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Rita Monna
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Rita Monna

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Addio alle armi?

Non sono mai riuscita a leggere Hemingway, come consigliava Bianciardi i suoi romanzi me li sono fatti raccontare, le mie considerazioni sono parziali. Ma c'e un brano di Addio alle armi (tradotto in italiano da Ferdinanda Pivano grazie a Cesare Pavese che per questo l'ha fatta andare in carcere) che è straordinario, è il dialogo del narratore con il conte Greffi, che lo scrittore in una lettera alla Pivano conferma di avere conosciuto realmente come conte Greppi, chiamato nel romanzo Greffi per rispetto (rispetto totalmente ignorato in alcune traduzioni). I casi sono due, o Hemingway era un pozzo di cultura e un genio di una raffinatezza quasi irricevibile, oppure lo era il conte Greppi e il dialogo trascritto è avvenuto realmente segnando le parole ma solo intuendone il significato più diretto. Lo scrittore attingeva dalla letteratura greca? dal trecento italiano, da Leonardo e Macchiavelli, Cervantes, da Gibbon, Carlyle, Hobbes, Tocqueville, Mommsen Thoreau Frazer Leopardi? Aveva già letto e compreso "La montagna incantata" di Mann pubblicato poco prima dove c'è un dialogo che è una versione primitiva e rude di quello elegantissimo con il conte Greffi? No mi so che dire, questo scrittore americano forse è stato solo un altro giusto al momento giusto e tra un influenza e l'altra è diventato famoso grazie alla potentissima arte di stato che sa manipolare sempre a proprio vantaggio la produzione umana, e particolarmente le traduzioni, provate a confrontare l'originale inglese di questo dialogo o la prima traduzione della Pivano con le altre svergognate traduzioni, c'è da divertirsi!
Se le parole del conte Greffi sono dell'Ernestone sciupacubane che passava la gloria tra my mojito in la Bodeguita my daiquiri in el Floridita, è il caso di cominciare a leggerlo con attenzione. Se sono del conte Greppi, realmente pronunciate in una partita di biliardo sorseggiando champagne dopo un secolo di vita vera, è una conferma che lo stile italiano è unico al modo, e lo è veramente.

nell'immagine il conte Giuseppe Greppi (1819 - 1921), nobile milanese colto profondo e ironico, tra le sue perle di saggezza c'e quella al termine del funerale della amatissima moglie quando disse agli amici più cari che si condolevano con lui : "E inscì, anca incoeu, fra una robba e l'altra, emm fatt l'ura del risott"
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Rita Monna

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Corsi e ricorsi storici

Fonte: Settimana enigmistica
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Rita Monna

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Fidel Castro 1926 - 2016, Cuba
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Arturo Sosa Abascal il nuovo amministratore di 7 miliardi di poveri imbecilli di una specie in rapidissima e irreversibile estinzione, una bella responsabilità da record... "durata oltre le migliaia d'anni che hanno cambiato religione e stato al genere umano e che hanno mutato persino il centro di gravitazione della civiltà." (T. Mommsen)


http://www.corriere.it/cronache/16_ottobre_14/eletto-papa-nero-arturo-sosa-abascal-nuovo-superiore-gesuiti-aec22bdc-91f8-11e6-bdba-ccaf376bf41d.shtml
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Venezuelano, ha 67 anni. L’elezione è avvenuta dopo quattro giorni di «murmuratio» in cui si sono svolti incontri e consultazioni tra i 212 elettori. Per la prima volta la scelta del nuovo generale è avvenuta durante un papato guidato da un gesuita
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Rita Monna

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da Thoreau a Orwell, passando da Deleuze, in meno di vent'anni con la rete e i social "la machine" in un clic è realtà, Jon Scric cerca di spiegarlo (a modo suo...)


http://youtu.be/dV3Ft6dEsSc
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Rita Monna

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"Il pubblico deve essere educato provocato spinto a riflettere e pensare"
Mario Maldesi un piacere sentire un grande e geniale lavoratore della parola.

http://lavitaetuttaunclick.blogspot.it/2012/12/lupo-ulula-castello-ululi-in-memoria-di.html
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C'è qualcuno che ancora non conosce Frankenstein Jr.? Sì, dai il capolavoro in bianco e nero di Mel Brooks. I nomi Gene Wilder, Marty Feldman, Peter Boyle, Madeline Kahn... dicono niente? Insomma, "lupo ululà, castello ululì"...
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Rita Monna

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!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
Marvin Gaye - Montreux jazz festival 1980 !!!!!!!!

https://archive.org/details/videomusicale
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Rita Monna

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Siete o vi sentite nobili o aristocratici? Questo film è uno spasso doppio!
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Recuperare milioni dai patrimoni personali di presidenti consiglieri direttori e promotori finanziari no eh?
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Rita Monna

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Riscaldamento globale? Andrà a finire malissimo e molto più rapidamente di quanto immaginabile. La dimostrazione più sfacciata è l’ultimo lavoro dello splendido Di Caprio, il documentario sullo sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali e sugli effetti disastrosi del riscaldamento globale “Punto di non ritorno” (Before the flood). Sotto vedete un'immagine del documentario, sì, è una scena del suo ultimo film “Redivivo” (Revenant). Pubblicità in salsa filantropica di un mondo in svendita.
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Rita Monna

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Ron Cobb nel suo sito rende pubbliche molte delle sue straordinarie opere

http://roncobb.net
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Ron Cobb, Cartoonist, Film Designer, 300 cartoons, 40 films, Artwork and Design!
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Rita Monna

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"Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire"
Alda Merini

Immagine di Pawel Kuczynski
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Sunil kr's profile photo
 
hi
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Story
Introduction

Tutto quello che non sopporto ha un nome.

Non sopporto i vecchi. La loro bava. Le loro lamentele. La loro inutilità.

Peggio ancora quando cercano di rendersi utili. La loro dipendenza.

I loro rumori. Numerosi e ripetitivi. La loro aneddotica esasperata.

La centralità dei loro racconti. Il loro disprezzo verso le generazioni successive.

Ma non sopporto neanche le generazioni successive.

Non sopporto i vecchi quando sbraitano e pretendono il posto a sedere in autobus.

Non sopporto i giovani. La loro arroganza. La loro ostentazione di forza e gioventù.

La prosopopea dell'invincibilità eroica dei giovani è patetica.

Non sopporto i giovani impertinenti che non cedono il posto ai vecchi in autobus.

Non sopporto i teppisti. Le loro risate improvvise, scosciate ed inutili.

Il loro disprezzo verso il prossimo diverso. Ancor più insopportabili i giovani buoni, responsabili e

generosi. Tutto volontariato e preghiera. Tanta educazione e tanta morte. Nei loro cuori e nelle loro

teste.

Non sopporto i bambini capricciosi e autoreferenziali e i loro genitori ossessivi e referenziali solo

verso i bambini. Non sopporto i bambini che urlano e che piangono.

E quelli silenziosi mi inquietano, dunque non li sopporto. Non sopporto i lavoratori e i disoccupati

e l'ostentazione melliflua e spregiudicata della loro sfortuna divina.

Che divina non è. Solo mancanza di impegno.

Ma come sopportare quelli tutti dediti alla lotta, alla rivendicazione, al comizio facile e al sudore

diffuso sotto l'ascella? Impossibile sopportarli.

Non sopporto i manager. E non c'è bisogno nemmeno di spiegare il perché. Non sopporto i piccolo

borghesi, chiusi a guscio nel loro mondo stronzo. Alla guida della loro vita, la paura. La paura di

tutto ciò che non rientra in quel piccolo guscio. E quindi snob, senza conoscere neanche il

significato della parola.

Non sopporto i fidanzati, poiché ingombrano.

Non sopporto le fidanzate, poiché intervengono.

Non sopporto quelli di ampie vedute, tolleranti e spregiudicati.

Sempre corretti. Sempre perfetti. Sempre ineccepibili.

Tutto consentito, tranne l'omicidio.

Li critichi e loro ti ringraziano della critica. Li disprezzi e loro ti ringraziano bonariamente.

Insomma, mettono in difficoltà.

Perché boicottano la cattiveria.

Quindi, sono insopportabili.

Ti chiedono: "Come stai?" e vogliono saperlo veramente. Uno choc. Ma sotto l'interesse

disinteressato, da qualche parte, covano coltellate.

Ma non sopporto neanche quelli che non ti mettono mai in difficoltà. Sempre ubbidienti e

rassicuranti. Fedeli e ruffiani.

Non sopporto i giocatori di biliardo, i soprannomi, gli indecisi, i non fumatori, lo smog e l'aria

buona, i rappresentanti, di commercio, la pizza al taglio, i convenevoli, i cornetti con la cioccolata, i

falò, gli agenti di cambio, i parati a fiori, il commercio equo e solidale, il disordine, gli

ambientalisti, il senso civico, i gatti, i topi, le bevande analcoliche, le citofonate inaspettate, le

telefonate lunghe, coloro che dicono che un bicchiere di vino al giorno fa bene, coloro che fingono

di dimenticare il tuo nome, coloro che per difendersi dicono di essere dei professionisti, i compagni

di scuola che dopo trent'anni ti incontrano e ti chiamano per cognome, gli anziani che non perdono

mai occasione per ricordarti che loro hanno fatto la Resistenza, i figli sprovvisti che non hanno

nulla da fare e decidono di aprire una galleria d'arte, gli ex comunisti che perdono la testa per la

musica brasiliana, gli svampiti che dicono "intrigante", i modaioli che dicono "figata" e derivati, gli

sdolcinati che dicono bellino carino stupendo, gli ecumenici che chiamano tutti "amore", certe

bellezze che dicono "ti adoro", i fortunati che suonano ad orecchio, i finti disattenti che quando parli

non ascoltano, i superiori che giudicano, le femministe, i pendolari, i dolcificanti, gli stilisti, i

registi, le autoradio, i ballerini, i politici, gli scarponi da sci, gli adolescenti, i sottosegretari, le rime,

i cantanti rock attempati coi jeans attillati, gli scrittori boriosi e seriosi, i parenti, i fiori, i biondi, gli

inchini, le mensole, gli intellettuali, gli artisti di strada, le meduse, i maghi, i vip, gli stupratori, i

pedofili, tutti i circensi, gli operatori culturali, gli assistenti sociali, i divertimenti, gli amanti degli

animali, le cravatte, le risate finte, i provinciali, gli aliscafi, i collezionisti tutti, un gradino più in su

quelli di orologi, tutti gli hobby, i medici, i pazienti, il jazz, la pubblicità, i costruttori, le mamme,

gli spettatori di basket, tutti gli attori e tutte le attrici, la video arte, i luna park, gli sperimentalisti di

tutti i tipi, le zuppe, la pittura contemporanea, gli artigiani anziani nella loro bottega, i chitarristi

dilettanti, le statue nelle piazze, il baciamano, le beauty farm, i filosofi di bell'aspetto, le piscine con

troppo cloro, le alghe, i ladri, le anoressiche, le vacanze, le lettere d'amore, i preti e i chierichetti, le

supposte, la musica etnica, i finti rivoluzionari, le telline, i panda, l'acne, i percussionisti, le docce

con le tende, le voglie, i calli, i soprammobili, i nei, i vegetariani, i vedutisti, i cosmetici, i cantanti

lirici, i parigini, i pullover a collo alto, la musica al ristorante, le feste, i meeting, le case col

panorama, gli inglesismi, i neologismi, i figli di papà, i figli d'arte, i figli dei ricchi, i figli degli altri,

i musei, i sindaci dei comuni, tutti gli assessori, i manifestanti, la poesia, i salumieri, i gioiellieri, gli

antifurti, le catenine d'oro giallo, i leader, i gregari, le prostitute, le persone troppo basse o troppo

alte, i funerali, i peli, i telefonini, la burocrazia, le installazioni, le automobili di tutte le cilindrate, i

portachiavi, i cantautori, i giapponesi, i dirigenti, i razzisti e i tolleranti, i ciechi, la fòrmica, il rame,

l'ottone, il bambù, i cuochi in televisione, la folla, le creme abbronzanti, le lobby, gli slang, le

macchie, le mantenute, le cornucopie, i balbuzienti, i giovani vecchi e i vecchi giovani, gli snob, i

radicai chic, la chirurgia estetica, le tangenziali, le piante, i mocassini, i settari, i presentatori

televisivi, i nobili, i fili che si attorcigliano, le vallette, i comici, i giocatori di golf, la fantascienza, i

veterinari, le modelle, i rifugiati politici, gli ottusi, le spiagge bianchissime, le religioni

improvvisate e i loro seguaci, le mattonelle di seconda scelta, i testardi, i critici di professione, le

coppie lui giovane lei matura e viceversa, i maturi, tutte le persone col cappello, tutte le persone con

gli occhiali da sole, le lampade abbronzanti, gli incendi, i braccialetti, i raccomandati, i militari, i

tennisti scapestrati, i faziosi e i tifosi, i profumi da tabaccaio, i matrimoni, le barzellette, la prima

comunione, i massoni, la messa, coloro che fischiano, coloro che cantano all'improvviso, i rutti, gli

eroinomani, i Lions club, i cocainomani, i Rotary club, il turismo sessuale, il turismo, coloro che

detestano il turismo e dicono che loro sono "viaggiatori", coloro che parlano "per esperienza",

coloro che non hanno esperienza e vogliono parlare lo stesso, chi sa stare al mondo, le maestre

elementari, i malati di riunioni, i malati in generale, gli infermieri con gli zoccoli, ma perché devono

portare gli zoccoli?

Non sopporto i timidi, i logorroici, i finti misteriosi, i goffi, gli svampiti, gli estrosi, i vezzosi, i

pazzi, i geni, gli eroi, i sicuri di sé, i silenziosi, i valorosi, i meditabondi, i presuntuosi, i maleducati,

i coscienziosi, gli imprevedibili, i comprensivi, gli attenti, gli umili, gli esperti, gli appassionati, gli

ampollosi, gli eterni sorpresi, gli equi, gli inconcludenti, gli ermetici, i battutisti, i cinici, i paurosi, i

tracagnotti, i litigiosi, i superbi, i flemmatici, i millantatori, i preziosi, i vigorosi, i tragici, gli

svogliati, gli insicuri, i dubbiosi, i disincantati, i meravigliati, i vincenti, gli avari, i dimessi, i

trascurati, gli sdolcinati, i lamentosi, i lagnosi, i capricciosi, i viziati, i rumorosi, gli untuosi, i

bruschi, e tutti quelli che socializzano con relativa facilità.

Non sopporto la nostalgia, la normalità, la cattiveria, l'iperattività, la bulimia, la gentilezza, la

malinconia, la mestizia, l'intelligenza e la stupidità, la tracotanza, la rassegnazione, la vergogna,

l'arroganza, la simpatia, il doppiogiochismo, il menefreghismo, l'abuso di potere, l'inettitudine, la

sportività, la bontà d'animo, la religiosità, l'ostentazione, la curiosità e l'indifferenza, la messa in

scena, la realtà, la colpa, il minimalismo, la sobrietà e l'eccesso, la genericità, la falsità, la

responsabilità, la spensieratezza, l'eccitazione, la saggezza, la determinazione, l'autocompiacimento,

l'irresponsabilità, la correttezza, l'aridità, la serietà e la frivolezza, la pomposità, la necessarietà, la

miseria umana, la compassione, la tetraggine, la prevedibilità, l'incoscienza, la capziosità, la

rapidità, l'oscurità, la negligenza, la lentezza, la medietà, la velocità, l'ineluttabilità, l'esibizionismo,

l'entusiasmo, la sciatteria, la virtuosità, il dilettantismo, il professionismo, il decisionismo,

l'automobilismo, l'autonomia, la dipendenza, l'eleganza e la felicità.

Non sopporto niente e nessuno.

Neanche me stesso. Soprattutto me stesso.

Solo una cosa sopporto.

La sfumatura.

Prefazione del maestro Mimmo Repetto al racconto "hanno tutti ragione" di Paolo Sorrentino

 

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