Profile cover photo
Profile photo
Web e Tech Solutions
4 followers
4 followers
About
Posts

Post has attachment
La fine è vicina: #Microsoft non vuole commettere di nuovo lo stesso errore in cui è incappata con #WindowsXP, dunque prova a mettere subito tutti sull'avviso riguardo il futuro prossimo di altri sistemi operativi diversi dagli ultimi usciti. #Windows7, #WindowsServer2008 e tutto quanto li ha preceduti si avvicinano alla fine della loro vita commerciale: salvo qualche eccezione, sarà il caso di iniziare a pensare al futuro.

A gennaio 2015 finirà il periodo di supporto completo ("mainstream support") per #Windows7, e lo stesso vale per #Windows7SP1, #WindowsServer2008 e 2008 R2. In tutti i casi per altri 5 anni ci sarà spazio per le patch di sicurezza, nell'ambito del cosiddetto "extended support": a gennaio 2020 finirà anche quello, e non pare che a #Redmond siano inclini a concedere proroghe. La stessa situazione riguarda pure altri prodotti come #Office2010 o #Sharepoint2010, che anzi finiranno fuori dall'ombrello degli aggiornamenti già dal prossimo ottobre. E una fine infausta toccherà pure a #WindowsPhone7.8, che non ha l'anzianità dei suoi colleghi ma che non è mai stato uno dei prodotti che hanno goduto del maggior supporto possibile da parte di #Microsoft. La gestione di #WindowsPhone fino a questo punto, d'altronde, non è stata delle più fortunate.

La lista completa dei sistemi operativi è disponibile sul sito #Microsoft: il messaggio questa volta è chiaro, non ci saranno proroghe come nel caso di #WindowsXP e a #Remdond hanno tutta l'intenzione di convincere anche i più recalcitranti admin, che magari utilizzano ancora #WindowsServer2003, a iniziare le procedure di aggiornamento per le macchine di cui sono responsabili. Per gli interessati d'altronde si sta per aprire una stagione interessante: #Microsoft pare abbia tutta l'intenzione di accelerare l'uscita di #Windows9 per sopperire allo scarso successo di #Windows8, quindi il tema dell'aggiornamento sarà sicuramente molto discusso il prossimo autunno
(http://punto-informatico.it/4091895/PI/Brevi/microsoft-futuro-windows.aspx)

Post has attachment
Un'indagine a tappeto sulle #app nell'ambito del #PrivacySweep 2014: è questo l'obiettivo della Global Privacy Enforcement Network, l'organismo internazionale nato per la cooperazione tra i vari garanti per la #privacy.
Il perché dell'interesse è evidente: le #app installate su #smartphone e #tablet hanno accesso a moltissimi dati personali relativi agli utenti, come spiega il Garante italiano.
Troppo spesso, anzi, durante l'installazione un'app richiede più autorizzazioni rispetto a quelle necessarie al suo funzionamento e in questo modo raccoglie anche dati cui non dovrebbe poter accedere.
Nomi, indirizzi, numeri di carte di credito, numeri telefoni e qualsiasi altra informazione sensibile passa ormai attraverso gli smartphone: ecco perché i garanti vogliono vederci chiaro.
Le varie Autorità si sono divise i compiti: il Garante italiano si occuperà di indagare sulle #app mediche; si tratta di un argomento delicato, considerata la natura dei dati che trattano.
Sono 50 le #app che finiranno sotto esame in un giorno compreso tra il 12 e il 18 di maggio; quindi, in autunno, ci sarà la pubblicazione dei risultati.
«Le applicazioni mobili sono sempre più diffuse. Chi possiede uno smartphone normalmente ha attive in media 40 applicazioni che offrono servizi di vario genere, ma che sono in grado di raccogliere grandi quantità di dati personali, per esempio accedendo alla rubrica telefonica, alle foto oppure utilizzando dati di localizzazione. Spesso tutto ciò avviene senza che l'utente dia un consenso libero ed informato e questo può comportare rischi per la privacy. Occorre dunque un'adeguata definizione di garanzie e misure a tutela dei dati personali e a questo risponde l'iniziativa del GPEN» ha spiegato Antonello Soro, presidente dell'Autorità.
Al di là di indagare sul comportamento delle singole app, l'iniziativa mira anche ad «accrescere la consapevolezza della necessità di proteggere i dati personali, favorire il rispetto delle norme a salvaguardia degli utenti, sviluppare azioni di sensibilizzazione e formazione del pubblico sull'uso delle applicazioni mobili e promuovere iniziative globali sulla privacy».

Post has attachment
Nuovo appuntamento con gli aggiornamenti di sicurezza per chi usa #FlashPlayer: #Adobe ha rilasciato un aggiornamento d'emergenza per risolvere una falla che stava permettendo agli aggressori di prendere il controllo dei computer dotati della versione più recente di #FlashPlayer su #Windows.
In pratica è sufficiente visualizzare un video o un gioco #Flash nel browser per trovarsi infettati o comunque sotto il controllo degli aggressori. #Kaspersky ha segnalato che la falla viene usata attivamente, per cui non è il caso d'indugiare.
Come al solito, andate al sito di #Adobe, scaricate l'originale aggiornato (versione 13.0.0.206 per #Windows e #MacOS, 11.2.202.356 per #Linux) e non fidatevi di avvisi e inviti che compaiono sullo schermo mentre state navigando altrove: possono essere delle trappole.
Questa falla è separata da quella di #InternetExplorer, ma è anch'essa del tipo #zeroday: in altre parole, anche un utente diligente avrebbe avuto zero giorni di tempo per correggerla prima che venisse utilizzata attivamente dai criminali informatici.
#Kaspersky sostiene che l'attacco era mirato specificamente per colpire i dissidenti siriani ed era diffuso da un sito dell'attuale governo siriano.

Post has attachment
#Microsoft ha annunciato di aver finalmente concluso l'acquisizione della divisione Devices and Services di #Nokia: dopo l'approvazione degli azionisti di Espoo, l'operazione è stata approvata anche dagli enti regolatori a livello mondiale che avevano inizialmente sollevato dubbi circa le conseguenze per la concorrenza nel settore.
Già all'inizio della settimana scorsa Brad Smith di #Microsoft aveva confermato che erano stati completati tutti i passi necessari all'acquisizione della divisione Dispositivi e Servizi della finlandese: in sospeso vi era l'approvazione dell'operazione da 5,44 miliardi di euro da parte delle autorità nazionali antitrust, ed in particolare quelle di Cina ed India avevano manifestato maggiori dubbi.
Satya Nadella, CEO di #Microsoft, ha dato il benvenuto alla divisione della finlandese affermando che "le capacità e gli asset nell'ambito dei dispositivi mobile che #Nokia porta con sé ci faranno progredire nel nostro percorso di trasformazione", continuando lungo la strada tracciata dal nuovo CEO che questo trimestre, conclusosi il 31 marzo, ha esordito segnando un fatturato da 20,4 miliardi di dollari (senza variazioni rilevanti rispetto all'anno scorso) e con un profitto di 5,66 miliardi di dollari, 68 centesimi ad azione.
Nel dettaglio dell'organigramma di #Redmond, Stephen Elop - ex Presidente e CEO di #Nokia - farà rapporto direttamente a Nadella in qualità di vicepresidente esecutivo di #MicrosoftDevicesGroup, la divisione che non si occuperà solo dei telefoni #Nokia, ma anche dei tablet #Surface, dell'hardware #Xbox e ogni altro oggetto fisico prodotto da #Redmond.
Con #Nokia nelle sue fila, #Microsoft potrà ridisegnare la sua strategia mobile: anche se non è ancora chiaro il nome che assumerà la nuova divisione di #Microsoft che se ne occuperà - il logo #Nokia continuerà a campeggiare sul sito e sulle confezioni dei prodotti, o sarà soppiantato da #MicrosoftMobile ? - è già chiaro che punterà al mercato dei dispositivi di fascia medio-bassa, che ha una valutazione intorno ai 50 miliardi di dollari annui.

Post has attachment
C'è una vulnerabilità massiccia in #InternetExplorer (tutte le versioni, dalla 6 alla 11) che, se combinata con #AdobeFlash (come fanno in molti), consente a un aggressore di eseguire codice a piacere sul computer della vittima.
La falla viene già sfruttata attivamente dagli aggressori informatici.
Chi usa #WindowsXP non riceverà mai nessun aggiornamento correttivo: gli altri lo riceveranno non appena #Microsoft lo distribuirà. I dettagli sono su SiamoGeek e nel bollettino di #Microsoft.
Questa, per quel che mi risulta, è la prima grande falla che viene resa nota e sfruttata concretamente dopo il termine del supporto di aggiornamento a #WindowsXP all'inizio di questo mese.

Post has attachment
Uno dei punti di forza del nuovo smartphone di #Samsung, il #GalaxyS5 , almeno stando alla sua campagna pubblicitaria, è il suo sensore d'impronte digitali, che consente di fare a meno del PIN di blocco, come già fa #Apple  con l' #iPhone5S.
Ma gli esperti sono già riusciti a scavalcare questa forma di protezione e non solo accedere al contenuto di un telefonino bloccato dall'impronta digitale ma anche avere accesso al conto Paypal protetto da questa funzione.
Il problema di fondo dell'uso delle impronte digitali come sistema di controllo degli accessi è che l'impronta digitale non è una password: al massimo è un identificativo d'utente.
Infatti le password non si lasciano in giro dappertutto (gli esperti del Security Research Labs hanno sconfitto il Galaxy S5 usando proprio un'impronta raccolta e duplicata) e soprattutto si possono cambiare se vengono rubate. Cambiare le proprie impronte digitali è perlomeno disagevole.
Intendiamoci: in condizioni normali, un sensore d'impronte è sicuro tanto quanto un PIN a quattro cifre, nel senso che è un deterrente ragionevole e sufficiente a scoraggiare i ficcanaso occasionali, ma non sarà un ostacolo serio per un aggressore deciso.
Mentre costringervi a rivelare un PIN memorizzato può richiedere un certo impegno, un'impronta digitale si ottiene facilmente: basta agguantare una vostra mano con la forza.
Ma questi sono scenari che normalmente, si spera, non capitano.

Post has attachment
#Google e #Apple , ma anche #Intel e #Adobe : ci sarebbero tutti i grandi nomi della Silicon Valley, tranne #Facebook , nel cartello segreto finito nel mirino della giustizia USA.
Le maggiori aziende tecnologiche del mondo si sarebbero infatti accordate per non "rubarsi" a vicenda i dipendenti: in pratica, ciascuna non avrebbero dovuto cercare di attirare a sé chi già lavorava per uno dei concorrenti.
L'accusa - che deve ancora essere provata - nasce dai documenti di una class action che coinvolge oltre 64.000 dipendenti.
Tra questi documenti c'è una comunicazione tra #SteveJobs e Sergey Brin: stando alle email, il primo scrive al secondo «Se assumete una sola di queste persone, è guerra».
Si tratta di una conversazione avvenuta nel 2005 e nonostante la quale Google, qualche tempo dopo, ha comunque provato a "sottrarre" un dipendente a Apple.
Per evitare la guerra, nel 2007 Eric Schmidt, allora CEO di Google, scrisse a Steve Jobs «Steve, mi dispiace, non ha rispettato le nostre policy: spero che non succeda mai più».
Il responsabile dell'improvvida assunzione, va da sé, venne licenziato come prova della buona fede di Google. Steve Jobs rispose con un'email laconica ma molto espressiva: .
Oltre agli scambi di email e le telefonate, le aziende coinvolte si sarebbero scambiate informazioni confidenziali allo scopo di evitare uno scontro diretto.
L'accordo avrebbe anche contribuito a tenere più bassi gli stipendi.
Se l'esistenza del cartello verrà riconosciuta, le aziende potrebbero dover versare un risarcimento pari a 3 miliardi di dollari se decideranno di patteggiare; in caso contrario si potrebbe arrivare sino a 9 miliardi di dollari.
In caso non si arrivi a un accordo preventivo, il processo inizierà il 24 maggio.
Wait while more posts are being loaded