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giulia grillo
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Iniziano le #Parlamentarie del MoVimento 5 Stelle: buon voto a tutti!
Per votare clicca qui: https://goo.gl/0OV53D
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Veramente addolorata per la scomparsa del Giudice Imposimato.
Grazie per il suo encomiabile impegno, la sua energia, la sua lealtà, la sua intelligenza.
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CONVEGNO M5S "RIPENSARE LA SANITÀ PUBBLICA PER SALVARLA DALLA DECADENZA"
Organizzato dai componenti M5S della Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati

Mercoledì 22 febbraio alle ore 18,30 si terrà la presentazione del libro "La Quarta Riforma" del professore Ivan Cavicchi. L'incontro sarà l'occasione per dibattere sui problemi della sanità in Italia e sui modi per renderla “sostenibile” e salvarla dalla decadenza e dalla privatizzazione.
L'appuntamento si terrà presso la Sala Tatarella (Palazzo dei Gruppi) in via Uffici del Vicario 21, Roma.
Per partecipare occorre prenotarsi via email all'indirizzo: dibattitolaquartariforma@gmail.com
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ULTIMI. SEMPRE ULTIMI

Da qualunque punto di vista la si osservi la nostra economia è sempre e comunque agli ultimi posti. Questo grafico è esemplificativo, rappresenta la crescita occupazionale netta nel periodo 2010-2016. Ebbene, manco a dirlo l’Italia si colloca all’ultimo posto tra le economie avanzate appartenenti al G-7, con solo lo 0.9% di crescita occupazionale netta.
Un dato sconfortante se si guarda agli altri paesi. Se si escludono gli Stati Uniti che hanno segnato una crescita occupazionale del 55.9%, gli altri se la sono cavata comunque molto bene. La Germania segna un +15,5%, il Regno Unito 11,9%, il Giappone 6,9%, il Canada 5,2%, la Francia 3,8% e poi, appunto, l’Italia ad una distanza siderale con un misero 0,9%.
L’analisi si basa su dati dell’OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development) , meglio conosciuta in Italia come OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico).
L’ennesima classifica che dimostra, ulteriormente, il fallimento totale della classe politica che ci ha governato in questi ultimi anni. Non si può andare avanti così, stanno distruggendo l’Italia con politiche economiche dissennate. I risultati sono oggettivi.
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La lettera di Beppe Grillo al Presidente Mattarella
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Il ministro della Salute Lorenzin fa propaganda per il "Sì" speculando sui malati
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Noi non “ci sentiamo esclusi”, noi SIAMO stati esclusi

“La reazione di chi si sente escluso” è il titolo dell’articolo di Giorgio Napolitano oggi su La Stampa quale commento sull'elezione di Trump.
Gentile Presidente emerito della Repubblica, le rispondo con molta umiltà.
Lei torna a scrivere, a sentenziare e a consigliare di “trarre lezioni dall’accaduto”. Magari Le spiego io cosa significhi “subirle quelle lezioni” per quarant’anni da quando sei nato.
Forse Lei e le persone a cui si rivolge queste lezioni le dovete studiare sui libri e discuterle nei vostri circoli di amicizie altolocate, noi invece le abbiamo scolpite nelle nostre vite.
Noi non “ci sentiamo esclusi”, noi SIAMO stati esclusi.
Esclusi dalla possibilità di crearci una famiglia per inseguire una carriera, un posto di lavoro, una stabilità economica che per i più è solo una chimera.
Esclusi dalla possibilità di acquistare una casa per abitarci con quella famiglia, che se ti va bene ci cominci a pensare a quarant’anni, se non accettando di fare mutui trentennali con la consapevolezza di non sapere se mai ci arriverai a possederla quella casa.
Esclusi dalla possibilità di realizzare le nostre ambizioni, aspirazioni banalmente lavorative prima di tutto e meno banalmente della nostra personalità e del pieno sviluppo della persona umana e dell’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese, come sublimemente espresso all’articolo 3 della nostra Costituzione.
Esclusi dalla possibilità di tenerci stretta la nostra dignità senza rinunciare ad occasioni ed opportunità il cui trampolino di lancio non è il merito, o la capacità o la serietà, ma solo il servilismo, l’appartenenza a circoli più o meno potenti, il compromesso al ribasso morale, la perdita di libertà per bieco senso di “opportunismo”.
Esclusi dalle strade in discesa ma sempre costretti ad affrontare salite, a stringere i denti e andare avanti con le sole nostre forze.
Ma quell’esclusione ci ha dato tanto, non ci crederà.
Ci ha dato l’orgoglio di aver scelto di nutrire il nostro spirito, con la libertà e con la dignità.
Ci ha dato la consapevolezza di poter e dover esplorare i nostri limiti facendo di necessità virtù.
Dovrebbe essere semplice capire queste cose anche per chi non le ha vissute direttamente.
Basterebbe quella naturale empatia umana che invece oggi è stata soppiantata da diffidenza, rivalità prevaricazione e supponenza.
Secondo Lei, la democrazia del suffragio universale va guidata attraverso una leadership culturalmente attrezzata? Oppure la democrazia deve essere uno strumento di vera partecipazione dei cittadini libero da qualsiasi condizionamento?
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