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Tony Ponzi Investigazioni
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Chi non ha mai ricevuto ‪#‎telefonateanonime‬ alzi la mano.
La legge sulla privacy in Italia permette, a tutela della libertà, di nascondere il proprio numero di telefono chiamando anonimamente sia cellulari che telefoni fissi. 
Questo innesca un meccanismo paradossale che permette di "infastidire" con facilità senza però poter sapere con la stessa facilità chi ci "infastidisce".
Essere continuamente disturbato da telefonate anonime può creare disagi importanti nella persona che li subisce. E cosi si finisce di vivere nell'incubo che il telefono possa squillare ancora, nel timore che dall'altra parte della cornetta possa esserci qualcuno che ci osserva e ci controlla, fino ad arrivare a temere per la propria incolumità e cambiare le proprie abitudini. 
Le statistiche poi, confermano, che nella maggioranza dei casi l'autore delle telefonate anonime o delle minacce telefoniche è una persona di nostra conoscenza o che comunque in passato ci è stata vicina.
Come tutelarsi da questo tipo di molestia ?
Chiamare il proprio gestore telefonico per rintracciare il molestatore attraverso i tabulati, ma dopo diverse procedure da effettuare quest'ultimo ci fornirà la documentazione con gli ultimi tre numeri del chiamante oscurati. Sul tabulato fornito poi non saranno visibili ne le chiamate senza risposta ne gli squilli ricevuti.
Ma ecco che la tecnologia arriva in nostro aiuto, se fino a poco tempo fa rintracciare il numero di chi effettuava chiamate anonime richiedeva procedure macchinose e complesse, oggi è possibile, grazie all’installazione di appositi software individuare il numero di chi ci chiama, anche se lo fa in modalità “anonima”, in modo sicuro e veloce.
Problema risolto direte voi, addio ‪#‎Stalker‬? Purtroppo non è così semplice.
I fatti di cronaca ci dimostrano come lo ‪#‎Stalking‬ sia un fenomeno costante e che sempre più spesso non si limiti alle telefonate anonime ma sfoci in qualcosa di molto più tragico.
Con indagini mirate è possibile individuare ed identificare lo Stalker, sia che esso compia le sue molestie attraverso telefonate anonime, ma anche nei casi in cui molesti la propria vittima seguendola sotto casa o a lavoro o compiendo atti volti a danneggiare le sue proprietà.
Parlarne è il primo passo per reagire e trovare una soluzione ad una situazione spiacevole come quella in cui si trova chi è vittima di Stalking.
Le indagini da noi svolte, permetteranno inoltre, l’acquisizione di prove che saranno fondamentali per dimostrare quanto subito, nel momento in cui si decide di sporgere denuncia.
La legge a tal proposito conferma, che qualunque tipo di molestia o minaccia che si riveli come fastidiosa intrusione della sfera individuale è da ritenersi penalmente rilevante.
Indagini mirate, che ci permettono di darvi non solo la rivelazione tecnica ma anche tutte le spiegazioni esaustive della situazione permettendovi cosi di tutelare la tranquillità che la vostra vita privata merita.
‪#‎investigazionitonyponzi‬
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BigData e l’era del Web 3.0: un binomio pressoché perfetto.
Avrete certamente già sentito il termine BigData, ma cosa vuol dire? E perché dovrebbe interessarci?
Proviamo a spiegarvelo qui:
Per BigData si intende una raccolta di dati cosi estesa in termini di volume, velocità e varietà da richiedere tecnologie e metodi analitici specifici per l’estrazione del valore.Internet e l’uso oramai quotidiano che ne facciamo, grazie anche all’avvento di strumenti come smartphone e tablet, fa si che oggi sulla rete sia presente una quantità di informazioni enorme. Questa quantità di informazioni, che ogni giorno viaggia e transita attraverso internet, proviene da fonti eterogenee, non si tratta solo di dati strutturati, come i database, ma anche non strutturati, come e-mail, immagini, dati di geolocalizzazione, le parole inserite nel motore di ricerca e ancora, informazioni provenienti dai social network.
Recenti studi condotti dall’Università di Cambridge hanno dimostrato come per una “macchina” sia possibile ottenere informazioni su un individuo semplicemente analizzando i “mi piace” di quest’ultimo.
Dunque il termine BigData, ci riguarda molto da vicino, chiunque utilizzi internet contribuisce alla creazione di questo volume enorme di informazioni , nei BigData ci siamo noi: le nostre ricerche, le nostre curiosità, il nostro lavoro, le nostre amicizie.
Ogni qualvolta utilizziamo internet o una webApp lasciamo una piccola traccia, a volte però non ci rendiamo conto del valore che quella piccola traccia possa avere.
I BigData infatti sono un argomento interessante per molte aziende, negli ultimi anni sono stati investiti miliardi di dollari per finanziare lo sviluppo di software in grado di gestire e analizzare i dati.
Un valore aggiunto ad un mercato che è cosi in grado di sapere cosa desideriamo, conosce i nostri gusti e ci propone il prodotto su misura per noi. 
Ma come ogni innovazione dopo i pro subentrano i contro, e con loro la necessità di dover regolare e controllare qualcosa di nuovo.
Ci si domanda: l’utente è sempre consapevole dei dati che fornisce quando naviga nel Web e di come quei dati verranno utilizzati? Le informative presenti in Internet sono complete ed esaustive? L’utente ha chiaro cosa accetta quando clicca “accetto”?
Ma non solo, questi dati dove e come vengono conservati? Chi garantisce la loro sicurezza e inviolabilità?
Quesiti dell’era web 3.0 .
Nelle aziende (di qualsiasi settore) nasce la consapevolezza di adottare policy ben definite sul fronte delle risorse informatiche. L’innovazione in materia di privacy e sicurezza dei dati non coinvolge solo il nostro paese, ma la questione supera ovviamente i confini nazionali, recentemente la Corte di Giustizia
dell’Unione Europea ha dichiarato inadeguata la tutela dei dati (appartenenti a noi Europei) adottata dagli Stati Uniti, parliamo quindi di aziende come Facebook e Google.
I dati degli Europei devono rimanere sul suolo Europeo, questa la decisione, per quanto intangibili, i BigData hanno un valore immenso, e va tutelato.
Vedremo cosa risponderanno i “Big del Web”.

‪#‎privacy‬ ‪#‎bigdata‬ ‪#‎sentenzacortedigiustiziaeuropea‬
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Come cercare un testimone?
Navigando in Internet, ci si può rendere conto di quanto sia diffusa la ricerca di Testimoni, e quanto sia invece difficile trovare persone che avendo assistito ad un determinato evento, possano fornire elementi decisivi o informazioni utili sulla dinamica o sull' identificazione delle persone coinvolte.
Elementi che spesso non si possono trovare in nessun altro modo, se non con la testimonianza diretta di chi ha involontariamente assistito all'accaduto.
Ma come muoversi in caso si avesse la necessità di trovare Testimoni, ad esempio per un Incidente stradale? 
Come risalire alle persone che si sono trovate sul luogo in quel preciso istante?
Esistono dei canali giusti nei quali diffondere il proprio appello, avendo esito nei tempi prestabiliti dalla legge, per eventuali controversie in corso?
In rete, ci sono diversi siti, che permettono l'inserimento di annunci "ricerca testimoni" in un database, dove una volta inseriti i dati, quest'ultimi si incrociano con i dati inseriti da eventuali Testimoni. Per un esito positivo però è necessario che la persona che ha assistito all'Incidente abbia inserito i dati nel database online, oppure si trovi a navigare su quel determinato sito in quel determinato momento. Cosa che purtroppo non sempre accade. Proprio per tale motivo, questo tipo di appello si rivela non solo una ricerca improduttiva ma spesso anche una perdita di tempo.
Possiamo quindi affermare, che per un buon esito della ricerca di testimoni, non basta l'appello in rete o l'inserimento dei dati in portali specializzati, ma bisogna sapere bene dove e come cercare.
Ecco perché rivolgersi alla Tony Ponzi Investigazioni può fare la differenza. I nostri investigatori, esperti nella ricerca di qualsiasi cosa o persona, saranno in grado di trovare in pochissimo tempo i testimoni che vi daranno gli elementi di cui avrete bisogno, fornendovi prove utile a chiarire la vostra causa.

‪#‎investigazionitonyponzi‬ ‪#‎ricercatestimoni‬
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“VORREI METTERE SOTTO CONTROLLO IL TELEFONO DI MIO/A MARITO/MOGLIE!”
CORTE DI CASSAZIONE, sez. VI Penale, sentenza n. 27100 / 2015
“Intercettazioni ambientali tramite l’installazione di virus sullo smartphone sono illegittime ed inutilizzabili in giudizio.
Tali forme di controllo a distanza che permettono l’attivazione di microfono e telecamera non rispettano quanto previsto dalla Costituzione, per tanto sono illegali.
Le ‪#‎intercettazioni‬ possono avvenire solo per atto motivato del giudice.”
Venire a conoscenza di un eventuale ‪#‎tradimento‬ è possibile, attraverso indagini svolte nel rispetto della legge e con prove valide in tribunale, basta rivolgersi a dei professionisti del mestiere.

Compila il Form sottostante in pochi minuti e richiedi subito un appuntamento gratuito:

‪#‎investigazionitonyponzi‬

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UN CAFFE’ DI TROPPO
Ribadisce la Cassazione: i controlli difensivi non sono vietati, specie se l’attività lavorativa è svolta fuori dai locali aziendali. Lecito spiare il dipendente anche con il g.p.s.
Secondo la Cassazione il datore di lavoro è legittimato a controllare l’operato del dipendente, in particolar modo quando quest’ultimo lavora fuori sede, dove è più facile riscontrare atteggiamenti inidonei alla normale attività lavorativa e soprattutto dove è di più facile lesione l’immagine aziendale.
È del 12 ottobre 2015 la sentenza numero 20440 con la quale i giudici hanno ritenuto legittimo il licenziamento del dipendente che durante il suo orario di lavoro, si concedeva troppe pause caffè.
Con il sistema g.p.s. e con l’ausilio di un’agenzia investigativa è stato possibile dimostrare che il dipendente in questione, durante l’orario lavorativo passava gran parte del suo tempo al di fuori della sua area di lavoro, per lo più in Bar e tavole calde dove si intratteneva con amici e colleghi.
Specifica poi la Cassazione che le giuste pause caffè vanno concesse e garantite, ma la loro durata e frequenza non può di certo essere lasciata al libero arbitrio del dipendente e andare a discapito della sua produttività.
‪#‎investigazionitonyponzi‬ ‪#‎controllodipendenti‬
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FIGLIA MINORE RISARCITA: un week end costato 15 mila euro al papà.
È quanto successo ad un padre separato, il quale voleva trascorrere i week end di propria spettanza con sua figlia e con la sua nuova compagna, presso l’abitazione di quest’ultima dove anch’egli risiedeva.
A stabilire il risarcimento il tribunale di Roma con la sentenza del 23 Gennaio 2015.
La motivazione: il mancato adempimento degli obblighi di visita fissati al momento della separazione.
È doveroso aggiungere che, nel caso specifico, il padre era stato molto assente negli anni precedenti (poiché trasferitosi all’estero con la nuova compagna), tornato in Italia, si prese carico dei suoi obblighi genitoriali esclusivamente proponendo alla figlia (quasi diciottenne) di trascorrere i week end insieme a lui e alla sua compagna, presso l’abitazione di quest’ultima, proposta che la ragazza aveva seccamente rifiutato.
Il meccanismo sanzionatorio applicato è quello previsto dall’articolo 709-ter c.p.c. In base alla durata dell’inadempimento ed alle condizioni economiche dell’uomo, il risarcimento è stato quantificato in euro quindicimila, da versare su un libretto di deposito intestato alla minore, con vincolo giudiziale fino al compimento della maggiore età.
Vicenda controversa, molto frequente, ma che non sempre finisce in tribunale o si conclude con un risarcimento.
Come quantificare in denaro un ruolo genitoriale? Possono forse 15 mila euro sostituire la presenza di un padre? Sicuramente no.
E voi? Cosa ne pensate?
È giusto “obbligare” i propri figli a frequentare il “nuovo compagno della mamma” o la “nuova compagna del papà”?

‪#‎investigazionitonyponzi‬ ‪#‎separazione‬ ‪#‎affidamentominori‬
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‪#‎Stalking‬, quando la vittima è un uomo
un fenomeno meno noto e meno discusso, quasi fosse un tabù ma che esiste e che lentamente sta provando ad emergere dal silenzio che lo circonda.
Lo dimostrano i casi che finiscono nei fascicoli delle procure e che
vedono in crescita le denunce nei confronti delle donne. Generalmente ad alimentare gli atti persecutori è la fine di una relazione che porta l'ex compagna ad avere degli atteggiamenti ossessivi e violenti. Tra le violenze segnalate ci sono quelle psicologiche, le umiliazioni, piccole e grandi crudeltà alle quali si aggiungono i ricatti legati alla possibilità di vedere i figli, che un’ ex in molti casi non teme di usare come arma.
Quando sentiamo parlare di “vittima di stalking, siamo portati a pensare automaticamente ad una figura femminile, questo perché la cronaca più volte si è occupata di questo fenomeno, di cui le donne sono le tristi e inconsapevoli protagoniste, atti ossessivi come quelli dello stalker non di rado sfociano in grandi violenze che si concludono, troppo spesso, in gesti estremi come l’omicidio.
Tuttavia, anche gli uomini sono vittime di stalking, forse più spesso di quanto si possa pensare, e anche se con motivazioni totalmente contrapposte a quelle delle donne, anche per gli uomini, reagire a tali persecuzioni non è facile.
L’uomo, nella nostra società , viene considerato il “sesso forte” e il loro silenzio, a differenza di quello delle Donne, deriva anche da questo. E' difficile per un uomo dire “ho bisogno di aiuto”, anche a causa di una società che rimarca sempre sul loro coraggio e sulla loro forza.
Un fattore questo che difficilmente viene considerato. L'uomo davanti alla violenza della donna si trova spesso nelle condizioni psicologiche di non poter reagire. In alcuni casi perché è consapevole che se lo facesse potrebbe fare molto più male di quanto ne stia subendo.
L'aiuto di un investigatore privato può aiutarti a trovare le prove
legalmente riconosciute della violenza psicologica subìta. Richiedi la nostra consulenza.
‪#‎investigazionitonyponzi‬
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‪#‎assenteismo‬ ‪#‎investigazionitonyponzi‬

Sei un datore di lavoro e hai Dipendenti che si assentano troppo spesso dal posto di lavoro mettendosi in malattia ?
Secondo la legge, sia il datore di lavoro che l'Inps possono richiedere la visita fiscale per controllare l'effettivo stato di salute del proprio dipendente che si dichiara in malattia. 
Ma nonostante quest'ultimo abbia l'obbligo di farsi trovare reperibile al proprio domicilio, spesso non è sufficiente per controllare se il dipendente si assenta per un reale stato di malattia. Complice anche gli orari di eventuali visite di controllo ben note a tutti. Basta infatti farsi trovare reperibile al proprio domicilio negli orari prestabiliti per legge, un escamotage che in molti usano per mascherare stati di malattia fittizie ed ingannare cosi i propri datori di lavoro.
Verificare però l'attendibilità e la correttezza dei nostri dipendenti sopratutto nei casi di assenza prolungata è non solo indispensabile per la tutela della propria azienda, ma anche una forma di rispetto per i lavoratori che dovranno sacrificarsi per svolgere le manzioni del dipendente in malattia.
Per questo motivo oltre ai servizi proposti dall'INPS è importante per l'azienda valutare la collaborazione di un'agenzia investigativa.
Le nostre indagini saranno svolte con l'obbiettivo di accertare se durante il periodo di malattia anche al di fuori dell'orario di visita il dipendente presti altre attività in contrasto con il suo stato di malattia, come per esempio attività sportive o doppio lavoro.
La documentazione di eventuali attività lavorative, o attività che ritardano la guarigione o che siano in completo contrasto con quest'ultima forniranno al datore di lavoro le prove necessarie che autorizzano per legge il licenziamento per giusta causa.
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