gianluigi muraca's profile photoJanaka Ananda's profile photomassimiliano scalone's profile photoRosalba Cavaliere's profile photo
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Si possono fare i limoni con lo stesso metodo?
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Rita Monna

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Intendersi con Don Chisciotte, prima o poi si deve
...
La profondità di Don Chisciotte - perché c’è qualcosa di profondo in questo burlador della Mancha - sta in altre cose.
 I procedimenti di Don Chisciotte - deformazione e simbolismo - son quelli stessi dell'arte moderna e hanno un significato che trascende 
i superficiali contrasti fin qui veduti in quella grottesca epopea.
La deformazione volontaria delle cose ha il suo principio nell’idealismo arbitrario ed è riconosciuta oramai come il carattere d'ogni creazione. Vedere quel che si vuol vedere - rappresentare soltanto quel che si sceglie e quel che si sceglie cambiarlo, esagerarlo, impiccolirlo, secondo le necessità interne dell'opera ch'è creazione e perciò atto permanente di volontà. Don Chisciotte, in questo senso, è un artista - artista nella vita per quanto d'origini letterarie, ma vero artista moderno.
È infine un simbolista e un simbolista satirico. I suoi errori volontari obbediscono a un piano prestabilito e son coordinati a un giudizio
sarcastico sulla vita degli uomini. Le sue attribuzioni apparentemente false e matte vanno prese alla lettera come la scoperta d'una corrispondenza invisibile, conclusione necessaria del suo scetticismo. Si guardino i più noti fra questi finti errori di visione: le pecore, per lui, son soldati; i mulini giganti ladroni; l'osteria castelli; gli osti cavalieri; le catinelle elmi; le puttane donzelle; le serve signore innamorate; le contadine beatrici; i galeotti schiavi innocenti.
 Questi scambi ch'egli attribuisce maliziosamente alla sua pazzia per non compromettersi non sono casuali ma scoprono, nell'idalgo, una coscienza critica e spregiudicata del mondo, in realtà, secondo lui, i soldati son pecore condotte al macello; i castelli dei signori son locande mascherate dove bisogna pagare l’ospitalità colla servitù; i giganti sono mulini che vivon di vento e di ladrocinio, immaginazioni a scopo di furto; le vergini che s’incontrano nella società son prostitute in incognito, più viziose dell’altre che si danno per fame: le serve son più degne d’abbraccio di tante signore; una contadina ignorante ma schietta e non sciupata può essere l’ispiratrice purissima d'un genio che sappia vederla; e i condannati che s'incontrano per le strade in catena posson esser più innocenti degli aguzzini che li trascinano alla galera. 
Queste identificazioni volute e pensate tra esseri che per i più son diversi e lontani ci fanno intravedere quel che Don Chisciotte pensasse degli uomini. Aveva riflettuto nella solitudine li aveva alla fine conosciuti: come tutti quelli che sanno, alla fine, da quale specie di simili siamo circondati, non ebbe altra scelta fra odiarli o il divertirsi di loro. Preferì, eroe fiacco, ridere e burlarsi. E inventò d'esser cavaliere perché gli altri, pensando rider di lui, gli servissero di trastullo, la sua finzione fu la sua vendetta sulla vita. Vendetta riuscita perché rimasta oscura fino a noi. Ma Don Chisciotte era nato per essermi fratello fino all’ultimo — prima secondo la letteratura, ora secondo lo spirito. Fra me e lui c'intendiamo.

Giovanni Papini - Testimonianze - 1919 - estratto  del capitolo “Don Chisciotte”
 
Approfondimento:
Pierre Menard autore del Don Chisciotte - J.L. Borges - Finzioni
https://drive.google.com/file/d/0B4gf7rH8wru4R2FyamgzMXJfMDA/edit?usp=sharing

Sotto disegno di Dalì
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Corna Musa's profile photoMichele Napoli's profile photo
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Rita Monna

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Il popolo è bambino?

2012 Europa, 71 milioni di visitatori contro 58 milioni, i musei battono i parchi divertimento per 13 milioni di visitatori, ma togliendo i musei inglesi tutti ad ingresso gratuito, i biglietti pagati per i parchi divertimento sono di più (4 milioni in Italia, in diminuzione)

link dati aecom:
http://www.aecom.com/deployedfiles/Internet/Capabilities/Economics/_documents/2012%20Theme%20Index%20Combined_1-1_online.pdf
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Ivaldo Rulli's profile photoLallo Neglia's profile photo
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Io  adoro moltissimo i bambini....
i vecchi invece li ammazzerei appena  nati......
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Rita Monna

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Gaith Alabadi's profile photoFarhad Farhadi's profile photo
 
Hey
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Rita Monna

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Sotto il cielo di Roma, Flaiano docet...
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Marina D'Alessandro's profile photoLorenzo Infante's profile photo
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Armando Giglio's profile photo

Rita Monna

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Mulino bianco, prima quello che non c'è
 
Sul retro di molte delle confezioni dei prodotti Mulino bianco Barilla sono stampate le immagini e le informazioni della foto sotto. Viene prima "cosa non c'è" di "cosa c'è" e le contro-indicazioni dei prodotti occupano quasi lo stesso spazio dei prodotti stessi.
I terrorini alimentari di Stato creano nevrosi ossessivo-compulsive e consumatori che cercano principalmente quello che non c'è. 
Le aziende per tamponare si adeguano.
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Paolo Santorum's profile photoFlavia Grita's profile photoGabriella Chiavetta's profile photoJack Tormenta's profile photo
 
Il bello è che è tra le aziende più in regola per quanto riguarda il "bugiardino" :D
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Rita Monna

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"Perchè siamo qui?"

Nel 1991 viene pubblicato negli USA "Il senso della vita: riflessioni in parole e immagini sul perché siamo qui" (The Meaning of life: reflections in words and pictures on why we are here, Friend David, Life Magazine ed. Little, Brown) partecipano con le loro immagini e parole alcune centinaia di persone sconosciute o famose, pubblicate senza censure, di seguito alcuni autori

Per coloro che credono in Dio, la maggior parte delle grandi domande trovano risposta. Ma per quelli di noi che non possono facilmente accettare la formula Dio, le grandi risposte non rimangono pietra scritta. Ci adattiamo alle nuove condizioni e scoperte. Noi siamo flessibili. L'amore non deve essere un comando o fede in un dictum. Io sono il mio dio. Siamo qui per disimparare gli insegnamenti di chiesa, Stato, e del nostro sistema educativo. Siamo qui per bere birra. Noi siamo qui per uccidere la guerra. Siamo qui per ridere delle circostanze e vivere le nostre vite così bene che la morte tremerà per prenderci.
Charles Bukowski (scrittore) 

Trovo la domanda " Perché noi siamo qui ? " tipicamente umana . Io suggerirei "Noi Siamo qui? " sarebbe la scelta più logica.  
Leonard Nimoy (regista e attore, è Spock in Star Trek)

Nessun perchè. Siamo qui.
John Cage (compositore scrittore)
 
Link con alcuni dei testi originali: 
http://www.maryellenmark.com/text/magazines/life/905W-000-037.html

sotto una delle immagini della pubblicazione 
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Fabrizio Checchini's profile photoLuigi Colosimo's profile photoManish Chauhan's profile photo
 
Super! Ognuno è Dio di se stesso, nel rispetto degli Dei che lo circondano!
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Rita Monna

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Medusa immortale, come le domande

Quella che vedete nell'immagine è la Turritopsis Nutricula una medusa che può rigenerarsi eternamente, come fa? casi suoi.
Sarebbe bello parlarle e chiederle come se la passa senza il timorone della decadenza, forse si annoia o siamo solo noi umani a domandare l'inutile perchè, come diceva CB, l'umanità si fa tanto per fare
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Fabrizio Checchini's profile photoRita Monna's profile photoMichele Veneruso's profile photo
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Ciao e una medusa bellissima
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Rita Monna

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"Lo Stato si occupa della mediocrità della burocrazia cioè 65 milioni di italiani 65 milioni di italiani da imbecilli cioè italiani votano questo Stato che è il loro stato di cose, quello che è Stato è stato e quindi non è stato mai, i fatti non sono se non nella stampa e nelle sue falsificazioni o omissioni e informazioni dei fatti, ripeto, e non mai sui fatti."
CB

Sotto, Alan Ford
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Rita Monna's profile photoMarina D'Alessandro's profile photoCarmelo Pene's profile photo
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gran lavoratrice..
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Rita Monna

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Devil may care di Noma Bar
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Jacopo Monti's profile photo
 
...mysterium coniunctionis...
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Armando Giglio's profile photo
Basic Information
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Female
Story
Introduction

Tutto quello che non sopporto ha un nome.

Non sopporto i vecchi. La loro bava. Le loro lamentele. La loro inutilità.

Peggio ancora quando cercano di rendersi utili. La loro dipendenza.

I loro rumori. Numerosi e ripetitivi. La loro aneddotica esasperata.

La centralità dei loro racconti. Il loro disprezzo verso le generazioni successive.

Ma non sopporto neanche le generazioni successive.

Non sopporto i vecchi quando sbraitano e pretendono il posto a sedere in autobus.

Non sopporto i giovani. La loro arroganza. La loro ostentazione di forza e gioventù.

La prosopopea dell'invincibilità eroica dei giovani è patetica.

Non sopporto i giovani impertinenti che non cedono il posto ai vecchi in autobus.

Non sopporto i teppisti. Le loro risate improvvise, scosciate ed inutili.

Il loro disprezzo verso il prossimo diverso. Ancor più insopportabili i giovani buoni, responsabili e

generosi. Tutto volontariato e preghiera. Tanta educazione e tanta morte. Nei loro cuori e nelle loro

teste.

Non sopporto i bambini capricciosi e autoreferenziali e i loro genitori ossessivi e referenziali solo

verso i bambini. Non sopporto i bambini che urlano e che piangono.

E quelli silenziosi mi inquietano, dunque non li sopporto. Non sopporto i lavoratori e i disoccupati

e l'ostentazione melliflua e spregiudicata della loro sfortuna divina.

Che divina non è. Solo mancanza di impegno.

Ma come sopportare quelli tutti dediti alla lotta, alla rivendicazione, al comizio facile e al sudore

diffuso sotto l'ascella? Impossibile sopportarli.

Non sopporto i manager. E non c'è bisogno nemmeno di spiegare il perché. Non sopporto i piccolo

borghesi, chiusi a guscio nel loro mondo stronzo. Alla guida della loro vita, la paura. La paura di

tutto ciò che non rientra in quel piccolo guscio. E quindi snob, senza conoscere neanche il

significato della parola.

Non sopporto i fidanzati, poiché ingombrano.

Non sopporto le fidanzate, poiché intervengono.

Non sopporto quelli di ampie vedute, tolleranti e spregiudicati.

Sempre corretti. Sempre perfetti. Sempre ineccepibili.

Tutto consentito, tranne l'omicidio.

Li critichi e loro ti ringraziano della critica. Li disprezzi e loro ti ringraziano bonariamente.

Insomma, mettono in difficoltà.

Perché boicottano la cattiveria.

Quindi, sono insopportabili.

Ti chiedono: "Come stai?" e vogliono saperlo veramente. Uno choc. Ma sotto l'interesse

disinteressato, da qualche parte, covano coltellate.

Ma non sopporto neanche quelli che non ti mettono mai in difficoltà. Sempre ubbidienti e

rassicuranti. Fedeli e ruffiani.

Non sopporto i giocatori di biliardo, i soprannomi, gli indecisi, i non fumatori, lo smog e l'aria

buona, i rappresentanti, di commercio, la pizza al taglio, i convenevoli, i cornetti con la cioccolata, i

falò, gli agenti di cambio, i parati a fiori, il commercio equo e solidale, il disordine, gli

ambientalisti, il senso civico, i gatti, i topi, le bevande analcoliche, le citofonate inaspettate, le

telefonate lunghe, coloro che dicono che un bicchiere di vino al giorno fa bene, coloro che fingono

di dimenticare il tuo nome, coloro che per difendersi dicono di essere dei professionisti, i compagni

di scuola che dopo trent'anni ti incontrano e ti chiamano per cognome, gli anziani che non perdono

mai occasione per ricordarti che loro hanno fatto la Resistenza, i figli sprovvisti che non hanno

nulla da fare e decidono di aprire una galleria d'arte, gli ex comunisti che perdono la testa per la

musica brasiliana, gli svampiti che dicono "intrigante", i modaioli che dicono "figata" e derivati, gli

sdolcinati che dicono bellino carino stupendo, gli ecumenici che chiamano tutti "amore", certe

bellezze che dicono "ti adoro", i fortunati che suonano ad orecchio, i finti disattenti che quando parli

non ascoltano, i superiori che giudicano, le femministe, i pendolari, i dolcificanti, gli stilisti, i

registi, le autoradio, i ballerini, i politici, gli scarponi da sci, gli adolescenti, i sottosegretari, le rime,

i cantanti rock attempati coi jeans attillati, gli scrittori boriosi e seriosi, i parenti, i fiori, i biondi, gli

inchini, le mensole, gli intellettuali, gli artisti di strada, le meduse, i maghi, i vip, gli stupratori, i

pedofili, tutti i circensi, gli operatori culturali, gli assistenti sociali, i divertimenti, gli amanti degli

animali, le cravatte, le risate finte, i provinciali, gli aliscafi, i collezionisti tutti, un gradino più in su

quelli di orologi, tutti gli hobby, i medici, i pazienti, il jazz, la pubblicità, i costruttori, le mamme,

gli spettatori di basket, tutti gli attori e tutte le attrici, la video arte, i luna park, gli sperimentalisti di

tutti i tipi, le zuppe, la pittura contemporanea, gli artigiani anziani nella loro bottega, i chitarristi

dilettanti, le statue nelle piazze, il baciamano, le beauty farm, i filosofi di bell'aspetto, le piscine con

troppo cloro, le alghe, i ladri, le anoressiche, le vacanze, le lettere d'amore, i preti e i chierichetti, le

supposte, la musica etnica, i finti rivoluzionari, le telline, i panda, l'acne, i percussionisti, le docce

con le tende, le voglie, i calli, i soprammobili, i nei, i vegetariani, i vedutisti, i cosmetici, i cantanti

lirici, i parigini, i pullover a collo alto, la musica al ristorante, le feste, i meeting, le case col

panorama, gli inglesismi, i neologismi, i figli di papà, i figli d'arte, i figli dei ricchi, i figli degli altri,

i musei, i sindaci dei comuni, tutti gli assessori, i manifestanti, la poesia, i salumieri, i gioiellieri, gli

antifurti, le catenine d'oro giallo, i leader, i gregari, le prostitute, le persone troppo basse o troppo

alte, i funerali, i peli, i telefonini, la burocrazia, le installazioni, le automobili di tutte le cilindrate, i

portachiavi, i cantautori, i giapponesi, i dirigenti, i razzisti e i tolleranti, i ciechi, la fòrmica, il rame,

l'ottone, il bambù, i cuochi in televisione, la folla, le creme abbronzanti, le lobby, gli slang, le

macchie, le mantenute, le cornucopie, i balbuzienti, i giovani vecchi e i vecchi giovani, gli snob, i

radicai chic, la chirurgia estetica, le tangenziali, le piante, i mocassini, i settari, i presentatori

televisivi, i nobili, i fili che si attorcigliano, le vallette, i comici, i giocatori di golf, la fantascienza, i

veterinari, le modelle, i rifugiati politici, gli ottusi, le spiagge bianchissime, le religioni

improvvisate e i loro seguaci, le mattonelle di seconda scelta, i testardi, i critici di professione, le

coppie lui giovane lei matura e viceversa, i maturi, tutte le persone col cappello, tutte le persone con

gli occhiali da sole, le lampade abbronzanti, gli incendi, i braccialetti, i raccomandati, i militari, i

tennisti scapestrati, i faziosi e i tifosi, i profumi da tabaccaio, i matrimoni, le barzellette, la prima

comunione, i massoni, la messa, coloro che fischiano, coloro che cantano all'improvviso, i rutti, gli

eroinomani, i Lions club, i cocainomani, i Rotary club, il turismo sessuale, il turismo, coloro che

detestano il turismo e dicono che loro sono "viaggiatori", coloro che parlano "per esperienza",

coloro che non hanno esperienza e vogliono parlare lo stesso, chi sa stare al mondo, le maestre

elementari, i malati di riunioni, i malati in generale, gli infermieri con gli zoccoli, ma perché devono

portare gli zoccoli?

Non sopporto i timidi, i logorroici, i finti misteriosi, i goffi, gli svampiti, gli estrosi, i vezzosi, i

pazzi, i geni, gli eroi, i sicuri di sé, i silenziosi, i valorosi, i meditabondi, i presuntuosi, i maleducati,

i coscienziosi, gli imprevedibili, i comprensivi, gli attenti, gli umili, gli esperti, gli appassionati, gli

ampollosi, gli eterni sorpresi, gli equi, gli inconcludenti, gli ermetici, i battutisti, i cinici, i paurosi, i

tracagnotti, i litigiosi, i superbi, i flemmatici, i millantatori, i preziosi, i vigorosi, i tragici, gli

svogliati, gli insicuri, i dubbiosi, i disincantati, i meravigliati, i vincenti, gli avari, i dimessi, i

trascurati, gli sdolcinati, i lamentosi, i lagnosi, i capricciosi, i viziati, i rumorosi, gli untuosi, i

bruschi, e tutti quelli che socializzano con relativa facilità.

Non sopporto la nostalgia, la normalità, la cattiveria, l'iperattività, la bulimia, la gentilezza, la

malinconia, la mestizia, l'intelligenza e la stupidità, la tracotanza, la rassegnazione, la vergogna,

l'arroganza, la simpatia, il doppiogiochismo, il menefreghismo, l'abuso di potere, l'inettitudine, la

sportività, la bontà d'animo, la religiosità, l'ostentazione, la curiosità e l'indifferenza, la messa in

scena, la realtà, la colpa, il minimalismo, la sobrietà e l'eccesso, la genericità, la falsità, la

responsabilità, la spensieratezza, l'eccitazione, la saggezza, la determinazione, l'autocompiacimento,

l'irresponsabilità, la correttezza, l'aridità, la serietà e la frivolezza, la pomposità, la necessarietà, la

miseria umana, la compassione, la tetraggine, la prevedibilità, l'incoscienza, la capziosità, la

rapidità, l'oscurità, la negligenza, la lentezza, la medietà, la velocità, l'ineluttabilità, l'esibizionismo,

l'entusiasmo, la sciatteria, la virtuosità, il dilettantismo, il professionismo, il decisionismo,

l'automobilismo, l'autonomia, la dipendenza, l'eleganza e la felicità.

Non sopporto niente e nessuno.

Neanche me stesso. Soprattutto me stesso.

Solo una cosa sopporto.

La sfumatura.

Prefazione del maestro Mimmo Repetto al racconto "hanno tutti ragione" di Paolo Sorrentino

 

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