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Curriculum Vitae 2.0

Parto da un'interessante post[1] in cui si parla di Google+ e dell'aiuto che può darti per far crescere i tuoi contenuti per parlare del proprio curriculum vitae 2.0.

Quando una persona si rivolge a noi, per un lavoro, una consultazione, un consiglio o un parere affida una parte del suo futuro a noi, ed ovviamente non lo fa buttandosi a capofitto sulla prima persone che incontra, specialmente se stiamo parlando di grossi affari. Si documenterà su di voi, su cosa fate, su chi siete e se siete bravi sul vostro lavoro.
Ovviamente di amici e colleghi ci si fida, ma un occhio a quello che dice google a riguardo viene sempre dato.
Ecco allora che il nostro profilo su Google+ e quello che condividiamo diventa fondamentale in questa situazione, perché permetterà subito di inquadrarci e capire chi siamo, il potenziale cliente guarderà con attenzione le nostre esperienze passate, cosa facciamo e cosa sappiamo fare, basandosi su quello che condividiamo, questo non significa che se pubblichiamo costantemente link sulla programmazione siamo degli esperti programmatori, ma se postiamo codice o progetti nostri possiamo dimostrare di essere bravi.
Un'altro punto fondamentale è il rel=author[2], molti di noi scrivono su blog o hanno dei siti dove pubblicano il proprio materiale, se durante una ricerca appare la nostra faccia non solo ci facciamo conoscere ma otteniamo anche fiducia, perché su quel lavoro, su quel progetto, su quelle parole siamo disposti a metterci la faccia perché le abbiamo fatte bene e con professionalità.
In poche parole Google diventerà il nostro curriculum vitae, offrendoci sempre più possibilità per farci conoscere ed apprezzare, differenziando le varie persone e capendo (con l'arrivo della semantica nei prossimi anni) chi crea contenuti di qualità e chi no.

Avete già cominciato a curare il vostro curriculum vitae 2.0?

#curriculum #web #lavoro

[1]http://copywriter.giorgiotave.it/google-plus-contenuti/664
[2]http://seoblog.giorgiotave.it/implementare-rel-author/2108
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marco sibilla's profile photoAndrea Rossi's profile photoPierangela Tison's profile photoAlessio Moretto's profile photo
10 comments
 
bello, ma mi viene da pensare a quelle aziende americane che chiedono la password di facebook come requisito per essere giudicati, al fine di assunzione... Speriamo altri non intendano quello, per "curriculum 2.0"! :-|

Forse però come curriculum è meglio usare blogger come front-end (in maniera da dare un po' di forma ai contenuti, e viceversa)
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Per me non è tanto la forma ma il contenuto in se stesso che conta veramente, la password non la darei mai perché è privata, è anche questione di sicurezza, nel privato posso essere come voglio, se durante il mio rapporto di lavoro mi comporto in un certo modo e la mia vita privata non interagisce con il lavoro.
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se funzionasse così in italia ti darei ragione... ma purtroppo qui non è così, non si assume quasi più nessuno per merito ma solo per conoscenze personali o favoritismi...
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Non parlavamo del trovare lavoro o di meriti, ma di presentazione verso un cliente.
Comunque hai ragione, nella maggioranza dei casi è così, ma le possibilità ci sono,
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+marco sibilla ti contraddico: prima che scrivessi a caratteri cubitali "proposte di lavoro: attualmente disinteressato" su linkedin, ricevetti 2 offerte. Due aziende cercavano un consulente per joomla: hanno scelto il mio profilo per questa indicazione
"Joomla: livello autodidatta-intermedio, uso da 2 anni".
Ora, non so cosa le avesse spinte a chiamarmi, ma al primo colloquio mi buttarono sotto al naso i loro siti ed utilizzai tutto quello che ho imparato da SEO power (si, il libro di giorgiotave), e dal libro di Roberto Chimenti joomla 1.5 (mediocre).
Sbalordito: ebbi successo e mi richiamarono per una collaborazione.

Dirai: bravo te; invece no.

Questo per dire come solo il curriculum su linkedin al 70% possa fare la differenza. Non so quanto abbiano usato Google, ma 1 anno fa di rel=author se ne parlava pochino (mi sbaglio?). Eppure, anche in Italia le cose cambiano pian pianino....
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+Andrea Rossi anche il tuo punto di vista è corretto, diciamo che se uno è bravino se la cava soprattutto perché autodidatti in italia non ce ne sono molti e tantissimi fanno una lavoro senza saperlo fare.
Un anno fa il rel=author non credo venisse valutato, qualche mese fa contava quasi nulla, ma già si diceva che avrebbe avuto la sua importanza, ora vale tanto, anzi per me vale moltissimo e varrà sempre di più e non solo in ambito seo.
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Pensi che questo rel=author si estenderà alle immagini? Mi spiego: una foto sul mio profilo, magari di gplus per semplificare, potrà godere delle stesse proprietà di un articolo scritto da me (con il mio faccione in serp nella description), oppure è prestissimo parlarne?
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Le foto vengono prese da internet solitamente, per cui la foto non è tua, forse varrà peri i fotografi, ma si parla di verificare i profili e riconoscere la paternità, per cui credo se ne parlerà, forse, ma molto probabilmente no, fra qualche anno.
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Però la cosa mi spaventa un po,Potrebbe esserci i retro della medaglia a ritorcerci contro.(Errori o idee che col tempo vorremo rivedere.)
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+Pierangela Tison quali rovesci? La fregatura di avere persone che militino conoscenze mai acquisite, non dipende dal mezzo. O cmq sia, con un progetto, si rivela la persona nei momenti di stress (io sono pessimo da questo punto di vista).

La vera fregatura è di ritrovarsi 3-4 ma anche 6 progetti "di prova" per poi non avere neanche un contratto o una partnership come libero professionista. Questo è sbagliato.
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