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Alessandro Oliva
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Videosorveglianza HD: districarsi tra IP, HD-sdi e 960H

Spesso la qualità di un sistema di videosorveglianza
HD viene espressa in MegaPixel
impressionanti. Ma non è solo la grandezza
del numero davanti alla M di megapixel a
garantire la migliore risoluzione né la nitidezza
al massimo ingrandimento a rendere
l’impianto “un buon impianto”. Non è una
telecamera grande, ma “una grande telecamera
posizionata da un buon installatore” a
restituire immagini nitide. E poi c’è la tecnologia
giusta per ogni situazione: scegliere tra
IP, HD-sdi e 960H richiede quindi attente valutazioni.
Con una premessa: queste tecnologie
non utilizzano lo stesso mezzo e metodo
trasmissivo, pertanto la risultante dell’analisi
può concludersi strettamente verso una
scelta tecnologica piuttosto che un’altra.
La tecnologia 960H prende il nome dal numero
dei pixel orizzontali nel sensore CCD utilizzato
in queste telecamere. E’ classifi cabile in
“analogica ad alta defi nizione” e restituisce
un’immagine media il 30-35% più grande
della precedente risoluzione D1. Essendo analogica,
permette di riutilizzare il vecchio cablaggio RG59 senza
rischi di incompatibilità, ovviando al problema del costoso
rewiring (ri-cablaggio) della struttura. Ovviamente,
per sfruttare la massima qualità di queste telecamere
è richiesta anche l’installazione di un videoregistratore
digitale dedicato 960H. Il carattere molto economico,
raffrontato alla qualità di immagine della classica telecamera
di videosorveglianza analogica, rappresenta un
punto a vantaggio di questa tecnologia, che peraltro si è
affacciata sul mercato italiano da pochi mesi senza apportare
grandi migliorie nel tipico impianto piccolo-medio.
La scalabilità di questo prodotto si può garantire
solo attraverso l’utilizzo di sistemi di centralizzazione,
offerti da alcune case produttrici, in grado di raccoglierne
i fl ussi video attraverso il collegamento di rete. Attualmente
sono disponibili sul mercato a buon prezzo
apparati di videoregistrazione di taglio piccolo 4/8 canali,
che consentono la realizzazione di impianti circoscritti
al cablaggio diretto telecamera-videoregistratore.
TELECAMERA A TECNOLOGIA HD-SDI
La tecnologia HD-sdi (High Defi nition Serial Digital Interface)
è inserita in una telecamera digitale che immette
nel mezzo trasmissivo un’immagine non compressa,
quindi la qualità dell’immagine non viene compromessa
dalle operazioni coding/decoding effettuate invece da
altre tecnologie.
La risoluzione media di una buona telecamera HD-sdi
è di 2Mpixel; sono presenti invero sul mercato modelli
con risoluzioni superiori, ma bisogna fare attenzione
all’apparato di videoregistrazione. La tecnologia HD-sdi
ha il pregio di utilizzare il preesistente cablaggio analogico
effettuato con cavo RG59 e permette di raggiungere
una buona qualità di dettaglio nell’immagine anche
all’ingrandimento estremo (vedi foto a sinistra a pag.
78). Compatibilmente con l’ottica e il buon lavoro effettuato
dal complesso DSP+Sensore, l’immagine è
notevolmente più stabile e meno sofferente al rumore
rispetto alle precedenti tecnologie analogiche ed a volte
persino migliore rispetto alle telecamere IP. Presentata
sul mercato mondiale nel 2009, ha sofferto dell’incredulità
ma soprattutto degli alti costi di produzione. Oggi
risulta però essere molto stabile e abbastanza matura
per qualsiasi utilizzo ove sia richiesto almeno un fl usso
video non compresso HD o Full HD. Approdata nel mercato
italiano da meno di due anni, la tecnologia HD-sdi
può dare una buona risposta alle richieste di impianti di
qualità video medio alta, ma può esser limitata – oltre
che dai costi - dal numero di telecamere gestibili dagli
apparati disponibili sul mercato. La tecnologia sdi rispetta
la classica matrice 4/8/16, ma sono ancora rari i
videoregistratori a 16 canali, mentre si trovano a buon
prezzo i 4 e gli 8 canali e gli 8 canali ibridi in grado di gestire
4 canali analogici (old economy) e 4 canali HD-sdi.
La scelta di questa tecnologia permette solo l’utilizzo di
prodotti HD-sdi (telecamere e videoregistratori dedicati).
Anche qui c’è la possibilità, con soluzioni software
proprietarie, di centralizzare i fl ussi video o meglio di
raccogliere in un cms tutti i videoregistratori.
TELECAMERE A TECNOLOGIA IP
La tecnologia IP, presente sul mercato da oltre 15 anni,
è ormai molto matura e la sua qualità è indubbia nei
prodotti di fascia medio alta. Le telecamere IP utilizzano
come mezzo trasmissivo il cavo di rete UTP (cat.5e o
preferibilmente cat.6), da cui possono essere alimentate
direttamente (PoE), oppure appoggiandosi a sistemi
di trasmissione wireless interni o esterni. La telecamera
IP può elaborare l’immagine direttamente a bordo, sia
nelle funzioni evolute di trasmissione (case produttrici
propongono modelli con controllo della banda di trasmissione
on board) piuttosto che nelle funzioni evolute di
riconoscimento delle azioni con intelligenza di analisi a
bordo. Un sistema di videosorveglianza IP può registrare
(utilizzando appositi encoder che convertono il segnale
analogico in fl usso IP) le immagini delle vecchie telecamere,
integrando quindi anche i vecchi impianti senza
effettuare il rewiring. La scelta di questa tecnologia offre
grandi opportunità e fl essibilità nell’utilizzo, nell’ampliamento
e nel metodo di installazione. Queste telecamere
non determinano la scelta del sistema di registrazione,
che può essere di tipo NVR (network video recorder) o
DVR Pc-Based, ma possono essere determinanti nella
scelta per impianti o insieme di impianti senza limitazione
geografi ca. Il superamento dei problemi di livello
fi sico del cablaggio viene risolto dalla capacità logica di
connessione della LAN (Local Area Network) alla WAN
(Wide Area Network).
LA TECNOLOGIA “MIGLIORE”?
Tornando alla domanda iniziale (quale sia la tecnologia
migliore) ed eliminando da subito la questione della
visibilità remota dell’impianto attraverso l’utilizzo di
tablet o smartphone, poiché tutte e tre le tecnologie
sono remotabili, l’analisi si può affrontare partendo
dal livello più basso: quello fi sico. Esiste un cablaggio?
L’impianto da installare è totalmente da cablare?
Nel caso in cui la risposta sia di totale assenza del
rame (primo elemento del mezzo trasmissivo disponibile),
la scelta più ovvia ricade sulla tecnologia IP. Ponendo
le basi in un cablaggio strutturato possibilmente
in cat.6, possiamo ragionevolmente pensare che
contro qualsiasi budget ristretto questo torni sempre
utile, sia che l’installatore installi telecamere VGA da
1.3MPixel o telecamere da 5 MegaPixel o 19MegaPixel.
Ovviamente una particolare attenzione va posta all’intera
architettura della rete da installare: gli elementi di
rete Switch, gli Switch PoE e tutti gli altri sistemi di rete
devono almeno disporre di schede di rete con capacità
GigaEthernet (1000M/bit), occorre considerare le
alimentazioni, i sistemi devono essere possibilmente
ridondanti o backuppabili e bisogna porre attenzione
alle distanze complessive del cablaggio tra punto telecamera
e sistema di registrazione. La registrazione,
cuore pulsante di tutto l’impianto, può essere di tipo
intelligente, basato su software open VMS dedicato e
deve avere possibilità di espansione nel numero di telecamere
gestibili, piuttosto che optare per rigidi network
video recorder o NAS che sono “pre-confi gurati” per
un numero fi nito di telecamere. Un sistema open VMS
espandibile può essere - per ovvi motivi - super conveniente
e può crescere con le richieste e con le funzioni.
Nel caso in cui ci si ritrovi in presenza di un cablaggio
pre-esistente, magari di tipo coassiale RG59, è invece
bene fare un distinguo. La tecnologia HD-sdi può dare
effettivamente un’ottima risposta alla richiesta di alta
defi nizione, ma attenzione al vecchio cavo di tipo micro-coassiale:
la riduzione del rame a disposizione potrebbe
limitare la banda disponile sul mezzo trasmissivo
e si rischierebbe di non ottenere la qualità di immagine
sperata. Inoltre non è possibile utilizzare con affi dabilità
la tecnologia HD-sdi in presenza di convertitori balun:
questi devono essere sostituiti con balun per telecamere
HD-sdi (che presentano un costo non trascurabile).
Gli impianti piccoli o con scarsissima possibilità di crescita
(es. condominio o negozio di 40mq) sono invece
buone occasioni per utilizzare sistemi HD-sdi da 4/8
canali e per ottenere, con minimi sforzi, la massima
resa in termini di riconoscimento di persone o dettaglio
dell’immagine in ambienti circoscritti (vedi foto in alto a
destra). Naturalmente utilizzando del cavo coassiale HD
in caso di assenza totale di mezzo trasmissivo.



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