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andrea “indinur” ghiani
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Classicissima e banale
Ma non si può calpestare la Piazza Rossa e non fotografarla.
Che poi a mezzanotte, a -30°, ho pure eroicamente rischiato di perdere l'uso delle falangi per proporvi questo scatto. Siate riconoscenti 
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Agricoltura sociale in Sardegna
L'associazione Terre Colte (http://www.terrecolte.org/) si occupa da anni del recupero di terre lasciate all'incuria, rendendole nuovamente produttive e mettendole a disposizione di chi dalla campagna si è allontanato ma vorrebbe ugualmente avere il piacere di poter coltivare il proprio orticello il fine settimana o nel tempo libero. Cooperazione sociale attraverso l'agricoltura.
Ora Terre Colte sta lavorando a un altro interessante progetto a cui tutti possiamo aderire per avere il nostro prodotto .
Per chi voglia farne parte: https://www.produzionidalbasso.com/project/farina-del-tuo-sacco-adotta-un-campo-di-grano-senatore-cappelli/

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PRIMI!!!!
A produrla e, non dimentichiamolo, per consumo pro capite.
Ajò, stappate un'ichnusa, la vera birra sarda sin dal periodo nuragico.
E lasciate i tappi, ma anche le bottiglie, in giro a testimonianza dei nostri primati per gli archeologi del futuro :D

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No Trump
La marcia rosa parte dalla Sardegna :D

S. Antonio di Santadi - Arbus
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Ajò sardi, collettina
Mica si può pretendere che i pastori cambino le loro buone abitudini di intascare soldi pubblici. Vogliamo forse chieder loro di impegnarsi a creare alternative a questo sistema che non va?
Mica si può chieder loro di riconvertire parte di questa logorante monocultura. Che oltretutto ci crea non pochi danni all'ambiente e alla biodiversità. Così, per dirne una:sapete quante querce cadono per i fulmini? E quante cadono e sono cadute sotto i colpi delle benne di trattoroni 180hp? Col malizioso sorriso del giorno dopo: "E ita catzu, bentisceddu nottesta.."
Già, la quercia, e così tutti gli alberi di alto fusto, i cespugli e gli utilissimi arbusti di ogni genere disturbano se ci devi passare con un Boeing di cui non te ne facevi un cazzo ma tant'è che ti rendevano l'ottanta per cento e allora, meglio se con fattura gonfiata..
E della perdita di fantasia, capacità e competenze di "fare altro" ne vogliamo parlare?
Non possiamo neanche spiegare loro che tutti i settori, agricoli e non, versano in situazioni ugualmente catastrofiche e se tutti chiedessero milioni in finanziaria chissà dove si andrebbe a finire.
Non hanno neanche pensato che forse era meglio non aumentare la produzione che altrimenti si sarebbe avuto il risultato che stiamo vedendo... Nooo, appena il latte ha sfiorato quotazioni record tutti a raddoppiare i capi di bestiame.
Prima si abbassano le mutande, piegandosi a tutte le richieste degli industriali del latte, questi bastardi che fanno il loro lavoro, e poi si lamentano che sentono bruciore al buco del cul(diretto).
Eppoi due anni fa non è che abbiano detto "Abbiamo guadagnato tanto diamone un po' agli olivicoltori che non spuntano prezzo con l'olio nemmeno preoccupandosi di gestire tutta la filiera in prima persona"
E vogliamo parlare di tutti quei pastori che insistono in territori dove la pastorizia è perdente, perché poco produttiva, e continuano imperterriti perché l'UE dà comunque un tanto a capo, un tanto a ettaro, un tanto al chilo. Quei bastardi dell'UE, a forasa!
"Eh, no, fare il pastore è la nostra indole e tradizione, non possiamo fare altrimenti.." Un Cazzo, sino a due secoli fa la pastorizia era quasi marginale in Sardegna, si faceva altro, la pastorizia è diventata predominante in seguito al feroce disboscamento dell'800 e primi del '900. Questo per dire che la storia dell'uomo, anche del valoroso uomo sardo, è fatta di continui cambiamenti, di resilienza, di sapersi adeguare e adattare per sopravvivere al meglio al mutare delle condizioni sociali, economiche, climatiche, ambientali.
E allora, che si adeguino invece di pensare di essere chissà quale enorme, intoccabile, privilegiata risorsa per l'isola, stanno diventando (a parte poche eccezioni che dimostrano che si può fare anche pastorizia sostenibile, conveniente e utile) una delle peggiori palle al piede, alla pari di cassaintegrati, imboscati e assistiti vari.

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La foca bufala
Continua, a distanza di due anni dalla sua pubblicazione per gioco (https://www.facebook.com/photo.php?fbid=910391995669563&set=gm.771491119613576&type=3&__mref=message_bubble), a far intenerire ed entusiasmare il webbe sardo e non questo fotomontaggio, neanche tanto ben riuscito se non per la sua carica emozionale.
L'autore del fotomontaggio si è pure impegnato a fondo per spiegare che si trattava di uno scherzo, ma niente, soprattutto dopo che l'ugnone utilizzò questa foto a corredo di un suo articolo, attribuendola addirittura a un fotografo, Patellani, degli anni '50 che effettivamente fotografò le foche di Dorgali.
In questi giorni il fotomontaggio ha ripreso a girare da un'altra pagina Fb (https://www.facebook.com/sardegna.geographic/photos/a.1487450324874868.1073741828.1487426788210555/1706745832945315/?type=3&theater , tra l'altro post di un anno fa...) e di nuovo giù, una valanga di pucciosissime e disinformate approvazioni.
Poi chiedetevi perché tutto va a puttane in un paese e in un'isola con un popolo di boccaloni a cui non frega niente di capire e vedere la realtà perché preferisce intenerirsi e inorgoglirsi (di cosa poi? di aver fatto fuori questi animali che vivevano un tempo sulle nostre coste?) davanti al falso.

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Ahahahah, voleva imitare su presidenti?
Solo la Repubrica di Malu Entu può emettere documenti di validità internazionale, scavalcando la presunta ma non legale, ne riconosciuta dallo stesso presidenti, sovranità italiana.

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Che onore per Faber!
Su Facebook una celebre riflessione del cantautore, accompagnata da una di Legrottaglie

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C'è del bello in Sardegna
Tra il meglio del 2016.
Ma non è mare o tramonti e non è nemmeno opera di un sardo. E ancor meno raffigura un balente bandito coi cambales :D
I Delfini di Spaik a San Gavino Monreale.


Però quei delfini così particolari e unici non possono che essere stati avvistati nel mar di Sardegna, altrimenti che senso ha? :)
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