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Serena Agneletti
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Il viaggio verso il proprio io: l'unico davvero necessario da fare
Recensione di "Sui passi di Francesco. Da La Verna ad Assisi per affrontare se stessi" di Diego Fontana
Non recensisco molti libri; quando lo faccio, dev'essere per un buon motivo.

Tra le letture di questa estate, un libro che mi ha piacevolmente sorpreso è stato Sui passi di Francesco di Diego Fontana. Parla del viaggio fisico e interiore intrapreso a piedi dallo stesso Diego insieme a un piccolo gruppo eterogeneo negli intenti e nel tipo di approccio all’esperienza lungo il sentiero che da La Verna conduce ad Assisi, la città del santo. La struttura è tripartita in narrazione vera e propria, flashback della vita pubblicitaria di Diego e bestiario degli animali immaginari. È un libro agile da leggere, vale la pena centellinarlo per far decantare i pensieri al suo interno; il mio consiglio è di non divorarlo tutto in una volta.

Narrazione

Da umbra, mi è piaciuto poter visualizzare (o immaginare con un buon grado di approssimazione) buona parte dei posti e dei paesaggi narrati, credo appaiano molto vividi anche a un lettore che non li conosce. Mi è piaciuto anche il ritratto che emerge delle persone incontrate: non dei bietoloni in mezzo al verde (come a volte mi sembra ci vedano da fuori), bensì persone genuine, non per forza socievoli o espansive, ma di una ospitalità sincera quando serve, seppure senza tanti fronzoli.
Credo che, soprattutto nei piccoli centri abitati, sia più forte l’attenzione alla sostanza, la sensibilità di fronte al forestiero che si avvicina umilmente alla cultura del posto e ho sentito tutto questo riverberare nelle parole di Diego. C’è una certa spiritualità permeata in tutto da queste parti, non necessariamente religiosa, a volte la percepisci in una strada sterrata, in un frutteto, sulle rive di un corso d’acqua o in un vecchio casolare; per questo motivo ho trovato perfettamente coerente la sua scelta di intraprendere il viaggio definendosi un camminatore e non un pellegrino.
Il suo è un racconto assolutamente personale, ma riesce nell’impresa di sublimarlo e renderlo comprensibile e godibile anche agli occhi di chi con i cammini non ha particolare dimestichezza; mi ha fatto pensare a opere classiche come la Divina Commedia o l’Odissea, con le quali è possibile fare qualche parallelismo: i suoi gironi sono gli stati interiori e i dubbi sul completamento del percorso, le tentazioni le spinte egoistiche o individualiste, i suoi vate gli animali che compaiono di tanto in tanto come buon auspicio.

Un altro me (flashback di vita pubblicitaria)

[Attenzione: qua la recensione si mescola a note autobiografiche, n.d.r.]
Tra queste righe ho ritrovato molte delle mie frustrazioni, molto del mio disamoramento per la pubblicità e del desiderio di mollare tutto, perché sento di non aver più niente da dire o l’entusiasmo necessario per continuare a farlo nonostante la sensazione di remare da troppo tempo controcorrente. Non sono giunta a una decisione definitiva e al momento per motivi personali non posso fisicamente intraprendere un cammino per fare chiarezza dentro di me; sono quindi ancora impantanata in quelle stesse situazioni, ma leggere di qualcun altro che avverte un certo modo di fare comunicazione come uno sport da ricchi mi ha in qualche modo confortato; spero di poter presto archiviare anch’io esperienze e sensazioni sgradevoli come flashback, anche se dovesse significare ripartire da zero facendo qualcos’altro [ma che cosa? A me pare di essere buona solo a scrivere, n.d.r.].

Bestiario

Visto il mio debole per i giochi di parole mi è piaciuto molto e ho apprezzato in particolare la scelta di chiuderlo con l’animale immaginario per eccellenza, soprattutto di questi tempi: l’essere umano.

Ho comprato questo libro spinta dalla curiosità e dalla mia solita tendenza a cercare risposte nei segni (che possono includere esperienze e testi altrui) e mi sono sentita ripagata dalla serenità di chi non ha risposte certe, ma è disposto ad affrontare e affrontarsi, a mettersi in discussione sporcandosi le mani (anzi, le scarpe), a mettere chilometri tra ciò che sente e ciò che gli viene chiesto o imposto di essere.

Per acquistare il libro: https://www.amazon.it/passi-Francesco-Assisi-affrontare-stessi/dp/8865492201

#letteraturadiviaggio #recensione #suipassidifrancesco

(Photo by Edoardo Busti on Unsplash)
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Ogni azione, anche virtuale, comporta conseguenze e implica responsabilità
ecco il messaggio finale della serie Black Mirror

Ho finito faticosamente di vedere Black Mirror; mi ero imposta di farlo prima dell'inizio del Trono di Spade, perché non reggo troppe cose angoscianti insieme. È una serie che sviluppa molte tracce fantascientifiche (ma futuribili) sull'impatto della tecnologia nelle nostre vite, che inizia in modo atroce (per me il primo episodio è stato difficilissimo da digerire) e termina, non dico sottotono, ma in modo molto meno horror di quanto alcuni episodi intermedi mi facessero temere.

Non so dire se il verdetto finale contenga una lieve speranza oppure no, ma ho trovato una scelta azzeccatissima terminare con una puntata sull'importanza dell'assumersi la responsabilità delle proprie azioni digitali: spesso compiute con leggerezza, d'impulso o come valvola di sfogo, ma che possono avere conseguenze o innescare reazioni molto serie e concrete. Come dire: non ti assicuro che tutto quello che hai visto si avvererà, ma sappi che quello che fai virtualmente ha un peso reale, perciò ragiona bene prima di lasciarti ipnotizzare dal fascino dello specchio nero su cui digiti ossessivamente.

Non è vita reale, ma può influenzarla; è solo immagine riflessa, ma alla lunga può essere lei a distorcere te.

Consiglio a tutti di vederla; magari vi disgusterà o infastidirà, a volte vi sembrerà troppo pesante, ma vi instillerà dei dubbi e delle riflessioni che potranno forse rendervi più consapevoli di cosa fate in rete, quando lo fate.

#blackmirror #tecnologia #serietv
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Lettera al cliente mediocre
Una provocatoria riflessione sui meccanismi inceppati nei lavori di comunicazione
(o, almeno, del mio)

In questo post pubblicato su +Scrivopositivo mi diverto (si fa per dire) a scrivere una lettera di presentazione seguendo le richieste non manifeste, ma che si sono palesate con il tempo, di clienti reali. Alcune volte capire la scarsa considerazione del mio lavoro è stata una doccia fredda, altre volte si è trattato di un mezzo disastro annunciato, almeno dall'istinto.

Forse il modo migliore per allontanare cose e persone con cui non siamo professionalmente allineati è dire la verità - per quanto sgradevole possa essere - fin da subito. Non accettare qualsiasi compromesso. Vedere un momento di inattività come tempo utile per studiare, aggiornarsi e affermare con ancora maggior consapevolezza la propria competenza.

#scrittura #web #freelance
Ognuno di noi ha il cliente che si merita?
troppo riduttivo pensarla così, ma lo è anche convincersi del contrario:
che, se non lavoriamo mantenendo standard di qualità elevati, sia sempre colpa degli altri.

È un ragionamento applicato alla scrittura per il web, ma vale per ogni altro lavoro in comunicazione: se vuoi che un cliente dia valore al tuo lavoro, daglielo per primo tu. Come? Non accettando compensi improponibili. Facendo sentire la tua voce, con garbo e fermezza, se gli accordi non vengono rispettati. Continuando a studiare per accrescere il valore della tua offerta.

#comunicazione #scritturaweb #freelance

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Turismo in Umbria: agganciarlo via social
Adesso o mai più
Dopo gli scossoni naturali, diamo uno scossone all'industria del turismo

Dopo l'impatto mediatico degli ultimi terremoti nel Centro Italia, in Umbria c'è tanto da ricostruire: più che dal punto di vista strutturale, il comparto del turismo deve riorganizzarsi strategicamente per tornare ad attrarrre visitatori. La bassa stagione, appesantita dalle prenotazioni cancellate, rischia di creare dei problemi molto seri a un'economia regionale già debole e che crede erroneamente che il turista sappia da solo cosa fare e dove andare una volta arrivato qui.

Essere belli, buoni, verdi non basta, se non c'è nessuna strategia condivisa di fondo. Soprattutto adesso.

Siamo una regione piccola, fatta di piccole imprese e di poche persone, tra cui i più giovani o se ne vanno o non hanno la forza per investire in un'attività. Se lo fanno, lo fanno in modo prudente, un passo alla volta, con effetti che, molto spesso, hanno un raggio limitato. La comunicazione non fa eccezione.

A fronte di risorse economiche limitate di default, i social (quelli giusti, gestiti in modo consapevole) sono un aiuto da non sottovalutare.

Ricominciamo a ragionare da qui, ma non una struttura alla volta, o ciascuna città per sé: mettiamo in campo una task-force di professionisti (della comunicazione, dell'accoglienza, della ristorazione, della cultura) e facciamoli lavorare insieme per un obiettivo comune: il futuro della nostra regione.
Ce la facciamo?

#turismo #umbria #socialmedia 
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La precarietà come scelta di vita
All'inizio ce l'ha imposta la crisi di ogni sistema nel quale siamo stati abituati a vivere fino a circa 15 anni fa
E ora?

Ora questa esperienza diretta sembra aver modellato la nostra mente al punto che la stabilità non rientra più tra gli obiettivi di un'intera generazione.

Guadagno troppo poco per comprare una casa.
Ma se guadagnassi di più, davvero me la sentirei di comprare un bene immobile che può crollare/essere spazzato via da un'alluvione/varie ed eventuali?

Il posto fisso a tempo indeterminato è un sogno irrealizzabile.
Ma se me lo proponessero, ce la farei a stare nello stesso posto tutti i giorni per 8 ore al giorno?

Benvenuti nella testa di un #Millennial, dove le cose cambiano in continuazione, il vero capitale sono le esperienze e quello che è necessario oggi potrebbe diventare superfluo domani.

Ecco un ritratto dei prossimi adulti con i quali la comunicazione e il mercato avranno a che fare tracciato da +Startup Italia.

#trend #stilidivita
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Lo storytelling che porta fuori dai sentieri già tracciati
Due progetti promuovono la bellezza non convenzionale di luoghi diversi tra loro
entrambi fuori dagli itinerari di massa.

Su Tumblr ho scoperto un progetto interessante: Forgotten Iowa.
L'intento è molto chiaro e specificato immediatamente nel blog:

"Ci sono 947 città nell'Iowa. Voglio fotografarle una per una."

Ogni post è un concentrato di immagini iconiche di un lato meno scintillante e ricco dell'America, ma ugualmente carico di fascino.
Un testo incornicia le varie foto: al centro possono esserci tradizioni, informazioni urbanistiche, storia, politica, folklore, prodotti tipici (addirittura cosa c'era e ora non c'è più, come nel caso della città fantasma Albany).

Mi ha fatto tornare in mente l'esperienza di #UmbriaInPin, un progetto di mappatura dei 92 comuni dell'Umbria tramite foto, testi e geolocalizzazione con lo scopo di far conoscere tutte le piccole realtà di questa regione, al quale ho partecipato sin dall'inizio.

I numeri tra le due realtà non sono paragonabili, ma vedo dei punti in comune tra loro:
- con pochi elementi Forgotten Iowa e Umbria in Pin raccontano storie
- le storie accendono i riflettori su ogni singolo centro
- ogni singolo centro trasmette un carattere proprio

Sullo sfondo rispettivamente l'Iowa e l'Umbria, lo stato e la regione attraverso il quale i team viaggiano post dopo post (e gli utenti con loro).

Di base, forse, c'è anche una stessa consapevolezza: non possiamo aspettare che il turista si imbatta quasi casualmente nelle cose da vedere una volta che è già sul posto e ha un itinerario da seguire, dobbiamo costruire una narrazione a monte che inneschi in lui la curiosità di visitare dal vivo quei posti di cui può non sapere niente, ma di cui può innamorarsi a distanza; se siamo abbastanza bravi da convincerlo a partire, dopo il viaggio sarà lui a tramandare un racconto, frutto della sua percezione dei luoghi.

L'Umbria è la regione italiana con la più alta qualità della vita per l'anno 2016, l'Iowa è nella top 10 degli Stati Uniti. Dopo aver visto questi work in progress un salto non ce lo fareste?

Forgotten Iowa: http://forgotteniowa.com/
Umbria in Pin: http://bit.ly/italia-in-pin-umbria

#storytelling #promozione #territorio
Forgotten Iowa
Forgotten Iowa
forgotteniowa.com
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Lascia che la curiosità faccia il suo corso
per decidere se leggere un libro oppure no non cercare spoiler,
fidati del (sotto)titolo

Nel mio caso ha funzionato, spero sia così anche per te. Magari proprio con questo libro!

https://instagram.com/p/BJA-nQtBV-u/
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Magnus, lo Shazam dell'arte
Un'app permette di ricevere informazioni di base su un vasto catalogo di immagini
Per riceverle basta un click (della fotocamera)

L'arte contemporanea è multiforme, tanto che a volte è difficile da individuare e riconoscere come tale.
Questa app non si sostituisce ad una visita guidata, ma fornisce ai suoi utenti delle coordinate di base utili alla comprensione dell'opera.

La parte più bella del progetto è la sua alimentazione dal basso, il fatto che gli utenti possano contribuire direttamente all'ampliamento dell'archivio attraverso le proprie esperienze.

Dissento però da un passaggio dell'articolo: un'opera non ha mai un solo significato e non sempre è necessario capirla per apprezzarla - dovremmo tra l'altro metterci d'accordo su cosa significhi, in questo caso, capire. L'arte (tutta, non solo contemporanea) va esperita.
Si può quindi rimanere incantati a guardarla non per dimostrare la nostra erudizione, ma per quello che è, per quanto suscita in noi, inseguendo un filo narrativo con cui imbastiamo il dialogo tra l'opera e noi soltanto.

#artecontemporanea #app #crowdsourcing
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Quali sono le caratteristiche necessarie per trasformare un evento in un successo?
Il caso #TEDxAssisi : 100 persone (+ reti sociali) che hanno fatto la differenza

+Matteo Piselli, speaker per il tema #Partecipazione  all'interno di uno degli eventi organizzati da Scenario, spiega in meno di 8 minuti quali scelte sono state determinanti per la buona riuscita del primo TEDx organizzato in Umbria.
Lo Scenario
Partecipazione e TEDx

Il mio intervento al Secondo appuntamento de #LoScenario a Città di Castello presso la Nuova Sala Parrocchiale MDL.

In sei minuti ho cercato di spiegare il percorso che ha portato al successo di +TEDxAssisi e di come sia difficile da replicare.
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Idee in un minuto feat. Leonardo Di Caprio
Da un lato un video di un minuto che spiega cos'è la motivazione, dall'altro il primo Oscar di Leonardo Di Caprio. Che rapporto c'è tra di loro?
Sono la teoria e la pratica di un unico discorso.

Idee in un minuto è un nuovo format di +Nuovoeutile - Annamaria Testa per parlare in modo sintetico di alcuni aspetti che hanno a che fare con il mondo della creatività.
Il primo episodio è dedicato alla motivazione.
https://www.youtube.com/watch?v=ihsv9kQWDts

Condividerlo oggi mi porta a fare un'associazione mentale con l'attualità: un attore molto dotato ha finalmente ricevuto il più alto riconoscimento per il suo lavoro, dopo diverse nomination andate a vuoto: Leonardo Di Caprio ha vinto il suo primo Premio Oscar come attore protagonista nel film The Revenant.

Nella prima parte del suo discorso di ringraziamento si capisce quanto si sia impegnato per raggiungere questo traguardo (la mèta da conquistare citata nel video come uno dei due principali motori della motivazione), così come è chiaro che la spinta interiore a calarsi in ruoli sempre più difficili negli ultimi anni per lui abbia (probabilmente) prevalso sulle cifre che avrà incassato per interpretarli. La realizzazione di The Revenant ha portato Di Caprio a confrontarsi con situazioni estreme: oltre al clima oggettivamente inospitale, mangiare del fegato crudo di bisonte non dev'essere stato facile per un vegetariano.

Nella seconda parte dà ampio spazio ai cambiamenti climatici. Non è un discorso da Miss Universo, il film che lo ha portato a vincere il premio è strettamente legato alla natura:
"Girare The Revenant è stato occuparsi della relazione tra l'uomo e il mondo naturale. (...) La nostra produzione ha avuto bisogno di spostarsi fino alla punta più meridionale di questo pianeta solo per trovare la neve. I cambiamenti climatici sono reali, stanno accadendo in questo momento. È il pericolo più grave che la nostra intera specie si trova ad affrontare, e dobbiamo lavorare insieme e smettere di procrastinare."

Inoltre l'ambiente è una causa che Leonardo ha a cuore in prima persona: è Messaggero di Pace per il Clima per le Nazioni Unite e ha creato una fondazione a difesa della biodiversità, delle zone incontaminate del pianeta, degli oceani e in generale per contrastare i cambiamenti climatici a lungo termine: http://leonardodicaprio.org/

Molti hanno detto che questo non è il migliore film di Leonardo Di Caprio, quasi fosse un peccato essere premiato in questa occasione e non, ad esempio, per The Wolf of Wall Street. Forse lui la pensa diversamente: questo film (e il riconoscimento che ne deriva) è l'anello di congiunzione tra il cinema e il rispetto dell'ambiente, tra finzione e realtà, il personaggio e la persona.
Non potendo chiedere conferma a lui di questa impressione, mi accontento della conclusione del suo discorso:
"Non prendiamo per scontato questo pianeta. Io non prendo questa sera per scontata."
Questa frase è la dimostrazione esatta della riflessione finale contenuta nel video sulla motivazione: "È il modo in cui pensiamo le cose a determinare il modo in cui riusciremo, o non riusciremo, a farle".
E un gran bel modo di dire grazie.

fonti:
https://www.youtube.com/watch?v=mnRDYUhwyEw
http://www.ilpost.it/2015/12/26/dicaprio-the-revenant/
http://www.focus.it/ambiente/ecologia/leonardo-di-caprio-loscar-e-i-cambiamenti-climatici

#leonardodicaprio #motivazione #oscar2016
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