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emanuele carioti
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Inquietum est cor nostrum, Domine, donec requiescat in Te - Sant' Agostino - http://www.ematube.it/
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FATEMELO DIRE Di Maurizio Liverani IL VETRIOLO SPENTO DI FORTEBRACCIO: http://www.ematube.it/video.asp?id=12815
Ormai gli italiani si sono abituati a ridere di tutto quello di cui appena qualche mese fa si piangeva. Per esempio, leggere sul “Corriere della Sera”, in una nota di Antonio Carioti, che l'autore di “Penne al vetriolo” Alberto Mazzuca abbia dimenticato nel “ponderoso e spassoso libro” (ed. Minerva) due giornalisti autorevoli. Uno di questi è Mario Melloni, per l'anagrafe, ex deputato democristiano passato al comunismo. Con lo pseudonimo di Fortebraccio firmava caustici corsivi in prima pagina sull'”Unità”, mettendo alla “berlina” i politici avversi al Pci. Pretese e ottenne di conservare la sua fede religiosa; nella sua stanza di direttore di “Paese Sera”, (di cui ero responsabile cinematografico) il crocifisso era accanto all'immagine di Karl Marx. Il transfuga, da direttore del “Popolo” a direttore del giornale fiancheggiatore del Pci, cominciò a vomitare sui suoi ex colleghi di partito le contumelie che quando era direttore dell'organo ufficiale della Dc riservava ai comunisti. Il suo sarcasmo pascolava nella categoria dei “compositi”; per dire che Fanfani era una “frana” chiudeva il distillato del suo umorismo ribattezzando l'allora segretario della Dc “fanfrani”. Un saggio del suo humour lo ricordo ancora: parafrasando il famoso film “Dio ha bisogno degli uomini”, “potremmo aggiungere puntualizzava Fortebraccio che ha bisogno anche delle bandiere rosse”. In quegli anni Melloni fu incoronato principe della satira a Massa Carrara. Gli consegnò il premio Giulio Andreotti, uomo di spirito, che non disdegnava di stringere la mano a chi svillaneggiava i più illustri diccì. La premiazione doveva essere un'esca, una in più, per il “compromesso storico”; l'evento doveva contenere l'Idea del ricongiungimento dei “fratelli separati”. Per Melloni, Andreotti era il democristiano-totem. Quando furono “scongelati” centinaia di milioni (di allora) frutto degli incassi dei film americani girati a Cinecittà, nacque la Film Costellazione propiziata da un'intesa Dc-Pci. Denaro prezioso che, se reimpiegato in Italia, avrebbe continuato a sostenere la cosiddetta “Hollywood sul Tevere”. L'ampia occupazioni delle migliori maestranze cinematografiche del mondo, come gli americani hanno sempre sostenuto, si ridusse di colpo. Miliardi svaniti cui supplì il denaro pubblico. Verità sparse in diverse testate, inchieste paradossalmente favorevoli anziché essere contro. Soltanto Mario Monicelli provocava, al contrario, la verità e non sorvolava sui motivi. Un'altra verità è quella che, dovendo “Paese Sera” occuparsi della svendita a un gruppo privato, vicino al presidente della Repubblica, delle sale cinematografiche statali, Melloni mi pregò di attenermi alle informazioni che mi avrebbe fornito l'onorevole democristiano Franco Evangelisti, discusso “vice” di Giulio Andreotti il quale quell'operazione, dannosa per il cinema italiano, aveva avallato. Mario Melloni intuì per tempo che in tanto italico trasformismo a lui spettasse il premio Fregoli. Dell'affare se ne appropriò, intelligentemente, con una vasta inchiesta il compianto Trionfera, illustre giornalista dell”Europeo”. Ricordo che il Migliore, che ho conosciuto e frequentato, considerava mezzucci i mezzi di Fortebraccio; guardava agli ideali de “Il mondo”, pilotato da Pannunzio, per arginare le abitudini di cricca del suo partito. A un seminarista, scontento dell'atteggiamento “classista” della Curia romana, Fortebraccio-Melloni rispose: “Scelga, caro amico, scelga; sia sacerdote se a questa missione si sente chiamato, ma stia dalla parte dei comunisti. Chi dice che vi è contraddizione, vuole salvare l'argenteria...”. I poteri forti, sottintendeva, non fanno alcuna distinzione tra democristiani e comunisti. Alberto Mazzuca, evidentemente, questo passato di Fortebraccio lo conosce e, con ragione, non lo ha inserito nel suo “Penne al vetriolo”, concludendo l'ultimo capitolo con questa sentenza: “Come prima, peggio di prima”. Un ricordo di Ennio Flaiano si rende indispensabile.

Maurizio Liverani

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I quattro incantesimi del lago approda a palazzo Cozza Caposavi a Bolsena - Viterbo
La Rotta Giornale

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LEGITTIMITA’ E TRASPARENZA: LA RAI ASSUMA I GIORNALISTI IDONEI AL CONCORSO 2015: http://www.ematube.it/video.asp?id=12809
Comitato Informazione Pubblica: “Graduatoria Concorso 2015 resti unico riferimento per assunzioni giornalisti”

(AGV) Rai, Comitato Informazione Pubblica: “Graduatoria Concorso 2015 resti unico riferimento per assunzioni giornalisti” (IL VELINO) Roma, 16 Ott - "A due anni dalla pubblicazione della graduatoria del Concorso nazionale giornalisti Rai, entrata in vigore il 16 ottobre 2015, non abbiamo ancora certezze sulle intenzioni dell'azienda nei confronti di 253 idonei vincitori": così dichiara il Comitato per l'Informazione Pubblica, fondato da oltre 100 giornalisti iscritti nella graduatoria della selezione dei giornalisti Rai 2015. "Siamo professionisti - specifica il Comitato - giudicati come idonei ad esito di un concorso e attraverso prove pubbliche e trasparenti, disciplinate dalla Rai secondo le migliori modalità di selezione. Siamo stati esaminati e valutati da una commissione di alto profilo, presieduta da Ferruccio de Bortoli, che ha manifestato all'azienda la propria soddisfazione per la preparazione dei candidati inseriti nella graduatoria. Eppure, a due anni dagli eventi, ancora non è dato sapere come la Rai intenda agire per assicurare la salvaguardia e il rispetto delle posizioni e aspettative sorte in capo agli idonei. Inizialmente l'azienda aveva dichiarato di assumere solo i primi cento, mentre a seguito di alcune interrogazioni parlamentari ha risposto - per la prima volta nella riunione della Vigilanza Rai del 10 maggio scorso - di essere intenzionata ad assorbirne il doppio, fino alla posizione di 201. Sinora sono stati chiamati 139 (al netto di 15 sostituzioni estive e di maternità); 392 partecipanti alla selezione sono stati giudicati idonei e, pertanto, restano ancora da assumere 253 colleghi. Ora però tutto tace, nonostante la Rai abbia dichiarato in più sedi di volersi rinnovare, obiettivo raggiungibile solo con il coinvolgimento di risorse umane adeguatamente preparate, quali sono stati valutati gli idonei. Come confermato dal parere pro veritate redatto per il Comitato dal Prof. Avv. Gianluca Maria Esposito, ordinario di Diritto amministrativo all'Università di Salerno e Direttore scientifico della Scuola anti corruzione e appalti, la graduatoria è vigente fino a nuovo concorso, che non andrebbe indetto finché tutti gli idonei non saranno stati chiamati, vista l'attuale presenza di un bacino professionale idoneo, aggiornato secondo le norme dell'Ordine dei giornalisti e legittimato all'assunzione a ruolo. Diversamente, con l'indizione di un nuovo concorso, si avrebbe uno spreco di denaro pubblico. Chiediamo alla Rai di dare un orizzonte temporale per le chiamate di tutti gli iscritti nella graduatoria, che rappresenta l'unico bacino disponibile per le prossime assunzioni. Solo in questo modo, scongiurando il ritorno a chiamate dirette di ogni genere, l'azienda potrà proseguire sulla strada della chiarezza meritoriamente intrapresa col 'concorsone'".
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⚠️Mentre il Governo continua a festeggiare incomprensibili successi, continua la fuga degli italiani all'estero: 124mila nel 2016, +15,4%!😡
(Dati Rapporto Fondazione Migrantes)
+Emanuele Carioti
+Emanuele Carioti
17 ottobre 2017

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LEGITTIMITA’ E TRASPARENZA: LA RAI ASSUMA I GIORNALISTI IDONEI AL CONCORSO 2015
Comitato Informazione Pubblica: “Graduatoria Concorso 2015 resti unico riferimento per assunzioni giornalisti”

(AGV) Rai, Comitato Informazione Pubblica: “Graduatoria Concorso 2015 resti unico riferimento per assunzioni giornalisti” (IL VELINO) Roma, 16 Ott - "A due anni dalla pubblicazione della graduatoria del Concorso nazionale giornalisti Rai, entrata in vigore il 16 ottobre 2015, non abbiamo ancora certezze sulle intenzioni dell'azienda nei confronti di 253 idonei vincitori": così dichiara il Comitato per l'Informazione Pubblica, fondato da oltre 100 giornalisti iscritti nella graduatoria della selezione dei giornalisti Rai 2015. "Siamo professionisti - specifica il Comitato - giudicati come idonei ad esito di un concorso e attraverso prove pubbliche e trasparenti, disciplinate dalla Rai secondo le migliori modalità di selezione. Siamo stati esaminati e valutati da una commissione di alto profilo, presieduta da Ferruccio de Bortoli, che ha manifestato all'azienda la propria soddisfazione per la preparazione dei candidati inseriti nella graduatoria. Eppure, a due anni dagli eventi, ancora non è dato sapere come la Rai intenda agire per assicurare la salvaguardia e il rispetto delle posizioni e aspettative sorte in capo agli idonei. Inizialmente l'azienda aveva dichiarato di assumere solo i primi cento, mentre a seguito di alcune interrogazioni parlamentari ha risposto - per la prima volta nella riunione della Vigilanza Rai del 10 maggio scorso - di essere intenzionata ad assorbirne il doppio, fino alla posizione di 201. Sinora sono stati chiamati 139 (al netto di 15 sostituzioni estive e di maternità); 392 partecipanti alla selezione sono stati giudicati idonei e, pertanto, restano ancora da assumere 253 colleghi. Ora però tutto tace, nonostante la Rai abbia dichiarato in più sedi di volersi rinnovare, obiettivo raggiungibile solo con il coinvolgimento di risorse umane adeguatamente preparate, quali sono stati valutati gli idonei. Come confermato dal parere pro veritate redatto per il Comitato dal Prof. Avv. Gianluca Maria Esposito, ordinario di Diritto amministrativo all'Università di Salerno e Direttore scientifico della Scuola anti corruzione e appalti, la graduatoria è vigente fino a nuovo concorso, che non andrebbe indetto finché tutti gli idonei non saranno stati chiamati, vista l'attuale presenza di un bacino professionale idoneo, aggiornato secondo le norme dell'Ordine dei giornalisti e legittimato all'assunzione a ruolo. Diversamente, con l'indizione di un nuovo concorso, si avrebbe uno spreco di denaro pubblico. Chiediamo alla Rai di dare un orizzonte temporale per le chiamate di tutti gli iscritti nella graduatoria, che rappresenta l'unico bacino disponibile per le prossime assunzioni. Solo in questo modo, scongiurando il ritorno a chiamate dirette di ogni genere, l'azienda potrà proseguire sulla strada della chiarezza meritoriamente intrapresa col 'concorsone'".

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😋Stasera si festeggia col sushi 🍣 invitato ed appena arrivato da Oishi rinnovato e super tecnologizzato con apple ipad picoftheday nofilters foodblogger foodporn food 😋 presto recensione anche su tripadvisor Roma, 16 ottobre 2017

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Orvieto dà il buongiorno all'Italia a Uno Mattina
La Rotta Giornale
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