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TerritorioScuola INFORMAZIONE - Didattica, Reti, Ricerche e Lavoro
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Maurizio Parodi è entrato nella scuola a sei anni e non ne è più uscito: studente, maestro, dirigente scolastico, ricercatore e infine padre (di uno studente). Vive a Genova dove si occupa di formazione, ricerca, progettazione in ambito socio-pedagogico, non essendo ancora rassegnato all'impermeabilità degli apparati educativi. Attualmente lavora presso il "Coordinamento Genitori Democratici".Ha collaborato con le più importanti riviste italiane di pedagogia e didattica, pubblicando un centinaio di articoli e alcuni saggi. Nel suo intervento "La scuola che fa male", Maurizio racconta la sostanziale insensatezza della scuola, così come è organizzata oggi. Le aule scolastiche, per lo più asettiche e fatiscenti, sono organizzate in funzione della mera trasmissione di informazioni, oltre che delle necessità di sorveglianza e di controllo. La stessa rigidità caratterizza i tempi scolastici, che organizzano la vita dell'istituzione secondo logiche che rispondono ad esigenze di organizzazione razionale, più che ai bisogni degli studenti.

In Italia, ancora troppi sono coloro che credono che a scuola bisogna andarci per forza. Questa intervista al dirigente scolastico Maurizio Parodi dimostra il contrario. La qualità della scuola di qualunque ordine e grado, pubblica o privata, si sta dimostrando sempre di più di qualità scadente e i comuni cittadini non sanno come difendersi. Le soluzioni, per fortuna, esistono e si chiamano "istruzione parentale", "homeschooling", "unschooling".

La Costituzione parla chiaro: articolo 30 e 33: “E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire, educare i figli […] nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti”; “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione”. Quando si sente parlare della “scuola dell’obbligo”. 

Per saperne di più: http://goo.gl/pC6BKO

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Lo sviluppo economico non è tale se non è equo e solidale. Il modello attuale prevalente è ancora fondato sui grandi monopolii della finanza, delle fonti di energia, della salute, del cibo, dell'istruzione.

Infrangere i dogmi che stanno condizionando, ormai da secoli, lo sviluppo delle società umane (più di 3/4 dell'umanità vive nella miseria e nella malattia) sarà inevitabile: la "partita" si giocherà sull'accelerazione esponenziale del consumo delle risorse naturali e di quelle ambientali che non saranno più in grado di sostenere lo sviluppo di società civili se non a costo di nuove guerre e arricchimenti conseguenti degli sciacalli di turno.

Non dobbiamo però pensare che tutto ciò che sta accadendo non riguarderà le vite di noi abitanti dei Paesi più "sviluppati" (bisognerà vedere fino a quando anche il nostro sistema reggerà, dinnanzi ad una delocalizzazione economica così spinta, frammentaria e ad elevato grado di dispersione) perché il nostro sistema economico sta diventando, ogni giorno che passa, sempre più dipendente anche dalle importazioni alimentari dai paesi extraeuropei.

Se fino ad oggi i sistemi economici sono stati rappresentati da una forma di tipo "piramidale" in cui il vertice è rappresentato da chi detiene il potere economico e perciò in grado di condizionare le vite di coloro che sono al suo servizio, come è possibile rimediare a queste sproporzioni e anomalie nella creazione e nella distribuzione della ricchezza?

Una delle possibili soluzioni potrebbe essere il P2P economico in cui i cittadini di un territorio si auto-organizzano per impiegare e produrre risorse locali (alimenti, energia, salute, tutela del territorio e dell'ambiente) e tutti sono "fra pari". La "ricchezza" che si forma viene così ridistribuita per migliorare - individualmente e collettivamente - il patrimonio territoriale, culturale, ecologico, storico comune su base esclusivamente locale con la creazione e l'impiego di una moneta totalmente svincolata dai poteri delle banche tradizionali.

E non potrà essere diversamente, perché l'alternativa a questo percorso potrebbe essere l'ennesima guerra mondiale, scatenata per fare arricchire i soliti noti (coloro che stanno guidando le sorti del mondo nella nostra epoca).

Nel video allegato, la spiegazione molto chiara degli obiettivi e delle risposte che una cooperazione equa e solidale potrebbe dare alle generazioni future in termini di una migliore qualità della vita.

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11 Settembre 2014 – [Davide Suraci] - Comunemente si è portati a pensare che il fumo di sigaretta, contenente oltre 7000 molecole ad alto potenziale cancerogeno, sia un modo per contrarre velocemente le patologie tumorali. Altri pensano che i dolcificanti si comportano allo stesso modo.

Ma non abbiamo fatto i conti con gli organismi geneticamente modificati. Essi veicolano pesticidi così potenti da essere in grado di provocare la morte di qualsiasi cellula e/o tessuto e/o organo con cui entrano in contatto. Sono il “contrario” della vita. La loro “ingegnerizzazione” ha consentito di “progettarli” in modo da costringere chi coltiva ad impiegare un certo tipo di pesticida (insetticida, diserbante, fungicida, alghicida), guarda caso prodotto dalla medesima industria che ha realizzato la coltura geneticamente modificata.

Adesso chiediamoci: quanti di questi OGM entrano a far parte della nostra dieta quotidiana? Quale percentuale di OGM negli alimenti tradizionali è consentita dalle legislazioni in materia? Come facciamo noi, poveri mortali, a capire di “cosa” sono fatti il cibo e le bevande che ingeriamo?

Dobbiamo sapere che non esistono misurazioni circa le quantità di OGM presenti nei cibi, nelle bevande e nelle sigarette che consumiamo. Gli scienziati che “ingegnerizzano” una pianta le cui parti saranno destinate al consumo tendono a promuovere i pesticidi corrispondenti e poco importa loro se i consumatori rimarranno vivi e malati oppure moriranno.

Attenti quindi a controllare ciò che mangiate e/o bevete e smettete di fumare al più presto.

Articolo integrale:
http://alturl.com/ngnwk
Traduzione italiana by Google!:
http://alturl.com/x5iws

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ll suolo, da risorsa a disponibilità limitata, è diventato una pattumiera a disponibilità illimitata. Nel suolo si sviluppavano comunità viventi che sono arrivate fino a noi contribuendo alla formazione dell'acqua, della vegetazione, degli animali, di tutte le forme di vita, dell'atmosfera.

Consumo di Territorio, Inquinanti Organici Persistenti, Inquinamento del Suolo, Inquinamento delle Acque, Post Carbon Cities sono i problemi - attualissimi - di cui nessuno parla ma che stanno condizionando il nostro presente e il nostro futuro.

Moltissimi documenti in formato pdf, video, schede evolute, da scaricare gratuitamente per aggiornarvi , informare, condividere.

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La "Fabbrica del Consenso - Noam Chomsky e i mezzi di informazione" (1992) è un film-documentario che vi fa comprendere come funziona la concentrazione della proprietà dei media e il "modello propaganda" nel condizionare o, meglio, nell'estorcere subdolamente il consenso alla maggioranza dell'opinione pubblica. Alla luce di queste spietate analisi di Noam Chomsky trovano una spiegazione molto condivisibile tutti i fatti storici, economici, sociali attuali e degli ultimi cento anni.

Qui, http://www.territorioscuola.com/videores/video/view/BVoJMtbgNSw/BVoJMtbgNSw?title=La+Fabbrica+del+Consenso+_+Parte+1+di+2+%28Sottotitoli+Italiano%29 la prima parte.
Qui, http://www.territorioscuola.com/videores/video/view/7g2OwQcuhXY/7g2OwQcuhXY?title=La+Fabbrica+del+Consenso+_+Parte+2+di+2+%28Sottotitoli+Italiano%29 la seconda parte.

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Oggi, più di ieri, occorre controllare direttamente tutto ciò che mangiamo e facciamo mangiare ai nostri figli.

Occorre iniziare da noi stessi, dalle nostre famiglie, a cambiare le regole del gioco. Pere che giungono sui nostri mercati direttamente dalla Cina, "cibi" venduti nei ristoranti cinesi di cui non conosciamo l'origine, numerosissimi prodotti agricoli che in passato venivano coltivati a non più di dieci chilometri dalle nostre abitazioni, oggi provengono dall'India, dall'Argentina, dal Brasile, dal Sud Africa e non si tratta di prodotti esotici ma di ortaggi, verdure, frutta...

La nostra agricoltura (non quella della "Green Revolution") è stata condannata all'estinzione da scelte economicamente ed ecologicamente distruttive per il nostro sistema economico-ambientale. Ma è davvero migliorata la qualità della nostra vita?

Una risposta: Agricoltura Sostenibile per ridurre l'impatto ambientale locale e globale, incrementare il prodotto interno, migliorare la qualità di ciò che mangiamo e delle nostre vite.

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Il Suolo - Lo si è sempre considerato come qualcosa di inerte, spregevole e vile. I luoghi comuni come "vai a zappare la terra", "braccia rubate all'agricoltura", hanno inculcato nel  "sentire comune" la percezione che la terra fosse un "qualcosa" di sporco. l'industrializzazione selvaggia, la "green revolution", l'analfabetismo di massa, hanno completato l'opera.

Nelle scuole e nelle università ci hanno insegnato che nel suolo ci si poteva "buttare" praticamente di tutto: all'inizio i pesticidi, poi i rifiuti tossici e chissà cos'altro... :-(

Analizzando al microscopio e con qualche goccia di reagente un piccolo grumo di terra, ci accorgiamo che è completamente sterile (non ci sono più i batteri e le altre forme di vita). Dal punto di vista fisico il terreno non riesce a conservare più la sua struttura e, aggiungendovi una semplice goccia d'acqua, diventa fango. La sostanza organica, di cui abbondava prima che la "green revolution" prendesse piede, si aggirava intorno al 6%: oggi siamo in presenza di valori prossimi allo zero..  :-(

Abbiamo cementificato torrenti costruendovi sopra università, ospedali, campeggi, parcheggi. Abbiamo consentito la lottizzazione selvaggia di ambienti sub-urbani, liberalizzato lo sfruttamento di territori che avrebbero dovuto svolgere il ruolo di interfaccia biologica fra gli ambienti urbani e quelli destinati a scopo ricreativo e conservativo...

Abbiamo, abbiamo.... :-( :-(:-(

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