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Giovedì 2 marzo 2017, alle ore 17.00, presso la Sala Mostre e Convegni Gangemi editore di Roma, via Giulia 142, presentazione del libro La paura degli esami. Appunti per una prestazione vincente di Massimo Ricciardi, pubblicato per i tipi della Gangemi editore.

Se è vero che “gli esami non finiscono mai“, allora l'elaborazione di un metodo efficace e personale consente di affrontare con successo le prove che la vita ci riserva. Il saggio affronta il tema delle difficoltà da superare suggerendo soluzioni attinte non solo dal vasto bacino delle esperienze individuali e collettive ma anche da altre conoscenze disponibili, ad esempio, in ambito medico, storico, filosofico, pubblicitario, sociologico, psicologico, di marketing, di formazione del personale, di selezione e gestione delle risorse umane. Una lettura che consente di acquisire utili strumenti, anche pratici, per dominare brillantemente tutte quelle situazioni in cui la relazione personale si instaura e sviluppa su piani asimmetrici, con il nostro interlocutore in posizione dominante. Si tratta di un itinerario, con tappe anche divertenti e provocatorie, che trae le mosse da una ricognizione soggettiva iniziale della situazione e si svolge nella direzione del miglioramento delle proprie capacità, con l'obiettivo ultimo di scoprire se stessi e consolidare l'atteggiamento vincente che ognuno possiede.

ne parlano
Ettore Pasculli, Psichiatra e Psicoterapeuta, Direttore della UOC Distretto 1 DSM – ASL RM1
Salvatore Iannizzi, Saggista

sarà presente l’autore

Visualizza maggiori dettagli del libro:
http://www.gangemieditore.com/dettaglio/la-paura-esami/7130/5

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Giovedì 16 marzo 2017, presso Gallerie d’Italia, Piazza della Scala 6, Milano, presentazione del libro Gadaleta. Punti-pittura+radianti, a cura di Francesco Tedeschi, Alberto Zanchetta, pubblicato per i tipi della Gangemi editore.

Punti-pittura (dal 2002 fino ad oggi) si dispiegano sulle superfici ambientali in dimensione parietale e/o pavimentale. Sono particelle elementari costitutive dell'estensione linguistica della materialità pittorica in evolvenze ipertestuali. Si concretizzano plasticamente in forme sferiche o emisferiche che si transustanziano in virtualità percettive di immagini multiple, soggettive e mai più univoche.
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radianti (del 1989 e 1990) sono le emittenze cromatico-luminose di dipinti tissularmente strutturati. Sono risultanze di ascetiche tensioni immaginative e di pratiche di fuoriuscite dal mondo, sintonizzate sulle memorie visive di radiazioni solari e fluorescenze telematiche. Si attivano in espansioni e contrazioni temporali, attraverso insistenti iterazioni, fra rigorosi autocontrolli e dionisiaci abbandoni.

Ne parlano
Francesco Tedeschi e Alberto Zanchetta, autori del libro

Sarà presente l’artista

Visualizza maggiori dettaglio del libro:
http://www.gangemieditore.com/dettaglio/gadaleta/7127/3

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Domenica 12 febbraio 2017, alle ore 10.30, presso il Museo Storico delle Liberazione, Via Tasso 145, Roma presentazione del libro Sapere ed essere nella Roma razzista. Gli ebrei nelle scuole e nell'università (1938-1943), di Giuliana Piperno Beer e Silvia Haia Antonucci, pubblicato per i tipi della Gangemi editore.

Questo lavoro analizza la risposta della Comunità Israelitica di Roma alle leggi antiebraiche del 1938 che esclusero gli ebrei dalle scuole di ogni ordine e grado. Pertanto esso spazia dalle scuole elementari – quella ebraica già esistente e altri istituti del Governatorato che avevano organizzato, secondo diverse modalità, classi riservate esclusivamente ai bambini ebrei – alle scuole medie che vennero rapidamente organizzate secondo le richieste degli studenti esclusi. Inoltre, il volume tratta degli studi universitari, sia nelle università cattoliche, sia nei cosiddetti “Corsi integrativi di Cultura Matematica” organizzati in ambito ebraico con insegnanti ebrei allontanati dalle cattedre e con altri docenti profondamente antifascisti. Completano il libro le interviste ad alcuni degli studenti universitari del tempo, che forniscono informazioni fondamentali per la ricostruzione delle vicende trattate.


Coordina
Antonio Parisella

Letture tratto dal testo
Maria Teresa Di Gennaro

Interventi musicali
Ludovica Valori
Saranno presenti le autrici


Visualizza maggiori dettagli del libro:
http://www.gangemieditore.com/dettaglio/sapere-ed-essere-nella/6335/6

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Venerdì 31 marzo 2017, alle ore 17.00, presso la Sala Mostre e Convegni Gangemi editore di Roma, via Giulia 142, presentazione del libro Democrazia dal basso. Cittadini organizzati a Roma e nel Lazio , di Maria Cristina Antonucci e Alessandro Fiorenza, pubblicato per i tipi della Gangemi editore.

Nel tempo della crisi della democrazia rappresentativa, un nuovo fenomeno si manifesta con sempre maggiore forza nei rapporti tra cittadini ed istituzioni: la disintermediazione. Da un lato i tradizionali corpi intermedi, come partiti e sindacati, non riescono più a dare voce ai bisogni, ai desideri e alle istanze che vengono dalla società; dall'altro, i cittadini tendono sempre di più ad organizzarsi spontaneamente in comitati autonomi e agiscono per presentare i propri interessi direttamente ai decisori pubblici, riuscendo talvolta a contribuire in maniera determinante ai processi decisionali. È il modello della governance partecipata, nel quale le decisioni collettive vengono assunte grazie al supporto concreto del confronto diretto tra cittadini e istituzioni. Concentrando l'analisi di questi fenomeni sulla Regione Lazio, in un viaggio che attraversa luoghi, realtà sociali e tematiche differenti – dal degrado nel centro storico di Roma ai problemi di rifiuti, cementificazione e urbanistica della Capitale; dai disservizi del trasporto pubblico locale per i pendolari di Rieti, ai cittadini mobilitati sul tema dell'acqua pubblica a Viterbo – emerge un quadro nel quale i comitati dei cittadini rappresentano il moderno paradigma per un'originale centralità della società civile, in grado di dare nuova legittimità, dal basso, ad una democrazia in affanno.

intervengono
Piero Dominici, Docente di Comunicazione Pubblica, Università degli Studi di Perugia
Massimiliano Panarari, Docente di Campaigning e Organizzazione del Consenso, LUISS Guido Carli

modera
Simone Fioretti, Giornalista

saranno presenti gli autori

Visualizza maggiori dettagli del libro: http://www.gangemieditore.com/dettaglio/democrazia-basso/6831/5

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Domenica 12 febbraio 2017, presso Palazzo Meizlik, Via Popone Patriarca, Aquileia, apertura della mostra Made in Roma and Aquileia. Catalogo Gangemi editore.

Mostra aperta fino al 31 maggio 2017.

Apre domenica 12 febbraio e rimarrà aperta fino al 31 maggio nella sede di Palazzo Meizlik ad Aquileia la mostra “Made in Roma and Aquileia” organizzata dalla Fondazione Aquileia da un ‘idea e con la collaborazione della Sovrintendenza Capitolina ai beni culturali e con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e il Comune di Aquileia.
Il percorso espositivo comprende ben 125 pezzi aquileiesi oltre ai 150 provenienti dall’esposizione che si è appena chiusa con successo ai Mercati Traianei di Roma: in mostra piatti, lucerne, gemme, gioielli, vetri, strumenti medicali, materiale laterizio, anfore tutti caratterizzati da marchi, loghi, firme e i più diversi segni di proprietà e appartenenza. Ne esce il ritratto di una società in cui grazie alla pax romana si ampliò il sistema produttivo e commerciale – con botteghe, aziende, corporazioni, artigiani, trasporti, strade – e dove i simboli codificarono le identità e la volontà di appartenere ad un sistema produttivo e culturale comune. I preziosi reperti, oltre che dal Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, provengono da prestigiosi musei romani e internazionali, tra i quali, per il ruolo delle città come importanti centri di produzione nell’Impero Romano, vanno menzionati in particolare il Römisch-Germanisches Museum der Stadt Köln (Germania, Colonia), l’Arheološki muzej u Splitu (Croazia, Spalato).
Come sottolinea il presidente della Fondazione Aquileia Antonio Zanardi Landi «confidiamo che la mostra consenta in più di valorizzare un concetto semplicissimo, ma in cui crediamo fortemente: i prodotti della regione di cui Aquileia ha costituito per secoli il punto di riferimento primo hanno un grado di eccellenza che si ricollega idealmente a duemila anni di storia e ad una cultura della produzione che ha radici profonde nel mondo romano e delle grandi città filiate da Roma. In altre parole: se in Friuli Venezia Giulia e nei territori vicini operano con successo, riconosciuto a livello mondiale, grandi produttori di acciai speciali e di ferro, grandi artisti del vino, avanzatissimi produttori di medicinali, anch'essi leader globali, orafi di grande successo, fantasiosi artisti del vetro e così via, tutto questo non è un caso. Il successo di oggi va ricollegato a una ricerca di eccellenza iniziata in queste terre ancor prima della nascita dell'Impero e quando buona parte d'Europa era ancora abitata da popolazioni nomadi e con un'economia di sussistenza».

Visualizza maggiori dettagli sul catalogo:
http://www.gangemieditore.com/dettaglio/made-in-roma-and/7248/3

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Venerdì 3 febbraio 2017, alle ore 16.00, presso la Chiesa di San Rocco a Chiaia, Via Riviera di Chiaia 254, Napoli, 12° Rapporto Annuale Federculture 2016, pubblicato per i tipi della Gangemi editore.

Riforme organizzative, nuovi assetti di governance, incremento di risorse, incentivi fiscali, sostegno alla qualità progettuale, maggiore collaborazione con le imprese e dialogo con i cittadini. È innegabile che il settore della cultura, dopo anni di immobilismo, è tornato al centro del dibattito e dell'iniziativa di governo. Molti meccanismi che apparivano irrimediabilmente bloccati sono stati rimessi in moto e la cultura sembra finalmente avviata a ricoprire un ruolo centrale nelle politiche per lo sviluppo del Paese. Si delineano, dunque, nuovi scenari che innovano sistemi di governo, modelli di gestione, ruoli e rapporti tra diversi livelli di responsabilità, con ripercussioni in numerosi ambiti che suscitano, al tempo stesso, aspettative e opposizioni. Proprio in questo contesto in movimento è necessario un contributo di analisi che evidenzi criticità e opportunità dei percorsi di riforma in atto, indirizzando il dibattito verso una nuova definizione di bene culturale che, fondandosi sul cardine dell'interesse pubblico e sulla partecipazione dei cittadini, superi rigidità ormai appartenenti al passato. Il 12° Rapporto Annuale Federculture interviene nel dibattito fornendo una fotografia ampia e dettagliata delle dinamiche in atto nel settore culturale, attraverso contributi autorevoli e attuali e un aggiornato apparato statistico.
Saluti e apertura dei lavori
Federica Castaldo, Direttore Centro di Musica Antica Pietà de' Turchini

Presentazione Rapporto Annuale
Claudio Bocci, Direttore Federculture

Interventi
Armando Brunini, Amm.re delegato Aeroporto Internazionale di Napoli GE.S.A.C. spa
Andrea Cancellato, Presidente Federculture
Nino Daniele, Ass.re Cultura e Turismo Comune di Napoli
Pierpaolo Forte, Presidente Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee
Fabio Renzi, Segretario Generale Fondazione Symbola

Coordina
Fabio Borghese, Direttore Associazione Creactivitas

Chiusura dei lavori
Sebastiano Maffettone, Consigliere del Presidente per le Organizzazioni Culturali - Regione Campania

Visualizza maggiori dettagli del libro:
http://www.gangemieditore.com/dettaglio/12-rapporto-annuale-federculture/7077/5

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Lunedì 13 febbraio 2017, presso la Galleria della Biblioteca Angelica di Roma, Via di Sant’Agostino 11, apertura della mostra personale di Alessandra Casciotti. Il Linguaggio del simbolo. Fascino e mistero nel mito e nel concetto a cura di Carla Mazzoni. Catalogo Gangemi editore.

Mostra aperta fino al 17 febbraio 2017 dalle 10.00 alle 19.00.
Ingresso libero

Con l’esposizione delle opere selezionate per la sua mostra personale l’artista ha voluto attribuire al simbolo un profondo significato in riferimento sia al mondo della mitologia greca e latina che a concetti ed esperienze che riguardano l’esistenza umana. Il simbolo è allora presente ovunque: nelle forme geometriche, nei colori, nella natura, nelle figure umane e in quelle del mondo animale.
Ecco, allora, che alcune divinità vengono rappresentate secondo distintivi e caratterizzanti elementi appartenenti al mito classico talora rielaborate dall’artista in chiave contemporanea, mentre concetti come profonde trasformazioni che possono occorrere nelle nostre vite sono raffigurate attraverso eloquenti simboli naturali e soprannaturali. Il simbolo viene usato poi per farci comprendere le stagioni dell’anno, così come le stagioni della vita; la figura umana nella sua esteriorità evidenzia, quasi si trattasse di un elemento scultoreo, il suo essere rappresentativo di ogni stagionale variazione climatica.

Alessandra Casciotti, nata a Roma e laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha fin da giovane avuto passione per l’arte nelle sue più articolate espressioni con cui ha voluto manifestare la propria idea del bello con una particolare attenzione al colore e alla forma. Applicatasi alla pittura, attraverso l’uso di simboli, segni e allegorie illustra e vuole significare la propria visione della vita e della società.
Ha partecipato a numerose mostre d’arte collettive in varie città d’Italia in contesti significativi e monumentali con opere che hanno riscosso buon successo di pubblico e hanno suscitato l’attenzione dei critici. Citata nel Libro degli Artisti d’Italia ha visto le sue opere pubblicate nei cataloghi delle mostre oltre che in riviste nazionali ed internazionali così come è stata ormai ufficialmente definita la relativa quotazione.

Visualizza maggiori dettagli del catalogo della mostra:
http://www.gangemieditore.com/dettaglio/alessandra-casciotti-linguaggio-simbolo/7232/3

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Lunedì 23 gennaio 2017, presso il Memoriale della Shoah, situato sotto stazione Centrale di Milano, Piazza Edmond J. Safra, inaugurazione della mostra 16 ottobre. La razzia Catalogo Gangemi editore.

Mostra aperta al pubblico da martedì 24 gennaio a giovedì 13 aprile 2017.

16 ottobre 1943: una data impressa nella memoria, uno degli avvenimenti più drammatici della storia della città di Roma, dell'Italia e del mondo intero. Questa data, nella quale più di mille ebrei residenti a Roma subirono il rastrellamento da parte di unità tedesche, viene ricordata con una mostra che riporta proprio questa data: “16 ottobre 1943. La razzia".

Visualizza maggiori dettagli del catalogo della mostra:
http://www.gangemieditore.com/dettaglio/16-ottobre-1943-la/7224/6

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Martedì 24 gennaio 2017, presso i Musei Capitolini di Roma, Palazzo dei Conservatori, Piazza del Campidoglio, inaugurazione della mostra L'Annunciazione di El Greco a cura di Sergio Guarino. Catalogo Gangemi editore.

Mostra aperta al pubblico fino al 17 aprile 2017
Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima).

L’Annunciazione, opera pienamente autografa dipinta da El Greco a Toledo, è il modello definitivo che fu presentato ai committenti per la realizzazione di un quadro di grandi dimensioni destinato a una maestosa pala d’altare (in spagnolo retablo), chiusa in una articolata cornice lignea. Realizzato dal pittore negli anni 1596-1600 per l’altare maggiore del Colegio de Nuestra Señora de la Encarnación di Madrid, il Retablo di Doña Maria de Aragon, fondatrice del collegio e committente, venne smembrato all’inizio dell’Ottocento e cinque dei grandi dipinti dispersi furono accolti al Prado mentre il sesto ebbe come destinazione al Museo Nacional de Rumania di Bucarest. Dedicato alla Redenzione, il retablo era probabilmente su due livelli: in basso, l’Annunciazione era affiancata dall’Adorazione dei pastori e dal Battesimo di Cristo, mentre in alto si trovavano la Crocifissione, la Resurrezione e la Pentecoste e forse un settimo dipinto, più piccolo, come conclusione.
Lo stile di El Greco è il risultato di una profonda assimilazione di tre diverse culture figurative: la tradizione bizantina (ieratica e spirituale, legata a schemi fissi), l’arte italiana - che nel Rinascimento raggiunge un insuperato vertice espressivo, traducendo la natura in termini figurativi - ed infine la pittura spagnola, rivolta spesso all’introspezione. Pur non avendo mai rinnegato quanto appreso nel corso del suo soggiorno in Italia, solo in Spagna tuttavia, nella città di Toledo, El Greco raggiunge altissimi livelli di spiritualità. La riflessione sui temi religiosi viene accentuata dall’uso di figure allungate e dallo stravolgimento del dato naturale in favore di un’evocazione quasi astratta: non a caso la “riscoperta” del pittore alla fine dell’Ottocento è una delle premesse delle moderne avanguardie artistiche.
L’Annunciazione è una delle vette più alte del suo stile finale, dove le forme allungate si intrecciano con una stesura veloce, quasi parossistica del colore e un horror vacui che lo porta a riempire ogni spazio della composizione.

Domínikos Theotokópoulos (Δομήνικος Θεοτοκόπουλος) nasce nel 1541 nell’isola di Creta, all’epoca sotto il dominio della Repubblica di Venezia ma legata artisticamente alla tradizione bizantina. Nel 1567 si trasferisce a Venezia, dove studia le opere di Tiziano - di cui diventa uno degli ultimi discepoli - Veronese, Tintoretto e Jacopo Bassano. Il suo soggiorno di circa sei anni a Roma, iniziato nel 1570, non gli fa ottenere il successo sperato, malgrado la fama raggiunta presso alcuni amatori d’arte. Nel 1576 si sposta in Spagna, dove rimane per il resto della sua vita. Risiede a Toledo, antica capitale e centro artistico, diventando presto un maestro affermato. Non consegue la carica di pittore di corte, poiché non è apprezzato dal re di Spagna Filippo II, ma acquisisce numerose commissioni che gli consentono un alto tenore di vita. Muore il 7 aprile 1614, dopo aver lasciato tutti i suoi beni al figlio Jorge Manuel, nato dalla sua relazione con Jerónima de Las Cuevas.

Visualizza maggiori dettagli del catalogo della mostra:
http://www.gangemieditore.com/dettaglio/l-annunciazione-el-greco/7225/3
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