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Psicologo Milano
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aiutiamo a sviluppare nuovi punti di vista, abilità e strategie per affrontare le difficoltà quotidiane
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Il Neurofeedback Dinamico non Lineare è una tecnica innovativa, non invasiva, indolore e senza effetti collaterali che permette di ricavare informazioni sull’attività cerebrale sviluppandone le potenzialità e l’armonia interna.

Tramite l’allenamento (neurotraining) il cervello impara ad autoregolarsi migliorando il suo funzionamento in modo completamente naturale.
L’organismo diventerà più efficiente nella gestione delle prestazioni e si verificherà un miglioramento generale della salute e del benessere individuale.
Il cervello ritrova la stabilità e l’efficienza perdute a causa di traumi fisici e psichici o semplicemente di esperienze di vita che hanno prodotto apprendimenti e schemi disfunzionali.

Il Neurofeedback Dinamico si adatta al funzionamento specifico di ogni singolo cervello, permettendogli di rendersi conto delle proprie incoerenze e di autocorreggersi per ottimizzare le sue performance, ridurre l’ansia e tutte le sue somatizzazioni, diminuire lo stress e restituire alla persona maggior senso di efficacia ed energia nella vita quotidiana.

Le applicazioni del Neurofeedback Dinamico sono molto vaste: aumento delle prestazioni in generale, creatività, gestione dello stress in ambito manageriale, focalizzazione dell’attenzione e potenziamento della concentrazione per atleti, artisti, studenti, professionisti,… è indicato per coloro a cui viene richiesto un uso intensivo della mente e devono spesso affrontare delle sfide sottoponendosi ad un livello di stress notevole.

In ambito clinico il training è adatto nei casi di: ansia, attacchi di panico, disturbi alimentari, stress, fobie e paure incontrollate, insonnia e disturbi del sonno, mal di testa e cefalea, fibromialgia, sindrome da fatica cronica, stati tensivi muscolari, problemi di stomaco ed intestino.

In particolare per bambini e adolescenti: ADHD deficit d’attenzione, difficoltà e disturbi dell’apprendimento (DSA), difficoltà comportamentali, iperattività, fobia scolastica.

Si rivela efficace anche come intervento di supporto in stati depressivi e/o in combinazione alla terapia farmacologica.

Il cervello è alla ricerca costante delle condizioni ideali di equilibrio, è plastico ed in continua evoluzione, a qualsiasi età e qualunque condizione psicofisica. Quanto più siamo consapevoli del nostro comportamento, tanto più facile è cambiare.

Per maggiori informazioni sul Neurofeedback Dinamico puoi fare riferimento al nostro sito dedicato: www.NeuroTrainer.it

http://www.milanopsicologo.it/neurofeedback-dinamico/
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Eye Movement Desensitization and Reprocessing : (desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari)

Negli ultimi anni ci sono stati più studi e ricerche scientifiche sull’EMDR che su qualsiasi altro metodo usato per il trattamento del trauma e dei ricordi traumatici. I risultati di questi lavori hanno portato questo metodo terapeutico ad aprire una nuova dimensione nella psicoterapia. L’efficacia dell‘EMDR è stata dimostrata in tutti i tipi di trauma, sia per il Disturbo Post Traumatico da Stress che per i traumi di minore entità. Nel 1995 il Dipartimento di Psicologia Clinica dell’American Psychological Association ha condotto una ricerca per definire il grado di efficacia di questo metodo terapeutico e le conclusioni sono state che l’EMDR è non solo efficace nel trattamento del Disturbo da Stress Post Traumatico ma che ha addirittura l’indice di efficacia più alto per questa categoria diagnostica.

L’EMDR è un approccio complesso ma ben strutturato che può essere integrato nei programmi terapeutici aumentandone l’efficacia. Considera tutti gli aspetti di una esperienza stressante o traumatica, sia quelli cognitivi ed emotivi che quelli comportamentali e neurofisiologici. Questa metodologia utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra, per ristabilire l’equilibrio eccitatorio/inibitorio, provocando così una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali.

Si basa su un processo neurofisiologico naturale, legato all'elaborazione accelerata dell’informazione. L’EMDR vede la patologia come informazione immagazzinata in modo non funzionale e si basa sull'ipotesi che c’è una componente fisiologica in ogni disturbo o disagio psicologico. Quando avviene un evento ”traumatico” viene disturbato l’equilibrio eccitatorio/inibitorio necessario per l’elaborazione dell’informazione. Si può affermare che questo provochi il ”congelamento” dell’informazione nella sua forma ansiogena originale, nello stesso modo in cui è stato vissuto. Questa informazione ”congelata” e racchiusa nelle reti neurali non può essere elaborata e quindi continua a provocare patologie come il disturbo da stress post traumatico (PTSD) e altri disturbi psicologici.

I movimenti oculari saccadici e ritmici usati con l’immagine traumatica, con le convinzioni negative ad essa legate e con il disagio emotivo facilitano la rielaborazione dell’informazione fino alla risoluzione dei condizionamenti emotivi. Nella risoluzione adattiva l’esperienza è usata in modo costruttivo dalla persona ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo.

Le ricerche condotte su vittime di violenze sessuali, di incidenti, di catastrofi naturali, ecc. indicano che il metodo permette una desensibilizzazione rapida nei confronti dei ricordi traumatici e una ristrutturazione cognitiva che porta a una riduzione significativa dei sintomi del paziente (stress emotivo, pensieri invadenti, ansia, flashback, incubi). Infatti, questa nuova forma di psicoterapia è stata rivolta inizialmente al trattamento del Disturbo Post Traumatico da Stress, ma attualmente è un metodo ampiamente utilizzato per il trattamento di varie patologie e disturbi psicologici.

L’EMDR è usato fondamentalmente per accedere, neutralizzare e portare a una risoluzione adattiva i ricordi di esperienze traumatiche che stanno alla base di disturbi psicologici attuali del paziente.

Queste esperienze traumatiche possono consistere in:

piccoli/grandi traumi subiti nell'età dello sviluppo
eventi stressanti nell'ambito delle esperienze comuni (lutto, malattia cronica, perdite finanziarie, conflitti coniugali, cambiamenti, ...)
eventi stressanti al di fuori dell’esperienza umana consueta quali disastri naturali (terremoti, inondazioni, ...) o disastri provocati dall'uomo (incidenti gravi, torture, violenza, ...)

http://www.milanopsicologo.it/emdr-trattamento/
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La Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT - Cognitive Behavioral Therapy) è una psicoterapia sviluppata negli anni '60 da A.T. Beck. Le sue origini, possono essere fatte risalire agli inizi del Ventesimo secolo dalla tradizione scientifica della psicologia sperimentale, in particolare dagli studi di J.B. Watson e I.P. Pavlov, fondatori della corrente teorica del "Comportamentismo". A partire da questi studi, furono applicate al campo della sofferenza mentale una serie di tecniche di modificazione del comportamento, il cui insieme venne definito "Terapia Comportamentale". Intorno agli anni 60, l'evoluzione della ricerca scientifica in psicologia compie grossi progressi, soprattutto grazie all'introduzione delle prime sperimentazioni di simulazione dei processi mentali tramite computer. Vengono sviluppate una serie di tecniche che, oltre al comportamento, si propongono la modificazione e il cambiamento dei processi mentali, vale a dire i pensieri e le emozioni; in questo modo l'insieme di metodologie, che vengono ora definite "Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale" si presentano efficaci e applicabili ad una vasta gamma di problemi, che in precedenza erano difficilmente trattati con le tecniche che si limitavano alla modificazione del comportamento.

http://www.milanopsicologo.it/terapia-cognitivo-comportamentale/
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Noi di Neurotrainer crediamo nella capacità dell’essere umano di poter aumentare il proprio benessere attraverso programmi di allenamento che sfruttano la naturale abilità di cambiare del cervello, cioè la sua propensione ad adattarsi alle attività che svolge, in modo da poter operare al massimo livello. La capacità di rafforzare le proprie debolezze cognitive, di reindirizzare i modelli di pensiero e rompere le abitudini emotive può cambiare la vita. Crediamo che il cervello possa migliorare sempre, ad ogni età.

Il cervello utilizzando il 20% delle risorse corporee, pur essendo solo il 2% del peso corporeo, ha bisogno di essere il più efficiente possibile. L’ allenamento cerebrale aiuta il cervello a risparmiare energia e ottimizzare le funzioni.

L’allenamento neurocomportamentale per il cervello è simile all’allenamento fisico del corpo. Gran parte della nostra sofferenza proviene da pensieri e sentimenti ricorrenti pervasivi che rendono le nostre menti emotivamente instabili o cognitivamente “bloccate”. Il Neurofeedback Dinamico richiede al cervello di attingere dalle sue risorse esistenti ed uscire da questi schemi mentali disfunzionali. Il risultato è lo sviluppo di una mentalità più aperta e positiva in cui gli ostacoli diventano più gestibili e i problemi più risolvibili.
“Brain Training” significa allenare il cervello ad essere più presente e più efficace in ogni momento, attraverso la cancellazione di vecchi modelli e schemi disfunzionali.
Il Neurofeedback Dinamico può essere meglio descritto come “meditazione in iper velocità”. Tutti i vantaggi di essere auto-consapevoli, ma senza dover svolger alcun compito, quindi senza sforzo!
Si tratta di un modo sicuro, naturale, non invasivo e privo di effetti collaterali per migliorare la qualità della vita generale ripristinando la funzione cerebrale naturale e sana.
Si può paragonare la sensazione durante una sessione di training a quando si sogna ad occhi aperti e qualcuno ci chiama facendoci ritornare al momento presente.
Nella nostra vita moderna siamo raramente presenti e quasi sempre impegnati a pensare, preoccuparci o utilizzare la tecnologia. Questo significa che i nostri cervelli raramente sono in grado di funzionare correttamente causando l’insorgere di sintomi e condizioni di disagio.
Il “Brain Training” riporta il cervello al momento presente dove può svolgere le sue funzioni al meglio. Le nostre capacità cerebrali aumentano e i nostri sintomi cominciano a svanire.
L’allenamento del cervello riporta semplicemente il nostro subconscio al suo stato naturale e funzionante. Ciò significa eliminare dal cervello ciò di cui non ha più bisogno in modo che possa concentrarsi completamente sul compito attuale, qualunque cosa sia.
Rimuovendo i modelli appresi di reazione allo stress come la preoccupazione e i pensieri negativi, si prova una sensazione di leggerezza e profondo rilassamento come ci si fosse liberati da un grosso peso.

http://www.neurotrainer.it
#neurofeedback #milano #italia

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Come sviluppare la fiducia nelle relazioni

Quanto spesso nei conflitti e nelle difficoltà relazionali emerge il problema della fiducia?

“Ha tradito la mia fiducia”, “Non posso più fidarmi dopo quello che ha fatto”, “E’ preferibile essere diffidenti per non farsi fregare”, “Non sei degno della mia fiducia”.
Sono solo alcune delle affermazioni che emergono in terapia e che normalmente vengono seguite da comportamenti e atteggiamenti di chiusura, risentimento, recriminazione, rabbia manifesta.
Il dolore percepito unito alla difficoltà nel trovare una soluzione possono essere così forti da portare alla rottura della relazione.
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"Che figura! 5 regole per affrontare l’imbarazzo" by @PsychologyMilan on @LinkedIn 

https://www.linkedin.com/pulse/che-figura-5-regole-per-affrontare-limbarazzo-milanopsicologo-it 

L’imbarazzo è una delle emozioni più spiacevoli ma al contempo inevitabili con le quali tutti abbiamo a che fare più o meno quotidianamente nelle situazioni sociali. A seconda della nostra sensibilità e di alcune caratteristiche di personalità avremo maggiore o minore facilità nella gestione di questa emozione e diversi saranno i suoi effetti e le sue conseguenze sulla nostra vita quotidiana.

#milano #psicologia
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Si dice spesso che per amare gli altri bisogna innanzi tutto amare se stessi, ma che significa in pratica? Sono convinta che per poter amare se stessi, innanzi tutto sia fondamentale conoscersi affondo ed arrivare alle cause che in qualche modo ci impediscono di amarci davvero ed influiscono negativamente sulla nostra autostima e sulla nostra capacità di aprirci all’amore verso noi stessi e verso le altre persone.
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