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Rita Monna
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Rita Monna

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Umanità, scenario finale 

...l’umanità del periodo post-industriale sarà forse ricordata come una delle più irresponsabili della storia...
Laudato sì - Papa Francesco - 2015
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Lettera Enciclica Laudato si' del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune (24 maggio 2015)
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Rita Monna

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Animazione "uomo" di +Steve Cutts 
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Davide Amadori's profile photoGianfranco Guidi's profile photo

Rita Monna

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Rita Monna originally shared to Arte - Rita Monna:
 
Dei media vecchi e nuovi

Estratto
Un disegno si diffonde perchè è legittimato da segni e spiegazioni, sono gli effetti dell'addestramento e del controllo istituzionale che sta spingendo verso l'uso della rete, una strategia estinguente, la natura s'è rotta e se ne frega, E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei (Giacomo Leopardi - Dialogo della Natura e di un Islandese)

Testo
L’immagine sotto è proposta in due versioni, a sinistra originale e a destra con spiegazioni sovrapposte.
La versione originale è di dominio pubblico da decenni, l'altra ha poche ore e sta diventando un meme, che secondo il biologo Richard Dawkins è “qualunque unità di informazione comportamentale, un'idea, una credenza, un'usanza, o una lezione” che si trasmette da un essere umano all'altro, dei geni “culturali” che come quelli del DNA si riproducono. Cosa ha sbloccato questa immagine che se ne stava tranquilla da anni? Un cerchio rosso e una scritta che evidenzia il fare distorto dei media? Sì! Un solo cerchio rosso e una scritta influenzano autorevolmente l’interpretazione di milioni di persone, un meme che ha le sue origini nell’addestramento istituzionale che ammaestra all’imitazione pavloviana dei meme di stato e costruisce a forza di giaculatorie mitraglianti la mediocrità sciatta dell’omologazione globale, distruggendo il respiro, la libertà e la diversità singolare. Sono secoli che il potere raffina questi mezzi per un controllo sempre più diretto e la rete è l’ultimo di questi mezzi.
Questo periodo di innamoramento libero e adolescenziale della rete libera, sta lanciando internet verso l’uso universale, poi controllare sarà semplice come scrivere su una tastiera.
All’inizio erano i pulpiti, poi le televisioni, oggi internet, la globalizzazione è quella del controllo, con una sola novità, fino ad ora si è trattato di uomini spietati che controllano uomini timorati e con qualche miliardo di morti tra genocidi di genie indomabili, guerre e povertà provocate, è sempre andato tutto alla grande, adesso la natura s’è rotta del nostro breve smarrimento, se ne frega dei media vecchi e nuovi e della specie umana, e non è l’unica.
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ANTONIO GRAMEGNA's profile photomustafa köksal's profile photo

Rita Monna

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"...l'unica forma di governo che garantisca qualcosa cos'è? la democrazia senz'altro è la più accettabile paradossalmente se ne occupa Cioran molto bene ma vi domando io cosa garantisce la democrazia che una dittatura non possa garantire? certo garantisce qualcosa ma lo sapete qual è garantisce la invivibilità della vita non risolve la vita chi sceglie la democrazia chi sceglie la libertà sceglie il deserto se la democrazia fosse mai libertà ma la democrazia non è niente è mera demagogia ma qualora noi meritassimo una libertà dovrebbe essere l'affrancamento dal lavoro e non occupazione sul lavoro..." (CB)

Fonte vignetta:La settimana enigmistica
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Giorgio Corona's profile photoCinzia Rolando's profile photo

Rita Monna

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Le nuove TV al plasma con i contenuti in 4D

Disegno di JR Mora
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riccardo buniva's profile photo

Rita Monna

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Non è la libertà che manca in Italia, mancano gli uomini liberi
Leo Longanesi
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dora chiabov's profile photoMaxCromo Gamma's profile photoControvento Catania's profile photo
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Quando,una,persona,ragiona con la sua testa,non e'falsa con se stessa,non segue le mode,mondane,rispetta la liberta'di pensiero altrui,non si arrufiana,non gl'importa se una bella donna lo lascia per un'altro uomo perche'rispetta la liberta'di quella donna,non ha peli sulla lingua nel dire la verita'. Bene,quando hai tutti questi requisiti ti ritrovi come quel girasole fuori dagli altri girasoli separato per sempre da una rete di metallo. Ne,tu,capirai il loro mondo,cosi come loro non capiranno mai il tuo. Ciao,da max.
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Rita Monna

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Epepe di Ferenc Karinthy

L'umanità in regalo per lettori sagaci
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Rita Monna

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The origin (and extinction) of species.
"Avvi tuttora delle specie che sembrano trovarsi in tale stato di deterioramento e di decadenza, che si direbbe non essere gran fatto lontano il momento in cui cesseranno di esistere."
Giovanni Battista Brocchi - 1814

Fonte immagine: La settimana enigmistica
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ruggero mornelli's profile photodomenico porzio's profile photoGiorgio Cavicchioli (i4kyo)'s profile photo
 
Mai dire mai.
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Rita Monna

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Nostri figli, nipoti, assenti digitali
Sono nativi digitali, non mangiano cibo vero da una settimana si ingozzano e riempiono di roba che non riconoscono se non per "buono". Ogni 30-40 secondi mollano una posata e toccano il telefono, se non parli non parlano se cerchi di fare conversazione non ascoltano o reagiscono disorientati in forte ritardo. Finito il pasto non sbarazzano, si siedono in disparte con il grande fratello prensile in mano. La vita che gli esempliamo è in gran parte una farsa e loro non assentono, ne sono assenti.
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nino marta's profile photoAlessandro Sabellico's profile photoGianfranco Guidi's profile photo
 
l'attività secolare di rincoglionimento sociale dei media è in continua evoluzione
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Rita Monna

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Non sapete rompere un uovo? Nessun problema da adesso c'è EZ Cracker:

"ed è osservata in questa circostanza medesima quella lenta e graduata progressione con cui suol essere preparata la distruzione degli individui. E siccome questi non passano ad un tratto dal vigore della vita allo stato di morte, ma vi si dispongono a poco a poco con l’indebolimento successivo delle loro fisiche facoltà, così per gradi insensibili si avvicinano le specie al loro annientamento: la vitalità va scemando, la virtù prolifica infievolisce, meno energica è la forza di sviluppo, quindi di età in età sempre più deboli e fiacche riescono le complessioni, più limitata è la fecondità e la moltiplicazione, l’accrescimento stentato; finché è giunto il termine fatale in cui l’embrione, incapace di stendersi e di svilupparsi, abbandona quasi sull’istante quell’esile principio di vita che lo anima appena, e tutto muore con lui.
Avvi tuttora delle specie che sembrano trovarsi in tale stato di deterioramento e di decadenza, che si direbbe non essere gran fatto lontano il momento in cui cesseranno di esistere. "

Giovanni Battista Brocchi - “Conchiologia fossile subapennina” - 1814
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Michael Brunetti's profile photoriccardo buniva's profile photo
 
Ma è fantastico!! dove posso trovarlo? Sei tu che lo importi in Italia? WOW
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Rita Monna

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Mariolino Spadina's profile photoFabio Tortolani's profile photo

Rita Monna

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Oggi il successo colpisce soprattutto gli uomini migliori (E.Flaiano)

Aprono ristoranti, scuole di ballo, uffici notarili legali assicurativi finanziari, gabinetti medici specialistici, si propongono esperti in pittura falegnameria letteratura costruzioni arte del ferro giardinaggio amministrazione pubblica, amministrano i tuoi risparmi che diventano loro. Sono i nuovi professionisti.
Invece di decenni di tirocinio in un ambiente selettivo e sano, si impongo rapidamente esaltati da un mercato di uno Stato nepotistico, gli effetti sono disastrosi.
Sono i cuochi più quotati, gli artisti più conosciuti, i più lanciati notai, avvocati assicuratori bancari, dottori, imbianchini, falegnami, scrittori, fabbri, muratori, giardinieri, politici, consulenti finanziari.
Sono gli uomini di successo principescamente istituzionalizzati, non c'è altro modo e colpisce tutti.
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giovanni barone's profile photoJacopo Zuccari's profile photo
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Have her in circles
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Basic Information
Gender
Female
Story
Introduction

Tutto quello che non sopporto ha un nome.

Non sopporto i vecchi. La loro bava. Le loro lamentele. La loro inutilità.

Peggio ancora quando cercano di rendersi utili. La loro dipendenza.

I loro rumori. Numerosi e ripetitivi. La loro aneddotica esasperata.

La centralità dei loro racconti. Il loro disprezzo verso le generazioni successive.

Ma non sopporto neanche le generazioni successive.

Non sopporto i vecchi quando sbraitano e pretendono il posto a sedere in autobus.

Non sopporto i giovani. La loro arroganza. La loro ostentazione di forza e gioventù.

La prosopopea dell'invincibilità eroica dei giovani è patetica.

Non sopporto i giovani impertinenti che non cedono il posto ai vecchi in autobus.

Non sopporto i teppisti. Le loro risate improvvise, scosciate ed inutili.

Il loro disprezzo verso il prossimo diverso. Ancor più insopportabili i giovani buoni, responsabili e

generosi. Tutto volontariato e preghiera. Tanta educazione e tanta morte. Nei loro cuori e nelle loro

teste.

Non sopporto i bambini capricciosi e autoreferenziali e i loro genitori ossessivi e referenziali solo

verso i bambini. Non sopporto i bambini che urlano e che piangono.

E quelli silenziosi mi inquietano, dunque non li sopporto. Non sopporto i lavoratori e i disoccupati

e l'ostentazione melliflua e spregiudicata della loro sfortuna divina.

Che divina non è. Solo mancanza di impegno.

Ma come sopportare quelli tutti dediti alla lotta, alla rivendicazione, al comizio facile e al sudore

diffuso sotto l'ascella? Impossibile sopportarli.

Non sopporto i manager. E non c'è bisogno nemmeno di spiegare il perché. Non sopporto i piccolo

borghesi, chiusi a guscio nel loro mondo stronzo. Alla guida della loro vita, la paura. La paura di

tutto ciò che non rientra in quel piccolo guscio. E quindi snob, senza conoscere neanche il

significato della parola.

Non sopporto i fidanzati, poiché ingombrano.

Non sopporto le fidanzate, poiché intervengono.

Non sopporto quelli di ampie vedute, tolleranti e spregiudicati.

Sempre corretti. Sempre perfetti. Sempre ineccepibili.

Tutto consentito, tranne l'omicidio.

Li critichi e loro ti ringraziano della critica. Li disprezzi e loro ti ringraziano bonariamente.

Insomma, mettono in difficoltà.

Perché boicottano la cattiveria.

Quindi, sono insopportabili.

Ti chiedono: "Come stai?" e vogliono saperlo veramente. Uno choc. Ma sotto l'interesse

disinteressato, da qualche parte, covano coltellate.

Ma non sopporto neanche quelli che non ti mettono mai in difficoltà. Sempre ubbidienti e

rassicuranti. Fedeli e ruffiani.

Non sopporto i giocatori di biliardo, i soprannomi, gli indecisi, i non fumatori, lo smog e l'aria

buona, i rappresentanti, di commercio, la pizza al taglio, i convenevoli, i cornetti con la cioccolata, i

falò, gli agenti di cambio, i parati a fiori, il commercio equo e solidale, il disordine, gli

ambientalisti, il senso civico, i gatti, i topi, le bevande analcoliche, le citofonate inaspettate, le

telefonate lunghe, coloro che dicono che un bicchiere di vino al giorno fa bene, coloro che fingono

di dimenticare il tuo nome, coloro che per difendersi dicono di essere dei professionisti, i compagni

di scuola che dopo trent'anni ti incontrano e ti chiamano per cognome, gli anziani che non perdono

mai occasione per ricordarti che loro hanno fatto la Resistenza, i figli sprovvisti che non hanno

nulla da fare e decidono di aprire una galleria d'arte, gli ex comunisti che perdono la testa per la

musica brasiliana, gli svampiti che dicono "intrigante", i modaioli che dicono "figata" e derivati, gli

sdolcinati che dicono bellino carino stupendo, gli ecumenici che chiamano tutti "amore", certe

bellezze che dicono "ti adoro", i fortunati che suonano ad orecchio, i finti disattenti che quando parli

non ascoltano, i superiori che giudicano, le femministe, i pendolari, i dolcificanti, gli stilisti, i

registi, le autoradio, i ballerini, i politici, gli scarponi da sci, gli adolescenti, i sottosegretari, le rime,

i cantanti rock attempati coi jeans attillati, gli scrittori boriosi e seriosi, i parenti, i fiori, i biondi, gli

inchini, le mensole, gli intellettuali, gli artisti di strada, le meduse, i maghi, i vip, gli stupratori, i

pedofili, tutti i circensi, gli operatori culturali, gli assistenti sociali, i divertimenti, gli amanti degli

animali, le cravatte, le risate finte, i provinciali, gli aliscafi, i collezionisti tutti, un gradino più in su

quelli di orologi, tutti gli hobby, i medici, i pazienti, il jazz, la pubblicità, i costruttori, le mamme,

gli spettatori di basket, tutti gli attori e tutte le attrici, la video arte, i luna park, gli sperimentalisti di

tutti i tipi, le zuppe, la pittura contemporanea, gli artigiani anziani nella loro bottega, i chitarristi

dilettanti, le statue nelle piazze, il baciamano, le beauty farm, i filosofi di bell'aspetto, le piscine con

troppo cloro, le alghe, i ladri, le anoressiche, le vacanze, le lettere d'amore, i preti e i chierichetti, le

supposte, la musica etnica, i finti rivoluzionari, le telline, i panda, l'acne, i percussionisti, le docce

con le tende, le voglie, i calli, i soprammobili, i nei, i vegetariani, i vedutisti, i cosmetici, i cantanti

lirici, i parigini, i pullover a collo alto, la musica al ristorante, le feste, i meeting, le case col

panorama, gli inglesismi, i neologismi, i figli di papà, i figli d'arte, i figli dei ricchi, i figli degli altri,

i musei, i sindaci dei comuni, tutti gli assessori, i manifestanti, la poesia, i salumieri, i gioiellieri, gli

antifurti, le catenine d'oro giallo, i leader, i gregari, le prostitute, le persone troppo basse o troppo

alte, i funerali, i peli, i telefonini, la burocrazia, le installazioni, le automobili di tutte le cilindrate, i

portachiavi, i cantautori, i giapponesi, i dirigenti, i razzisti e i tolleranti, i ciechi, la fòrmica, il rame,

l'ottone, il bambù, i cuochi in televisione, la folla, le creme abbronzanti, le lobby, gli slang, le

macchie, le mantenute, le cornucopie, i balbuzienti, i giovani vecchi e i vecchi giovani, gli snob, i

radicai chic, la chirurgia estetica, le tangenziali, le piante, i mocassini, i settari, i presentatori

televisivi, i nobili, i fili che si attorcigliano, le vallette, i comici, i giocatori di golf, la fantascienza, i

veterinari, le modelle, i rifugiati politici, gli ottusi, le spiagge bianchissime, le religioni

improvvisate e i loro seguaci, le mattonelle di seconda scelta, i testardi, i critici di professione, le

coppie lui giovane lei matura e viceversa, i maturi, tutte le persone col cappello, tutte le persone con

gli occhiali da sole, le lampade abbronzanti, gli incendi, i braccialetti, i raccomandati, i militari, i

tennisti scapestrati, i faziosi e i tifosi, i profumi da tabaccaio, i matrimoni, le barzellette, la prima

comunione, i massoni, la messa, coloro che fischiano, coloro che cantano all'improvviso, i rutti, gli

eroinomani, i Lions club, i cocainomani, i Rotary club, il turismo sessuale, il turismo, coloro che

detestano il turismo e dicono che loro sono "viaggiatori", coloro che parlano "per esperienza",

coloro che non hanno esperienza e vogliono parlare lo stesso, chi sa stare al mondo, le maestre

elementari, i malati di riunioni, i malati in generale, gli infermieri con gli zoccoli, ma perché devono

portare gli zoccoli?

Non sopporto i timidi, i logorroici, i finti misteriosi, i goffi, gli svampiti, gli estrosi, i vezzosi, i

pazzi, i geni, gli eroi, i sicuri di sé, i silenziosi, i valorosi, i meditabondi, i presuntuosi, i maleducati,

i coscienziosi, gli imprevedibili, i comprensivi, gli attenti, gli umili, gli esperti, gli appassionati, gli

ampollosi, gli eterni sorpresi, gli equi, gli inconcludenti, gli ermetici, i battutisti, i cinici, i paurosi, i

tracagnotti, i litigiosi, i superbi, i flemmatici, i millantatori, i preziosi, i vigorosi, i tragici, gli

svogliati, gli insicuri, i dubbiosi, i disincantati, i meravigliati, i vincenti, gli avari, i dimessi, i

trascurati, gli sdolcinati, i lamentosi, i lagnosi, i capricciosi, i viziati, i rumorosi, gli untuosi, i

bruschi, e tutti quelli che socializzano con relativa facilità.

Non sopporto la nostalgia, la normalità, la cattiveria, l'iperattività, la bulimia, la gentilezza, la

malinconia, la mestizia, l'intelligenza e la stupidità, la tracotanza, la rassegnazione, la vergogna,

l'arroganza, la simpatia, il doppiogiochismo, il menefreghismo, l'abuso di potere, l'inettitudine, la

sportività, la bontà d'animo, la religiosità, l'ostentazione, la curiosità e l'indifferenza, la messa in

scena, la realtà, la colpa, il minimalismo, la sobrietà e l'eccesso, la genericità, la falsità, la

responsabilità, la spensieratezza, l'eccitazione, la saggezza, la determinazione, l'autocompiacimento,

l'irresponsabilità, la correttezza, l'aridità, la serietà e la frivolezza, la pomposità, la necessarietà, la

miseria umana, la compassione, la tetraggine, la prevedibilità, l'incoscienza, la capziosità, la

rapidità, l'oscurità, la negligenza, la lentezza, la medietà, la velocità, l'ineluttabilità, l'esibizionismo,

l'entusiasmo, la sciatteria, la virtuosità, il dilettantismo, il professionismo, il decisionismo,

l'automobilismo, l'autonomia, la dipendenza, l'eleganza e la felicità.

Non sopporto niente e nessuno.

Neanche me stesso. Soprattutto me stesso.

Solo una cosa sopporto.

La sfumatura.

Prefazione del maestro Mimmo Repetto al racconto "hanno tutti ragione" di Paolo Sorrentino

 

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