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Tano Di Gangi
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Parrucchieri a Roma
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SAGARO ACADEMY: COME REALIZZARE UN SOGNO Spesso vi sarete chiesti come poter realizzare il vostro sogno che tenete, ormai, chiuso da anni in un cassetto. La soluzione è davvero semplice: basta “iniziare per gioco”. È così che Tano di Gangi, uno tra i più importanti Hair Stylist italiani, ha esordito nello spiegare come sia riuscito ad aprire la sua prima scuola con riconoscimento internazionale.
Ciao Tano, ci potresti parlare un po’ di te? Certamente! Sono nato in Germania da genitori siciliani, e dopo 13 anni siamo tornati in Italia, dove nel mio periodo di formazione ho studiato le lingue: francese, inglese e tedesco, e nel contempo mi avvicinai alla professione di mio padre, della quale mi sono perdutamente innamorato. Iniziai come shampista e ora mi ritrovo a lavorare per una grande azienda come la Bes, ma soprattutto a dirigere una scuola insieme a Catherine Borgese, mia moglie.
A proposito della tua scuola, com’è nata? L’ accademia è nata un po’ per gioco. Parlando del più e del meno dei nostri progetti stilistici, visto che lavoro per un’ azienda internazionale, la Bes , il mio avvocato scherzando mi propose di aprire una scuola tutta mia. Era il sogno di tutta una vita,ma nel percorso per la sua realizzazione, ho trovato degli ostacoli.
Che tipo di ostacoli? Quando abbiamo chiesto alla Regione Lazio i permessi per aprire la scuola, non c’è li hanno dati. Ammetto che mi ero arreso e volevo abbandonare questo progetto ma, poi, parlando con un mio amico ho conosciuto l’ HABIA, una scuola internazionale dove gli attestati consegnati ai ragazzi sono riconosciuti dallo Stato e quindi dal Ministero.
Tano, spesso quando si parla di accademia, si pensa ad un mondo chiuso dove solo pochi possono entrare. Come hai strutturato la tua? Nella mia scuola il sogno è per tutti e chiunque spinto da una grande passione può accedervi: ci sono ragazzi che puntano ad aprirsi un loro negozio; ci sono quelli già parrucchieri che intraprendendo nuovi corsi di formazione e poi ci sono dei veri e propri gruppi di ragazzi che mi affida la Bes da formare a livello accademico. Il nostro format è sempre lo stesso: ogni studente deve saper fare un buon taglio sia ad una donna che ad uomo. Bisogna andare al passo con i tempi, non bisogna più essere ancorati alle tradizioni dove una ragazza, per esempio, non sapeva tagliare e
modellare una barba maschile. Nella nostra scuola non esistono questo tipo di distinzioni. Chi esce da qui, è formato sotto ogni aspetto, direi proprio a 360°.
Credo che questo sia il vostro punto di forza: il dare ai ragazzi una formazione totale. Questa tua accademia come hai detto, dà la possibilità anche a chi è già nel mondo dell’ hair stylist di continuare a studiare. Immagino che lo continuare a fare anche tu Non bisogna mai fermarsi, ci sono sempre nuove cose da imparare, ad esempio qui ho una serie di libri da studiare sulle nuove tendenze sia maschili che femminili. Bisogna stare al passo con i tempi, innovarsi e rinnovarsi allo stesso tempo. Bisogna essere dei ricercatori pieni di passione, per portare avanti un progetto simile, ma soprattutto bisogna dare a tutti un’ opportunità di imparare e di realizzare il proprio sogno.
La Sagaro Academy offre quindi a tutti i ragazzi appassionati di questa professione, la possibilità di essere formati sotto ogni punto di vista, non solo ma offre a chi è già nel settore numerosi corsi di aggiornamento per andare al passo con i tempi. Dovrebbero esserci più scuole così, prive di distinzioni e di etichette, dove la differenza la fanno gli studenti amanti di questa professione.
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09/01/19
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Sagaro Academy for international Hair Stylists

Perché i parrucchieri chiudono di lunedì?



Che sia una volta a settimana o due al mese, che ci si vada giusto in vista di un’occasione speciale, importa poco. Chiunque, uomo o donna, ama recarsi dal parrucchiere o barbiere, per concedersi qualche ora di relax e di coccole. Un momento di svago, di evasione. Un modo come un altro per prendersi cura della propria persona. Vi siete mai chiesti però perché barbieri e parrucchieri siano chiusi proprio di lunedì? Questa pratica, che vale in tutte le regioni di Italia da nord a sud, vanta delle origini davvero antiche e affonda le sue radici in una vicenda alquanto curiosa, che intreccia amore, gelosia e morte. 
Il motivo per cui i locali di barbieri e parrucchiere restano chiuse il lunedì è da ricercarsi, infatti, un terribile omicidio. Dobbiamo tornare indietro nel tempo, nel 1700. Siamo a Firenze, capoluogo toscano. È l’estate del 1742. In quella che sembra una placida giornata di giugno in via San Cristofano, nei pressi di Santa Croce, viene ritrovato un cadavere. Si tratta di una donna di nome Mariuccia, una prostituta molto nota in città. La comunità è sconvolta, subito la polizia comincia ad indagare, nel tentativo appunto di capire chi sia l’assassino della donna sgozzata. Le ricerche da parte dei Birri, così venivano chiamati prima a Firenze i poliziotti, cominciano dai banchi dei pegni con la speranza che il responsabile di quel brutale delitto si sia recato lì per disfarsi di qualche prova. Quell’intuizione si rivela geniale: dopo qualche giorno, infatti, in uno dei banchi viene ritrovato il vestito indossato dalla donna nella notte nella quale è stata brutalmente uccisa. I Birri riescono così a risalire ad un certo Antonio di Vittorio Giani, famoso barbiere di Firenze, che lavorava nella zona di via Romana. In un primo momento l’uomo nega ogni coinvolgimento, poi cede e racconta di aver ucciso lei perché follemente innamorato della giovane, quanto geloso.
Processato, Antonio viene condannato all’impiccagione. Il lunedì dopo l’omicidio della prostituta,
il corpo dell’assassino barbiere penzola in piazza davanti a una folla immensa. Molti abitanti della città per assistere all’esecuzione avevano tenute chiuse le attività commerciali. Tra i cittadini, moltissimi barbieri, amici e colleghi di Antonio di Vittorio Giani. Da allora per ricordare il collega 22enne e Mariuccia, la donna da questi uccisa, i barbieri decisero di mantenere sempre chiusa la bottega il lunedì. Una consuetudine, come avrete capito, che ha vinto i secoli, arrivando fino ai giorni nostri. Incredibile, no?

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Martedì a Roma
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