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Rita Monna
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Dopo lo strepitoso Monsignor Pizarro teatrale, Corrado Guzzanti si esibisce in un finale tra i più belli visti in televisione, è da Carmelo Bene in tv che non si vede uno spettacolo del genere.
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“Una delle realtà più significative degli ultimi decenni è la crescente consapevolezza - a livello mondiale - dell’importanza della natura. Non si tratta di un problema religioso in questo caso. Prendersi cura del pianeta è come curare la propria casa e poiché noi esseri umani viviamo e siamo immersi nella natura, è assurdo distruggerla o rovinarla. Per questo dico che la protezione dell’ambiente non è una questione religiosa, etica o morale; questi sono lussi, dal momento che possiamo sopravvivere anche senza; ma non possiamo invece fare a meno della natura.”
tratto da “Libertà nell’esilio” - Dalai Lama

https://www.facebook.com/DalaiLamaItaliano
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19 anni fa il primo (e unico...) cuoco italiano tre stelle si toglieva dalla Michelin, un atto d’amore per il lavoro e di giustizia per i clienti
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Anacaona, band femminile cubana nata nello stesso periodo del trio Lescano...
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Estremo oriente, differenze tra cultura Giapponese e Cinese spiegate strabene in italiano con semplicità e simpatia da Eriko
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La serenità può giunger soltanto dopo la fine della giovinezza, quando
s' è compiuto il giro attorno e dentro alle cose e ci si conforta dell'infinito nulla coll’assaporamento dell’attimo che non tornerà.

Giovanni Papini
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Blader Runner 2049

Curato meglio del primo, ma molto più consolatorio, arte di stato pesantissima e importuna.
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Cultura deriva da "colo" colonizzare, come cannibale deriva da Caraibi.

Come si fa a colonizzare un territorio esteso come l'America se ci vivono felicemente altri popoli? Si sottomettono con la forza o con l'inganno e se non si fanno sottomettere si eliminano. Questo è quello che è successo con le culture amerindie dal 1492 in poi. Il motivo del genocidio più grande della storia però è molto più sottile, si può ricavare dal libero buonsenso e dai limitatissimi dati rimasti dei pseudo-originali documenti prodotti dal 15º sec. Poco dopo l'importazione dei primi schiavi dall'America, la regina Isabella, dichiarando la sua preoccupazione per non aver ancora stabilito il diritto di renderli schiavi, ordina il rimpatrio immediato di tutti gli amerindi, preoccupazione palesemente falsa visto che contemporaneamente le sue leggi regolavano e permettevano la schiavitù di molti altri popoli. In uno dei documenti del tempo si fa riferimento alle capacità degli amerindi da poco scoperti, Sir Ricard Hawkins scrive utilizzando il solito capitale mimetico: "essi hanno un grande intuito per i cambiamenti del tempo e inoltre hanno segreti rapporti con il principe delle tenebre, che spesso annuncia loro cose a venire". Predire il futuro richiede conoscere e vivere il presente, quando una civiltà squilibrata schiavizzata e quindi snaturata ne incontra una libera e equilibrata di livello superiore, o viene assorbita o la sopprime. Ecco perchè gli amerindi sono stati eliminati importando forza lavoro dall'Africa. Calvino nel sua straordinaria intervista impossibile a Montezuma spiega molto bene questo processo. Per giustificare l'ingiustificabile genocidio hanno taroccato per secoli i documenti, ancora oggi gli studiosi insistono forzatamente con le solite storielle di sacrifici umani e cannibalismo, libri cinema "scoperte" archeologiche e arte di stato varia confermano. Noi non ci rendiamo conto che la parola cannibale sostituita a antropofago dal 15º sec. deriva da una popolazione americana accusata di mangiare carne umana e altre schifezze i "Caribi" dalla quale derivano anche Caraibi e caraibici, tanto che per secoli caraibico cioè abitante del mar dei Caraibi equivaleva a cannibale. Una chicca finale, se volete divertirvi a verificare la taraccotura dei testi su questi argomenti, basta leggere l'edizione "originale" di "Histoire d'un Voyage Fait en la Terre du Brésil" di Jean de Léry della fine del 1500, dove tra descrizioni accurate compare ripetutamente in modo più che sospetto l'indicazione della loro usanza di mangiare i cadaveri dei nemici. Per sopravvivere il potere deve eliminare i modelli di vita migliori, dall'inganno agli eserciti ogni scusa e conferma sono valide.
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Messico, muro atzeco XIII sec. in Europa non sapevamo che c'erano Messico e America
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Addio alle armi?

Non sono mai riuscita a leggere Hemingway, come consigliava Bianciardi i suoi romanzi me li sono fatti raccontare, le mie considerazioni sono parziali. Ma c'e un brano di Addio alle armi (tradotto in italiano da Ferdinanda Pivano grazie a Cesare Pavese che per questo l'ha fatta andare in carcere) che è straordinario, è il dialogo del narratore con il conte Greffi, un conte milanese che lo scrittore in una lettera alla Pivano conferma di avere conosciuto realmente come conte Greppi, chiamato nel romanzo Greffi per rispetto (rispetto totalmente ignorato in alcune traduzioni e non solo quello...). I casi sono due, o Hemingway era un pozzo di cultura e un genio di una raffinatezza quasi irricevibile, oppure lo era il conte Greppi e il dialogo trascritto è avvenuto realmente segnando le parole ma solo intuendone il significato più diretto. Lo scrittore traspirava l'antica letteratura greca? il trecento italiano, Leonardo e Macchiavelli, Cervantes, Gibbon, Carlyle, Hobbes, Tocqueville, Mommsen Thoreau Frazer Leopardi? Aveva già letto e compreso "La montagna incantata" di Mann pubblicato poco prima dove c'è un dialogo che è una versione primitiva e rude di quello elegantissimo con il conte Greffi? Non mi so che dire, questo scrittore americano forse è stato solo un altro giusto al momento giusto e tra un influenza e l'altra è diventato famoso grazie alla potentissima arte di stato che sa manipolare sempre a proprio vantaggio la produzione umana, e particolarmente le traduzioni, provate a confrontare l'originale inglese di questo dialogo o la prima traduzione della Pivano con le altre svergognate traduzioni, c'è da divertirsi!
Se le parole del conte Greffi sono dell'Ernestone sciupacubane che passava la gloria tra my mojito in la Bodeguita my daiquiri in el Floridita, è il caso di cominciare a leggerlo con attenzione. Se sono del conte Greppi, realmente pronunciate in una partita di biliardo sorseggiando champagne dopo un secolo di vita vera, è una conferma che lo stile italiano è unico al modo, e lo è veramente.

nell'immagine il conte Giuseppe Greppi (1819 - 1921), nobile milanese colto profondo e ironico, tra le sue perle di saggezza c'e quella al termine del funerale della amatissima moglie quando disse agli amici più cari che si condolevano con lui : "E inscì, anca incoeu, fra una robba e l'altra, emm fatt l'ura del risott"
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