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Michele Giunta
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L'umorismo è la quintessenza della mia vita,la terza e la quarta mi stavano strette di seno
L'umorismo è la quintessenza della mia vita,la terza e la quarta mi stavano strette di seno

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Ricordo 45 anni fa, eravamo quattro amici al bar ed in un tavolino accanto, c'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones. Poi uno del mio gruppo alquanto alticcio, si alzò ed inizio a sproloquiare..".gira il mondo gira nello spazio senza fine", e cadde per terra. Questa è la storia di uno di noi anche lui nato per caso in via Arcieri in una casa dentro S.Agata, ma parti in America e quando tornò non lo riconoscemmo, perché beveva soltanto acqua azzurra, acqua chiara. Vivemmo un tempo costruito di tanti istanti magici,sulla spiaggia e Gianni grande tuffatore diceva... come può uno scoglio arginare il mare anche se non voglio...e noi ridevamo pensando fosse un po' matto. Che sarà, che sarà, che sarà, che sarà della mia vita chi lo sa, così Pippo ci disse una sera prima di emigrare a Torino, ma noi ci guardammo in faccia straniti e perplessi, prima di abbracciarlo. Claudio che studiava medicina, con il libro di anatomia esordì con queste parole.. azzurro,il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me, e allora io quasi, quasi prendo il treno e....non finí la frase perché cadde dentro un tombino. I pomeriggi estivi, erano infiniti ma caldi e divertenti, anche se qualcuno tipo mio cugino Giovanni malinconico, qualche volta era solito dire alla sua ragazza...ho scritto t' amo sulla sabbia, ed il vento a poco a poco se le portato via con se.... Poi tutto finí, l'infanzia si congedò da noi e all'alba di un nuovo giorno, iniziò un'altra epoca. E mentre tornavamo tutti verso casa, silenziosi e spensierati, uno di noi guardando verso il cielo esclamò... sabato pian piano se ne va, passerotto ma che senso ha...
( Michele Giunta )
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Agosto mese caloroso
periodo maestoso
con un cielo turchino
ed un mare birichino
tanta gente vagante
tra le onde un natante.
poesia abbastanza breve
dal tono molto lieve.
( Michele Giunta autore )
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Il mio animale preferito è stato da sempre il cavallo. Sarà che da piccolo con mio papà guardavamo insieme i film western, le mitiche pellicole da "Ombre rosse" fino ai capolavori di Sergio Leone, ed i veri protagonisti sono sempre stati loro, a galoppare come forsennati nelle immense praterie , cavalli Indiani o cavalli del settimo cavalleria, quadrupedi instancabili che sfidavano il destino portandosi, addosso grandi capi Sioux oppure arroganti sergenti delle giacche blu. Andando indietro nella mitologia come non ricordare Xanto e Baio i cavalli immortali di Achille, oppure il mitico Bucefalo che Alessandro Magno da piccolo domó e divenne il cavallo che lo accompagnò per tutte le sue battaglie ed al quale poi lui dedicò una città Alessandria Bucefala. Insomma per me è sempre stato un animale maestoso, un nobile a quattro zampe, dall'aspetto fiero ed elegante che ha calpestato secoli di storia immortalato in quadri, in statue, in poesie o sonetti, che è stato trionfatore ed alle volte vinto. E dunque per questo che dedico anche due parole al povero vecchio Oliver che è morto a Messina mentre trainava con la carrozza, alcuni turisti in giro per la città. Non avrà compiuto gesti eroici come quelli che ho citato, ma ha senz' altro durante la sua esistenza, dato un contributo a far conoscere la nostra città ai crocieristi, con il suo lento incedere lungo le strade e le vie del centro. Grazie Oliver
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Tra le notizie della ultima "orda" pardon ora, una che mi ha intenerito riguarda un prestigioso rappresentante dell'ARS siciliana un ex capogruppo che guidava ( in quale direzione non si sa) i deputati di Futuro e Libertà tale Livio Marrocco. La Corte dei Conti ha obbligato gentilmente con il dovuto riguardo, il disonorevole a risarcire delle spese illecite per un totale di € 56.803. La lista comprende agendine, iPad Apple, pranzi di Pasqua, generi alimentari, farmaci e tanta di quella roba che non menziono per non disgustarvi. Ma il pezzo forte di questo lungo elenco, e qua resterete sotto choc, sono 22 giornaletti di Diabolik ed altri 4 periodici non identificati. Da Clearville l' ispettore Ginko ha dichiarato : fosse stato per me, questo birichino lo avrei giudicato con rito illustrato dalle sorelle Giussani . Ed anche noi ci associamo al suo pensiero, ma qui in Italia non siamo mica nei fumetti, questi sono reality ed a pagare non sono i Marrocco di turno, ma i milioni di cittadini come sempre.
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L’introduzione alla Storia della astronomia dalla sua origine fino all’anno MDCCCXIII scritta da Giacomo Leopardi .
La più sublime,la più nobile tra le Fisiche Scienze ella è senza dubbio l’Astronomia. L’uomo s’innalza per mezzo di essa come al di sopra di se medesimo, e giunge a conoscere la causa dei fenomeni più straordinari. Una cosa così utile scienza dopo essere stata per molto tempo soggetta alle tenebre dell’errore ed alle follie degli antichi filosofi, venne finalmente né posteriori secoli illustrata a segno, che meritamente può dirsi poche esser quelle scienze, che ad un tal grado di perfezione sieno giunte. L’uomo può certamente vantarsi di aver superati i maggiori ostacoli, che la natura oppor potesse al prepotente suo ingegno, e d’esser quasi giunto all’apice della sapienza. Gli uomini han fatto mai sempre grande stima della scienza degli astri, Lucrezio, Orazio, Virgilio, Ovidio,
Manilo, Lucano, Claudiano ne han parlato come di una scienza poco meno che divina. Ovidio ci annunzia, che egli vuol prendere il suo volo verso le stelle.

Non è un trattato di astronomia, quello che scrive Leopardi, ma soltanto appunti lasciati liberi alla deriva per essere raccolti da noi mortali. Il testo è solo uno scritto di ribellione, dove la scienza diventa strumento per crescere ed eliminare gli errori dell’ignoranza. E’ il periodo dello studio, durante il quale,Giacomo impara da solo il latino,il greco, l’ebraico, l’inglese, il francese e lo spagnolo. La storia dell’Astronomia non sarà pubblicata da Leopardi in vita, ma resta tuttavia una preziosa fonte d’informazioni per gli studiosi.
Il libro si chiude con le seguenti parole:“ Se di codesto mio lavoro non si curasse la presente età, possano almeno sapermene grato le ombre sacre di coloro che contribuirono alla scienza dell’avanzamento degli astri”.
Le edizioni “la vita felice” hanno ripubblicato la Storia dell’ Astronomia, e varrebbe la pena di leggerla, soprattutto se pensate che abbia composto a quindici anni, queste pagine che trasudano di una erudizione densissima,degna di essere tramandata ai posteri..
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DEL RIO OHIBO’
Tre promessine
sulle infrastrutture e cocuzze,
il porto ed il ponte bello
un esiguo Faraone : Del Rio ohibò,
alta velocità ferroviaria appresso.
Accorinti strano non si difese, è vero,
Ministero dei trasporti da nulla, ma però...
c'è sempre sottosopra Tremestieri
un grande collegamento stabile è in sella
che a un congresso...
il decreto occhieggia con la
punta del pizzetto di Del RIO ohibò.
( Palazzeschi + MICHELE GIUNTA )


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