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Una nuova filosofia per crescere insieme e condividere i risultati.
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L’infezione da herpesvirus canino è una malattia insidiosa,
che può arrecare seri danni soprattutto in un
allevamento. La malattia può spesso manifestarsi non
tanto in forma acuta quanto subdola e provocare riassorbimento
dei feti e lesioni a carico dell’apparato
riproduttore, che possono anche portare alla sterilità dell’animale.
è un virus specifico del cane, sensibile all’azione di vari disinfettanti
(ammonio quaternario, formalina, cloramina, derivati
fenolici, ecc.), ai solventi dei grassi, al calore, al pH acido,
mentre risulta stabile a temperature inferiori a +4 °C.
L’herpesvirosi canina è diffusa in tutto il mondo soprattutto negli
allevamenti. La trasmissione del virus può avvenire attraverso la
placenta, l’accoppiamento, per via oro-nasale. Dopo la nascita
il virus si propaga ai cuccioli ed alla madre. Questa infezione è
difficile da riconoscersi in quanto generalmente non si presenta
con chiari sintomi; il virus, inoltre, provoca nel cane la comparsa
di un’immunità piuttosto debole e gli anticorpi prodotti, in genere,
non persistono per più di due mesi.
Nelle femmine, al momento dell’inizio del calore, si può osservare
una virulentazione di questo agente infettivo, con la comparsa
di lesioni sotto forma di vescicole in corrispondenza dei genitali
esterni, che, poi, tendono a scomparire spontaneamente con la
fine del calore.
Dr. Alessandro Ciorba
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Talora il gatto in ambiente domestico mette in atto un comportamento di aggressione di tipo predatorio con morsi e
graffi a carico di caviglie, polpacci, mani e occasionalmente anche del viso dei proprietari. In giovane età, verso i 4 – 5 mesi, compaiono fasi di iperattività, soprattutto all’alba ed al tramonto, rappresentate da corse in ogni direzione dell’appartamento con salti sui mobili, sui divani, sui muri, sui letti, sulle finestre.
Finché il gatto è piccolo tutto è tollerato, la situazione cambia quando diviene adulto. Sarà quindi opportuno adottare degli accorgimenti
in casa per una migliore convivenza uomo animale.
Sarà opportuno che il proprietario trascorra qualche ora in compagnia del gatto. Il rapporto deve essere basato sul gioco, sui
contatti fisici.
I giochi devono permettere al gattino di svolgere un’attività di caccia e devono possedere le caratteristiche delle prede. Meglio non fare giocare il gattino con le mani o con i piedi in quanto, in futuro, potranno
trasformarsi in prede e come tali essere oggetto di graffi e di morsi.
Per quanto riguarda il cibo è opportuno collocarlo nell’abitazione in due o più punti.

Dott. Alessandro Ciorba
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L'ANGOLO DELLE CURIOSITà ANIMALI
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Molti protocolli terapeutici nascono da un’interpretazione aberrante da parte della
medicina del significato dei sintomi: i sintomi sono considerati come espressione
di malattia, mentre, in realtà, hanno un significato esattamente opposto. Tutti i sintomi
che compaiono nel corso di una malattia sono espressione del meccanismo
di reazione dell’organismo e vanno in tal modo valutati.
Proviamo a riflettere su alcuni dei sintomi più comuni:
- l’infiammazione (controllabile su qualsiasi testo di medicina) è il processo di guarigione dell’organismo;
- il vomito è il meccanismo con il quale l’organismo libera lo stomaco da sostanze o agenti che
interpreta come nocivi o tossici;
- la diarrea è il meccanismo con il quale l’organismo si libera il più in fretta possibile, di sostanze
che lo stanno intossicando o danneggiando;
- la tosse è il meccanismo con il quale l’organismo riesce a espellere dalla laringe, dai bronchi
e dai polmoni il catarro formatosi nel corso del processo di difesa;
- la febbre è il sistema di difesa che “brucia” i germi e impedisce la loro crescita;
- il dolore è il meccanismo che induce l’organismo a non compiere determinati movimenti o
attività, al fine di evitare ulteriori danni all’organo lesionato;
- la contrazione muscolare è un meccanismo con il quale l’organismo affronta temporaneamente
un distretto lesionato.
Il dolore è il più efficace strumento che l’organismo può realizzare per impedire che il soggetto
colpito si muova liberamente, anche in questo caso amplificando la sollecitazione sulla zona
colpita.
L’infiammazione è il processo con cui l’organismo “ripara” la lesione in atto.
Qualsiasi testo di medicina insegna agli studenti proprio questo, salvo poi verificarsi che medici
veterinari e farmacisti operano esattamente in senso opposto.
L’esempio forse più illuminante è proprio il reale significato dell’infiammazione.

Dr. Sergio Canello - Sanypet
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Per voi il nuovo numero del nostro Magazine On_Line dedicato al mondo degli animali.
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Maya è un cane meticcio di
taglia media trovato dal proprietario
all’età di 6 mesi,
affetto da zoppia all’arto
posteriore sinistro, esito di
un probabile incidente stradale.
Alle radiografie si evidenzia una triplice
frattura del bacino con alterazione dell’acetabolo
e conseguente displasia dell’anca.
Il cane zoppicava in maniera marcata e
sollevava l’arto se doveva correre spostando
il peso sulle altre zampe.
Essendo passato tempo dall’incidente e per
ridurre i costi dell’intervento, il proprietario
su consiglio dell’ortopedico opta per la resezione
della testa del femore.
è eseguito l’intervento, per il post-operatorio
oltre ai condroprotettori, sono prescritti
antinfiammatori (fans). All’inizio funzionavano
ma appena erano sospesi, la zoppia
si ripresentava ancora in maniera evidente.
Tale situazione aveva determinato una notevole
perdita di tono muscolare della coscia
interessata e l’insorgenza di una gastrite
per l’uso prolungato degli antinfiammatori.
Contattato per aiutare il cane con l’omeopatia,
si decide di utilizzare i rimedi Bryonia
e Ledum in particolare per l’anca.
Fin dalle prime somministrazioni il cane sta
meglio. Dopo un mese di terapia omeopatica
il cane ha ripreso sicurezza nei movimenti,
in special modo nella deambulazione,
massa muscolare e tono muscolare
sono cresciuti.
Il proprietario, contento del risultato ottenuto,
si ritiene fortunato per aver utilizzato un
metodo di cura che ha dato risultati superiori
agli antinfiammatori, portando Maya a
condurre una vita normale e senza dolore.

Dott. Luca Pecchia
Medico Veterinario
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è un tipo di avvelenamento che può
colpire il cane in seguito all’ingestione
di aflatossine. Può verificarsi
soprattutto in climi caldo-umidi in
seguito all’esposizione all’umidità
di alimenti per cani ricchi di cereali od allorquando
nella loro produzione siano impiegate
materie prime contaminate da muffe.
La sintomatologia clinica è in funzione della
quantità di tossine ingerite, le quali esplicano
la loro azione patogena soprattutto nei
confronti del fegato. Essa è caratterizzata
da mancanza di appetito, dimagramento,
ittero, ascite, emorragie.
Fine del trattamento terapeutico è quello di
minimizzare il danno epatico, per questa ragione
sarà opportuno alimentare il paziente
con una dieta ricca di proteine di elevata
qualità ed introdurre nella stessa un determinato
quantitativo di glucosio. Necessaria è
una fluidoterapia di supporto. La prognosi è
il più delle volte infausta.
Dott.Alessandro Ciorba
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Recentemente è stata pubblicata
un’ordinanza del Ministero della Salute
che impone ai proprietari degli
amici a quattro zampe alcuni obblighi,
come ad esempio utilizzare il
guinzaglio «corto» (max 1,5 metri) e portare
sempre con sé la museruola rigida o morbida.
«Il proprietario di un cane - si legge nell’ordinanza,
che avrà efficacia per 12 mesi - è sempre
responsabile del benessere, del controllo e
della conduzione dell’animale e risponde, sia
civilmente sia penalmente, di danni o lesioni a
persone, animali o cose provocati dall’animale
stesso. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di
detenere un cane non di sua proprietà ne assume
la responsabilità per il relativo periodo». Si
prescrive inoltre di: «affidare il cane a persone
in grado di gestirlo correttamente; acquisire
un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche
fisiche ed etologiche nonché sulle
norme in vigore; assicurare che il cane abbia
un comportamento adeguato alle specifiche
esigenze di convivenza con persone e animali
rispetto al contesto in cui vive». Tra gli obblighi,
quello di raccogliere le feci, e quindi «avere
con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse
». Sono inoltre istituiti percorsi formativi per i
proprietari di cani, con rilascio di un attestato
di partecipazione detto patentino.
«I percorsi formativi - si legge nell’ordinanza del
Ministero - sono organizzati dai Comuni congiuntamente
ai servizi veterinari delle aziende
sanitarie locali, i quali possono avvalersi della
collaborazione di: ordini professionali dei medici
veterinari, Facoltà di veterinaria, associazioni
veterinarie e associazioni di protezione
animale. Il Comune, su indicazione del servizio
veterinario ufficiale, individua il responsabile
scientifico del percorso formativo tra i medici
veterinari esperti in comportamento animale o
appositamente formati dal Centro di referenza
nazionale per la formazione in sanità pubblica
veterinaria. Le spese per i percorsi formativi
sono a carico del proprietario del cane.

Dott. Alessandro Ciorba
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Lo svezzamento inizia con la somministrazione di alimenti diversi dal
latte materno e termina con la completa separazione
dalla madre. è opportuno iniziarlo intorno alla 4° settimana e terminarlo precocemente, ben prima della normale cessazione della lattazione che si verifica intorno alla 10° settimana dal parto. Lo svezzamento dovrà essere graduale, poiché togliere bruscamente i cuccioli dalla madre potrebbe provocare in questa un ingorgo mammario e non consentirebbe ai piccoli di abituarsi al nuovo alimento che dovrà essere molto appetibile, nutriente e di facile digeribilità. I fabbisogni nutritivi del cucciolo si diversificano notevolmente da quelli dell’adulto.
Essi sono più elevati a motivo del rapido accrescimento, soprattutto durante i primi sei mesi di vita. All’inizio dello svezzamento il cibo dovrà apportare soprattutto proteine, grassi e piccoli quantitativi di carboidrati ben gelatinizzati. Sono indicati carne di buona qualità, latte in polvere specifico, uova, formaggio, omogeneizzati per cuccioli, piccoli quantitativi di cereali, gli alimenti specifici umidi o secchi previamente inumiditi. Ad eccezione del latte per cuccioli
e dei mangimi, tutti gli altri cibi richiedono un’opportuna integrazione minerale - vitaminica; essi vanno somministrati sotto forma di pappetta ad una temperatura vicina a quella corporea. Una volta svezzati i cuccioli crescono rapidamente ed hanno necessità di ingerire significative quantità di elementi nutritivi ed energetici in funzione della loro taglia. A quattro settimane di età bisognerebbe offrire loro quattro pasti al giorno, per ridurli gradualmente a due allorché è raggiunto il peso finale da adulto. Data la vasta gamma di pesi corporei dei cani ed il tempo necessario a raggiungere il peso finale, il momento del cambiamento nella frequenza dell’alimentazione e nelle quantità di cibo dipenderà dalla razza del cane; le razze di piccola taglia e da compagnia raggiungeranno il loro peso corporeo da adulto al sesto - nono mese, mentre le razze giganti al diciottesimo - ventiquattresimo.

Dott. Alessandro Ciorba
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