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Serena Bucci
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Serena Bucci commented on a post on Blogger.
Molto, molto, molto belle le tue creazioni... Bravissima!!! ¬†Ti meriti un bacione, SerenellaÔĽŅ

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Prendo spunto dal nome del nuovo eletto Papa - FRANCESCO - il quale, se lo è imposto in onore del Santo di Assisi e queste illustrazioni,  dipinte da ADELINA ZANDRINO, che ci avvicinano al periodo pasquale ormai prossimo.
Il denominatore comune è il
"CANTICO DELLE CREATURE"
di San Francesco d'Assisi (¬†(Assisi, 26 settembre 1182 ‚Äď Assisi, 3 ottobre 1226),

Leggendo le parole del "Cantico delle Creature" di San Francesco d'Assisi e, osservando la soavità dei volti dei soggetti "angelici",  pare di avere la percezione di come ogni distanza si dissolva e come la fraternità umana si riveli senza ombre e senza anfratti ...

"CANTICO DELLE CREATURE"  

Altissimo, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano
et nullu homo ène dignu te mentovare.

                                                                                  1^ Fotografia

Laudato sie mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
                                                                                  2^ Fotografia

spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,
de te, Altissimo, porta significatione.
                                                                                  3^ Fotografia

Laudato si’ mi’ Signore, per sora luna e le stelle,
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
                                                                                  4^ Fotografia

Laudato si’ mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dai sustentamento.
                                                                                  5^ Fotografia

Laudato si’ mi’ Signore, per sor aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
                                                                                 6^ Fotografia

Laudato si’ mi Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte,
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
                                                                                  7^ Fotografia

Laudato si’ mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
                                                                                 8^ Fotografia

Laudato si’ mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke 'l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
                                                                                 9^ Fotografia

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare.
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali,
beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.
                                                                                10^ Fotografia

Laudate et benedicete mi’ Signore' et ringratiate
et serviateli cun grande humilitate.

                                                 ***

Il Cantico ha la forma di prosa ritmica assonanzata. Il testo era fornito di accompagnamento musicale, composto dallo stesso Francesco, oggi perduto. La semplicità del sentimento espresso è rispecchiata da una sintassi semplice, nella quale i termini sono spesso coordinati per polisindeto(p.es.: "et per aere et nubilo et sereno et onne tempo", verso 13) e gli aggettivi sono numerosi. I versetti sono raggruppati in piccoli blocchi facilmente riconoscibili, differenziati dal punto di vista tematico. L’omogeneità di tali blocchi è garantita da ben calcolati artifici formali: siamo di fronte ad un’opera colta e raffinata, non ingenua come si pensava in epoca romantica.

Composto in volgare umbro del XIII secolo (folta la presenza di -u finale - plurale di terza persona in -ano "konfano" - l'epitesi di ène - la congiunzione ka - il verbo "mentovare"), con influssi toscani e francesi, e latinismi. La critica ha discusso a lungo, senza precise conclusioni, il valore da attribuire alla proposizione "per": il suo uso è infatti centrale nella definizione della natura "laudatoria" del componimento. Qui ci limiteremo a menzionare il semplice elenco delle interpretazioni che ne sono state date: 1) valore causale; 2) strumentale; 3) agente; 4) mediale; 5) di stato in luogo; 6) circostanziale.

                                                 ***

Adelina Zandrino (Genova, 19 settembre 1893 ‚Äď Genova, 1994) √® stata una pittrice e illustratrice italiana.

 Scoperta giovanissima la vocazione all'arte, studiò per alcuni mesi presso i maestri Federico Maragliano e Giuseppe Pennasilico.

Mostrando una eccellente attitudine nel paesaggio, nel ritratto e nella natura morta, poté presto esordire nel 1913 alla Mostra Internazionale d'Arte Femminile, tenutasi a Torino, dove fu immediatamente notata. Forte della sua facilità compositiva e dell'uso sapiente del colore, sin dagli inizi della sua carriera operò simultaneamente sia nell'illustrazione di libri, nella grafica commerciale, nella decorazione di ambienti che nella pittura da cavalletto.

Nel 1913 tenne a Rapallo la sua prima mostra personale, per poi recarsi a Parigi in compagnia del padre giornalista e critico teatrale, affermandosi come costumista teatrale e come disegnatrice di libri. A Parigi conobbe Auguste Rodin, Robert de Montesquiou, oltre a Gabriele D'Annunzio, che aveva appena presentato al pubblico il suo Le martyre de Saint Sébastien, musicato da Claude Débussy. Tornata in Italia, durante la Prima guerra mondiale eseguì cartoline e manifesti d'intonazione patriottica. Nel 1917 realizzò la serie di cartoline con maschere, la serie con la donna e la bestia di gusto simbolista.

A partire dagli anni Venti si dedic√≤ alla ceramica, collaborando con la Casa dell'Arte di Manlio Trucco, con il quale nel 1922 espose alla Mostra della Promotrice genovese alcuni piatti dipinti con scene di genere in costume o in maschera. Esegu√¨ inoltre numerosi altri oggetti in ceramica, piatti, candelieri, boccali, albarelli, alzatine, paralumi, caratterizzati da una forte vivacit√† cromatica, memore forse delle esperienze parigine, in particolare dei Ballets Russes. Realizz√≤ anche sculture di piccolo formato, in genere figure femminili, di ispirazione tra Decadentismo e Belle √Čpoque. Negli anni Trenta esegu√¨ piccole sculture in terracotta, prodotte nella Fornace Tonet di Genova Sturla e colorate generalmente a freddo, che hanno come soggetto la maternit√† o la condizione femminile.

Nel 1930 espose alcune sue opere alla Prima Mostra Femminile d'Arte e Lavoro, che si svolse a Milano al Castello Sforzesco, realizzando anche il manifesto della Mostra. Nel 1932 tenne a Genova un'importante mostra personale nella quale furono esposte, oltre a ceramiche e terrecotte, pi√Ļ di settanta opere pittoriche. Nel 1936 prese parte alla Triennale di Milano e nel 1937 all'Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Parigi. Nel 1944 e nel 1946 tenne mostre personali alla Galleria Ranzini di Milano.

Nel 1950 fu presente all'Esposizione Internazionale d'Arte Sacra di Roma, dove espose il dipinto Concerto d'angeli (1939). Sempre per l'Anno Santo 1950 eseguì una serie di dodici cartoline con allegorie con motivi cristologici e il Papa Pio XII.

Dagli anni Cinquanta fino alla morte i soggetti raffigurati saranno principalmente religiosi con dolci Madonnine, angioletti, bambini, che saranno riprodotti in serie per santini e biglietti augurali. Interessante la tela raffigurante Suor Maria Repetto accanto alla statua di San Giuseppe da lei venerato (1968), conservata nel Refettorio del Convento delle Suore Brignoline di Genova.

Tra le sue opere pi√Ļ significative ricordiamo il trittico Sitio, Consummatum est e Figlio mio, i dipinti Il refettorio delle madri, Alma Mater, L'altra maternit√† e soprattutto Soave licor di vita; altre opere importanti sono La mietitrice, Le bagnanti, La collana, Movimento di danza, Quasi una fantasia, Primavera, Risveglio, Regalit√†, Circe, Jena, Candore, Testina Bionda, Pasto, M√®le, oltre a numerosi studi di belve presi dal vero; tra i ritratti quello di Antonio Gallera e di Padre Aloisio del Buono.¬†


Come illustratrice eseguì disegni per i libri di Sem Benelli Les plus belles heures de Casanova e Orfeo e Proserpina, e per numerosi libri per bambini, quali La promessa di Piero Domenichelli (1929) e Racconto di Natale di Charles Dickens (1950).

Tenne mostre personali a Genova, Milano, Roma, Buenos Aires e Hollywood.

Sue opere sono conservate alle Gallerie d'Arte Moderna di Genova, Savona, Milano, Roma, alle Gallerie Statali di Helsinki e di Tallinn, al Musée du Jeu de Paume di Parigi.

Fu accademica di merito dell'Accademia Ligustica di Genova, fu insignita della Stella Fiumana, della medaglia d'oro di benemerenza artistica del C.I.P.A. e nel 1982 del Premio Olivo d'Oro.

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BARZELLETTA (da amoreepsiche.it)

Dio sta creando il mondo e sta dando il nome agli animali. Gli rimane l`ultimo animale presente della terra, grande e enorme, e non sa come chiamarlo, allora gli dice:"senti non so come chiamarti quindi la prima parola che dirai sulla terra sarà il tuo nome."
L`animale dopo alcuni giorni senza spiccicare parola trova un frigo enorme pieno zeppo di coca-cole e scioccato dice:
" E-le-fante?"ÔĽŅ

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Accetto l'invito e ringrazio. Non ho ancora ben capito se facendo parte di questa comunit√†, si pu√≤ contribuire personalmente con le proprie creazioni al sostentamento delle persone bisognose o se, i nuovi iscritti, devono acquistare le creazioni dal e del vostro gruppo artistico fondatore...Mi far√≤ un giro per capire meglio. Buona serata, SerenaÔĽŅ

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L'ANGELO DEL DOLORE (Angel of grief) 1894 è l'ultima opera creata dallo scultore americano William Wetmore Story, nato a Salem, Massachussetts, nel 1819, e trasferito in Italia nel 1848. 
Il monumento funebre è in memoria della sua amata moglie Emelyn e si trova nel Cimitero acattolico di Roma. Lo terminò poco prima di morire, e Story è sepolto insieme alla moglie ed al loro piccolo figlio Joseph.
Il cimitero acattolico di Roma, già cimitero degli inglesi o cimitero dei protestanti, si trova nel quartiere di Testaccio, circondato dalle Mura Aureliane. Le regole della Chiesa cattolica vietavano di seppellire in terra consacrata i non cattolici (protestanti, ebrei e ortodossi, ma anche suicidi ed attori), queste persone dopo la morte erano rifiutate dalla comunità cristiana cittadina ed erano seppellite fuori dalle mura della città, o al margine estremo di queste.
Angel of grief è una stupenda scultura in marmo e pietra. L'angelo è inginocchiato davanti a un piedistallo, con la testa appoggiata sul suo braccio, mentre piange con il volto nascosto. La sua mano penzola impotente oltre il fronte del piedistallo, e la curvatura delle dita così ben dettagliata, conferisce un'incredibile sensazione di tristezza e di vuoto all'intera parte frontale della scultura. Alcuni fiori di pietra sono sparsi alla base del piedistallo, come se l'angelo li avesse fatti cadere attanagliato dal dolore in un momento di sconforto. Anche le ali, che normalmente si ergerebbero alte, diritte e fiere, sono tristemente curve e piene di grazia sulla schiena dell'angelo, dando l'impressione che abbia perso la speranza. Il corpo si è come abbandonato totalmente al suo dolore e la sensazione che trasmette l'opera è di straziante umanità.
Il risultato di notevole realismo ha reso quest'immagine famosa, ed è divenuto un modello di monumento funebre copiato in tutto il mondo, rendendolo popolare soprattutto negli Stati Uniti, dove sono presenti molte riproduzioni dell'opera.

WILLIAM WETMORE STORY (1819 - 1895) è stato scultore, critico d'arte, poeta ed editore americano.
Figlio del giurista Joseph Story e di Sarah Waldo (Wetmore). Si laure√≤ ad Harvard nel 1838 e presso la Harvard Law School continu√≤ i suoi studi di giurisprudenza alternandoli alla sua passione per l'arte. Per 6 anni fu impegnato nella carriera di Giudice e in questi anni scrisse due trattati giuridici di valore: "Trattato sul diritto dei contratti non a norma Seal" (1844) e ¬†il "Trattato sul diritto di vendite dei beni personali" (1847). Ben presto per√≤ la passione per l'arte prevalse sulla carriera di giurista che abbandon√≤ per dedicarsi alla scultura. Nel 1848 venne in Italia e in una lettera all'amico Lowell scrisse.."ogni giorno che vivo qui amo sempre pi√Ļ l'Italia e la vita in America mi sembra sempre meno soddisfacente...". Fu cos√¨ che dopo il 1850 vi fece ritorno e si stabil√¨ a Roma dove strinse una profonda amicizia con i Browning e con Walter Savage Landor. Nel 1856 ricevette una commissione per un busto del suo defunto padre che ridiede nella Lowell Memorial Hall (Appartamento al primo piano) di Palazzo Barberini. Una delle sue opere pi√Ļ famose, Cleopatra (1858), √® stata descritta e ammirata nel romanzo di Nathaniel Hawthorne "Il fauno di marmo" ed √® in mostra presso il Virginia Museum of Fine Arts di Richmond, Virginia. Un altro lavoro, l'Angelo del Dolore, √® stato replicato nei pressi del Mausoleo di Stanford presso la Stanford University.
Story presentò un progetto per il monumento a Washington, allora già in costruzione. Anche se la Washington National Monument Society concluse che il suo progetto fosse di gran lunga superiore per gusto artistico e bellezza, l'obelisco progettato da Robert Mills venne comunque portato a termine. Scolpì una statua in bronzo di Giuseppe Enrico sul Mall di Washington DC, lo scienziato che fu primo segretario della Smithsonian Institution.
Story mor√¨ a Vallombroso in Italia nel 1895 e deposto con la moglie e il figlio nel Cimitero Protestante di Roma, sotto la statua di sua progettazione.ÔĽŅ
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L'angelo del dolore 1894
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Quando abbiamo festeggiato il
150¬į Anniversario dell'Unit√† d'Italia ...

- ITALIA ROVESCIATA -                                                  
Panorama Italiano 1861

(Prima fotografia)

Cromolitografia mm 122x88
Splendida e rarissima carta che rappresenta la
Penisola Italiana in una originale prospettiva nordsud,
fatta stampare dalla Societa' Editrice dell'Emilia
presso la Litografia Ronchi di Milano. La carta
venne eseguita per festeggiare la proclamazione
dell'Unita' d'Italia avvenuta il 17 marzo 1861 quando
a Torino Camillo Benso Conte di Cavour
proclamava Vittorio Emanuele II Re d'Italia. La
mappa è circondata da 46 ritratti di personaggi
italiani illustri ( poeti, scrittori, artisti e politici), 15
vedute di importanti monumenti di citta' italiane, 78
stemmi, tutti finemente acquarellati, delle pricipali
citta' ed infine un insieme di costumi dagli Etruschi
ai tempi moderni.

La rappresentazione dell'Italia fu realizzata dall'Ing. Gaetano Cappuccio per un progetto di navigabilità dei fiumi italiani.
*
E' davvero una prospettiva originale dell'Italia, che nel lontano 1861 avrà fatto sicuramente scalpore tra le varie "tifoserie" del Nord e del Sud. 
Questa stampa, alquanto bizzarra,  dal significato ... conciliante? ... "si dice" sia stata commissionata proprio dallo stesso Cavour. 
Lo so che il - si dice - non si dovrebbe dire quando si divulgano notizie, bisognerebbe essere assolutamente certi della fonte, altrimenti - zitti! -
L'informazione, mi ricordo, era stata riportata qualche mese addietro, da un telegiornale. Era uno dei tanti servizi sul 150¬į anniversario dell'Unit√† d'Italia e il relatore, presentava e commentava detta stampa. Guardandola, avevo notato e pensato che era molto suggestiva e singolare. ¬†Volendo saperne di pi√Ļ, mi sono data da fare nella ricerca ma, l'unica informazione reperita su Internet, ¬†√® stata quella dell'individuazione raffigurativa di questa Italia "rovesciata" con scarne note a margine.

Poco tempo dopo, sono andata a Torino, alla riscoperta di questa bellissima città a me molto cara e, per combinazione, visitando il Borgo Antico nel parco del Valentino, nella bottega delle stampe, libri e souvenirs riguardanti Torino, ho trovato proprio questa particolare riproduzione dell' Italia capovolta. L'ho comprata con tutta la cornice dato che era esposta, appesa a una parete, ed era l'unica. Il proprietario, piuttosto titubante, non voleva venderla, ma, alla fine, sono riuscita a convincerlo. 
Questa riproduzione differisce dall'originale solamente per la mancanza degli stemmi e degli altri particolari che chiudevano, come incorniciandola, "l'Italia rovesciata".
La stampa, senza la cornice, misura cm. 70x50.

(seconda fotografia)

Non voglio entrare nel merito della storia ... ma, nella sua semplicità, il solo capovolgimento della posizione dell'Italia ... storta, a gambe all'aria ... lo trovo geniale. 
Verrebbe da pensare ad una ironica riproduzione dei giorni nostri e non del lontano 1861. 

... ma √® sempre la nostra bella Italia ... Unita.ÔĽŅ
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